16 novembre 2007

NESSUNA PIETRA

Il legale della famiglia, Michele Monaco: "Solo microformazioni calcaree"
Nella conferenza stampa, il fratello chiede di evitare "strumentalizzazioni"
"Non c'erano sassi nelle tasche di Gabriele"
L'avvocato dei Sandri smentisce la polizia
Quanto alla diffida "il pm ha chiesto l'archiviazione, disposta poi dal gip di milano"
Ma gli investigatori confermano: "Nei pantaloni aveva due pietre atte ad offendere"


ROMA - Smentisce tutto la famiglia Sandri. I sassi che secondo la polizia sono stati trovati nelle tasche di Gabriele, le parole del questore di Arezzo e la diffida contro il tifoso laziale ucciso domenica scorsa. E lanciano un appello ai media: "Non strumentalizzate la vicenda". Ma gli investigatori confermano la presenza dei sassi.

Niente sassi. ''Di sassi non ne sono stati trovati, ma solo microformazioni calcaree''. Michele Monaco, l'avvocato della famiglia Sandri e il fratello di 'Gabbo', Cristiano, nel corso di una conferenza stampa hanno smentito nettamente che nelle tasche del ragazzo ucciso in un autogrill nei pressi di Arezzo domenica scorsa, ci fossero vere e proprie pietre o ''sassi in termini offensivi''. L'avvocato inoltre ha sgombrato il campo da ogni dubbio, affermando che ''anche se fosse stato trovato qualcosa, dal momento in cui è stato sparato un colpo di pistola, non c'è più nulla''.

Ma la polizia conferma. La polemica, però, non sembra destinata a chiudersi. Ambienti investigativi di Arezzo, fanno infatti sapere che nei pantaloni di Gabriele sono stati ritrovati "due sassi e non delle microformazioni calcaree come dichiarato dal legale di famiglia". Uno "è delle dimensioni di 8X6 cm e 3 centimetri di spessore, e l'altra di 4X4cm e 3 centimetri di spessore, sassi atti ad offendere".

Nessuna diffida. Una smentita è arrivata anche sulla diffida che nel 2002 aveva colpito Gabriele: "Era stato diffidato per due mesi - spiega Cristiano -, ma non gli è mai stata comminata: il pm ha chiesto l'archiviazione, disposta poi dal gip di milano. La memoria di mio fratello non deve essere infangata". "Non esiste - ha continuato - che vengano pubblicati articoli che infangano il nome di mio fratello che era una persona meravigliosa, come invece successo. Un giornalista - ha continuato - ha indicato che Gabriele è stato diffidato, processato nel 2002 e assolto con uno stratagemma e che poi è stato combinato un Daspo. Questa - ha concluso - è tutta una farneticazione".

Non infangate Gabriele. "Non infangate il nome di Gabriele", ha aggiunto rivolto ai media Cristiano Sandri. "Non strumentalizzate la vicenda perché niente può cambiare quello che è avvenuto: e cioè che un poliziotto ha assassinato un uomo innocente, mio fratello. Non mi stancherò mai di ripetere che questa vicenda non ha nulla a che vedere con il calcio, gli ultras e il tifo violento", ha sottolineato Cristiano Sandri.

Il fratello di "Gabbo" non vuole parlare delle ultime indiscrezioni provenienti da Arezzo secondo cui i tifosi laziali, fra cui Gabriele, avrebbero teso un vero e proprio agguato, con tanto di coltelli, pietre e ombrelli, ai cinque tifosi juventini presenti sulla Mercedes. "Non parliamo di questo - dice Cristiano - e comunque il fatto non rende meno grave l'accaduto. Domenica è successo qualcosa che in uno stato civile non dovrebbe accadere. Un poliziotto ha puntato l'arma e colpito un innocente senza capire che cosa stava o era successo".

"Il questore ha mentito". Il legale della famiglia Sandri ha poi attaccato il questore di Arezzo, Vincenzo Giacobbe: "Alle 18 di domenica scorsa, ancora parlava di due colpi di pistola sparati in aria. Sembrava che il ragazzo fosse stato ucciso da qualcun altro. Giacobbe ha mentito sapendo di mentire, e per giunta davanti alle telecamere, così come ha fatto il poliziotto che ha sparato. Molte e gravi bugie sono state dette su questa storia".

"Per la famiglia - ha continuato l'avvocato - quando ha sentito queste affermazioni, è come se Gabriele fosse stato ucciso una seconda volta". Secondo il legale già dalle 9,30 di mattina si sapeva con esattezza la traiettoria del colpo. Affermazione confermata anche da Luigi Conti, l'avvocato che nel corso della conferenza stampa ha detto di aver assistito al rilievo della polizia scientifica, la quale ha riscontrato che il colpo è stato sparato "in orizzontale e parallelo alla strada".

Veltroni e Napolitano. Da Cristiano Sandri sono poi arrivate parole di riconoscenza nei confronti del sindaco di Roma e del capo dello Stato che hanno mostrato la loro vicinanza e solidarietà alla famiglia. Napolitano, poi, "si è mostrato sbigottito, assolutamente inerme di fronte ad una situazione del genere: un agente della polizia che impugna una pistola e spara ad altezza uomo".

Cristiano Sandri ha anche ringraziato il capo della mobile di Arezzo "che è stato una persona squisita". Critiche, invece, verso il questore Giacobbe che "non si è fatto vivo neanche per portare il doloroso cordoglio". E ha aggiunto: "Mi aspettavo una chiamata dal ministro dell'Interno o della Giustizia, evidentemente sono sufficienti i telegrammi". Infine Cristiano ha ripreso le parole di don Paolo Tammi, che due giorni fa ha celebrato i funerali del fratello: "Ci sarà un tempo del perdono".

Nessun commento: