14 novembre 2007

L'ammuina

ROMA (12 novembre) - Il vertice della Federcalcio ha deciso di sospendere domenica i campionati di serie B e C (la A riposa per l'impegno della Nazionale in Scozia). Lo ha annunciato il presidente della Federcalcio Abete. Il ministro Melandri in giornata aveva chiesto la sospensione del campionato. Sul fronte delle indagini quattro ultras arrestati a Roma (l'ipotesi è terrorismo) e otto a Bergamo.

Abete: si ricomincerà a giocare il 25. «Ritengo - ha detto Abete - che con questa decisione si sia accolto l'invito del ministro Melandri. La serie A? Noi intendiamo far riprendere da domenica 25 tutta l'attività professionistica. Nel consiglio federale di giovedì dovremo adottare altri tipi di provvedimenti, affinché si possa ricominciare con uno spirito diverso e in situazione diverse». Abete ha precisato che Roma-Cagliari è stata rinviata per decisione della Federcalcio e non del prefetto o del questore. Sulle misure che verranno prese giovedì ha aggiunto: «Il comportamento di certi tifosi è diventato inaccettabile. Sapete che c'è la legge Pisanu, c'è la legge Amato e tutti gli strumenti che sono già noti. Quando parlo dei provvedimenti che potremo prendere, intendo iniziative volte soprattutto a un cambiamento culturale, a un modo diverso di vedere il calcio».

Osservatorio: vietate le trasferte alle tifoserie violente. Le trasferte di massa delle tifoserie violente non saranno più consentite. Lo ha deciso l'Osservatorio sulle manifestazioni sportive, riunitosi oggi al Viminale. La misura sarà mantenuta fino all'adozione della "tessera del tifoso", una sorta di carta che identifica l'appassionato. Il divieto delle trasferte di massa delle tifoserie violente sarà adottato mediante specifiche restrizioni da fissare di volta in volta dall'Osservatorio, riguardanti sia il settore ospiti sia la vendita di tagliandi. L'obiettivo è rafforzare, spiega l'Osservatorio, «lo spirito della norma, sempre più spesso aggirato con l'acquisto on line di biglietti a gruppo». L'Osservatorio analizzerà ciascuna gara alla luce di queste disposizioni, valutando la possibilità di autorizzare le trasferte per quelle tifoserie che hanno dato prova di sportività e correttezza..

Partite a porte chiuse negli stadi senza steward. Entro il 1° marzo tutti gli stadi con capienza superiore ai 7.500 spettatori dovranno disporre di steward, altrimenti sarà richiesto ai prefetti competenti di far disputare le gare a porte chiuse: lo ha deciso oggi l'Osservatorio sulle manifestazioni sportive.

Gli arrestati di Bergamo.Sono sette gli ultras arrestati a Bergamo grazie alle immagini tv per gli scontri di ieri pomeriggio dentro e fuori lo stadio Comunale. Fra questi c'era anche Francesco Palafreni, detto Baffo, il più anziano del gruppo. Si è presentato in questura quando ha saputo che erano andati a cercarlo, ha chiarito la sua posizione ed è stato rilasciato a piede libero. Cinque tifosi sono stati arrestati dalla Digos. Sono state fornite solo le iniziali: P.G., 42 anni di Dalmine, N.T., 37 anni, e A.S., 34 anni, entrambi di Bergamo; D.C., 27 anni di Almenno San Bartolomeo, O.M., 40 anni, di Zanica. I due arrestati dai carabinieri sono R.A., 33 anni di Azzano San Paolo, e E.G., 22 anni, di San Giovanni Bianco. Dovranno rispondere di danneggiamento aggravato, resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Nessuno, a quanto si è appreso, sarà processato per direttissima. Secondo gli inquirenti alcuni di loro si sarebbero resi responsabili dell'aggressione nei confronti delle forze dell'ordine, avvenuta intorno alle 14 nei pressi della curva Nord atalantina, altri avrebbero cercato di sfondare le protezioni di plexiglass con un tombino sradicato all'esterno.

Il Prefetto di Roma: spero in altri arresti in tempo brevi.Gli arresti compiuti finora per gli incidenti di domenica a Roma «sono i primi e spero che in tempi brevissimi altri seguiranno». Lo ha detto il prefetto di Roma, Carlo Mosca. «Questi esagitati, questa gente che non ha il senso della democrazia - ha proseguito il prefetto - sappiano che sono individuati e che subiranno le conseguenze di questa loro cattiva visione dello sport e della democrazia». Dopo l'uccisione del tifoso laziale gli ultras hanno messo a ferro e fuoco la zona dell'Olimpico. L'assalto degli ultras si scatenato contro le strutture del Coni e contro caserme di polizia e forze dell'ordine.

Gli arrestati di Roma: tre laziali e un romanista. I quattro arrestati a Roma sono tre tifosi della Lazio e un romanista. Uno di loro è militare di leva della Marina militare. I primi tre, S.L. di trent'anni di Roma, S.C., 27 anni, di Palmi e V.M., un ragazza di 21 anni di Frosinone, sono accusati della devastazione della caserma di via Guido Reni. Il romanista, C.G.di 21 anni, di Roma, è accusato invece dei disordini creati a Ponte Milvio. Gli investigatori stanno cercando di identificare il maggior numero possibile di responsabili attraverso la visione di filmati e i riconoscimenti fotografici e video, oltre alla raccolta di numerose testimonianze.

Aggravante terrorismo La procura di Roma contesterà l'aggravante del terrorismo ai quattro tifosi arrestati ieri sera nei dintorni dello stadio Olimpico. La decisione è stata presa a piazzale Clodio sulla base delle prime risultanze investigative. La decisione di ipotizzare questa aggravanti ha determinato di conseguenza la sospensione del giudizio per Direttissima che era stata decisa e che si doveva tenere oggi. Sarà ora il gip a esaminare la situazione e a decidere se debba essere convalidato o meno l'arresto dei quattro tifosi, la cui posizione, alla luce degli ultimi accertamenti, si è ulteriolmente aggravata.

Le ipotesi di reato che emergono dall'esame dei fatti sono quelle di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, lesioni personali, violenza, danneggiamento e devastazione. Se tutte le ipotesi di reato formulate dalla Procura verranno convalidate il giudizio si svolgerà necessariamente davanti ad un Tribunale in composizione collegiale e non davanti al giudice monocratico come era stato deciso inizialmente. Gli inquirenti stanno visionando i filmati delle telecamere installate in strada, analizzando i tabulati telefonici, visionando blog e siti internet dei tifosi.

La matrice politica Dalle prime indagini emergerebbe che dietro gli atti di vandalismo e di aggressione a strutture delle forze dell'ordine potrebbe esserci una matrice politica. Gi inquirenti vogliono accertare se gli incidenti siano frutto di
una strategia riconducibile ad un'organizzazione politica.

Sono 75 gli agenti feriti. Con il passare delle ore il bilancio dei feriti fra le forze dell'ordine è in costante aggiornamento: nel tardo pomeriggio è arrivato a 75. Nessun carabiniere, invece, è rimasto ferito. Delle 75 persone ferite, 20 appartengono al reparto Volanti, 50 al reparto Mobile e cinque sono i funzionari addetti all'ordine pubblico. Tra questi, i dirigenti dei commissariati di polizia Prati, Trastevere e di Sant'Ippolito e un funzionario del commissariato Prati. I più gravi sono il funzionario di Prati, giudicato guaribile in 30 giorni perché durante l'assalto in via Guido Reni ha subìto la lussazione di una spalla. Venti giorni di prognosi, invece, per il dirigente del commissariato Trastevere per un violento colpo al fegato durante gli scontri in via Reni.

Coni, 100 mila euro di danni È «meno rilevante di quanto le prime informazioni lasciavano intravedere» il bilancio dei danni alla sede del Coni. I tecnici del comitato olimpico italiano hanno effettuato un sopralluogo «stimando in circa centomila euro la
consistenza» dei danni. Entro 48 ore la sede del Coni tornerà ad avere il suo aspetto normale. Quanto allo stadio Olimpico, il Coni fa sapere che«non ha subito alcun danno».

Napolitano: «Sono molto preoccupato». «Sono anche io molto preoccupato degli incidenti di ieri». Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano interviene da Doha in Qatar dove si trova da domenica sera in visita di Stato. «È bene che non si confonda - ha aggiunto il capo dello Stato - qualcosa di molto negativo come quello accaduto ieri con l'Italia. È importante che non si confondano le immagini degli incidenti di ieri con l'Italia che è tante altre cose».

Veltroni: fare chiarezza, no a ogni violenza. Il sindaco di Roma, Walter Veltroni, ha sottolineato la necessità di fare chiarezza su entrambi gli avvenimenti. «Bisogna chiarire il primo - ha detto riferendosi all' uccisione del giovane - e definire tutte le responsabilità, e al tempo stesso stroncare ogni forma di violenza». Veltroni, in visita con gli studenti romani nel campo di sterminio nazista di Auschwitz, ha affrontato il tema del rapporto tra certi sport e la violenza. «Non può succedere che un ragazzo muoia in quel modo, come non lo è che, alla morte di un ragazzo, facciano seguito degli episodi di violenza».

Cossiga: noi avremmo sparato. «Negli anni di piombo non si sarebbero neanche sognati di assaltare caserme dei carabinieri o della polizia. Se gli autonomi lo avessero fatto, noi avremmo sparato subito e la seconda volta non ci avrebbero riprovato». Lo ha detto il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, uscendo dal Viminale dove ha incontrato il capo della Polizia, Antonio Manganelli, cui ha portato la sua solidarietà dopo gli incidenti di ieri.

L'Onu: così si uccide lo sport. Anche l'Onu, per voce del consigliere speciale del Segretario generale, Adolf Ogi, è intervenuto sui tristi fatti di domenica in Italia. «Sono inaccettabili. Uccidono esseri umani, ma anche lo stesso sport, la sua immagine e la sua credibilità».

Già ieri dal mondo della politica si era alzato un coro per chiedere lo stop dei campionati.

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