17 novembre 2007

E' vero, questo calcio è uno Sky-fo

"Per me ultras è l'odio: se ti offendono la squadra lo ammazzi". E' un ragazzino di 18 anni, ne dimostra anche di meno, e parla alle telecamere di Controcorrente senza tirarsi su il cappuccio, con la faccetta sbarbata da bravo ragazzo. In studio facce tese, soprattutto quella di Max Leggeri, conduttore radiofonico romano, microfono bollente della rabbia ultrà.

Quelle parole squarciano il velo di ipocrisia sopra Piazza della Balduina nel giorno del funerale di Gabriele Sandri. L'inno di Mameli, le frasi fatte, il tempo del silenzio. Ma quella è soprattutto una piazza sequestrata, dove lo Stato è assente oppure nascosto, e la rabbia cova, cresce come un'onda, investe anche i giornalisti costretti al silenzio, ad arretrare, a girare larghi. Quel funerale è un tempo sospeso, domani già tutti a pensare a Lazio-Parma, a quel che accadrà. Max Leggeri assicura che "un flusso di coscienza sta attraversando gli ultrà".

Sarà, ma la furia del leader dei Disobbedienti Luca Casarini, che interviene da Mestre, suona almeno più sincera: "Agli stadi come a Genova sabato prossimo, non ci sarà pace senza giustizia: perché il poliziotto che ha ammazzato Sandri è ancora a casa sua e non in galera? Per forze dell'ordine e cittadini normali si usano due pesi e due misure, e adesso anche questa follia dell'accusa di terrorismo per gli ultras". Casarini che la pensa come gli Irriducibili della Nord. Estrema destra, estrema sinistra, tutto trascolora nell'odio per lo stato.

"Stato impotente, che non riesce a debellare la violenza negli stadi", taglia corto Leggeri. Troppo facile dare tutta la colpa allo Stato. E chi usa le parole come chiavi inglesi? E chi appoggia invasioni di campo, invoca falli di reazione, esulta in modo cretino per un gol segnato a sei ore dalla morte di Gabriele?Benaltrismo, dare sempre la colpa ad altro. Un paese di garantisti e forcaioli a fasi alterne. Un paese che per tenere dentro i delinquenti che rubano spaccano incendiano deve inventarsi l'aggravante del terrorismo, sennò due ore dopo sono tutti fuori. Fabio Cannavaro ha detto che si sente fortunato a giocare all'estero. Lo stesso probabilmente pensa Luca Toni. Noi, qui in Italia, aspettiamo questo benedetto "flusso di coscienza", stadi pieni solo di persone perbene, città rincuorate dalla certezza della pena.
CORRADO FORMIGLI
Controcorrente-SKYTG24

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