13 novembre 2007

Gli ultras in assemblea permanente

Una riunione permanente per fronteggiare la situazione d´emergenza. Le tifoserie organizzate del Bologna s´incontrano per discutere sulle iniziative da adottare dopo i tragici fatti di Arezzo, e in seguito alla decisione dell´Osservatorio del Viminale sulle manifestazioni sportive di vietare le trasferte di massa, potrebbero decidere di vedersi anche nei prossimi giorni. Già ieri i primi contatti fra gli esponenti del mondo ultras, ma se sarà sciopero del tifo, com´è successo per buona parte del campionato scorso dopo l´entrata in vigore del decreto Amato, non è ancora dato sapersi.

«Decideremo come muoverci, cercando di capire qual è il quadro generale. Come prima idea, potremmo decidere di emanare un comunicato unico, in accordo con le tifoserie di altre squadre, o farlo singolarmente come esponenti del tifo organizzato del Bologna. Uno sciopero? Vedremo. Intanto il tifo della pallacanestro domenica ha fatto silenzio», fa sapere una rappresentante della curva. Una cosa è certa: non sarà caccia alla divisa. «Gli ultras non sono anti poliziotto - prosegue la rappresentante dei Gruppi Ultras Andrea Costa, sigla che raccoglie Forever Ultras, Freak Boys e Bologna 82 - noi dobbiamo solo combattere il decreto Amato, non le forze dell´ordine».

Sulla decisione dell´Osservatorio di vietare le trasferte di massa dei gruppi organizzati e di chiudere le curve di Bergamo e Taranto, la posizione degli ultras è ferma: «Non possiamo assolutamente condividerla. Il problema è a monte, perché è proprio da quando le trasferte hanno subito forti limitazioni che è aumentata la tensione nelle curve». Analogo il rifiuto dell´idea del Questore Cirillo di un maxischermo in città in grado di sopperire al divieto: «Certi provvedimenti peggiorano solo le cose, e ci saranno sempre tifoserie che si muoveranno in altri modi, magari viaggiando di notte, e che riusciranno a entrare in uno stadio nonostante i controlli. Che a Bologna funzionano come un orologio svizzero, ma in altre città sono molto meno rigorosi».

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