29 febbraio 2008

HOOLIFOBIA


Preoccupazioni per l'arrivo di 4000 tifosi inglesi per la gara di Coppa Uefa Fiorentina-Everton del 6 marzo

Gli hooligans non ci sono più, ma a Firenze c'è apprensione per la gara contro l'Everton del 6 marzo.Il tutto è emerso da un primo incontro di scambio d'informazioni tra i rappresentanti della questura di Firenze, della polizia inglese e delle due società calcistiche, svoltosi nella questura del capoluogo toscano. La disponibilità di 2.432 biglietti per i tifosi inglesi preoccupa per la possibilità che in realtà siano oltre 4.000 i supporter britannici in arrivo a Firenze sin dalla sera precedente la gara, intenzionati in ogni caso a recarsi allo stadio. La questura si sta accordando con la polizia inglese per trovare un accordo.

DASPO VIOLATO ?


TORINO - Il giudice di Torino Ivana Pane ha stabilito oggi che Alessandro Carnazza, il 26enne tifoso del Torino arrestato martedì sera dopo il derby con la Juventus, dovrà restare in carcere. Il giovane è accusato di essere stato alla partita nonostante il divieto (il cosiddetto Daspo) emesso nei suoi confronti dalla questura. Carnazza ha negato i fatti, sostenendo di essersi recato allo stadio solo per incontrare la sua ragazza. Il processo si terrà il prossimo 13 marzo.

BELLA, BRAVA, BIS

Avvocato Monica Arossa
monica.arossa@faccio-polleri.com

È nata a Torino il 31 luglio 1972; è iscritta all'Albo professionale di Torino dal 2001.

Offre assistenza nella materia penale e si occupa in particolar modo dei procedimenti avanti il Giudice di pace, delle problematiche penalistiche ricollegate a situazioni di tossicodipendenza e delle misure di prevenzione conseguenti a disordini nel corso di manifestazioni sportive.

MONICA, BELLA E BRAVA

La procura aveva scelto la linea dura e aveva chiesto condanne esemplari per gli ultras arrestati nella zona dello stadio Olimpico subito prima del derby del 30 settembre. Ma la prima tranche del processo per direttissima contro una ventina di tifosi arrestati dai carabinieri, si è conclusa ieri con una decisione clamorosa: tutti gli imputati che avevano scelto di non patteggiare e di essere giudicati con rito abbreviato sono stati assolti per non aver commesso il fatto, tranne uno. Oggi è prevista l´udienza per il secondo gruppo, una decina di facinorosi che erano stati arrestati dalla polizia: la decisione dei giudici Bellone, Perelli e Meroni rischia inevitabilmente di influenzare anche questo processo parallelo.
Dodici patteggiamenti a un anno e due mesi, sette assoluzioni e una sola condanna, per Sergio Bruni, a un anno e quattro mesi: è la decisione dei giudici della prima sezione che hanno impiegato dieci camere di consiglio per emettere il loro verdetto, arrivando poi ad assolvere con formula dubitativa. La procura è rimasta duramente colpita da questa sentenza: «Siamo molto stupiti, impugneremo immediatamente». Dietro la dichiarazione tranchant del procuratore capo Marcello Maddalena, si nasconde tutta l´amarezza dei pm Paola Stupino e Carlo Pellicano che avevano condotto il processo profondamente convinti di avere nelle loro mani prove schiaccianti, e non solo indizi, della colpevolezza degli imputati. E´ stata una direttissima decisamente fuori dal comune quella che si è svolta in quasi sei mesi: gli scontri tra accusa e difesa sono stati molto accesi, e hanno coinvolto anche il procuratore aggiunto Francesco Saluzzo sceso in aula al fianco dei suoi sostituti per dare maggior peso alle ragioni della procura. Le accuse erano quelle di lesioni, resistenza, lancio di oggetti contundenti, istigazione a delinquere e danneggiamenti: i pm avevano chiesto inizialmente due anni di carcere, poi un anno e quattro mesi in abbreviato.
I difensori contestavano in particolare il fatto che fosse stato redatto dai carabinieri un verbale di arresto cumulativo. Visionando attentamente i filmati, alcuni avvocati, in particolare Monica Arossa, si erano accorti che le immagini che ritraevano i tifosi non risultavano omogenee, ma erano presenti alcune interruzioni: il filmato era stato riportato su una cassetta che conteneva già la registrazione di un corteo avvenuto i primi di settembre. Inoltre, secondo i legali, quegli stessi filmati non mostravano gli imputati durante momenti di scontri. Dopo alcune difficoltà nel riuscire a reperire e visionare i filmati originali, c´era stato un ulteriore colpo di scena: un sottufficiale della guardia di Finanza avevano fornito una versione sugli scontri differente dai carabinieri, che rafforzava ulteriormente la tesi dei difensori: «Quando abbiamo detto ai ragazzi di fermarsi loro l´hanno fatto, non ci sono stati momenti di violenza o tensione» avevano spiegato il finanziere. La procura aveva persino chiesto gli atti per poter procedere contro di loro per falsa testimonianza, ma i giudici hanno assolto gli imputati con il secondo comma (la vecchia insufficienza di prove) «salvando» così anche i due agenti da eventuali ripercussioni. «A questa sentenza si è giunti con un´attenta visione dei filmati - ha spiegato l´avvocato Arossa, il legale esperta di incidenti di stadio - sono davvero soddisfatta perché non doveva passare il messaggio che si possa arrestare un intero gruppo di persone con un verbale cumulativo».

LA NOVITA'

Tifosi e steward istruzioni per l'uso
Da domani 10.000 in azione: disarmati, ma "pubblici ufficiali"
ALVARO MORETTI
ROMA. Un esercito di 10 mila steward doc negli stadi italiani. Si muoverà da
domani, pur con qualche problema dell'ultimo minuto che ha irritato il
Viminale. Alla Roma, ad esempio, mancano una sessantina di steward e oggi
dovrà chiederli in prestito alla Lazio, per non subire chiusure di settore o
le porte chiuse nella sfida di domani col Parma alle 18 - vera ouverture,
dopo la B alle 16 -: hanno la panchina corta, a Trigoria. Corsa contro il
tempo anche per l'Udinese (problemi nella formazione) che chiederà a Milano
cento uomini per il match con l'Atalanta. I due club hanno ancora 24 ore per
ultimare le pratiche, oggi riunione dell'Osservatorio per dare o meno il via
libera. L'operazione slittata da inizio stagione al fatidico 1° marzo parte
davvero, non senza qualche problema gestionale.
IN CURVA Il vero problema sarà però l'utilizzo copioso nelle curve
pericolose. Proprio qui, infatti, il diritto di cittadinanza dei
"fosforescenti" non è ancora certificato e alcuni club pagano di più la
prestazione nelle zone "a rischio". A Roma la divisione della curva con
corridoi ha aiutato. Mentre i napoletani a Livorno e i romanisti a Milano
(niente trasferta a Napoli, però) sono stati ben accolti e gestiti proprio
dagli uomini in casacca gialla. E l'esercito dei volontari impiegati finora?
Quelli non certificati o troppo anziani per andare in prima linea saranno
impiegati per l'accoglienza. E in caso di match clou piuttosto complessi,
pensiamo a Inter- Liverpool dell'11 marzo, saranno incrementate le forze:
impiegati 600 uomini (150 nella curva dei Reds) invece dei 300 normali. Un
lusso pensando a Roma?
STEWARD EXPORT Hanno svolto corsi di 20 ore presso 80 strutture certificate.
Ci sono le major della formazione, come Adecco e Metis, c'è stata Coni
Servizi che ha formato alla Scuola dello Sport dell'Acquacetosa. Ma ci sono
anche società di bodyguard e le onlus della Protezione civile. O i Vigili
del Fuoco: il comando provinciale di Roma ha provveduto a formare gli
steward giallorossi e supportare la Lazio, che come altri club s'è assunta
in proprio l'incarico di formare. Psicologia degli eventi di massa, diritto
e nozioni di ordine pubblico, pronto soccorso, antincendio le materie
studiate. Un fenomeno al quale assisteremo già al debutto sarà quello della
"portabilità" dello steward. Se nella città vicina o nel club cugino c'è un
problema di numero, si può attingere all'altra, previa "certificazione"
sullo stadio di destinazione. Due ore di corso perché ogni steward è
abilitato nel proprio stadio e per ogni stadio c'è un'abilitazione. Come i
prestiti al calciomercato...
DIRITTI E DOVERI È il decreto Amato dell'8 agosto 2007 a regolare
l'attività, diritti e doveri dell'esercito degli steward italiani. Sono
incaricati di pubblico servizio, gli omini o gli omoni con la casacca gialla
(o arancione, con la scritta "steward" e un numero progressivo
d'identificazione). Hanno la legittimazione passiva di un poliziotto: se li
colpisci, offendi o sputi loro è come se lo facessi a un agente. Non possono
essere armati: anche i responsabili (uno ogni 20 steward) non dovranno
essere guardie giurate. Hanno l'obbligo di rapportare alla polizia
giudiziaria sui comportamenti illeciti ai quali assistono. La loro
possibilità di intervento è limitata all'interposizione: resistenza passiva,
aprendo le braccia e intimando di non effettuare azioni vietate. Per il
resto dovrà relazionare e passare la palla al poliziotto vicino. Lo steward
che cerca di fare il Rambo rischia di perdere certificazione e qualifica. Un
registro degli eventi (mancato ingresso in curve o settori, violenze) sarà
stilato dal responsabile nazionale della sicurezza negli stadi e sanzioni
come la chiusura dell'impianto arriveranno quando lo steward sarà toccato.
CHE FARANNO? Nei 40 stadi con capienza superiore ai 7500 spettatori (altri
21 dovranno attrezzarsi a breve), nelle 6 ore circa di servizio gli steward
dovranno - dopo aver assistito al briefing all'interno - bonificare
l'impianto, prefiltrare, filtrare e istradare gli spettatori, controllarli e
assisterli in caso di necessità, quindi assecondarne il deflusso.
ALTRI DIVIETI Oltre al provvedimento relativo a Napoli-Roma del 9 marzo,
l'Osservatorio ha deciso che sarà possibile acquistare un solo tagliando per
ogni spettatore per le partite Torino-Atalanta, Lazio-Livorno,
Genoa-Juventus, Ascoli-Pisa e Verona-Foggia.

TUTTOSPORT

LESIONI

La Cassazione ha confermato la condanna da parte della Corte di Appello di Trento per i tre tifosi della Lazio a tre anni e sei mesi di reclusione per lesioni gravi ai danni di un giornalista della Gazzetta dello Sport. "La Corte - si precisa nel dispositivo della Quinta Sezione - rigetta i ricorsi e condanna i ricorrenti in solido al pagamento delle spese processuali". L'episodio contestato risale al 19 luglio del 2002 quando la squadra di calcio biancoceleste era in ritiro a Vigo di Fassa. Un gruppo di tifosi aggredì il giornalista della Gazzetta dello Sport, Maurizio Nicita, colpendolo con calci e pugni e provocando "lesioni gravi". Finirono a processo tre ultrà: Yuri Alviti, Fabrizio Toffolo e Fabrizio Piscitelli. Tutti e tre i tifosi sono sotto processo in due diversi procedimenti: quello con Chinaglia per l'estorsione alla Lazio e un altro per associazione a delinquere proprio del gruppo 'Irriducibili'.

Scontri tra giovani pisani e livornesi

Alla stazione di Pisa centrale, alcune decine di persone hanno accolto con un lancio di pietre il treno che riportava gli ultras amaranto nella loro città, dopo la partita Fiorentina-Livorno

Ennesimo atto di inciviltà legato al mondo del calcio. Il treno che riportava i tifosi livornesi a casa dopo la partita con la Fiorentina, è stato accolto con un lancio di sassi alla stazione di Pisa centrale. I tifosi livornesi hanno quindi azionato il freno d'emergenza del treno e hanno risposto lanciando sassi raccolti fra i binari. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polfer pisana, che hanno preferito far ripartire il treno, per evitare lo scontro diretto fra le tifoserie. Sono in corso le indagini per identificare i responsabili degli episodi.

28 febbraio 2008

NAPOLI-ROMA: SAN PAOLO VIETATO A TIFOSI OSPITI

Niente settore ospiti a disposizione della tifoseria organizzata per la partita Napoli-Roma, in programma per domenica 9 marzo: lo ha deciso l'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive (analoga misura per Sassuolo-Cavese), riunitosi oggi, stabilendo che i tagliandi potranno essere acquistati singolarmente solo per i residenti nella regione Campania e non saranno cedibili. Per le gare Torino-Atalanta, Lazio-Livorno, Genoa-Juventus, Verona Hellas-Foggia, Ascoli-Pisa, poi, sarà possibile acquistare un solo tagliando per ciascuno spettatore al posto di quattro.

Juve-Fiorentina, un odio antico




TORINO - Una volta erano Quelli che... la odiano di più. La Juventus a Firenze è ancora una bestemmia che si porta appresso una storia strana di livore viola, vecchia ormai più di 25 anni. Nonostante la serie B (prima del fallimento viola e poi della Juve condannata per Calciopoli) abbia tentato di spaccare la tradizione. E nonostante l'andata l'abbia pacificata un po'. Domenica si giocano le appendici del duello Inter-Roma, con i bianconeri a difendere il terzo posto, e i viola in scalata. L'ennesimo riverbero di una rivalità ossidata, scavata da un unico lontano evento. L'incrocio sbagliato tra due strade sempre percorse a velocità diverse. Uno scudetto solo, di mezzo. Deflagrante. E' bastato quello, per sviluppare le viscere di questo odio profondo. Anno lontano: 1982.

A maggio ancora un anno qualsiasi, prima che diventasse l'epoca d'oro dei grandi del Mundial di Spagna. Juve e Fiorentina sono testa a testa. Una lunga sfida che porta tutte e due in cima alla classifica ad una giornata dalla fine. E' la Viola di "Antonio" Giancarlo Antognoni cuore di Firenze, del primo Daniel Ricardo Bertoni, di Giovanni Galli, del giovane Massaro, di Ciccio Graziani. Ultima giornata: Juve e Fiorentina prime, 44 punti. La Juve va a Catanzaro e vince con un rigore nel finale di Liam Brady (arbitro Pieri, il papà di quello sfiorato da Calciopoli). La Fiorentina va a Cagliari e segna nel finale con Graziani: gol annullato. Finimondo. La Juve diventa campione d'Italia. La Fiorentina se la prende col mondo filobianconero. Famosa la frase di Franco Zeffirelli, regista ultrà, intellettuale e capopopolo della Fiesole: "Ho visto Boniperti mangiare noccioline in tribuna, sembrava un mafioso americano". Querele e controquerele, ma germoglia un odio grande così.

A maggio di 3 anni dopo, nel 1985, la vendetta trasversale del cattivo gusto. La Juve vince la Coppa dei Campioni nell'inferno dell'Heysel, la tristemente famosa coppa insanguinata dei 39 morti del settore Z. L'Italia piange, la Juve non riesce a festeggiare, la curva "Fiesole" la domenica successiva scrive uno degli striscioni più macabri della storia: "Heysel: 39 gobbi in meno". Dal maggio nero al maggio del tradimento, 5 anni più avanti: 1990. I Pontello coi debiti fino alla testa decidono di vendere Roberto Baggio. E lo vendono alla Juve. A Firenze sembrano gli ultimi giorni di Savonarola. Pontello, il conte, assediato e cacciato. Per Baggio c'è la gente che scende in piazza anche di notte. Niente: è gia tutto fatto. Baggio è della Signora. E per scherzo del destino in quella primavera la Fiorentina di Baggio va in finale di Coppa Uefa proprio contro la Juve. E' più di un qualsiasi scontro "fratricida".

A Torino vince la Juve 3-1, Baggio gioca con la viola ma addosso ha già la maglia della Juve. Al ritorno, si gioca ad Avellino perché il "Comunale" è squalificato, finisce 0-0: la Juve alza la Coppa, l'ultimo trionfo bianconero di Dino Zoff, da allenatore, in un clima surreale con i fiorentini che fischiano ed applaudono Baggio. E con in panchina Ciccio Graziani, arrivato al posto di Giorgi esonerato. Proprio Graziani, 8 anni dopo quel gol fantasma di Cagliari. La rivincita di Firenze arriva l'anno successivo 7 aprile 1991: al Comunale torna Baggio tutt'al contrario, da nemico si rifiuta di battere un rigore, la Fiesole gli regala centinaia di sciarpe e lui uscendo se ne mette una al collo e la bacia. Il suo rigore lo tira, e lo sbaglia, De Agostini. La Fiorentina vince 1-0. Agnelli chiamerà Baggio 'coniglio bagnato'. Poi gli anni moderni, e le strade divaricate. La Fiorentina piega la testa, la Juve si prende tutto o quasi con l'era Lippi. La Fiorentina fa in tempo a prendersi l'ultima festa: il 13 dicembre 1998 Fiorentina-Juventus finisce 1-0, segna Batistuta di testa, e poi si inginocchia 'suonando' la chitarra: l'ultima serenata alla Signora. Da allora Firenze non vince più.

E nel frattempo le squadre cominciano a mischiarsi, con l'odio della gente travolto dagli eventi giudiziari. La Fiorentina si prende pezzi di Juve: Torricelli e Di Livio, e poi Maresca, Chiellini (tornato bianconero), Miccoli e Balzaretti. All'andata, ottobre scorso, l'1-1 vale solo per esempio al contrario nel dossier arbitri della Juve, con quel gol di Iaquinta da non convalidare e quei rigori non fischiati a Semioli e Vieri. Domenica sarà, ancora, una giornata da comprimarie in ascesa: la Fiorentina giovane contro la 'giovane Signora'. Per un odio antico di storia, pacificato, solo un po', dal ritrovarsi insieme in scalata, piccole tra le grandi.

SKY-FO DI TELECRONACA

Il pareggio della Roma al Meazza ha scatenato il tam-tam mediatico delle radio romane. Sotto attacco, l'arbitro ed i telecronisti di Sky. Di Fabio Caressa e Bergomi sono stati diffusi perfino i numeri di cellulare. Secondo molti ascoltatori i due avrebbero 'palesemente coperto' gli errori dell'arbitro Rosetti. Camiglieri, responsabile della comunicazione Sky, ha definito 'criminale' il comportamento di una emittente, parlando di 'aggressione vigliacca': 'E' auspicabile che la Lega intervenga'.

CROCI CELTICHE A SAN SIRO


I muri e i cancelli esterni dello Stadio Meazza di Milano, dove stasera (ieri sera, nda) si giocherà Inter-Roma, sono tappezzati da alcune decine di manifesti con una croce celtica bianca su sfondo nero e le scritte 'Resta sveglio! Cuore nero'. I manifesti sono affissi soprattutto in corrispondenza dei varchi d'ingresso della curva nord che ospita gli ultras dell'Inter. 'Cuore nero' è un circolo di estrema destra che si trova nella periferia nord e molti dei suoi membri fanno parte del gruppo ultras nerazzurro degli Irriducibili. Intorno a San Siro l'afflusso dei tifosi si sta svolgendo senza problemi.

CHI SONO I TEPPISTI?


La polizia antisommossa spagnola è stata definita "animali" dopo che aggredito a manganellate i tifosi del Bolton, macchiando una storica vittoria per i Wanderers. La polizia ha attaccato i tifosi prima durante e dopo la partita di Coppa UEFA contro l'Atletico Madrid la scorsa notte. La violenza ha guadagnato il primato in occasione del trionfo dei Wanderers che hanno raggiunto i 16esimi di finale per la prima volta nella loro storia. La polizia a cavallo ha caricato i tifosi fuori lo stadio prima della partita ed all'interno dello stadio la violenza è continuata. Si è intensificata dopo che l'arbitro ha fischiato il pareggio per 0-0 con i tifosi bombardati da monete da parte dei tifosi avversari e con la polizia che incalzava. Il tifoso Janet Peel, di 44 anni, ha detto: "Un uomo aveva il dito rotto e ce n'erano molti altri che necessitavano punti". La polizia stava trattando i tifosi come animali. "Ho speso ore per arrivare qui e anche un sacco di soldi. La gente si stava divertendo fino a quando siamo arrivati allo stadio" "Avevano alzato i manganelli senza alcun motivo e presto fuori si è scatenato il caos". Anche i tifosi dell'Atletico Madrid si sono picchiati tra loro, lanciando seggiolini. Gordon Shaw, di 40 anni, ha detto: "Erano scene di caos totale. La polizia stava picchiando la gente per nulla e i tifosi rivali erano pazzi". Secondo fonti della polizia, 14 tifosi sono stati portati all'ospedale. Circa 4000 tifosi del Bolton hanno seguito la partita. I fans portati all'ospedale hanno subito molte ferite, secondo testimoni. Grant Sanderson, di 20 anni, di Howe Bridge, Atherton, ha detto: "Stavamo andando allo stadio prima della partita e mio padre era davanti. E' sceso dal marciapiede per aggirare una macchina parcheggiata ed è scoppiato il caos. Mio padre era in terra mentre la polizia infieriva su di lui. Era coperto di sangue. Si è rialzato e siamo entrati ma mentre salivamo le scale ha collassato ed è dovuto andare all'ospedale". Colin Townsend, di 60 anni, da Westhoughton, ha detto: "La polizia stava provocando la folla. C'erano manganelli che volavano in ogni direzione. Io sono un uomo anziano, così ho preso il mio cappello e il cappotto e mi sono avvicinato alla polizia per mostrare che non stavo facendo nulla. Mi hanno spinto per le scale e mi hanno picchiato. Ho urtato la spalla ed ho un livido sulla schiena". Cllr John Walsh, consigliere Tory per Astley Bridge, che pure era al match, ha detto: "Era sopra il limite e la polizia semplicemente ci è entrata dentro". "Come al solito, questo incidente ha messo in ombra il risultato ma sono strafelice del risultato dei Wanderers" La violenza riflette ciò che hanno subito i tifosi dell'Aberdeen lo scorso dicembre, quando un tifoso fu picchiato fino all'incoscienza, passando la notte sotto cure intensive. Molti di quegli incidenti iniziarono quando skinheads del neofascista Frente Atletico ha attaccato i tifosi scozzesi fuori un bar. Non è dato sapere se questi teppisti - che nasconodono i loro volti con sciarpe e passamontagna - sono stati coinvolti anche negli scontri della scorsa notte. I Wanderers stanno cercando di vederci chiaro nelle tattiche di mano pesante usate dalla polizia. Un portavoce del club ha detto: "Stiamo cercando di parlare alla polizia, all'ambasciata e agli stewards che viaggiano con il club per accertare i fatti, ma in prima istanza sembra che i fans del Bolton siano senza colpe". Il Capo Superiore della Polziia di Boston DAve Lea, che ha viaggiato a Madrid con i tifosi del Bolton, ha detto: "Tutto quello che posso dire che che c'è stato uno schema di comportamento che ha ricalcato i precedenti incontri a Madrid. Abbiamo lavorato disperatamente con l'Home Office e il club ma, purtroppo, la polizia spagnola ha ritirato fuori i vecchi schemi. Questo sarà motivo di un reportage molto forte a varie autorità. Ci sono notizie di tifosi persino borseggiati". Il commento di un lettore: "Avrei voluto farvi vedere le foto che avevo scattato degli episodi di violenza inflitta dalla polizia prima e durante la partita ma sono stato scagliato a terra da un teppista con il manganello che ha tratto grande goduria (sorrideva nel mentre) nel distruggere la macchina fotografica e nel rompere il mio dito allo stesso momento! Pensate forse che stava cercando di impedire la sua identificazione e quella del suo reparto? Finalmente posso comprarmi una macchina fotografica più moderna da portare alla prossima partita di Lisbona".

BOTTIGLIATE A FIRENZE


Due tifosi di Livorno sono stati aggrediti poco prima della partita da un gruppo di fiorentini. Le vittime hanno meno di trent´anni ed avevano parcheggiato la macchina in viale Fanti all´altezza della passerella per andare insieme in Maratona, a tifare Fiorentina uno e Livorno l´altro. La loro auto deve essere stata notata dagli aggressori, che hanno aspettato che scendessero per sorprenderli alle spalle e colpirli con delle bottiglie. I livornesi sono stati portati a Santa Maria Nuova in ambulanza. Uno di loro ha una ferita alla testa estesa, l´altro è in condizioni meno serie. L´episodio ricorda quello successo nel gennaio dell´anno scorso, sempre prima di un Fiorentina-Livorno. In quel caso cinque persone aggredirono tre tifosi livornesi. La digos risalì a ai responsabili: ex calcianti e tifosi veronesi arrivati a Firenze per la partita. E sempre ieri sera 150 tifosi livornesi sono rimasti fuori nel corso del primo tempo per protesta perché 19 di loro senza biglietto non erano stati fatti entrare.

CASTELLO DI CARTE




Inflitta una sola condanna, altri dodici imputati patteggiano
TORINO
Sono stati assolti dal tribunale sette dei tifosi processati con rito abbreviato per gli incidenti scoppiati in occasione del derby Torino-Juventus del 30 settembre dell’anno scorso. I giudici hanno inflitto una sola condanna, a un anno e quattro mesi, per un singolo episodio.

Un’altra dozzina di imputati, prima del processo, avevano chiesto di patteggiare la pena: il tribunale ha accettato, infliggendo loro un anno e due mesi con il cosiddetto «Daspo» (il divieto di assistere alle partite).

Gli incidenti al vaglio della magistratura erano scoppiati in via Castelnuovo delle Lanze. Le testimonianze delle forze dell’ordine non avevano permesso di chiarire chi fossero i responsabili, «ma decisiva - rileva uno degli avvocati difensori, Monica Arossa - è stata l’analisi attenta dei filmati».

Dalla curva Nord al Vescovio nel mito degli hooligans

La loro filosofia è la conquista del territorio, attaccando per primi, di sorpresa
di Gabriele Isman e Silvia Scotti

Sampietrini divelti nella zona dello stadioSono i duri e puri. Sono quelli che in curva vengono chiamati "cani sciolti". Non sono i leader, i capi, quelli che - per questioni di interessi - hanno voluto tenere sotto controllo la curva e non hanno mai voluto l´anarchia. Loro non organizzano trasferte, non vogliono guadagnare con la squadra, non vogliono biglietti, non vendono gadget più o meno ufficiali. Sono gli ultrà nel senso più reale, quelli che hanno un codice da seguire e sono sempre fedeli alla linea, quelli che leggono Pennant Cass, quelli che non partono con i treni insieme agli altri. Devono essere liberi di agire, non vogliono rapporti con la società né con la polizia. Non vogliono essere scortati quando arrivano in un´altra città dove giocherà la loro squadra.Hanno la mentalità dello scontro, fonte di adrenalina pura. La filosofia della conquista del territorio - a cui accennava anche il pm Saviotti che ha emesso gli ordini di custodia cautelare - è quella di ispirazione inglese spiegata nel libro che l´ultrà conosce a memoria, "Congratulazioni" di Pennant Cass. È una questione di tempo: si deve attaccare per primi e si deve contrattaccare quando la tifoseria rivale viene colta di sorpresa; si conquista così il territorio e il massimo è arrivare sotto la curva avversaria, quello che in Inghilterra viene definito il take end. Del gruppo, vicino a Forza Nuova, solo due dei cinque ultrà della Lazio hanno più di trent´anni: Francesco Cenci e Pierluigi Mattei. In particolare Francesco è molto conosciuto in curva Nord. Esplicitamente di Forza nuova invece Daniele Pinti, 21 anni, e Fabrizio "Fabrizione" Ferrari, che nel partito di Roberto Fiore è anche dirigente.Il pm ha spiegato che le indagini sono iniziate un anno fa, dopo l´irruzione armata a Villa Ada, in cui due ragazzi tra i tanti che assistevano al concerto ella Banda Bassotti rimasero feriti. La polizia ha seguito, intercettato questo gruppo che ha «una spiccata vocazione alla violenza». Si ritrovano a piazza Vescovio dove anni fa vennero chiuse le sedi di Movimento sociale. C´è un pub, l´Excalibur, è il luogo dove si incontrano, dove si ritrovano per partire per le trasferte. Piazza Vescovio ha preso il posto di piazzale Clodio e dei Colli Portuensi. Da una decina d´anni, dall´ultimo periodo della presidenza Cragnotti e a cavallo dell´anno dello scudetto, è diventata la piazza dei laziali: lì nel 2001 attirarono con sciarpa giallorossa al collo i tifosi della Roma che festeggiavano il loro tricolore per far scoppiare una rissa.
In quella zona, i commercianti di viale Libia e viale Eritrea denunciarono nella notte tra il 30 e il 31 dicembre la comparsa di scritte con svastiche e celtiche su saracinesche di negozi di proprietà degli ebrei. Nella stessa area tanti gli episodi di bandiere di partiti di sinistra date alle fiamme e di lapidi di eroi della Resistenza partigiana imbrattate. Lì è nato il primo gruppo che dopo la morte di Gabriele Sandri è partito in direzione dello stadio Olimpico lo scorso 11 novembre per unirsi con gli altri. Hanno poi scatenato la guerriglia nella zona di Ponte Milvio e gli assalti alle caserme e al Coni. Da quella sera i controlli si sono intensificati e sono finiti

Calcio violento, i genitori ritirano i figli

Castellabate. Calcio violento e i genitori ritirano i figli dalla squadra. E’ accaduto a Castellabate, dove numerosi genitori hanno deciso di ritirare i figli tesserati con la squadra di calcio juniores del Santa Maria di Castellabate. La decisione è stata presa dopo la trasferta del 18 febbraio scorso a Padula, in occasione di una gara valevole per il girone N del campionato Juniores, al quale partecipano giovani nati dopo il 1988.Dopo la partita, terminata 3-3 tra le due formazioni giovanili, numerosi supporter della squadra padrone di casa erano entrati in campo e ne era seguita una rissa sedata a stento da giocatori e accompagnatori e dalle forze dell’ordine. In seguito a quell’episodio, i dirigenti della formazione cilentana avevano sporto denuncia per la scomparsa di quattro cellulari e alcuni portafogli custoditi negli spogliatoi. Giovedì scorso, infine, la decisione della sezione di Napoli della Figc che, per gli scontri scoppiati al termine di quella partito, aveva inflitto al Padula una multa di 150 euro. E ora arriva la decisione delle famiglie di ritirare i giovani atleti dal campionato, dove il Santa Maria occupa la seconda posizione.«Quello che è accaduto il 18 febbraio scorso ha scosso profondamente molte delle famiglie dei ragazzi - spiega Domenico Giannella, allenatore del Santa Maria - Una partita di calcio tra giovani si è trasformata in una specie di corrida. Questo è inaccettabile, come pure è discutibile che la Federazione disponga una multa di 150 euro per l’invasione di una cinquantina di persone, mentre per lo scoppio di un petardo le societá di calcio subiscono multe ben più pesanti». «Quello che più mi dispiace - prosegue l’allenatore della formazione giovanile del Santa Maria - è che ora la squadra rischia lo scioglimento, ma capisco la scelta di alcuni genitori e la loro paura. La stragrande maggioranza dei nostri tesserati non è maggiorenne e fino al 18 febbraio credeva nello sport come esempio di vita. Oggi non è più così». Infatti, la paura per quanto è accaduto nell’ultima trasferta ha spinto i genitori dei ragazzi a ritirare i propri figli dal campionato. Il racconto di quei terribili momenti vissuti a Padula ha lasciato il segno anche nei baby calciator

27 febbraio 2008

A ROMA SI DIFENDONO

ROMA (27 febbraio) - Primi interrogatori nel carcere di Regina Coeli dei tifosi di Lazio e Roma accusati dalla magistratura di appartenere a una struttura criminale dedita alla violenza non solo in ambito calcistico. Associazione per delinquere, devastazione, lesioni e porto di oggetti contundenti i reati contestati dalla magistratura, a seconda delle posizioni, con l'aggravante del terrorismo per gli accusati della guerriglia scoppiata in via Guido Reni l'11 novembre scorso dopo la morte del tifoso laziale Gabriele Sandri.

Alcuni degli accusati, come Francesco Ceci, considerato uno dei capi del gruppo, e Alessandro Petrella, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, mentre altri, tra questi Fabio Pompili e Alessio Abballe, hanno respinto le accuse. Gli interrogatori sono stati tenuti dal gip Guglielmo Muntoni, firmatario di 16 ordinanze di custodia cautelare in carcere e di quattro provvedimenti di obbligo di firma, alla presenza del pm Pietro Saviotti.

L'inchiesta giudiziaria riguarda una serie di episodi che vanno dall'irruzione ad un concerto rock della Banda Bassotti a Villa Ada all'assalto alla caserma di polizia in via Guido Reni in occasione della morte di Gabriele Sandri.

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carta avorio; brossura cucita; copertina plastificata
pag 300 (+33 pag solo di foto) € 22,00

Gli ultras sono cattivi. Sono la metà oscura del cielo del calcio giocato. L’osceno orrido della civiltà. Gli ultras sono il parafulmine dei benpensanti, dei borghesi, dei bottegai, dei professionisti, delle massaie, dei giornivendoli pennaioli, degli sbirri in cerca di vittime. Gli ultras sono la fogna a cielo aperto degli stadi. L’icona della violenza cieca e irrazionale. Io credo di sapere che gli ultras hanno diritto ad avere una storia alle spalle. Ed io il diritto di scrivere un libro su di loro. Con loro. Per loro. E questo è il libro che avete in mano. Questo libro nasce da esperienze personali, racconti orali, articoli di giornale, libri, di scritti esistenti e di memorie che vagano nel vento. Questo libro racconta storie di ultras e non solo, che sono legati nel loro tragico destino comune dal fil rouge di aver vestito per una volta, forse quella definitiva, per scelta, necessità, casualità o consuetudine, i panni del cane sciolto. Di colui che è fuori dal gruppo. Colui che viaggia da solo e pertanto ne gode dei benefici e delle ineluttabili conseguenze drammatiche. Sono storie di cani sciolti. Semplicemente.


COME ORDINARLO :

http://www.boogaloopublishing.com/orders.htm

MODELLO ARGENTINO

I tifosi del club argentino del Racing de Avellaneda, fermati dalla polizia ieri notte, mentre protestavano per la crisi del club, stanno cominciando ad essere liberati.

Gli incidenti ci sono stati di fronte alla sede dell'Associazione Calcio Argentino (AFA), dove si erano riuniti circa mille manifestanti, che si erano prima recati al Congresso nazionale dove erano stati ricevuti dalla deputata Delia Bisutti, della Commissione Sport della Camera dei Deputati che ha commentato "la situazione che attraversa il Racing e' di grande gravita' e deve portare ad un'analisi seria e profonda delle cause che hanno portato il club in queste condizioni".

Durante gli incidenti sono state fermate 32 persone, 14 delle quali sono state messe oggi in liberta', mentre le altre persone finiranno davanti alla giustizia, con l'accusa di resistenza all'autorita' e lesioni.

Sequestrato il "credo" degli ultrà


Massimo Lugli
Nell´inchiesta il proclama che unisce la violenza da stadio a quella politica
Credo dell´ultrà. Un ribelle solo contro tutti, «moderno, ribelle alle regole imposte da un sistema di vita ormai privo di ideali. L´ultras opposto non ha miti né fa un gioco una ragione di vita di certo sfrutta il palcoscenico che una partita di calcio offre per tirare fuori lo spirito ribelle che è in lui, per gridare al mondo che non scenderà mai a compromessi con nessuno. L´ultrà è opposto perché è opposta la sua vita che conduce: schiavo di niente e di nessuno, combatte l´arroganza di chi indossa la divisa e l´ipocrisia si una certa stampa in malafede. Ecco dunque chi è oggi l´ultrà opposto, alfiere di una bandiera che è un inesauribile fonte di ribellione». È uno dei documenti sequestrati dagli investigatori e finito negli atti dei magistrati che hanno indagato sul gruppo di supporter laziali e romanisti legati all´estrema destra. Sedici ultrà da ieri mattina sono in carcere con l´accusa, a seconda delle singole posizioni, di associazione per delinquere, devastazione, lesioni, porto abusivo di oggetti contundenti. Gli episodi contestati sono vari: dal raid dell´estate scorsa a Villa Ada durante il concerto della "Banda Bassotti" alle aggressioni a rom fino al progetto di attaccare le caserme dei carabinieri e della polizia dopo la morte di Gabriele Sandri.
Dall´inchiesta emerge la figura dell´«eroe negativo» a cui molti tra i teppisti da stadio (e non solo da stadio) cercavano di assomigliare. Alcuni più degli altri. Prendiamo Pierluigi Mattei, 28 anni «una personalità antisociale che sfrutta ogni pretesto nella vita politica come in quella privata per ricorrere alla violenza, spesso con l´uso di armi, per affrontare e a suo modo risolvere i problemi - scrive il Gip Guglielmo Muntoni nell´ordinanza di custodia cautelare -...nelle conversazioni intercettate si vanta addirittura di due omicidi commessi e quello che è più agghiacciante è che appare molto verosimile che non si tratti di una mera spacconata con la fidanzata, anche se non è stato possibile verificare il fatto....è anche pronto ad aggredire se non ad ammazzare un vicino di casa perché lo critica per non aver tenuto il cane al guinzaglio e minaccia con un coltello un autista dell´Atac per banali questioni di viabilità».
Segue una descrizione del litigio col vicino, raccontata a un´amica dallo stesso Mattei: «Gli ho dato una stranita, un´imbruttita, gli ho detto: a brutta faccia di c...l´altra volta mi hai pure guardato troppo, mo ti ammazzo proprio... questo te lo metto al collo, ti stringo finché non t´ho ammazzato, chiaro?». Ecco il giovane che, in auto con la madre, intercettato dal Ros, commenta l´uccisione di Gabriele Sandri: «Sarebbe da spararje in faccia alle guardie...Lo sai come la penso io, che te credi che non m´andrebbe di ammazzarla, una guardia?». In una conversazione del 9 ottobre, l´uomo parla degli ultras inglesi con un amico: «Con quelli ce semo menati in coppa delle coppe, con i zulù del Birmingham City...Gli avemo messo a ferro e fuoco Birmingham, so tutti negri, so negri pachistani...Loro saranno pure tanti ma le armi che usiamo noi in Italia e in Argentina non le usano....Gli argentini i ferri, noi le lame, loro stanno ancora alle scazzottate»....In una conversazione con la sua compagna, il 30 ottobre, Massi racconta che sul raccordo, stava per ammazzare uno con un coltello per motivi di viabilità e l´automobilista, alla vista dell´arma, è scappato.
L´unico latitante del gruppo è uno dei più anziani: Francesco Massa, 39 anni detto "er Ditta" che, secondo il Gio: «Risulta elemento organico alla tiforseria ultras romanista, segnatamente al gruppo Bisl, Basta infami solo lame e contiguo ad ambienti della criminalità comune gravitanti nei movimenti della destra extraparlamentare. In occasione degli scontri dell´11 novembre mostra una volontà criminale....«Dovemo faje un macello. Quale parola? Devi fa gli scontri subito».

DERBY , STRISCIONI E BOMBETTE


I granata l'hanno preso ( spero con "modalità" ultras)
ed esposto in Maratona.

Belle le coreografie, riciclate, dati i tempi duri.
Due arresti evitabilissimi, poche tensioni.
I Drughi sono arrivati con le bombette nere in testa,
stile anni Ottanta.
E' stato proibito l'ingresso a due striscioni ironici
sui cuginastri granata.
Persino uno striscione dedicato ai bambini morti a Gravina
è rimasto fuori per le intollerabili lungaggini burocratiche.

NO AL CALCIO MODERNO !

AGGIORNAMENTI

Sono saliti a due i tifosi arrestati ieri sera dalla Digos in occasione del derby tra Juventus e Torino. Dopo l'ultras bianconero finito in manette per aver lanciato alcune bombe carta contro le forze dell'ordine prima della partita, al termine dell'incontro e' stato invece fermato un tifoso granata 26enne accusato di aver violato il provvedimento emesso dalla Questura di Forli' il 3 giugno del 2006 che lo diffidava per tre anni.

Il tifoso e' stato sorpreso mentre dava manforte, senza agire materialmente, ad un amico minorenne che, vedendo 4 ragazzini della Juventus allontanarsi dallo stadio, ha iniziato ad insultarli e ad aggredirli trappandogli anche le bandiere. Il minorenne e' stato segnalato all'Autorita' giudiziaria minorile mentre l'amico, che risulta avere numerosi precedenti specifici e' stato arrestato in base al decreto Pisanu per aver violato il Daspo.

A fine partita e' anche stato denunciato un altro tifoso del Toro di 19 anni che ha fatto invasione di campo. Nell'episodio che ha visto protagonista l'ultras bianconero che ha lanciato le bombe carta e' rimasto lievemente contuso un carabiniere dell'unita' cinofila.

ULTRAS BRINDISINI DENUNCIATI

Stampa la Notizia
Gli agenti della Digos di Brindisi hanno segnalato alla magistratura brindisina 12 ultras della tifoseria del Football Brindisi 1912. Grazie alle indagini e ad alcune riprese video gli agenti sono riusciti a riconoscere le identità di questi tifosi violenti che causarano danneggiamenti e disordini nel corso della partita contro il Fasano dello scorso 27 gennaio 2008 presso lo stadio “Vito Curli”. In quella occasione i tifosi lanciarono alcuni oggetti in campo ed una bottiglietta di acqua colpì alla testa uno dei guardalinee. Tra l’altro, a causa di un intervento punitivo dell’arbitro contro la squadra brindisina, alla fine dell’incontro alcuni supporters continuarono a protestare contro la terna arbitrale davanti al cancello di ingresso del campo. Nei confronti degli ultras sono stati emessi, a vario titolo, provvedimenti di divieto di accesso al campo per gli incontri di calcio della “Brindisi Football 1912” da uno a cinque anni a seconda delle singole responsabilità.
27/02/2008

CHI SE NE FREGA DEL RUGBY !

Il rugby è sempre stata un'isola felice, in Italia e all'estero. Nonostante gli hooligans, gli ultras, le violenze fuori e dentro gli stadi europei, quando si tratta di palla ovale tutto scompare. Bastava essere davanti al Flaminio il 10 febbraio, per Italia-Inghilterra, per vedere famiglie con bambini, adulti che ridevano e scherzavano, italiani e inglesi mescolati e uniti dalla passione per lo sport. Ma, anche sul prato più bello, c'è sempre qualcuno che vuole cagarci.

Ebbene, durante le indagini della Polizia riguardo alla morte di Gabriele Sandri, il tifoso laziale, e le violenze esplose successivamente a Roma e in altre città sono uscite verità sconvolgenti.
Tralascio, perché non è questo il blog adatto, i rapporti tra lo stesso Sandri e i suoi amici e le frange più estreme del tifo laziale, così come sulle fedine penali degli stessi; evito commenti sulle violenze e sugli slogan a dir poco criminali e infami di certi pseudotifosi e anche, purtroppo, su come una certa stampa italiana abbia cercato di nascondere queste verità negli ultimi mesi.
Purtroppo, però, devo concentrarmi su una intercettazione telefonica e su un evento ben preciso. Il 13 ottobre 2007, cioé un mese prima della morte di Sandri, "Er Nano" (cioé Francesco Ceci, leader ultrà della Lazio) s'informa sull'arrivo dei tifosi del Livorno Rugby, impegnati in una partita a Roma. "Mò fomento un po' de gente. Famme sapè l'orario" sono le parole testuali de "Er Nano".
Ma è quello che succede proprio il 10 febbraio di quest'anno davanti al Flaminio a spaventare di più. Fuori dallo stadio, la polizia ferma Simone De Castro, cugino di Gabriele Sandri. E' un diffidato. Ed è assieme a un altro diffidato, Ruggero Isca. Scatenano una rissa con la Polizia e il gruppo (di chierichetti???) che è con loro scappa. Cosa ci facevano due conosciuti teppisti fuori dallo Stadio Flaminio, luogo cui è loro vietato l'accesso? Cosa stavano progettando?
Il mondo della palla ovale deve tenere le antenne tesissime. La cultura dello sport e dell'amicizia sono nel dna dei rugbisti, ma sono lontani anni luce da certi personaggi. Personaggi che oggi, e le prove parlano chiaro, hanno deciso che bisogna "sporcare anche il rugby". Questi personaggi non si muovono mai da soli, né lo fanno "tanto per fare". Chi c'è dietro al Nano e agli altri? Chi vuole sporcare il rugby? Federazione, Lire, club e tifosi devono tenere gli occhi aperti. Perché nessuno stronzo deve posarsi sui campi di rugby.

DIFFIDA DOPO DIFFIDA

Un ultras della Juventus di 26 anni e' stato arrestato all'esterno dell'Olimpico di Torino mentre lanciava bombe carta contro la polizia. Il tifoso aveva appena finito di scontare un periodo di diffida di 3 anni. Gli agenti gli hanno trovato addosso due bombe carta. La polizia municipale ha invece fermato un altro uomo che minacciava alcuni vigili con un paio di forbici. Probabilmente non si tratta di un tifoso ma di uno squilibrato.




Guardate la fotografia accanto all'articolo. Ieri, al massimo, è stato sparato qualche petardo, niente più. Osservate la foto : cosa vi induce a pensare un celerino con scudo e manganello insieme a qualche agente in borghese ? Chi terrorizza di più, un giovane con un petardo o un giornalista che usa certe immagini a corredo di un articoletto di cronaca?
V&D

SESSO DEBOLE

CAVA DE’ TIRRENI. Violenza anche nel calcio femminile. E quanto accaduto, domenica scorsa allo stadio "Fortunato" di Pregiato, al termine della partita del campionato regionale di serie C tra Royal Cavese e Pontecagnano, conclusasi con il risultato di 3 a 1 a favore delle squadra metelliana, ne è la conferma.
Al termine della gara, infatti, mentre la maggior parte delle atlete di casa erano giá nel chiuso dello spogliatoio a festeggiare la vittoria, due atlete biancoblù sono stata aggredite a calci e schiaffi dal capitano ed un’altra giocatrice del Pontecagnano.
Una vile aggressione che ha richiamato prontamente l’attenzione dei presenti che, con non poca fatica, si sono adoperati per calmare gli animi e ristabilire la calma. A rendere più arduo in compito dei pacieri, però, è stata anche l’indebita presenza di alcuni tifosi ospiti che hanno cercato di dare man forte alle proprie beniamine. Per fortuna, dopo lunghi attimi di concitazione i dirigenti delle due squadre, con l’ausilio di alcuni genitori presenti, sono riusciti a riportare la calma anche se la tensione è rimasta alta fino alla fine.
Molto amareggiato per l’increscioso episodio il presidente della Royal Cavese Giancarlo Esposito: «Quanto accaduto è davvero assurdo. Fa venir voglia di mollare tutto. E’ sicuramente il peggior esempio che si possa dare alle tante ragazze che si avvicinano a questo sport. Noi abbiamo molte ragazzine nella nostra squadra e sono rimaste, come i loro genitori, scioccate per quanto accaduto. Quello che abbiamo visto è vergognoso ancora di più perché ad aggredire sono state ragazze grandi che giocano da tanti anni a calcio».
Di tutt’altro avviso, invece, il presidente del Pontecagnano, Vincenzo Marano, che punta il dito contro il presidente della Cavese femminile, Esposito, e sull’accoglienza ricevuta. «Non posso dire con certezza cosa è accaduto perché ero distante dal luogo del fatto. Appena ho visto il parapiglia mi sono precipitato per ristabilire la calma. Tutto è nato, però, perché la squadra di casa ed in particolare il suo presidente hanno creato un clima astioso sin da prima dell’inizio della partita. Al rientro negli spogliatoi, poi, alcuni personaggi hanno sbeffeggiato ed insultato le nostre ragazze e da lì è partito il tutto. Ma per fortuna non è successo niente di grave grazie al pronto intervento del custode e di altre persone presenti vicino agli spogliatoi».

Ursus Trani

L’Ursus Trani (seconda categoria) denuncia un grave episodio di violenza e di intimidazione, subito, domenica, sul campo della capolista San Paolo Bari. La vittoria dei baresi per 1-0 è stata condizionata dalle reiterate minacce all’indirizzo dei giocatori del Trani (età media 20 anni) e da un’aggressione, maturata alla fine del primo tempo, ai danni del portiere dell’Ursus, colpito nello spogliatoio da un pugno al volto.

Su quanto accaduto, parla l’allenatore dell’Ursus, Francesco Mannatrizio: «Siamo stati minacciati fin dall’arrivo allo stadio. Alcuni personaggi, che avevano accompagnato il San Paolo nella gara di andata a Trani, hanno messo in chiaro la situazione: dovevamo andare all’intervallo sotto di tre gol, altrimenti sarebbero stati guai». I primi 45 minuti però si sono conclusi sullo 0-0 grazie ad alcune parate del portiere dell’Ursus. E così è nata l’aggressione. Parla ancora l’allenatore Mannatrizio: «Nell’intervallo stavamo analizzando la partita quando abbiamo visto la porta dello spogliatoio aprirsi con un calcio. Sono entrati i due tipi che ci avevano minacciato all’arrivo, cercando subito il portiere. Lo hanno atterrato con un pugno al viso e poi hanno fermato con forza un nostro dirigente che stava cercando di raggiungere lo spogliatoio dell’arbitro, minacciandolo di non dir nulla».
Visibilmente scossi, tre giocatori dell’Ursus hanno chiesto di non entrare in campo nella ripresa che si è poi chiusa con la rete del San Paolo. L’Ursus ha scritto una lettera al presidente del Comitato regionale, Tisci, denunciando l’accaduto, e ha deciso di sensibilizzare l’opinione pubblica domenica prossima. La società ha chiesto al Corato (avversario di turno) di giocare a maglie invertite in nome del fair play. E il terzo tempo sarà condito da pasticcini e spumante. Per ricordare a tutti che le partite di calcio dovrebbero essere un momento di festa e aggregazione, non di violenza.

ATTENZIONE MASSIMA

ATTENZIONE MASSIMA per Fiorentina-Everton, giovedì 6 marzo al «Franchi». Per l’andata degli ottavi di coppa Uefa, sono quasi 5000 le richieste dall’Inghilterra, contro i 2400 biglietti messi a disposizione dalla Fiorentina. Per quanto riguarda la sicurezza, la macchina organizzativa si è già messa in moto da giorni. A confermarlo è il questore di Firenze, Francesco Tagliente: «Abbiamo già avviato un tavolo tecnico e ci riuniremo ancora nei prossimi giorni con la polizia britannica, il rappresentante della sicurezza della società inglese e della Fiorentina. Tra le ipotesi allo studio stiamo valutando il coinvolgimento del funzionario di polizia ufficiale di collegamento dall’Inghilterra, quello di agenti locali e della società stessa per reperire il maggior numero di informazioni. Saranno controllati aeroporti, ferrovie e alberghi, e ogni tifoso verrà monitorato fin dal momento dell’imbarco. Soprattutto, abbiamo sottolineato l’invio per tempo, in Inghilterra, di biglietti nominativi».

PROBLEMI potrebbero nascere proprio dall’arrivo di tifosi sprovvisti di biglietto: «Informeremo che qui non saranno venduti biglietti. Immaginare di vendere i tagliandi residui creerebbe soltanto problemi, ma studieremo anche soluzioni nel caso in cui ci fossero delle presenze al di fuori dello stadio». Probabile il divieto di vendita di alcolici: «D’altra parte — riflette il questore Tagliente — per quel che ci risulta la tifoseria dell’Everton viene segnalata come piuttosto vivace». Non è un caso se circa 1500 tifosi dei Blues siano stati bloccati, seppure in possesso di tagliando, in occasione di una recente gara contro il Norimberga, classificata dall’Uefa ad alto rischio. In quella occasione molti tifosi inglesi avevano acquistato i biglietti in Germania, e si sarebbero così trovati a contatto con i sostenitori locali.

COSA C'ENTRA GABBO ?

Questi i reati per i quali, a seconda delle singole posizioni, sono state emesse dal gip Guglielmo Muntoni venti ordinanze di custodia cautelare su richiesta del procuratore aggiunto Franco Ionta e dei sostituti Pietro Saviotti e Caterina Caputo nell'ambito di un'inchiesta su una struttura criminale composta da soggetti di ritenuti di estrema destra e ultra, in gran parte laziali. Una cinquantina le perquisizioni in corso. La maggior parte dei destinatari delle misure restrittive sarebbero dei pregiudicati e sono stati raggiunti da Daspo, il provvedimento amministrativo che vieta l'ingresso negli stadi. Il gruppo di persone raggiunto dall'ordinanza è accusato, a seconda delle singole posizioni, di aver partecipato a diversi episodi di violenza avvenuti nella capitale. Tra questi l'irruzione compiuta durante il concerto della Banda Bassotti tenutosi a villa Ada il 28 giugno 2007, quando furono feriti alcuni spettatori da una ventina di persone a volto coperto e armate di bastoni. Poi l'assalto alla caserma di via Guido Reni avvenuto l'11 novembre dopo la morte del tifoso della Lazio Gabriele Sandri. Per coloro che sarebbero coinvolti in questa seconda vicenda è scattata l'aggravante di aver commesso i fatti con finalità di terrorismo, aggravante già contestata in occasione dei primi arresti per questa stessa vicenda. Secondo l'accusa gli indagati in sostanza farebbero parte di un gruppo formato da soggetti di estrema destra (alcuni sarebbero vicini a Forza Nuova) nonché da tifosi della Lazio, caratterizzato da una diffusa progettualità di spedizioni punitive contro tifoserie ostili, aggressioni ad extracomunitari e a rom, irruzioni in locali frequentati da giovani di sinistra. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la maggior parte degli indagati gravitava a piazza Vescovio, storico punto di ritrovo dei giovani della destra romana e dove, nei mesi scorsi, erano stati bloccati circa 60 laziali in partenza per Bergamo, trovati in possesso di alcuni borsoni contenenti machete, bastoni ed altri oggetti contundenti che, secondo chi indaga, avrebbero dovuto essere usati in uno scontro in autostrada con i tifosi napoletani. I «piani» degli indagati sono emersi dalle risultanze investigative ed in particolare anche da intercettazioni telefoniche. Nelle intenzioni del gruppo ci sarebbe stata anche la volontà di attaccare un campo Rom dopo la morte di Giovanna Reggiani, la 47enne aggredita nella zona di Tor di Quinto, secondo l'accusa, dal romeno Romulus Nicolae Mailat. Tale proposito poi sarebbe venuto meno per la morte di Gabriele Sandri. Gli indagati poi avrebbero progettato una spedizione a Napoli, nel periodo dell'emergenza rifiuti, probabilmente per unirsi ai violenti negli scontri con le forze dell'ordine. Alle 11.30 è prevista una conferenza stampa negli uffici della Procura a piazzale Clodio.

ULTRAS DELL'ACIREALE

La Polizia ha identificato e arrestato tre dei tifosi dell'Acireale che domenica scorsa hanno partecipato agli scontri con la tifoseria locale, allo stadio "Merendino"di Capo d'Orlando, ed hanno poi invaso il campo di gioco. Santo Musmarra, 23 anni, Antonino Principato, 33 anni e Rosario Torre, 26 anni, incensurati, sono stati arrestati dagli agenti della Digos e dagli uomini del Commissariato di Capo d’Orlando per violazione della legge sulle manifestazioni sportive. Un altro acese è stato denunciato a piede libero. In arrivo per loro anche il provvedimento Daspo, che gli vieterà l'ingresso allo stadio per lungo tempo.
I quattro sono stati identificati grazie ai filmati girati da una tv locale, che stava ripendendo l'incontro del girone di Eccellenza tra l'Orlandina e la compagine di Acireale, terminata 1 a 0 per la squadra di casa. L'andamento della partita ha innervosito i supporter catanesi, che hanno prima dato via al lancio di oggetti contro la tifoseria avversa, hanno poi sfondato la barriera di protezione, per terminare l'invasione sul campo di calcio, nel tentativo di prendersela con i guardalinee, prontamente riparatisi negli spogliatoi. Scontri accesi, quelli di domenica scorsa, che per fortuna non hanno lasciato sul campo feriti.
La Digos è ancora a lavoro sui filmati per identificare gli altri tifosi protagonisti dei disordini.

26 febbraio 2008

MODELLO INGLESE

I tifosi dell'Arsenal non perdonano Martin Taylor, difensore del Birmingham e autore del fallo che ha spezzato una gamba all'attaccante dei Gunners Eduardo, e nei forum sulla rete si ritrovano persino minacce di morte al suo indirizzo. Da parte sua, Taylor è andato a visitare Eduardo in ospedale per scusarsi e ha ricevuto comprensione.

Lettera aperta ai tifosi della Paganese

Dalle 16,30 di ieri 24 febbraio 2008 tutti noi tifosi del Foggia stiamo vivendo un momento che descrivere come particolare mi sembra riduttivo, siamo alla quinta vittoria consecutiva, tre in casa e due fuori, abbiamo superato le quattro vittorie consecutive dell´anno scorso che ci portarono, dopo la sconfitta di Teramo, al 4^ posto, ricordo, anche, che nello scorso campionato alla 25^ partita avevamo 43 punti, solo tre in più che in questo.Ma non è di questo che desidero scrivere, della nostra situazione avremo modo di scambiarci idee e sensazioni nei prossimi giorni, voglio invece scrivere alcune considerazioni sui tifosi della Paganese e sullo sport in generale.La trasferta di Pagani è, com´è noto, stata vietata ai tifosi del Foggia, perché? ; i motivi non li sapevo prima ed ora posso dire che non li comprendo dopo essere stato ad assistere alla partita.Siamo arrivati in mattinata nella città campana ed abbiamo girato per il centro e nell´isola pedonale dove c´era il tradizionale struscio domenicale tipicamente meridionale, spesso siamo stati individuati come foggiani, la parlata il modo di muoversi tradisce sempre chi viene da un´altra regione, ma tutti ci hanno trattato con cortesia dandoci tutte le spiegazioni di cui avevamo bisogno.Ma, abbiamo pensato, in città poteva essere stato che la fortuna ci aveva fatto incontrare persone socievoli e abbiamo aspettato di dare un giudizio sulla tifoseria dopo aver assistito alla partita.Certo Pagani sportiva è una realtà numerica che non può paragonarsi a quella foggiana, per ovvi motivi, ma posso assicurarvi che il tifo è stato costante sino al 90^ e si è tramutato in contestazione, secondo me, anche civile, solo dopo due macroscopici errori che hanno fatto comprendere a tutti che ormai i giocatori della Paganese erano entrati in completa confusione dopo il rigore realizzato da Tisci.Durante la partita, fondamentale, almeno per l´aspetto psicologico, si avvertiva nel pubblico un misto di paura e di speranza e tutti, sia foggiani che paganesi, corroborati anche dall´atteggiamento prudente in campo delle squadre pensavano e si auguravano di conquistare un punto importantissimo, per varie ragioni, per entrambe le squadre.Faccio notare, infine, e qui veramente sono rimasto colpito, che dai tifosi della paganese non si è mai levato un coro di insulti verso la squadra del Foggia, ma solo incitamenti verso la propria squadra, un atteggiamento positivo che si sposa con il mio modo di assistere ad uno spettacolo sportivo, atteggiamento che, purtroppo, si vede raramente.Superfluo aggiungere che noi seduti ad assistere alla partita , tra i tifosi della Paganese, non abbiamo avuto nessun problema, in conclusione non comprendo i motivi per i quali si è voluto far disputare questa partita senza i tifosi del Foggia quando non c´era nessun elemento che potesse far prevedere incidenti.Ringrazio idealmente tutti i paganesi ed in particolare quelli con cui sono venuto in contatto e li incito a stare vicino alla loro squadra come hanno fatto finora, spero anche che il Foggia nella sua corsa verso i Play off dovendo incontrare ancora Verona e Ternana, possa aiutare non solo il Manfredonia, ma anche la Paganese a migliorare la loro classifica o, almeno, a trovare alla fine del campionato una posizione migliore per disputare i play aut, non tra loro; queste tifoserie se lo meritano.Un grazie particolare, infine, ad Enrico, il mitico tifoso della Paganese che risiede a Monza, autoredel blog http://forzapaganese.blogspot.com/per il suo gentilissimo atteggiamento nei nostri confronti in forma di informazioni e di aiuto nell´organizzare la trasferta.Lo sport dovrebbe sempre essere motivo di incontro e non di scontro.Un saluto a tutti.

SPONDA GRANATA

di Alessandra Caputo
Inutile pensare ad altro, trattare di sport e personalità a tutto campo se la testa è appesa ad un chiodo fisso.Due fazioni che abitano lo stesso territorio bruciano dalla voglia di identificare la città. Così come Firenze è Dante e non Petrarca o Boccaccio così come Roma è il Colosseo e non San Pietro; così come Pisa è la torre e non Campo dei miracoli, così Juventus e Torino vogliono essere Torino.Portici e giornate uggiose, piazza Castello e piazza San Carlo, regno della Fiat, gente dinamica e nervosa che intermezza i discorsi con una miriade di innocue parolacce; il Filadelfia e Agnelli. Il Torino e la Juve: un derby significa anche aggiudicarsi il timbro di intestazione.Da una parte c’è il bianconero: una delle squadre più italiane, in ogni regione c’è una folla bianconera e il tifoso juventino lo riconosci, basta guardarlo in faccia, nelle movenze e nel linguaggio: fare sicuro, spesso uno spiffero di presunzione, un sentito orgoglio di riverita appartenenza, la lode ad Alex e tutto il resto sono solo squadre.Dall’altra parte c’è il torinista: terribilmente trasparente, emotivo, fare insicuro a cui cerca di dare certezze con il ricordo del passato che vuole rivendicare e rivivere. Può farcela: un percorso travagliato come quello del Torino non può che fortificare e stasera c’è bisogno di quel tipo di forza, quella che nasce dalla sofferenza, scorre nella rabbia onesta e sfocia nella rivendicazione del proprio essere. Ma non tutti i giocatori lo sanno, perché vivere un tragitto è diverso dall’ascoltarne il racconto. Allora sta alla gente far scuola ai ragazzi.Se solitamente è quasi più stravolgente voltarsi a contemplare il tifo che continuare a guardare la partita stessa, stasera c’è bisogno di un tifo ancora più ciclonico, che sovrasti l’accozzaglia bianconera, che faccia trepidare i giocatori e faccia capire loro, con maniere forti, cosa deve trapanare dai piedi, cosa deve possedere gli schemi e incornare la vecchia signora.Questa sera, personalmente, sarà un po’ come vedere la vecchia Torino contro la nuova Torino e credo che affermare le cose nobilmente “antiche” in un contesto così nuovo costituisca un traguardo, una vittoria che significa più di una vittoria: vuol dire Torino!

CALCIO E POLITICA

ROMA - Carabinieri del Ros e Digos di Roma hanno effettuato un blitz questa mattina contro un gruppo di persone, autrici di atti di violenza anche di matrice politica: tra questi gli assalti alle caserme dopo la morte di Gabriele Sandri e l'irruzione durante un concerto rock della Banda Bassotti, a Villa Ada. Una ventina le ordinanze di custodia cautelare, per simpatizzanti dell'estrema destra. Alcuni sono vicini a Forza Nuova e in gran parte tifosi laziali. In corso una cinquantina di perquisizioni. (Agr)

ALESSANDRINI

Resistenza e violenza a pubblico ufficiale, porto abusivo di oggetti atti ad offendere, danneggiamento aggravato, uso di mezzi atti ad impedire l'identificazione, ingiurie e minacce aggravate, lesioni. Sono le accuse mosse, a vario titolo, a tre ultras dell'Alessandria che sono stati denunciati dalla Polizia alla Procura della Repubblica per i tafferugli scatenati domenica 10 febbraio al termine del derby disputato al Natal Palli tra i nerostellati e i grigi.
I tre sono stati individuati dagli uomini della squadra investigativa del Commissariato attraverso le riprese filmate effettuate dagli agenti della scientifica di Casale e dei colleghi della Questura di Alessandria.
Isolato il gruppo di facinorosi che avevano innescato gli scontri nei quali erano rimasti feriti tre uomini in forza al presidio di piazza Statuto - tra cui un sostituto commissario e due sovrintendenti - che facevano parte del servizio d'ordine, gli investigatori hanno ora denunciato tre persone all'autorità giudiziaria. Si tratta di due uomini e una donna, tutti residenti nel capoluogo, dei quali sono state rese note solo le iniziali: F.D., 32 anni, considerato dagli inquirenti un capo degli ultras alessandrini, con precedenti penali; V.R., 27 anni, che dalle immagini risulta particolarmente agguerrita, già conosciuta dalle forze dell'ordine per fatti analoghi, e un bancario di 32 anni, U.G.B., incensurato.
Oltre alla denuncia alla Procura, sono stati segnalati anche per il Daspo, il provvedimento amministrativo con il quale viene interdetto l'accesso alle manifestazioni sportive ai tifosi esagitati che hanno provocato incidenti. Sempre per il Daspo è stato segnalato anche un tifoso nerostellato, F.B., 37 anni, casalese, pregiudicato tossicodipendente, che con la bicicletta aveva lanciato l'attacco ai pullman dei sostenitori dell'Alessandria. Inoltre sono in corso di segnalazione anche altri due ultras dei grigi.
Gli scontri erano avvenuti al termine dell'incontro mentre i tifosi alessandrini venivano scortati alla stazione. Sia prima che durante la partita, non c'erano stati problemi particolari, anche se dallo stadio erano stati segnalati atti di vandalismo compiuti nei bagni del settore riservato agli ospiti, con lavandini e sanitari sradicati e infissi e tubature danneggiati.
I problemi erano sorti durante il tragitto verso la stazione. Mentre i cinque autobus dell'Amc con a bordo i tifosi dell'Alessandria stavano per imboccare corso Manacorda, all'incrocio con via Sant'Anna c'era stato un rallentamento dovuto al traffico e una decina di esagitati, dopo aver spaccato porte e vetri dei veicoli, erano scesi in strada. L'obiettivo era un gruppetto di tifosi del Casale che defluivano dallo stadio, con in quali, a quanto pare, c'era già stato uno scambio di sfottò davanti all'ingresso del Natal Palli prima della partita. Le opposte fazioni non erano tuttavia riuscite a scontrarsi per l'intervento degli agenti di scorta che avevano creato un cordone di sicurezza. Il contatto invece c'era stato tra poliziotti e ultras alessandrini, nel corso del quale tre agenti erano finiti al pronto soccorso del Santo Spirito per contusioni varie, con prognosi dai sette ai dieci giorni.
Durante le indagini gli investigatori del Commissariato con i colleghi della Questura di Alessandria, hanno visionato attentamente i filmati individuando i più esagitati. Nelle immagini si vedono gli ultras dei grigi che, all'inizio di corso Manacorda, scendono dai bus, dai quali hanno già divelto i vetri delle porte e danneggiato buona parte degli interni, per scontrarsi con la tifoseria opposta.
I poliziotti isolano uno dei facinorosi, U.G.B., il bancario alessandrino, ma mentre stanno per caricarlo sull'auto di servizio, vengono assaliti da F.D. e dalla ragazza che lancia uno dei vetri dell'autobus; in un'altra ripresa sempre la ragazza cerca di colpire i poliziotti con un bastone, forse l'asta di una bandiera. Un altro vetro viene lanciato contro gli agenti dal parte del gruppo. Nel filmato si nota F.D. che, incappucciato, picchia con una specie di bastone - probabilmente un gocciolatoio staccato dal bus - una persona a terra, pensando forse che si tratti di un ultras del Casale o di un poliziotto in borghese. Si ferma solo quando si rende conto che è un tifoso dei grigi.
Intanto l'Azienda Multiservizi Casalese ha sporto denuncia per i seri danni provocati a due autobus, che ammontano a oltre 4000 euro. Analoga denuncia l'ha sporta anche la società Casale Calcio per i danni provocati nei bagni dello stadio, per circa 5000 euro. Atti di vandalismo erano stati segnalati anche alla stazione ferroviaria dove era stato infranto un pannello della macchina automatica per le foto tessera mentre i treni avevano subito ritardi perchè erano stati ripetutamente attivati i segnali di allarme con il blocco freni. Anche i poliziotti rimasti feriti negli scontri hanno presentato querela contro i loro assalitori.

25 febbraio 2008

MISSIONE COMPIUTA


Secondo Felice Ferlizzi, presidente dell'Osservatorio del Viminale sulle manifestazioni sportive, "la grande emergenza è finita". "Siamo in momento di grande attenzione - dice Ferlizzi a "la Politica nel Pallone" su Gr Parlamento -. Tutti i parametri sulla sicurezza sono nella norma, non abbiamo temperature fuori regime. Questo è frutto di una sinergia e professionalità che ognuno mette in campo, anche gli steward. Tutto sta tornando nella logica del condividere scelte importanti. Ci si è resi conto di realtà e necessità di fronte alle quali non si poteva venir meno. La preparazione degli steward è stata gestita nel migliore dei modi, vedremo sul campo il risultato". Sullo stadio di proprietà delle società come deterrente, Ferlizzi dice: "Sto girando le diverse realtà territoriali, perché bisogna sicuramente confrontarsi sul territorio, credo che ci siano club in difficoltà nel gestire impianti sportivi non propri". Ferlizzi e la tessera del tifoso. "Noi lo vediamo non nella logica delle possibilità commerciali ma come strumento di identificazione, affinché ogni club sappia chi c'è allo stadio. Sul progetto di educazione alla legalità anche lì abbiamo finito. C'è molto desiderio di parlare di questo, segnatamente nel mondo dello sport".

CHE CULO !


Ai prossimi Europei di calcio di Austria e Svizzera i tifosi potranno fumare allo stadio. I due paesi organizzatori del torneo non imporranno il divieto di fumare negli otto stadi che ospiteranno le gare di Euro 2008. Le sigarette non saranno vendute all'interno degli impianti e il divieto di fumo resta valido per allenatori e tesserati presenti a bordo campo, come da regolamento Uefa.

DERBY BLINDATO

Pronto il piano per separare
le tifoserie. Corteo sotto scorta
per gli ultras granata
MASSIMO NUMA e ANDREA ROSSI
TORINO
Quesito: come evitare contatti, il bis tra gli ultras del Toro e della Juve del 30 settembre scorso, prima del derby di domani? Risposta: separare i gruppi, attraverso gli schieramenti delle forze dell’ordine e la chiusura di piazze e strade. Il questore vicario Spartaco Mortola e i funzionari più esperti della questura, più il comandante provinciale dei carabinieri De Vita e i responsabili della finanza, hanno un piano: dividere il quartiere in due settori, Nord e Sud.

A Nord saranno concentrati gli ultras granata che, dal loro «covo» di via Filadelfia, non potranno sfilare sotto la Sud, dove ci saranno i bianconeri, che saranno costretti a raggiungere il loro settore attraverso un percorso già definito in ogni particolare. Il Torino è squadra ospite, nel match di ritorno, e c’era il pericolo di un incontro ravvicinato del primo tipo (botte & legnate) con i rivali. I precedenti del derby dell’andata non sono confortanti. Decine di arresti, 31, con una percentuale più consistente di juventini. Atti di vandalismo e di teppismo e sequestri di coltelli. Ma i capi della tifoseria bianconera non ci stanno. Lo aveva spiegato bene, questo concetto, Toni Manfreda, il portavoce del gruppo Tradizione: «Gente che non faceva parte del tifo organizzato... persone venute da fuori o soggetti isolati». Insomma, teppisti senza colore.

Gente che ha approfittato del clima per scatenare la violenza.Ma i vertici della questura, che hanno la responsabilità dell’ordine pubblico, ai buoni propositi dei capi ultras non credono. E il sistema di sicurezza sarà imponente: centinaia di agenti e di carabinieri, decine di uomini in borghese per impedire che un evento sportivo si trasformi in un dramma.

Nessuno, tra i boss degli ultras granata, vuole esporsi con nome e cognome. Ma l’umore è questo: «Noi saremo allo Sweet Bar e da lì andremo a raggiungere la curva, e non ci dispiacerebbe affatto di passare a fianco dei “gobbi”. Non vogliamo incidenti, ma ci difenderemo, se ci aggrediranno».

A dare un tocco di suspense in più la notizia che alcuni ultras bianconeri, tra i più decisi, hanno scontato le misure punitive e potranno tornare a godersi, dopo mesi di purgatorio, la partita. Iniziare con il derby sarà ancora più esaltante. Speriamo non si esaltino troppo, appunto.

I detective della Digos li conoscono a uno a uno e non mancheranno di sorvegliarli. Stadio quasi tutto esaurito, in un’atmosfera esclusivamente torinese. «Questa volta - spiegano in questura - non dovrebbero arrivare molti tifosi da fuori». E’ una notizia che non dispiace affatto. Misure di sicurezza eccezionali anche alla fine della partita. Per evitare scontri gli ultras saranno controllati dall'uscita dei cancelli sino ai parcheggi e alle fermate dei bus. Tutto per non indurli in tentazione. Chissamai, forse sarà un derby tranquillo.

CARTE FALSE PER IL NAPOLI

Spendono banconote false per seguire la squadra del cuore: due tifosi arrestati Acquistavano un pacchetto di sigarette con una banconota da 20 euro contraffatta e intascavano il resto; questa la truffa scoperta dagli uomini della Polizia stradale durante un servizio di controllo sulla rete autostradale.
Ieri mattina, gli agenti della Polstrda di Battifolle hanno fermato all’interno dell’area di servizio di Montepulciano una Smart con a bordo due giovani poco più che ventenni provenienti da Torre del Greco e diretti a Livorno per assistere alla partita di calcio del Napoli.
Durante la perquisizione del veicoli sono saltate fuori dal cruscotto ben 30 banconote da 20 euro con lo stesso numero seriale e risultate false; 12 inoltre i pacchetti di sigarette, 12 banconote da 10 euro, 12 quelle da 5 euro e numerose monete che hanno suggerito agli agenti la soluzione dell’analogo ritrovamento.
I due giovani hanno quindi confessato giustificandosi con il fatto che era un modo per recuperare le spese sostenute per seguire la loro squadra del cuore in trasferta; adesso si trovano nel carcere aretino di San Benedetto a disposizione della Procura di Montepulciano

LIVORNESI IN TRENO

LIVORNO - Si è tenuto nella giornata di ieri, in programmazione della partita tra Fiorentina e Livorno che si terrà mercoledì, un incontro tecnico tra i responsabili delle forze dell'ordine.

All'incontro hanno preso parte, infatti, i rappresentanti delle forze di polizia e della polizia municipale, i responsabili della Fiorentina e dell'azienda di trasporto urbano ATAF. E' stata decisa l'opportunitò di scoraggiare la trasferta dei tifosi del Livorno con pullman e mezzi privati, sollecitando invece l'uso dei treni che potrebbero permettere di raggiungere lo stadio "Franchi" direttamente alla vicina stazione di Campo di Marte. Una soluzione che parzialmente sorprende data l'avversità di Trenitalia a creare convogli speciali per i tifosi

ANDATE A LAVORARE

La fiducia a tempo è terminata: dopo il civile confronto avvenuto prima di Lazio-Atalanta, i tifosi hanno perso la pazienza dopo la decima sconfitta di campionato che ha spinto la Lazio a un passo dal baratro. Nessun alibi, nessuno sconto, nessuna giustificazione: il clima inizia a diventare pesante. Presidente, allenatore, giocatori: sono tutti sotto «processo». Cori, insulti e applausi ironici: salendo sull'aereo nessun giocatore è stato risparmiato da epiteti poco ortodossi. Il coro «Mercenari, mercenari» ha accolto la squadra all'interno dello scalo aeroportuale di Cagliari: «Andate a lavorare» è stato il coro più ortodosso. Tra i più bersagliati Stefano Mauri - da qualche tempo nel mirino della tifoseria organizzata - e il tecnico Delio Rossi, reo di farlo giocare. Il capitano Rocchi ha provato - senza successo - di stemperare gli animi cercando un colloquio con i sostenitori più accesi, ma dopo pochi minuti anche l'attaccante, raggiunto successivamente da Dabo, è stato costretto a desistere di fronte ai tifosi che imputavano alla squadra l'ennesima prova sconcertante. All'arrivo a Fiumicino la Lazio è saltata immediatamente sul pullman che è arrivato fin sotto la scaletta dell'aereo, scortato da una volante della Polizia. Il crollo di Cagliari potrebbe avere ripercussioni anche sulla prossima sfida di campionato contro la Reggina, crocevia fondamentale per la lotta alla retrocessione: dopo il rinnovo contrattuale di Rocchi una ventata di cauto ottimismo aveva pervaso l'ambiente laziale che adesso è ripiombato nel pessimismo più nero. I sostenitori temono che la Lazio non abbia la forza di reagire, di rialzarsi, di competere con formazioni abituate a combattere per non retrocedere: la strada è in salita. E ancora molto lunga.

PORTE CHIUSE

Mano pesante del giudice sportivo per il ferimento, domenica scorsa durante Sporting Genzano-S.Felice (serie D), di un assistente di linea. Alessandro Cesario era stato colpito alla nuca da un tamburo (diametro 40 cm):trasportato in ospedale, gli erano stati applicati 12 punti di sutura.Il giudice ha squalificato il campo del club lucano con obbligo di disputare a porte chiuse tutti i match fino al 31-12-2007; inoltre ha inflitto 3 punti di penalizzazione in classifica e la gara persa per 0-3.

INVASIONE

Due persone sono state arrestate perche', durante Cosenza-Rossanese svoltasi domenica, sono entrate abusivamente nel campo di gioco. L'episodio e' accaduto durante il secondo tempo della gara di serie D. I due, tifosi del Cosenza, sono stati rincorsi e bloccati nello stadio dagli agenti ma non arrestati per evitare che si potessero verificare problemi fra i tifosi. Gli agenti della Digos hanno compiuto una serie di accertamenti sui due tifosi e hanno eseguito gli arresti.

RISSA

Rissa dopo Ischia-Giugliano (serie D): i giocatori ospiti hanno aggredito il presidente del club isolano, scatenando la reazione degli avversari. La gara era finita 1-0 per l'Ischia. L'aggressione al presidente Alberto Bazzoli, finito in ospedale, ha provocato una rissa per l'intervento dei giocatori ischitani. La polizia ha riportato la situazione alla calma, ma al momento c'e' fermento fuori allo stadio perche' i tifosi ischitani vogliono impedire ai giocatori del Giugliano di uscire.

DERBY DA PAURA

"Derby da paura". Appena uscito di casa, cercando disperatamente attraverso la fitta nebbia il mio bar, ho intravisto le locandine della Stampa con questo titolo : "Derby da paura".
Paura ? Paura di chi ? La paura del tifoso che, stressato dalla tiritera della violenza, ha rinunciato alla prelazione sul biglietto ? La paura del tifoso di assistere a campionati con scarso appeal per via di storture e magagne che i più ingenui credevano spazzate via da Calciopoli? Paura di questi stadi in centro città con parcheggi inesistenti che costringono ad arrischiarsi nei pressi dei settori ospiti con grande rischio per la propria incolumità? Paura della rabbia degli ultras a cui ormai è persino vietato chiedere giustizia per Gabriele Sandri, pena diffida di cinque anni con quadrupla firma in Caserma ? Paura di scoprire che il calcio moderno è un mefitico barbecue dentro cui si cuoce a fuoco lento il futuro spezzatino delle partite all'una di mattina e a Capodanno?
Ieri abbiamo avuto in questo blog le visite gradite di alcuni giornalisti ( ce lo segnala il nostro curioso Freecounter ), evidentemente in cerca di messaggi inquietanti, incitamenti alla violenza, apologia della guerriglia, botte e lame, lacrime e sangue, cinghiate e puncicate.
Ci dispiace avervi delusi ma noi documentiamo, informiamo e, se serve, invitiamo ad allenare preferibilmente il muscolo del cervello.
L'unica paura che abbiamo è che il giornalistume sia pronto, come sempre, a sguazzare nel fango della viuleeenza, giusto per riproporre i consueti predicozzi sul modello inglese, sulla sicurezza e su quanto sono bastardi gli ultras che, loro, rovinano questo bel calcio dal fresco profumo di lavanda.
Ognuno faccia quel che crede, noi possiamo solo dire : una diffida pesa, specie sulle spalle di chi lavora, ha famiglia o faticosamente si costruisce un futuro.
Questo skyfo di calcio non merita cinque anni della nostra vita, specie in un momento in cui le energie sane e fresche occorrono per denunciare la sospensione della democrazia dentro e intorno agli stadi, la militarizzazione del tifo e la deriva liberista del sistema.
Quando il gioco si fa duro, il cervello comincia a ragionare.
VINCENZO

24 febbraio 2008

IDENTIFICATI

Due tifosi della Benetton sono stati identificati dalle forze dell'ordine per l'aggressione ai danni di alcuni giocatori del team trevigiano. Il fatto e' accaduto al termine della partita persa in casa dalla Benetton con l'Armani Milano. In particolare John Lucas, in auto assieme alla moglie e alla figlia piccola, e' stato bloccato dai tifosi inferociti. Gli identificati hanno 20 e 35 anni; entrambi sono residenti nel trevigiano.


INFEROCITI


«L’Italia ha belle ragazze, la pizza, il calcio. Ci piace Marcello Lippi, ma adesso colpiamo anche voi: avete riconosciuto il Kosovo albanese». La spiegazione è di Dax, 17 anni, nomignolo di uno dei tanti minorenni scatenati, che giovedì notte hanno messo a ferro e fuoco il centro di Belgrado. Con la sua banda ha attaccato un negozio che vendeva abbigliamento e accessori di Cesare Paciotti.
Ieri è tornata la calma a Belgrado, ma il bilancio della notte di guerriglia urbana è di un morto e 130 feriti, compresi 52 poliziotti. Il corpo carbonizzato della vittima è stato trovato all’interno dell’ambasciata Usa devastata e data alle fiamme. Probabilmente si tratta di un manifestante, anche se fonti del Giornale non escludono che all’interno della rappresentanza diplomatica si trovassero una ventina di marines. I militari americani si sarebbero ritirati di fronte all’avanzata degli hooligan per evitare di sparare. L’ultima linea di difesa erano le stanze con i dati riservati ed i sistemi di comunicazione, che gli ultrà non hanno raggiunto. La Casa Bianca ha dichiarato che l’ambasciata «è stata attaccata da criminali». Il personale diplomatico non indispensabile verrà ritirato, ma l’ambasciatore Cameron Munter resterà a Belgrado. Washington ha puntato il dito contro la polizia serba, che in effetti si è volatilizzata, come se avesse ricevuto ordini dall’alto di lasciar fare. Il primo ministro serbo Voijslav Kostunica ha ribadito «l’opposizione al bullismo» sostenendo che «violenze e distruzioni danneggiano i nostri interessi nazionali». Però non ha speso una parola in difesa delle ambasciate attaccate.
Un migliaio di hooligan ha messo a ferro e fuoco la città. Non c’erano solo i tifosi di Belgrado. Questa volta si sono calati dalla città settentrionale di Novi Sad gli ultrà del Vojvodina, una squadra di calcio gestita da manager molto vicini al Partito radicale di Tomislav Nikolic, anche se il vero punto di riferimento degli ultranazionalisti è Voijslav Sesely sotto processo a L’Aja per i crimini di guerra nell’ex Jugoslavia. La tifoseria politicizzata si è mobilitata anche a Zagabria, dopo che l’ambasciata croata a Belgrado è stata devastata. Circa 350 ultrà della Dinamo hanno cercato di aizzare una rappresaglia contro gli interessi serbi in Croazia. La polizia ha arrestato 44 persone, mentre a Belgrado sarebbero stati fermati 192 facinorosi. A Mitrovica, la roccaforte serba nel nord del Kosovo, tremila manifestanti volevano seguire ieri «l’esempio» di Belgrado. Si sono scontrati con la polizia dell’Onu e una sassaiola ha colpito i soldati francesi.
Fra le teste calde della capitale serba c’erano tanti minorenni di 16 e 17 anni. Si dividono in bande di quartiere e il Giornale è riuscito a parlare con loro nel centro di Belgrado. «Siamo inferociti: ci stanno derubando del Kosovo, della nostra storia. Per questo sfasciamo i vostri negozi, fregando i prodotti occidentali», chiarisce Dax mentre si fa una canna in un cortile. Attorno una decina di minorenni con i pantaloni della tuta infilati nelle calze e grandi scarpe da basket, che portano come vezzo una felpa con cappuccio impellicciato. Giovedì sera hanno sfasciato i negozi del centro: «Noi rompevamo le vetrine e le ragazze si portavano via vestiti e scarpe».
Due sedi dell’Unicredit, un McDonald’s e novanta attività commerciali sono stati danneggiati, compresi i negozi Benetton e Bata. «Hanno distrutto la vetrina perché siamo una marca italiana e poi si sono portati via una parte della nuova collezione» racconta Radmila Bielovuk responsabile del negozio Benetton in centro, che sta già riparando i danni. I vandali erano entrati in azione anche domenica, quando il Kosovo ha dichiarato l’indipendenza. «L’aspetto più triste è che la gente passando è divisa – spiega la responsabile serba -. Qualcuno condanna i saccheggi, ma altri dicono che ci sta bene perché bisogna colpire l’Italia».

Picchiati dai tifosi

Giocatori Benetton aggrediti dai tifosi. A Treviso, al termine della riunione in spogliatoio tra i giocatori e Mahmuti, i giocatori della Benetton sono stati aggrediti da alcuni tifosi. John Lucas in auto assieme alla moglie e alla bimba piccola è stato bloccato dai tifosi che hanno iniziato a prendersela con la vettura. Il giocatore sceso dalla macchina e ha avuto un acceso diverbio con i tifosi. In suo aiuto è intervenuto il compagno Mensah Bonsu assieme ad Austin e sono iniziati gli spintoni con gli ultras. E' intervenuta la polizia che ha bloccato due tifosi.

VIOLENZA E FAMIGLIA

Domani 25 febbraio, alle ore 10.00, presso l’auditorium Camera di Commercio, nell’ambito dell’iniziativa a fini benefici “Un pallone per amico”, avrà luogo un incontro – dibattito con gli studenti degli istituti superiori sul tema “Combattiamo la violenza - riportiamo la famiglia allo stadio”. All’incontro, che sarà moderato dal Dr. Salvatore Cannata, giornalista e direttore di Video Regione, prenderanno parte il Dr. Felice Ferlizzi, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Manifestazioni Sportive, la signora Marisa Grasso Raciti, Rosario Lo Bello, già arbitro internazionale di calcio, il Dr. Rosario Naimo, giornalista ed autore del libro “2 Febbraio”, ed il Dr. Giuseppe Raffa, pedagogista dell’Unità Operativa Educazione alla Salute dell’AUSL 7 di Ragusa.

INUTILE VIETARE

LIVORNO, 24 FEB - Oltre 300 tifosi napoletani stanno facendo il tifo per la propria squadra nello stadio 'Picchi' di Livorno mischiati ai sostenitori locali. L'Osservatorio del Viminale aveva deciso di chiudere il settore ospiti dello stadio livornese. Per il momento la situazione e' tranquilla e un cordone di steward sta separando le opposte tifoserie. Alcune decine di agenti della polizia si sono precauzionalmente posizionati sotto il settore ospiti pronti ad intervenire in caso di disordini.

23 febbraio 2008

CONTRO I PREPOTENTI. OVUNQUE.


" Con il Vostro permesso, sarò chiaro. La Repubblica di Serbia non accetterà mai una qualsiasi intrusione nella sua integrità territoriale. Noi non accetteremo mai l'indipendenza del Kosovo. Non rinunceremo al Kosovo, non ci arrenderemo, se questo gesto codardo non venisse fermato. Né nel presente. Né per un anno. Né per un decennio. Mai. Il Kosovo e Metohija rimaranno parte della Serbia per sempre. »

« Ora noi vi diciamo, con piena sicurezza di se e con la forza morale del popolo unito: la Serbia non dimenticherà mai.

« La salvaguardia dell'integrità e della libertà della Serbia, integrata nell'Europa e nel mondo, sono le fondamenta del nostro interesse nazionale. Questo non cambierà.

« Noi abbiamo scelto. Spetta ora al Consiglio di Sicurezza ed ai paesi membri, di scegliere – di decidere se seguirci nella difesa dei principi per i quali tutti nutriamo profondo rispetto.

« Poiché si pone ora una domanda dinanzi a voi: distruggere o mantenere il carattere inviolabile di una solidarietà fondamentale tra gli Stati sovrani, che rappresenta il comune denominatore per la comunità internazionale.

« Momenti come questo determinano il percorso per ogni nazione. Noi siamo un popolo, signor Presidente, che combattè per secoli interi, per difendere la propria libertà, per stabilire la democrazia e costruire una società equa.

« Così fu, così è, e così sarà. E così sarà anche il Kosovo. Nostro, fino alla fine. Kosovo e Metohija rimarranno parte della Serbia per sempre."

Vuk Jeremic, Ministro degli Esteri della Serbia,
di fronte al Consiglio di Sicurezza ONU,
14 febbraio 2008