20 novembre 2007

L'Abatino predica

Milano, 19 novembre - Gianni Rivera, ex-milanista da vent`anni in politica, commenta con durezza la situazione del calcio italiano. I fatti di domenica scorsa, l`uccisione di Gabriele Sandri e gli scontri tra ultra` e polizia che ne sono seguiti, hanno avuto come conseguenza il blocco di serie B e C per questo fine settimana. `Il dialogo deve sempre essere la prima opzione. Poi, se lo si rifiuta, bisogna difendere la democrazia con le maniere forti - spiega Rivera a `L`Equipe` di lunedi` - Praticamente in tutti i Paesi occidentali qualcuno che aggredisce un poliziotto viene unanimemente condannato. Qui in Italia quasi gli si vorrebbe consegnare un premio`.

Una raffigurazione a tinte fosche della societa`, piu` che del mondo del pallone. `E` evidente che il Governo e il Ministero degli Interni devono occuparsi di identificare queste persone. Tutti si devono impegnare. A cominciare dalle societa` - sottolinea Rivera -, che devono smetterla di avere rapporti mai completamente chiari con questi individui`.

E se si optasse per il blocco del massimo campionato? `Spero che non si arrivi a tanto. Ma se non si riesce a intervenire di fronte a comportamenti e abitudini del genere, difficili da estirpare, sara` meglio farlo - aggiunge - Serve una decisione forte. Sentir dire a gente di calcio che forse sarebbe meglio fermarsi solo per un attimo, vuol dire che si prende poco sul serio la pericolosita` del problema`.

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