10 novembre 2007

Oplontini

“Non sono un traditore”. Michele Solimene lo ripete, a gran voce, ma si ritrova al centro di un vero e proprio caso che coinvolge Savoia e Turris.
“Solimene infame” recita una scritta che si trova all’uscita della statale sorrentina, nello stesso luogo in cui fino a poco tempo fa campeggiava uno striscione dei tifosi della Juve Stabia per Catello Mari. In quel caso, una tragedia ha unito due tifoserie rivali e, per quanto possa essere drammatica. Il paradosso è che ora, su quel guard rail c’è l’aspetto più brutto del mondo del calcio.
Solimene, ex idolo dei sostenitori di Torre Annunziata, è reo di averli “traditi” passando alla Turris circa dieci giorni fa.
“Ha cantato chi non salta è del Savoia” accusano nella città oplontina, ma l’attaccante non ha cantato, ha solo saltellato quando si è ritrovato sulla panchina della Turris nella situazione in cui nessuno vorrebbe trovarsi. “Ero appena arrivato e tutti mi bollavano come un giocatore che era stato al Savoia. Io non rinnego il mio passato a Torre Annunziata, ma ora sono alla Turris. Mi hanno visto in panchina e hanno iniziato a saltellare, io all’inizio non l’ho fatto, poi ammetto di aver fatto qualche saltello, ma non volevo andare contro nessuno”.
Un episodio figlio dell’esasperazione del calcio minore, del campanilismo più assurdo. “Mi sono trovato in difficoltà. Io la cosa a cui punto sempre è dare il massimo, ma posso capirli i tifosi. Anche io tifo per la Juve Stabia e quando un calciatore della mia squadra si trasferisce in una società rivale, ci resto pure io male. Però, va capito anche il modo in cui me ne sono andato. Per me non c’erano più le condizioni per restare a Torre, ho ringraziato tutti e voltato pagina. Mi sono ritrovato alla Turris che mi ha cercato attraverso mister La Scala, che mi conosce perché mi ha avuto a Sorrento e può tirare fuori il massimo dalle mie caratteristiche. Io penso solo a giocare a calcio, e anche se ora milito tra i dilettanti, cerco di comportarmi sempre da professionista. Ora la mia squadra e i miei tifosi sono quelli della Turris e li rispetterò sempre, come ho rispettato quelli del Savoia, non volevo trovarmi al centro di un caso simile”.
A Torre Annunziata, però, non hanno gradito: “Ho saputo che ci sono addirittura dei manifesti contro di me. Io sono stato bene nella città oplontina, sono andato via ringraziando tutti, ma il mio ciclo era finito. Mi voleva mister La Scala a Torre del Greco e ho accettato la proposta della Turris, ma non è facile, perché in molti mi hanno accettato, ma c’è chi dice che io in estate avevo preferito il Savoia e quindi anche la situazione nella mia nuova piazza non è felicissima e spero di conquistare i tifosi sul campo”.
Gli hanno detto di disintossicarsi dalla maglia bianca prima di indossare quella rossa della Turris: “Me ne hanno dette tante. Ero in un bar di Torre del Greco con il mio compagno di squadra Zangla e mi ha avvicinato un tifoso di Torre Annunziata dicendomi che l’avevo deluso, perché mi ero tolto la maglia del Savoia per indossare quella della Turris. E’ una situazione difficile, ci sono pressioni continue”.
Solo pressioni? “Sì solo quelle, nessuna minaccia. Non si è arrivati a quelle, ma ripeto, io capisco la delusione dei tifosi del Savoia e la diffidenza di quelli della Turris”.
Prima di accettare la proposta del club del presidente Cirillo (tra l’altro patron della Turris residente a Torre Annunziata), Solimene ha pensato a quali potevano essere le conseguenze: “Mi aspettavo qualche critica, perché conosco la rivalità tra le due piazze. Però, con il Savoia mi sono lasciato bene e con la Turris già in estate c’era stato qualche contatto e la società mi voleva fortemente. Non mi aspettavo che accadesse tutto questo”.
Solimene, calciatore nativo di Castellammare che ha vissuto gli anni più intensi della sua carriera calcistica a Sorrento, conquistando due promozioni, ha anche trovato una scritta allo svincolo autostradale della sua città, che recita ‘Solimene infame’.
“Non lo sono e mi ha fatto male. Quando l’ho letta per la prima volta stavo andando in un centro medico per effettuare un’ecografia (si è infortunato nella trasferta di Vittoria e resterà fuori un mese, ndr) e un po’ mi ha deluso. Non credevo che potesse accadere tutto questo e soprattutto non credevo di essere un giocatore così importante da suscitare una reazione simile nella tifoseria oplontina. Ho saputo che ogni domenica ci sono cori contro di me e sono stati fatti anche dei manifesti e ciò mi dispiace molto, io ho sempre rispettato i tifosi del Savoia e ora rispetto quelli della Turris, perché gioco a Torre del Greco”.

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