23 novembre 2007

Deportateci in un gulag

Rigore ed equilibrio. Risposte ferme, massimo scrupolo e insieme grande attenzione ai singoli casi. I prefetti della regione e i dirigenti delle forze dell´ordine ieri si sono riuniti al Palazzo di governo di Bari per affrontare a tutto campo le problematiche legate alla sicurezza in più ambiti - immigrati, ciclo dei rifiuti e legami con la criminalità organizzata, tifo ultrà, accumulazione di beni e patrimoni da parte di mafiosi - e trovare linee di azione condivise e strategie di contrasto omogenee. Il decreto legge sull´allontanamento degli stranieri comunitari ritenuti pericolosi, si è fatto il punto della situazione pugliese, è stato per ora applicato a Foggia e a Lecce. Nel capoluogo dauno un romeno ha avuto un provvedimento di espulsione immediata, altri 7 sono stati invitati a tornare in patria dopo i 30 giorni concessi per organizzare il viaggio. A Lecce gli allontanamenti sono stati quattro e tutti differiti. A Bari per adesso ci sono solo soggetti sotto stretto controllo. «L´indirizzo comune - viene accennato al termine del summit - è quello di alzare la soglia della tollerabilità, ma si è anche convenuto di limitare le misure ai casi effettivamente gravi». Sul fronte tifo e violenza negli stadi, si è discusso del cambio tra poliziotti e carabinieri e steward negli impianti sportivi con più di 7.500 posti. I vigilantes, prima di entrare in servizio, dovranno seguire un corso di formazione al Coni di Roma.

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