21 novembre 2007

Repressione a Genova

Aveva ancora la sciarpa insanguinata tenuta come trofeo nella propria stanza uno dei 22 tifosi violenti finiti nel mirino della Digos genovese, dopo gli scontri del prepartita del derby tra Genoa e Sampdoria dello scorso 23 settembre. In quattro, tre genoani ed un sampdoriano, sono finiti in manette: Stefano Montaldo, Paolo Poletti, Fabio Praticò e Luca Crosa. Altri due, un genoano ed un sampdoriano, Agostino Nelumbo e Andrea Biggi, si trovano agli arresti domiciliari mentre tre persone, due genoani ed un sampdoriano, sono stati raggiunti da provvedimento di obbligo di firma. Si tratta di Lino Sias, Ivanhoe Benigni e Marco Petulicchio. Altri 13 sono indagati a piede libero ma non si esclude che la loro posizione si possa aggravare già dalle prossime ore. I 22 indagati, tutti raggiunti da provvedimento di Daspo, il divieto di accesso alle manifestazioni sportive, sono in gran parte già noti alle forze dell'ordine quali soggetti violenti facenti parte di frange estreme della tifoserie rossoblucerchiate, mentre preoccupa la presenza di alcuni giovanissimi, appena maggiorenni, definiti cani sciolti perché non inseriti in alcun contesto organizzato. L'operazione della Digos, scattata all'alba di stamani dopo circa due mesi di indagini, oltre ad un lavoro certosino fatto di appostamenti, pedinamenti e controlli incrociati, è stata possibile anche grazie ai contributi fotografici e filmati forniti dai residenti della zona di via Monticelli, nel quartiere genovese di Marassi, dove ebbero luogo gli scontri alcune ore prima del derby, cui presero parte circa duecento tifosi, che divennero poi 70-80 nella fase più violenta. Le perquisizioni domiciliari cui sono stati sottoposti i 22, hanno portato alla luce spranghe, mazze, coltelli, fionde e in due casi anche materiali neonazista come una bandiera recante una svastica e due mazze da baseball con l'effigie di Mussolini

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