27 novembre 2007

GABRIELE COME GIUSEPPE

Come confermato, un tempo a scioperare, il secondo a tifare. Nella prima giornata del dopo Sandri la tifoseria granata dimostra la propria civiltà anche dopo aver incassato il no dell'Osservatorio per le prossime trasferte. Solo due striscioni, neanche un fischio o un atteggiamento provocatorio nei confronti della polizia o delle forze dell'ordine. Gli applausi finali alla squadra che lasciava il terreno di gioco, dopo il pareggio contro il Potenza, rappresentano l'immagine del connubio squadra-tifosi. Nessuna disapprovazione, solo grande incoraggiamento per capitan Fusco e compagni che ce l'hanno messa tutta. La rabbia del pareggio interno, comunque, è stata mitigata dalla contemporanea «frenata» delle dirette inseguitrici: la capolista ha guadagnato un altro punto sull'Ancona, distanziando anche Crotone e Perugia. Una domenica diversa, quindi, con lo sciopero del tifo annunciato, per un solo tempo, come era stato comunicato dai gruppi ultrà. Questa volta, però, non ha portato fortuna al gruppo. Contro l'Ancona, quindici giorni fa, l'impennata ad inizio ripresa della squadra del cuore, spronata dai cori dei propri sostenitori, aveva fatto in modo che la squadra riuscisse nell'intento di mettere in difficoltà gli avversari. Ieri il «miracolo» non si è ripetuto malgrado lo sforzo dei giocatori granata sul terreno di gioco al cospetto di un Potenza molto ben messo in campo. E' stato invocato re Arturo Di Napoli che è sceso in campo a metà del secondo tempo ma tutto è stato vano. Anche lo stesso Agostinelli ha ammesso che la squadra ha giocato male e che questo pubblico meritava molto di più. Un mea culpa importante da parte del tecnico anconetano con la tifoseria che, comunque, mai come questa volta ha compreso il momento difficile della squadra ed ha cercato solo di incoraggiarla fino alla fine. Purtroppo il risultato finale non è stato quello sperato. Ad inizio gara lo striscione esposto nella curva sud degli ultrà: «Giuseppe Plaitano, Gabriele Sandri, diverso colore, stesso dolore» che ha riportato molti tifosi indietro con la mente a 44 anni fa quando nel corso di una gara, sempre contro il Potenza, nel mitico Vestuti accadde l'irreparabile con la morte del primo tifoso in uno stadio. E' stato osservato anche un minuto di raccoglimento per la scomparsa del maresciallo capo Daniele Paolini, morto in Afganistan durante un attentato.

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