26 novembre 2007

Svegliati, non è Primavera

«Scambiamo le curve. Se non è possibile, cancelliamo per una volta i settori e torniamo a vedere il derby come una volta. Romanisti e laziali insieme». Antonello Venditti lancia una proposta forte. Fortissima. Ma adesso rilancia: «Invertiamo le curve e facciamo partire, così, dalla nostra città la rivoluzione del tifo italiano».

Unire le sciarpe. Tifare senza odiare. L'idea, in realtà, non è solo di Venditti: «Gabriele non deve morire, servono iniziative per non dimenticarlo. Sarebbe bello se al prossimo derby Roma e Lazio si scambiassero le curve». Venditti si rivolge con queste parole a Giorgio Sandri, il papà di Gabbo, incontrandolo sabato nel suo negozio alla Balduina. Il padre di Gabriele guarda fisso gli occhiali grandi del cantante: «Già. Anche io ci avevo pensato e ne avevo parlato con il sindaco Veltroni».

«Dietro questa idea, c'è la volontà di Giorgio Sandri di far sì che la morte di Gabriele diventi un elemento di pacificazione del pallone - spiega Venditti - L'inversione di Nord e Sud è un sogno mio e del papà di Gabriele. Vorremmo tornare a vedere la partita liberamente, come accadeva tanti anni fa. Se, concretamente, non si potesse fare l'inversione delle curve, mi piacerebbe vedere i tifosi di Roma e Lazio uniti. Mi ricordo quando negli stadi italiani non esisteva ancora il senso di appartenenza a un singolo settore. Beh, allora capitava di vedere romanisti e laziali vicini di posto. Per un giorno vivremmo lo stadio come un atto di libertà. Saremmo i primi a dare un segnale di crescita così forte, in Italia. Roma darebbe così l'inputo per una rivoluzione del tifo».

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