15 novembre 2007

Scritte sui muri

«Gabry ti vendicheremo». «Assassini! Tutti i poliziotti sono bastardi». Ieri Treviso si è svegliata con gli slogan più violenti degli ultrà. Scritte di minaccia contro la polizia sono apparse sui muri di un edificio in via Rota, sui vetri alla fermata degli autobus in piazzale Burchiellati, su un pannello vicino Porta San Tomaso. Eco degli scontri avvenuti dopo la morte del tifoso laziale, Gabriele Sandri. Tutto questo alla vigilia del rientro nella curva dei primi 58 ultrà.

Minacce, dunque. Le cancellazioni anticipate dei «daspo», i provvedimenti di allontamento dallo stadio, per i 58 ultrà arrivate da Verona hanno avuto come prima conseguenza il riaccendersi del clima violento che ha accompagnato per mesi ogni competizione del «Treviso calcio». E questo momento, forse, non poteva essere dei peggiori. Così ieri, dopo settimane di silenzio, gli ultrà trevigiani hanno fatto risentire la loro voce. E lo hanno fatto gridando la loro rabbia dai muri della città. Hanno preso bombolette spray e nella notte hanno imbrattato edifici e pensiline. I messaggi sono chiari. Nessun riferimento a squadre avversarie, ma quello che ormai sembra l’unico nemico per tutte le tifoserie dal Nord al Sud: le forze dell’ordine. La firma lasciata sotto uno degli slogan non lascia spazio a dubbi: A.C.A.B. c’è scritto. Ed è la sigla che, da quando è morto l’agente Filippo Raciti, si firmano le tifoserie più violente ed è stato fatto proprio da altre formazioni europei: All cops are bastard, che tradotto significa: Tutti i poliziotti sono bastardi.

Ieri sono scattate le indagini degli uomini della Digos che hanno sequestrato alcuni filmati ripresi dalle telecamere piazzate nelle varie zone. Ma sono stati sentiti anche diversi esponenti della tifoseria biancoceleste, molti dei quali legati a gruppi di estrema destra. Tutto questo, mentre ancora si stanno consegnando ai 58 «daspati» trevigiani le comunicazioni che il 24 novembre potranno rientrare al loro posto in curva sud. «Nessuna tolleranza verso i violenti. Se ce ne sarà bisogno, applicheremo il decreto sulla sicurezza negli stadi nella sua forma più severa» aveva detto nei giorni scorsi il questore Filippo Lapi commentando il ritorno degli ultrà previsto per la partita contro il Brescia. E intanto ieri sono arrivate le scritte.

D’altronde, le violenze a Treviso non sono terminate nemmeno quando nell’aprile scorso, la curva si è svuotata a causa delle sanzioni: i tifosi a Verona avevano gettato petardi da un pullman, uno era finito in un parco giochi per bambini, l’altro sotto una macchina che ha rischiato di saltare in aria. Così i «daspati» erano saliti a 124. Ma usciti dallo stadio, gli ultras violenti si sono piazzati in piazzale Burchiellati da dove hanno seguito le partite, per poi picchiare i tifosi avversari. L’ultimo è stato un vicentino finito in ospedale.

1 commento:

Anonimo ha detto...

gabriele vive!!!
le guardie,indubbiamente bastarde,
sono solo l' ultima pedina di un sistema marcio,ormai prossimo al crollo più totale!!!
il popolo dovrà insorgere prima o poi!!!
v.g.casual firm!