17 novembre 2007

La Destra

Gioventù italiana, il movimento giovanile della Destra, ritiene irresponsabile e grave il messaggio politico-mediatico che si sta diffondendo dopo i gravi fatti di Roma del 11 Novembre, premesso che si sarebbero evitati tutti gli scontri se il Ministro Amato si fosse assunto la responsabilità dell’accaduto, ordinando la sospensione di tutte le partite.

Inoltre si ritiene paradossale ed errato generalizzare e definire gli Ultras e il tifo organizzato delinquenti, e ancora più grave appare il tentativo di politicizzare la questione, parlando di terrorismo nero, per salvare un ministro del Governo Prodi che ha fatto si che fosse ridicolizzato lo Stato con tutte le proprie forze dell’ordine, incapace dal suo ufficio di impedire prima e di reagire poi alla delinquenza.
Pertanto un errore è parlare di terrorismo, il terrorismo è una parentesi storica conclusasi negli anni 80, se si parla di terrorismo vi è il rischio che si torni al terrorismo, così come parlando degli ultras quali delinquenti si è fatto si che qualche delinquente si sentisse legittimato ad infiltrarsi negli stadi o vedesse gli stadi quale luogo dove delinquere.
Lo Stato è uscito sconfitto l’11 novembre 2007 perché ha partecipato a una partita alla quale non avrebbe mai dovuto partecipare.
Il calcio è uno sport nel quale vi sono in ballo degli interessi economici altissimi e le società calcistiche vogliono avere tutti i benefici e ottenere i massimi profitti senza far fronte ad alcuna spesa.
Le forze dell’ordine non possono essere impegnate nei servizi d’ordine, e essere asservite agli interessi economici di queste società che non sopportano i costi relativi alla sicurezza.
In Italia vi è un alta densità di crimine, ed è offensivo per la sicurezza dei cittadini destinare le già poche risorse economiche al gioco del calcio, ed è un offesa alla funzione delle forze dell’ordine e al ruolo dello Stato, il quale deve garantire la sicurezza di tutti i cittadini e la lotta alla criminalità.
Inoltre le leggi speciali nel mondo del calcio oltre ad essere inutili fanno perdere di riferimento allo Stato il fine delle stesse leggi speciali, che devono essere fatte contro la criminalità per un determinato pericolo, e non utilizzate in uno specifico settore in una particolare giornata della settimana.
Per quanto premesso, l’unica linea da seguire per sconfiggere il fenomeno della violenza negli stadi e che questa sia risolta dal calcio e solo dal calcio, se lo Stato partecipa alla partita perde su tutti i fronti.
La soluzione è semplice:
Il servizio d’ordine nello stadio deve essere gestito da un servizio d’ordine dalla società sportiva ospitante.
I biglietti dello Stadio non vengano venduti più singolarmente, ma a pacchetti per numeri di partite al fine di evitare che il delinquente abbia la possibilità di infiltrarsi.
Il tifo organizzato per le trasferte può essere gestito solo e unicamente dalle società calcistiche, che ne rispondono oggettivamente sia economicamente che sportivamente su quanto avviene nel trasferire i propri tifosi.
Le forze dell’ordine dello Stato non hanno ne dovranno avere alcun ruolo nella partita.
Nessuna legge ad hoc deve essere emanata dal Parlamento, i tifosi sono cittadini sia allo stadio che fuori lo stadio, i delinquenti sono delinquenti allo stadio e fuori lo stadio.
La politica è politica sia negli stadi che fuori dagli stadi, la violenza è violenza e non è politica.

Michele Tortrici, componente commissione per la costituzione del movimento giovanile de La Destra
Gioventù Italiana

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