13 novembre 2007

Dopo Catania

Il decreto Amato non fa più paura agli ultras. L'efficacia deterrente del pacchetto di norme varate dopo la morte, a Catania, dell'ispettore di Polizia Filippo Raciti, lo scorso febbraio, si è andata spegnendo con il passare delle settimane. In questi mesi, gli impianti sono stati messi, più o meno, in sicurezza (con i tornelli e le nuove procedure di prefiltraggio che hanno complicato l'accesso alle strutture da parte degli spettatori), i biglietti sono diventati nominativi, sono state introdotte pene più severe e regole per spezzare il cordone tra le società e i gruppi meno affidabili della tifoseria, il Daspo (il divieto di andare allo stadio) è stato esteso ai minori.
Tuttavia, le notizie che giungono ogni settimana dai luoghi in cui si svolgono le manifestazioni sportive testimoniano che gli episodi di violenza sono tutt'altro che un ricordo. Notizie che vengono confermate ora dalle statistiche sulla violenza fornite dal ministero dell'Interno e dall'Osservatorio nazionale sullo sport.
Anche le misure annunciate ieri dallo stesso Osservatorio – blocco di serie B e C domenica prossima, limitazione delle trasferte, steward obbligatori in tutti gli stadi dal 1° marzo 2008 – sono perciò attese alla prova dei fatti.

I dati sulla violenza
Per quanto riguarda la stagione 2007/2008, il ministero dell'Interno non è ancora in grado di rendere noto il numero complessivo di arresti, denunce o divieti di accesso allo stadio emessi. Durante lo scorso campionato – che si è giocato per quattro mesi sotto l'"ombrello" delle più severe norme del decreto Amato – sono state arrestate 233 persone, mentre quelle denunciate sono state 803. A metà campionato, come si evince dalle statistiche dell'Osservatorio, le denunce erano state circa 400 e gli arresti 103. Nel campionato precedente gli arresti erano stati più o meno gli stessi, mentre le denunce erano state poco più delle metà. Certo, in controluce, questo significa che si è intensificata l'azione repressiva dello Stato.
Ma è anche vero che le dichiarazioni di tolleranza zero e il pugno di ferro mostrato in occasione dell'approvazione del decreto Amato non hanno frenato il compimento di illeciti legati a match calcistici. Tra serie A, B e C, lo scorso anno sono cresciuti sia gli incontri considerati a rischio dall'Osservatorio – quasi seicento tra girone d'andata e di ritorno, contro i 400 del torneo 2005/2006 – sia i feriti tra le Forze dell'ordine (170 nelle prime 18 giornate).

Il decreto Amato
Il Dl 8/07 (poi convertito nella legge 41/07) ha inasprito gli interventi stabiliti dal precedente decreto Pisanu per arginare la recrudescenza del tifo violento e l'indignazione popolare montata dopo l'uccisione di Raciti (episodio peraltro che ancora attende un definitivo chiarimento). Sono stati disposti, per esempio, la possibilità dell'arresto in flagranza differita anche 48 ore dopo i fatti (fino al 31 giugno 2010), il divieto di vendita cumulativa di biglietti (massimo quattro) e il loro carattere nominativo per combattere il bagarinaggio, il divieto di esporre striscioni o cartelli che incitino alla violenza (con l'arresto da tre mesi a un anno).
Inoltre, per le lesioni gravi o gravissime cagionate «in occasione di manifestazioni sportive» a un pubblico ufficiale è stata fissata la reclusione, rispettivamente da 4 a 10 anni e da 8 a 16 anni, e sono stati istituiti nuovi reati (come l'invasione di campo punita con la reclusione fino a quattro anni nei casi più gravi).

«Associazioni a delinquere»
Negli ultimi mesi, le violenze perpetrate dai gruppi di tifosi organizzati (forse impropriamente accomunati dall'appellattivo di "ultras") stanno rivelando – al di là degli storici legami con fazioni politiche di estrema destra o estrema sinistra – una matrice sempre più delinquenziale, collegata allo sfruttamento economico dell'evento calcistico (dalla vendita dei tagliandi, all'illegittimo merchandising, dal "turismo" delle trasferte allo smercio di droga nelle curve). Questo è il quadro che stanno portando alla luce, per esempio, le inchieste avviate di recente dalle Procure di Milano, Napoli, Roma e Lucca. Prima che gruppi di supporter, dunque, si tratta spesso di associazioni a delinquere che tengono in ostaggio le società per estorcerne i favori e ottenere vantaggi (il presidente della Lazio Claudio Lotito vive da tempo sotto scorta).


IL GIRO DI VITE
Campionati di A, B e C (il decreto Amato è entrato in vigore nel febbraio 2007)
DENUNCE
2005/2006 400
2006/2007 803
ARRESTI
2005/2006 185
2006/2007 223
PARTITE A RISCHIO
2005/2006 400
2006/2007 600
INCONTRI CON FERITI
2005/2006 105
2006/2007 95
Fonte: elaborazioni Sole 24 Ore su dati Osservatorio Viminale

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