27 novembre 2007

DASPO OVUNQUE

Giro di vite della Cassazione sulle traseferte degli ultras. Il 'Daspo', il provvedimento che allontana i tifosi violenti dallo stadio, va applicato anche quando la squadra del cuore gioca in trasferta. La Terza sezione penale ha infatti respinto il ricorso di un tifoso milanista, al quale era stato imposto dal questore di Milano l'obbligo della doppia firma. Secondo la cassazione gli ultras sottoposti a 'Daspo' devono presentarsi comunque in questura perché "la trasferta in senso sportivo non sempre comporta spostamenti rilevanti o addirittura in citta' diverse, ben potendo realizzarsi l'ipotesi che una stessa città veda giocare in contemporanea due squadre calcistiche". Per questo motivo nelle città possono transitare "tifosi per dare sfogo, anche al termine della partita, a manifestazioni di aggressività". L'ultras che ha presentato ricorso in Cassazione è stato sottoposto a 'Daspo' per avere procurato lesioni personali, insieme ad altri tifosi del Milan, a dei tifosi romanisti nelle vicinanze dello stadio Meazza prima dell'incontro di calcio avvenuto il 14 maggio del 2006. Il tifoso, inoltre, era accusato di aver sottratto a due tifosi della Roma, percossi con delle spranghe, due sciarpe e degli occhiali da sole.

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