17 novembre 2007

L'uomo cattivo mi ha fatto la bua

Violanews ha raccolto la testimonianza di alcuni ragazzi che erano allo stadio, in particolare in curva Fiesole, durante la partita di campionato contro l’Udinese. Questi tifosi hanno avuto modo di vedere quanto è successo nella nostra curva in seguito alla morte di Gabriele Sandri. Benché Firenze rimanga sempre un’isola felice rispetto ad altre piazze per quello che riguarda il tifo violento, ciò che emerge dal racconto di questi ragazzi è leggermente diverso da ciò che abbiamo letto e ascoltato in questi giorni. Ecco le loro dichiarazioni.
Innanzitutto, quali erano le notizie che circolavano nella curva tra voi tifosi circa quanto era accaduto quella mattina?
“Qualcuno aveva già sentito la notizia prima di venire allo stadio, ma quello che tutti sapevamo era che un ragazzo era morto in un autogrill vicino ad Arezzo perché un poliziotto aveva sparato per sedare una rissa tra tifosi. Sapevamo anche che si trattava di tifosi della Lazio e della Juventus”.
Che clima si respirava allo stadio?
“L’atmosfera era tesa. Specialmente in curva. Ce ne siamo accorti subito perché né gli speaker, né i capicurva erano al loro posto all’inizio della partita. Dall’inizio abbiamo capito che c’era qualcosa che non andava. Perfino alcuni gruppi di tifosi non occupavano le loro abituali zone all’interno della curva. Nel piazzaletto sottostante la Fiesole e antistante il parterre di curva c’era un gran parlare tra tutti i rappresentanti del tifo, che si erano radunati lì per decidere sul da farsi. E’ stato allora che la gente, anche dalla stessa curva, ha cominciato a cantare: “Buffoni, Buffoni, Buffoni!!!”.
Ma non c’era stato un incontro, come avviene di consueto, tra Digos, vertici della Fiorentina e del tifo in cui si era deciso che tutto si sarebbe svolto come sempre, come se non fosse accaduto nulla?
“Sì, ma la nostra impressione è stata che questo fatto di impedire alla gente di cantare fosse una cosa ben pensata e organizzata. Non una cosa nata sul momento. Non è possibile capire chi fosse coinvolto come personalità del tifo, ma è sembrato tutto già deciso. Sin dall’inizio c’erano evidenti segnali che c’era qualcosa che non andava”.
Chi ha preso la decisione di togliere gli striscioni?
“Non lo sappiamo. Ci siamo accorti che ad un certo punto hanno iniziato a toglierli e non capivamo il perché. Sapevamo solo che la gente voleva cantare e vedersi la partita in pace, ma gli è stato impedito. Infatti ci sono state delle frizioni sia in curva che in maratona, nella parte più vicina alla Fiesole.
Chi ha impedito a chi era in curva di cantare?
“E’ stato imposto il silenzio e basta, non sappiamo da chi. Poi è chiaro che se non ci sono gli speaker a lanciare i cori, nessuno prende l’iniziativa e la gente sta zitta. Comunque era una minoranza ad imporre il silenzio”.
Ci sono stati cori contro le forze di polizia?
“Sì. All’inizio della partita molte persone hanno cantato il classico ‘Non ne possiamo più delle divise blu…’. Per diverse volte. Niente di grave se si pensa a quello che è successo in altre piazze. Ma questi cori e queste parole non riflettono il pensiero di tutte le persone che fanno parte della curva, anzi”.
Secondo voi in Fiesole è entrata la politica?
“Questo no. Poco ma sicuro. La curva è, e resta apolitica”.


Matteo Sestini

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