12 novembre 2007

La rabbia galoppa. E i giornalisti pascolano

ROMA. «Pure i senesi stanno facendo un casino, qui davvero si stanno unendo tutti...Se addirittura i senesi creano problemi, io credo che è meglio che Roma-Cagliari non si gioca perchè sono due tifoserie calde». Il messaggio, riferito al posticipo all’Olimpico, è chiaro, nonostante l’italiano un pò traballante, e proviene dal sito “Avantilazio. com”, da un utente che si firma “Uniti si vince, malato di Lazio”. E’ polizia contro il resto del mondo, in particolare quello ultras.

I commenti sulla morte di Gabriele Sandri ieri hanno fatto il giro degli stadi, della Rete e dei siti e blog del tifo calcistico. Unanime, nei gruppi organizzati, la condanna delle forze dell’ordine. E quasi ovunque le contestazioni. A Sassari i tifosi della curva nord sono entrati allo stadio a partita iniziata e hanno accantonato i soliti cori di incoraggiamento alla squadra per concentrare la loro “attenzione” sugli agenti di polizia in servizio al Vanni Sanna. Sono stati 90 minuti di rabbia e di insulti ripresi poi sul sito degli ultras. Commenti che hanno invaso la rete. Nella capitale alcuni siti sono stati chiusi in segno di lutto, come Tifo-net, dove compare soltanto una scritta nera su sfondo bianco: “In seguito al tragico evento della morte del tifoso della Lazio, Tifo-Net resta oscurato per qualche giorno”. Idem per Lazio City, dove si fa sapere che “il Forum è chiuso”.

Su “www.aromasolo lazio.it” c’è la foto di Sandri (con la didascalia “Gabriele Sandri, 26 anni, ucciso”) e sotto ancora: “Dal sito ansa.it: Supporter, gli ha sparato la polizia. Su “avanti lazio.com” viene ripetuto un appello: “Qualcuno di voi conosceva questo Gabriele Sandri? Se si me ne potete parlare un pò? Perke vorrei capire perkè sia possibile che nel 2007 succedano queste cose...”. E un altro tifoso: “...Vorrei sapere che persona era... Su “MySpace.com” c’è il profilo del tifoso morto il cui nick è Gabbodj.aka Le Gabriel, che si presenta così: “commmerciante, nato a Roma 25 anni fa. Inizia a coltivare la sua passione per la musica in piena era rave (prima parte anni 90). Il suo primo disco lo compra a 13 anni (Robert Armani ambulance Acv records)..i suoi primi vinili comincia a farli girare nei sabati pomeriggio della capitale (Alien, Follia, Gilda). Da lì ecco arrivare le prime serate (Veleno, Alien, Piper). Nel 2002 arriva la sua prima stagione estiva in Costa Smeralda per la precisione all’Heaven di Porto Rotondo, e da quell’anno è residente ogni estate nei locali della Costa (2003 Country Club, 2004, SKY club, 2005, SKY club, 2006 Heaven club)... Altre esperienze da ricordare sono sicuramente... L’aperitivo ed il pre-serata al Tartarughino di Porto Rotondo”.

Ma chi sono e che cosa rappresentano i movimenti ultrà. I primi gruppi organizzati nascono in Italia alla fine degli anni sessanta come sintesi dell’”hooliganismo anglosassone” e del movimento della contestazione giovanile anche se poi il loro percorso subisce influenze politiche di ogni genere. Nell’ Italia del dopoguerra, infatti, il tifo organizzato era rappresentato esclusivamente da club di supporter che si formavano nei quartieri periferici o nelle cittadine vicine alle metropoli. Negli anni sessanta, invece, fanno la loro apparizione i primi gruppi di “Fedelissimi” che si aggregano in modo da garantire una consistente presenza di tifosi durante le trasferte della squadra. Con l’avvento, poi, della Coppa dei Campioni, i cosiddetti “ragazzi delle curve” entrano in contatto con le tifoserie anglosassoni.

Il primo gruppo di ultrà italiano è la “Fossa dei Leoni” del Milan, che nasce nel 1969 e occupa il settore dei popolari alla Rampa 17 dello stadio di San Siro. Tra il 1970 e il 1975 il numero dei gruppi di tifosi riferibili all’universo ultrà cresce in modo esponenziale e il “bisogno d’ identificazione” li proietta verso un’altra realtà: quella dei gruppi extraparlamentari (sia di destra che di sinistra). In questo quinquennio vedono i natali gli Ultras Cucchiaroni della Sampdoria (i primi ad assumere il nome di Ultrà), i Boys dell’Inter, le Brigate Gialloblù del Verona, i Viola Club Vieusseux della Fiorentina, gli Ultrà del Napoli, le Brigate Rossonere del Milan, la Fossa dei Grifoni del Genoa, gli Ultrà Granata del Torino, i Fighters della Juventus, le Brigate Neroazzurre dell’Atalanta, gli Eagles’ Supporters della Lazio e il Comando Ultrà Curva Sud (CUCS) della Roma. Inizialmente il fenomeno è circoscritto agli stadi del Nord, nei decenni successivi si diffonde anche nel meridione e tra le tifoserie delle serie inferiori. Oggi la stima più attendibile porta a ritenere che in Italia sono circa 300 i gruppi di tifosi che si richiamano in modo chiaro e diretto al “modello Ultrà”, distribuiti su tutto il paese

1 commento:

Anonimo ha detto...

Perche non:)