22 novembre 2007

C.U.C.S.

Stefano Malfatti è stato il fondatore insieme a Hony, Gianni Massarelli e Roberto Rulli. Lui ci ha messo il nome e ancora oggi lo rivendica con orgoglio. Commando Ultrà Curva Sud è il marchio di fabbrica di Antonio Bongi, tifoso classe ’58, che nel ’72 diede vita ai Boys.

Ricorda la famosa cena nei pressi di piazza Bologna, datata ottobre ’76, in cui venne sancita la nascita del Commando? «La ricordo ma non vi ho partecipato perché in quel periodo vivevo a Firenze con la mia famiglia. Ho trovato assolutamente condivisibile, e molto bella, l’intervista che ho letto sul vostro giornale a Stefano Malfatti, ma voglio sottolineare che sono stato io a dare il nome al Commando. Ognuno di noi e a modo suo ha dato il suo contributo per il Cucs».

Come nacque il nome Commando Ultrà Curva Sud? «Intanto diciamo che suonava bene questo nome lungo che poi poteva essere dimezzato utilizzando la sigla con le iniziali. Presi spunto dalla rivoluzione studentesca del ’68 in Francia per l’irriverenza e la novità che portava il gruppo. Molti tifosi italiani avevano la denominazione ultras. Noi per distinguerci utilizzammo ultrà. Era un po’ goliardico e un po’ battagliero. Fummo antesignani di un certo tipo di tifo. Portammo in curva il “tifo continuo”, cosa che all’Olimpico non c’era mai stata».

È cambiato il tifoso negli ultimi tempi? «Qualcosa è cambiato, sicuramente. Probabilmente è vero che una volta era più rischioso andare in trasferta. Non avevamo la scorta e spesso ci aspettavamo con intenzioni non proprio amichevoli... Ma noi non avremmo mai assaltato una caserma della polizia, come invece è successo dopo la morte, assurda, di Gabriele Sandri. Erano altri tempi».

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