11 novembre 2007

I politici danno la colpa agli ultras

''La morte del giovane tifoso laziale lascia senza parole. La città si unisce al dolore che in questo momento stanno provando i familiari di Gabriele Sandri, i suoi amici, la Lazio e i suoi tifosi. E' urgente sia fatta piena luce su quanto accaduto'', ha detto il sindaco di Roma Walter Veltroni. Secondo il ministro della Giustizia Mastella per contrastare la violenza nello sport servono "misure ancora più severe di quelle attualmente esistenti''.

''Dopo il grave episodio accaduto - secondo Antonio Ferraro di Rifondazione comunista - è necessario sospendere tutte le partite di calcio in programma. Il gioco e lo spettacolo non possono continuare quando viene uccisa una persona.
Cordoglio per la morte di Gabriele Sandri, il tifoso laziale ucciso in Toscana, ma niente assurda caccia al poliziotto. E' questa la posizione del leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini. ''Esprimo il cordoglio più sincero alla famiglia del ragazzo ucciso e a tutti i tifosi della Lazio. Qualunque cosa sia accaduta nella stazione di servizio sulla A1, la polizia deve essere solo ringraziata per il delicato lavoro che svolge ogni domenica in tutti gli stadi di Italia a tutela dell'ordine pubblico e della legalità contro gli ultras più violenti''. ''Mi auguro che il dramma di queste ore - continua Casini - non riapra quella assurda e ingiustificata 'caccia al poliziotto' che si e' scatenata in casi analoghi. Migliaia di agenti delle forze dell'ordine si sacrificano per la sicurezza di cittadini in occasione di ogni partita di calcio, rischiando la propria incolumita' con stipendi al di sotto della soglia della dignita'''.
''E' un episodio gravissimo, nessuno dia una mano a queste frange estremistiche, che sono tutt'altro che tifosi. Lo sport è sana competizione, non violenza''. Lo afferma il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, in merito alla morte sull' A1 del giovane tifoso laziale e degli scontri in corso a Bergamo. ''C'è un clima - osserva il leader dell' Udeur - di crescente violenza, che non va sottovalutato, e che da tempo ha contagiato il mondo dello sport. Servono quindi misure ancora più severe di quelle attualmente esistenti''.

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