24 novembre 2007

PLAITANO IL PRIMO


Quindici giorni fa l'omicidio del tifoso laziale nell'autogrill vicino Arezzo, Gabriele Sandri, neanche un anno dopo la tragedia di Catania dello scorso con la morte del commissario Filippo Raciti, e domenica scorsa lo stop dei campionati. La violenza nel calcio non si ferma. La Salernitana ospita il Potenza e proprio durante un confronto tra le due squadre si registrò la prima vittima durantre una partita di calcio. Il 28 aprile del 1963, infatti, giorno di consultazione popolare per le elezioni politiche, Giuseppe Plaitano, 48 anni, ex maresciallo di marina, padre di quattro figli, era sugli spalti del Vestuti per assistere al confronto. Entrambe le squadre erano in lotta per la promozione in serie B. Il giovedì precedente i granata di Ulisse Giunchi avevano pareggiato a Chieti. Una vittoria sul Potenza avrebbe avvicinato la squadra alla vetta della classifica. Una mancata decisione dell'arbitro Gandiolo di Alessandria provocò disordini e l'invasione di campo. Nel primo tempo il Potenza era andato in vantaggio per una papera del portiere granata Pezzullo. Il gol degli ospiti, in sospetto fuorigioco, aveva infuocato ancor più il vecchio Vestuti. A metà ripresa Gigante fu atterrato in area di rigore. Tutta la squadra invocò il calcio di rigore che l'arbitro non concesse. Un tifoso scavalcò la rete di protezione dei distinti. Gli agenti di polizia lo bloccarono ferendolo, però, al volto. Alla vista del sangue, in pochi attimi, una ventina di tifosi invasero il campo. L'arbitro fu colpito da un pugno, i segnalinee e la squadra ospite riuscirono a rifugiarsi negli spogliatoi. Intervennero anche alcune jeep della polizia sul terreno di gioco con lancio di lacrimogeni per fermare i disordini e disperdere i tifosi. Giuseppe Plaitano era sugli spalti, nei pressi della tribuna stampa. Il maresciallo fu colpito da una pallottola vagante che gli perforò la tempia destra. Risultarono inutili tutti i tentativi di soccorso. Il tifoso granata morì senza riprendere conoscenza. Il bilancio di quella nefasta domenica fu pesantissimo: un morto, ventuno feriti, trentasei contusi e danni allo stadio per più di venti milioni. Il Potenza ottenne dal giudice sportivo la vittoria a tavolino, il Vestuti venne squalificato per quattro giornate, poi ridotte a tre, e la Salernitana terminò il campionato mestamente al quarto posto alle spalle di Akragas, Trapani e Potenza che, primo, conquistò la promozione in serie B. Una domenica davvero da dimenticare visto che contemporaneamente anche il San Paolo fu teatro di incidenti durante Napoli-Modena.

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