17 novembre 2007

Siamo nelle mani di Dio (e purtroppo di Matarrese )

ROMA - Coinvolgere la Chiesa per far rinascere il calcio. Il presidente della Lega, Antonio Matarrese, in piena emergenza violenza per i tragici fatti avvenuti domenica scorsa, spiega a 'Petrus', quotidiano online sull'Apostolato di Benedetto XVI, la ricetta per cambiare la mentalità dei giovani.

"Coinvolgerò la Chiesa - spiega Matarrese- nella rinascita del calcio e accoglierò con la dovuta attenzione i consigli che vorrà darmi il cardinale Bertone, sempre che accetti la mia proposta di entrare a far parte dell'assise consultiva di imminente costituzione".

"Purtroppo - osserva ancora il presidente della Lega - se la società è così violenta, perchè mai gli stadi dovrebbero essere un'eccezione o addirittura un'oasi felice?". "La società e la gioventù - afferma Matarrrese - sono malate. I ragazzi sono figli di questo mondo, di famiglie disgregate, dove padre e madre lavorano e nessuno sa dare un'educazione cristiana".

Ma calcio e religione non sono due mondi lontani? Tonino obietta: "No, perchè mai?!? Intanto mi risulta che il Santo Padre Benedetto XVI sia un amante del bel calcio; poi il Cardinale Bertone se ne intende, possiede il carisma e l'entusiasmo giusti. Voglio coinvolgerlo con un ruolo istituzionale, abbiamo bisogno di lui".

Matarrese è fratello di un vescovo e ora si rivolge al Vaticano, affermando di saper apprezzare "quanto di buono oggi, ed è tanto, esiste nella Chiesa".

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