16 novembre 2007

Essere ultrà

(AGI) - Roma, 15 nov. - Essere ultra' non significa per forza essere violento. Lo scioglimento dei club organizzati non risolve il problema delle frange estreme della tifoseria. Bisogna individuare e isolare i tifosi che non rispettano le regole. E' questo il senso del pensiero del presidente della Figc, Giancarlo Abete, che nella conferenza stampa, dopo la riunione con i presidenti delle societa' di calcio ha spiegato: "il tifoso ultra' puo' essere semplicemente un tifoso acceso e passionale ma stare tranquillamente all'interno delle regole quindi non e' detto che un ultra' sia a priori non rispettoso delle regole. Chi rispetta le regole, fermo restando le modalita' di aggregazione, ha tutto il diritto di essere un interlocutore delle societa'. Poi invece ci sono i violenti che si considerano anche tifosi: questi soggetti, come nel caso di domencia scorsa a Bergamo, vanno allontanati dagli stadi. Ma di tifosi ce ne erano tanti anche a Firenze, a Parma, a Siena, a Reggio Calabria e non per questo hanno dato luogo a fenomeni di violenza.

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