04 novembre 2007

State buoni, se potete

Nessuno cercherà gli scontri. Fra gli ultras della Juventus la parola d’ordine è sostenere la squadra, spingerla con tutte le forze verso una vittoria che loro vogliono a qualsiasi costo. Il direttivo dei Drughi della Filadelfia (fra tanti gruppi juventini, quello storico della Filadelfia), spiega: «All’Olimpico non sarà una partita come tante altre. In gioco, infatti, c’è l’orgoglio e la dignità di tutti i tifosi della Juventus. E’ la nostra rivincita sul recentissimo passato e sulle grottesche decisioni prese dai nuovi burattinai del calcio italiano e troppo penalizzanti per il club bianconero. E’ per questo che chiediamo a tutti i settori dello stadio di tirare fuori la grinta e la voce del cuore per sostenere alla grande, e come non mai, la nostra squadra».

«Gli interisti non li andremo certamente a cercare in autostrada o in giro per la città. Non gli vogliamo bene, ma non mi sembra che ci sia l’intenzione di andare a caccia dello scontro senza che ci siano precise provocazioni», spiega Christian Mauriello, voce dei Viking, altro gruppo bianconero che si posiziona nella curva Nord dell’Olimpico.

Franco Caravita, voce storica della Curva Nord nerazzurra: «Siamo perfettamente consapevoli che da sempre c’è rivalità tra le due tifoserie. Ma siamo altrettanto consapevoli del fatto che noi da anni pensiamo a farci i fatti nostri. Essere violenti non è nella nostra cultura, ci piace andare alla partita e aspettare gli eventi. E se tutto finisce bene, noi siamo più contenti. Coreografia? Chi vorrà, potrà come al solito indossare la maglia del centenario (ndr: usanza introdotta dalla prima trasferta stagionale, quella di Empoli, per cercare di emulare quanto da anni avviene in Inghilterra), per il resto non verrà organizzato nient’altro. Non abbiamo alcuna intenzione di chiedere autorizzazioni per dare un po’ di colore allo stadio: allestire una coreografia è permesso in tutto il mondo tranne che da noi e penso che a perderci sia soltanto lo spettacolo».

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