03 novembre 2007

Fratello Ultrà

LA CAPOLISTA se ne va. Pioggia, vento, nebbia o sole, non fa differenza. I lupi si trovano a proprio agio sempre. Giocano, vincono e allungano. Da capolista, Il Cosenza non regala niente e non pretende niente. Ma si prende tutto. E continua la corsa verso la C2, sospinta dal pubblico di tempi e serie passate. La curva sud è quasi piena nonostante il limite di biglietti imposto per la capienza di uno stadio ritenuto inadeguato. Così come la Curva Nord che fa registrare il tutto esaurito nei suoi 156 posti. Bandiere, fumogeni, striscioni, sciarpe e stendardi. Tra gli ombrelli la curva Bergamini non si risparmia. Dall’inizio alla fine avvolge e sospinge gli undici lupi in campo con i suoi cori possenti. Alkool Group, Brigate, Rebel fans, Lost Boys, Secondo Lotto, Cosenza Vecchia, Paniancu sono come sempre al proprio posto. Immancabili le sezioni: Amantea (che non è una sezione), Paterno, Morano, Pasquali. Nell’angolo destro della Sud, poi decine di bandierine rosse e blu sventolate all’unisono fanno il resto.
Senza striscioni la Curva Nord, che ha scelto la linea di non chiedere il permesso per esporre i propri vessilli, per protestare contro il decreto antiviolenza. Niente pezze, ma tanta voce e il “sostegno” di nove esponenti degli Ultras Ancona gemellati con Cosenza ormai da quasi venti anni (i supporter biancorossi contro il decreto Amato hanno deciso di non seguire la propria squadra, ieri impegnata a Crotone, per non dover chiedere il permesso di portare con se i propri striscioni). Sventolano le bandiere della Palestina, dell’Unione Sovietica, di Cuba e della Scozia. Un solo stendardo viene appeso. Ma non dal gruppo. Da chi? Forse da un carabiniere in cerca di promozione, forse da un ammiratore segreto: “Ara Forleo a scorta ‘cià fazzu io”. Uno striscione in tribuna B, invece ricorda un grande tifoso scomparso un anno fa, Michele Crocco. Un “Ciao Miché”, nel suo stadio, è sicuramente il miglior modo per non dimenticarlo. Così come i tifosi silani non dimenticano Padre Fedele, anche ieri finito nei cori delle due curve. Anche per il monaco, il coro “diffidati con noi”, visto che gli è stato vietato, dai francescani, di partecipare a manifestazioni sportive. Un Daspo con il saio, ma sempre Daspo. Intanto in campo i lupi festeggiano sotto le curve e pensano a Nocera. Da oggi sono in vendita i biglietti per la trasferta. Il costo è di 5 euro e i tagliandi si posso acquistare presso Bar Tosti, In prima fila e Bar Cuba libre. C’mon wolves.

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