24 novembre 2007

FISSC

VINCI (Fi) - Prosegue a pieno ritmo l'attività del nuovo consiglio direttivo della F.I.S.S.C. (Federazione Italiana Sostenitori Squadre Calcio) eletto nel giugno scorso dall'Assemblea di Coverciano. Sabato 17 novembre u.s., ospiti dell'Unione Clubs Azzurri di Empoli, si è infatti tenuta la quarta riunione di consiglio presieduta dal presidente Francesco Lotito e nella quale sono stati approfonditi i maggiori temi attualmente sul tappeto del pianeta calcio e del tifo organizzato. Come segretario della Federazione (ruolo ricoperto insieme con il 'cugino' dell'Associazione Italiana Milan Club, Giuseppe Munafò) era presente all'incontro il direttore responsabile del Centro Coordinamento Inter Club, Fausto Sala.
Una riunione programmata da tempo, ma che alla luce dei tragici eventi seguiti alla morte del tifoso laziale Gabriele Sandri ha ovviamente assunto estrema importanza, come testimoniato dalla massiccia partecipazione dei rappresentanti delle varie tifoserie organizzate di serie A, B e C. All'invito a partecipare a questo delicato momento di confronto hanno infatti risposto le delegazioni dei Centri di Coordinamento di Empoli, Genoa, Fiorentina, Inter, Livorno, Milan, Napoli, Roma, Sampdoria, Torino, Udinese, Bologna, Cesena, Chievo Verona, Grosseto, Lecce, Mantova, Modena, Pisa, Ravenna, Spezia, Treviso, Triestina, Vicenza, Massese, Monopoli, Monza, Perugia, Pistoiese e Salernitana.
Tante le richieste e le proposte giunte dai delegati presenti sugli argomenti all'ordine del giorno: blocco delle trasferte, striscioni e la Carta del Tifoso, la novità che dovrebbe essere sperimentata a breve dalle tifoserie di Empoli e Firenze.
Bloccare le trasferte delle tifoserie organizzate "é una scelta che va a discapito della sicurezza. Togliendo le trasferte organizzate si toglie ai nostri club e ai nostri centri di coordinamento la possibilità di controllare i tifosi. Da un lato - ha spiegato il presidente della Fissc Francesco Lotito - si vieta la trasferta organizzata, dall'altra non si blocca la vendita dei biglietti, così ognuno può occupare il posto che vuole allo stadio, con il rischio di mescolare le tifoserie. È accaduto anche in Inter-Napoli, con oltre 1.500 sostenitori partenopei sparsi per San Siro senza controllo. Il divieto si traduce nella sola chiusura del settore ospiti e nell'impossibilità di organizzare pullman. Non a caso la tragedia di Sandri, che comunque resta una disgrazia, è avvenuta in un contesto in cui i tifosi erano in trasferta autonomamente".
La F.I.S.S.C. si contrappone al tifo violento. "I nostri associati - ha proseguito Lotto - rappresentano i sostenitori delle squadre di calcio che niente hanno a che vedere col tifo violento. Vogliamo un calcio che ritorni a essere momento di ritrovo domenicale per intere famiglie, che non sia un'occasione per violenze o offese nei confronti delle tifoserie avversarie", ha sottolineato Lotito.
La F.I.S.S.C. si pone come obiettivo l' entrata a far parte dell' Osservatorio del Viminale sulle manifestazioni sportive: "Vogliamo un nostro rappresentante all'interno dell' Osservatorio. Questo organismo decide delle nostre sorti e noi non siamo mai presi in considerazione. Vogliamo essere un soggetto attivo, anche perché il nostro impegno per fare della partita di calcio un momento di aggregazione è assolutamente costante".
Se una parte dello stadio é occupata da facinorosi, in un' altra può esserci anche 'la scuola di tifo'. La particolare esperienza avviene a Marassi, sponda genoana, dove Patrizia Calabrese, insegnante, coinvolge i bambini: "Sono loro i tifosi del futuro. Per questo li portiamo ogni domenica a scuola di tifo. Alcuni volontari si occupano dei bambini durante la gara, la società ci ha messo a disposizione un settore apposito. I genitori li vengono a riprendere a fine gara. Le tifoserie organizzate e gli ultras non sono il male del calcio. La vera catastrofe per questo mondo sono i violenti e i delinquenti. Una minoranza conosciuta e facilmente fermabile".
Un altro esempio di tifo corretto è stato illustrato da Roberto Arena, sostenitore del Torino che domenica non potrà andare ad Empoli perché alla tifoseria granata, ritenuta violenta, è stato impedito di andare in trasferta. "Perché i tifosi corretti devono subire queste decisioni? Noi che stiamo portando avanti il progetto 'Fair Play'. Contro il Cagliari c'é stata la sperimentazione. Abbiamo invitato i tifosi sardi che sono arrivati a Torino; insieme, con un pullman, siamo andati a visitare i luoghi salienti della storia del Toro. Un percorso granata che è partito da Superga, passando dal Filadelfia, un aperitivo in uno dei bar e poi allo stadio uno a fianco all'altro a tifare".
Una proposta concreta è quella della necessità di realizzare strumenti efficaci per l'identificazione di chi accede allo stadio; la F.I.S.S.C. sta lavorando in questo senso per dotarsi di uno strumento innovativo: la 'Carta del Tifoso', che oltre a rappresentare lo strumento federale di adesione, può anche fungere da 'titolo d'accesso nominativo', in ottemperanza alle vigenti disposizioni di legge. Quello che si auspica è la realizzazione, a regime, di un sistema comune negli stadi italiani capace di riconoscere la 'Carta del Tifoso', premiando così la volontà di collaborazione dei tifosi non violenti.
I lavori della proficua riunione sono poi stati riassunti in un comunicato stampa che vi proponiamo qui sotto integralmente, mentre il prossimo appuntamento sarà a Mantova sabato 5 gennaio 2008:

I coordinamenti legalmente costituiti ed operanti delle tifoserie organizzate riunitosi oggi in Vinci in assemblea sotto l'egida della Federazione Italiana Sostenitori Squadre Calcio (FISSC), alla luce del delicatissimo momento vissuto dal mondo del calcio, ribadiscono il proprio impegno a creare quelle giuste condizioni affinché si possa finalmente intraprendere una nuova stagione per tutti quegli sportivi che desiderano tornare a riprendersi la propria passione ed il proprio amore per il calcio, nel rispetto delle norme etiche di educazione civica, delle direttive morali di comportamento, dei principi del rispetto reciproco, della pacifica convivenza e del ripudio di ogni forma di violenza, sia negli stadi che fuori di essi, al fine di favorire la promozione dei valori della cultura sportiva.
La F.I.S.S.C, configurandosi quale espressione a livello nazionale dei centri di coordinamento, ribadisce il proprio ruolo di interlocutore con gli Organi preposti al Governo del calcio per risolvere con un dialogo fondamentale e costruttivo le gravi problematiche esistenti, coinvolgendo tutti i coordinamenti dei tifosi d'Itala ed i gruppi o movimenti che amano veramente il calcio inteso come grande valore dello sport.

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