22 novembre 2007

Estraneo ai fatti

“Grazie alle prove condotte dalla difesa è risultato estraneo ai fatti”. Il pronunciamento del Tar di Lecce spazza via le ombre. Salvatore De Matteis non dovrà più firmare in questura e potrà tornare allo stadio a seguire le gare del Lecce. De Matteis è uno dei tanti ultrà leccesi che la scorsa stagione è stato diffidato a seguito di episodi di varia natura avvenuti dentro o intorno allo stadio “Via del Mare”. Secondo le accuse, durante la gara Lecce-Piacenza dello scorso anno, avrebbe istigato gli altri tifosi in curva Nord, cercando di condurli nel settore inferiore per una protesta collettiva contro il decreto Amato da poco entrato in vigore. Pesantissima la sanzione comminata: tre anni con obbligo di firma. E quasi sei mesi li ha già scontati. All’epoca dei fatti De Matteis si rivolse, come molti altri ultrà leccesi, all’avvocato Giuseppe Milli. Che ha deciso di ricorrere dinnanzi al Tar di Puglia. Ieri, la decisione: accolta la domanda cautelare di sospensiva.

Insieme al caso di De Matteis, la sezione di Lecce del Tar di Puglia ha poi vagliato anche quello di un altro ultrà leccese. Si tratta di Stefano Melli. Anche per lui, tre anni con obbligo di firma. I fatti riguardanti Melli si riferiscono ad un’altra gara interna del Lecce della passata stagione, quella con il Napoli. Nell’occasione sarebbe stato visto dalle forze dell’ordine presenti quel giorno con il volto travisato insieme ad altri ultrà e successivamente riconosciuto. Melli non avrebbe partecipato a particolari azioni, ma sulla base della normativa che vieta il travisamento in luogo pubblico è comunque stato passibile di Daspo.

In questo caso, il Tar ha ridotto il divieto di acceso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive da tre anni ad un anno, applicando la misura di “adeguatezza e proporzionalità” della sanzione, rispetto ai fatti contestati. Particolare soddisfazione è stata espressa dall’avvocato Giuseppe Milli, tanto più che questo pronunciamento arriva in un momento particolarmente delicato per il mondo sportivo, dopo i noti fatti che hanno condotto alla morte del tifoso laziale Gabriele Sandri, con la querelle che ne è scaturita. “E’ un grande risultato, in un clima da caccia alle streghe, che ristabilisce il senso di giustizia in un mondo, quello degli ultras, troppo frettolosamente messo all’indice e considerato eversivo e criminale”.

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