17 novembre 2007

Schizzi di fango su Gabriele

Riferiscono fonti di polizia a Milano che Gabriele Sandri venne identificato nel gennaio 2002 con altri 24 tifosi della Lazio armati di cacciavite alla vigilia di una partita Milan-Lazio di Coppa Italia. Riferisce una fonte di polizia a Roma che i tre ragazzi "laziali" che viaggiavano sulla Renault in cui è stato ucciso Gabriele Sandri erano di quelli che, nella curva nord dello stadio Olimpico, trovi, guardando il campo di gioco, "in basso a destra". "In basso a destra" tra virgolette, perché quell´indicazione non corrisponde soltanto alla toponomastica che divide il territorio ultras, a un´identità politica ostentata, ma ad una sigla apparsa d´incanto all´inizio dello scorso campionato. «In principio – aggiunge la fonte – in quel settore c´era la "Banda noantri". Poi quello striscione è sparito e sono arrivati loro. Stesse facce, stesse teste…». Dici "Banda noantri" o "In basso a destra" e, apparentemente, non dici nulla. In realtà, stai incrociando una storia che il Paese ha scoperto all´improvviso una domenica mattina. Perché la "Banda" ha scritto pagine di sangue e di violenza che pochi conoscono o forse ricordano. Perché la "Banda" sembra non ci sia più. Ma è solo un´illusione. Nasce nel 2002. Si dà un simbolo (il volto di un ultrà travisato da una felpa) e un nome – redatto in caratteri runici - che sa di cameratismo caciarone, da serata in osteria. È una ciurma di un centinaio di fuoriusciti dagli "Irriducibili", il gruppo storico che della curva nord controlla anche i sospiri. Le ragioni della scissione – per quel che ne riferiscono gli addetti – sono nella ricerca di «un modello puro di ultras». «Che non si mischia con chi vuol fare i soldi con il tifo», che non fa "la cresta" sulle trasferte, che non si impiccia del merchandising. Sono neri. Nerissimi. E nei network on-line del tifo si presentano in poche righe: «Ultima formazione giovanile nata in curva nord da una costola degli "Irriducibili". Un nome nuovo, di stampo romano, età media dai 18 ai 25 anni. Giovani ragazzi arditi. Il classico gruppo elitario non per tutti. Di quelli intransigenti e temuti. Stili e modi sono quelli delle casual crew di Oltremanica. Una brigata di azione con pochi anni di vita, che già si propone alla ribalta della scena ultrà italiana». La "brigata di arditi", la "casual crew" (la ciurma spontanea), la "ribalta" se l´è guadagnata una domenica del 2003, il 2 febbraio, a Firenze. Il treno che la porta in trasferta a Verona è fermo alla stazione di Santa Maria Novella. E il caso vuole che la sosta, più lunga del dovuto, le offra l´opportunità di incrociare i tifosi della Fiorentina che salgono sui vagoni di un interregionale per Lucca. Si scatena il finimondo. La "Banda" devasta un´ala della stazione, quindi si dedica al proprio treno riducendolo una carcassa. Uno dei poliziotti, intervenuti per spegnere la furia, perde un occhio. La "Banda" si guadagna i primi provvedimenti dell´autorità giudiziaria, le prime diffide e dunque punti di «rispetto» nella curva, dove essere "daspati" (diffidati) è un onore. Ad aprile del 2003, sfila per le strade di Roma, gridando "Sig Heil", in un corteo che dichiara guerra alla «repressione e al calcio Sky». I rapporti di polizia dell´epoca segnalano la "Banda" infiltrata da militanti di "Base autonoma", la sigla dello spontaneismo nero che ha germogliato l´esperienza del Movimento Politico ed è al lavoro anche sulla curva giallorossa, dove ha battezzato "Tradizione e distinzione". Ma anche un profilo sociale di media borghesia. Gli "arditi" si distinguono per i loro giacconi "mission", per l´essere e l´apparire sempre "a posto", nei modi e nel vestire. Coltivano una mistica dello scontro con "le lame" (i coltelli) che li accomuna alla violenza giallorossa, che si esalta nella "puncicata" (la coltellata) allo sbirro o al nemico della fazione rivale, marchio di fabbrica che tutta l´Italia degli stadi riconosce come "romano". Incrociano a piazza Vescovio, nel quartiere Salario, tradizionale roccaforte nera. Pendolano tra il pub Excalibur e la sede di Forza Nuova, apparentemente disinteressati a una militanza esterna allo stadio. Li trovi lì la sera, per la "punta" prima della notte nei locali. O all´alba delle domeniche di trasferta, per caricare le macchine. Nel 2005, lo striscione dalla "Banda" scompare. «Dal 2005 – avverte uno dei siti ultras della Lazio, con maggiore e più significativa precisione descrittiva – non espone più lo striscione». Decimati dalle diffide, tornano a confondersi nella curva, per riapparire, appunto, "In basso a destra". La polizia se ne accorge nella notte tra il 22 e il 23 settembre di quest´anno, quando, a piazza Vescovio, circonda un corteo di macchine che si sta muovendo verso Bergamo, dove la Lazio è attesa dall´Atalanta. Da un borsone, esce un arsenale che è più chiaro di una firma: "lame", accette, machete. Servono per fare a pezzi i napoletani in viaggio verso Empoli, che i laziali ritengono di poter incrociare tra Roma e Firenze, lungo il tratto di Autosole che dovranno necessariamente percorrere nella stessa direzione. Le facce che spuntano dalle macchine di piazza Vescovio sono quelle antiche della "Banda" diventata "In basso a destra". I denunciati a piede libero sono una settantina. Il giudice, di fronte al quale compariranno nei giorni successivi, deciderà che non debbano neppure sottoporsi all´obbligo di firma al commissariato.

1 commento:

Anonimo ha detto...

"non sparate cazzate, per favore!"
non postare allora 'sto post che è tutta una cazzata...