26 novembre 2007

Siamo allo sbando

Il pubblico ci fischia, alcune curve si attardano ancora con le canzoncine contro la polizia, dimenticando che il calcio è diventato una camera a gas che uccide tutti,senza distinzione.
Arroccarsi su posizioni velleitarie ed estremiste non serve.
Siamo in grado di fare solidarietà, di essere associazioni nel vero senso della parola, gruppi di persone che stanno insieme e lottano insieme, in un mondo in cui ognuno pensa a se stesso e fanculo al prossimo.
Non buttiamo tutto nel cesso, non consegnamo 40 anni di Storia ai Tribunali, non roviniamo la vita dei più giovani, non assecondiamo chi ci vuole fuori dagli stadi per sbatterci davanti ad un televisore.
Non diamola vinta a chi vuole sporcare con la parola "terrorismo" un movimento di giovani e forti che ha dato speranza e vitalità a generazioni di uomini e donne.
E' giunta l'ora dell'intelligenza.
Una serata romana di follia ha chiuso in un angolo tutti noi.
Gabriele non deve morire ancora.
Basta cazzate, la faccenda si è fatta maledettamente seria e potrebbe finire in una lurida prigione per molti anni.
Se oggi un poliziotto picchiasse uno di noi a centrocampo, 3/4 del pubblico farebbe la ola.
Usciamo dal ghetto, facciamo vedere che sappiamo usare anche il cervello oltre ai muscoli.
Meno rivalità, più mentalità.
Vincenzo

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