18 novembre 2007

I BUONI TIFOSI

La parte sana del tifo organizzato, quella che sabato ha visto riunirsi in assemblea i delegati delle associazioni dei club riuniti nella Fissc, la Federazione italiana sostenitori squadre calcio, chiede di venire ascoltata. Per prima cosa chiede un rappresentante nell'Osservatorio sulle manifestazioni sportive, oltre all'istituzione di una "carta del tifoso", una carta d'identità che faciliti l'ingresso allo stadio.
I tifosi veri, non quelli violenti che hanno scatenato l'inferno a Bergamo e Roma domenica scorsa, chiedono di essere ascoltati dalle istituzioni che governano il calcio, altrimenti rischiano di essere sempre loro i più penalizzati. La decisione è stata presa sabato, dopo la riunione dei delegati dei club di tifo organizzato riuniti nella Fissc, la Federazione italiana sostenitori squadre calcio. E' tempo di agire, prima di rimanere vittime dei più violenti. L'obiettivo principale che chiedono è quello di avere un proprio rappresentante nell'Osservatorio sulle manifestazioni sportive. "Del resto questo organismo ministeriale decide delle nostre sorti - afferma Francesco Lotito, presidente della Fissc - e noi non siamo mai presi in considerazione".
Ma l'associazione chiede anche di abolire il divieto delle trasferte organizzate. "Solo con un'organizzazione - spiega - si riescono a controllare e a sapere come si muovono le tifoserie". L'ultima richiesta riguarda invece la "carta del tifoso", una carta d'identità che possa facilitare l'ingresso allo stadio e non solo dei tifosi. Ora tocca al mondo del calcio prendere una decisione, il momento è quello giusto.

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