11 novembre 2007

Colpevoli di amare Firenze

La procura della Repubblica di Firenze ha presentato un conto salato a 44 dei circa 3.000 tifosi viola che nel luglio 2006 sfogarono la loro rabbia per l´annunciata retrocessione in B per illeciti sportivi della Fiorentina, manifestando in corteo per le strade di Firenze e poi bloccando per quattro ore e mezzo la stazione di Campo di Marte, con la conseguenza di far andare in tilt buona parte del traffico ferroviario italiano. I 44, identificati dalla Digos in quelle convulse giornate o anche in seguito, attraverso le loro stesse ammissioni sui siti web della tifoseria, sono accusati a vario titolo di manifestazione non autorizzata, violenza e minaccia a pubblico ufficiale, radunata sediziosa e interruzione di pubblico servizio. Fra di loro ci sono anche i capi della tifoseria Stefano Sartoni, Giampaolo Indomenico, Massimiliano Mearini, Claudio Tizzanini, Marzio Brazzini e Andrea Ballerini, accusati di aver promosso la manifestazione non autorizzata del 17 luglio, che si formò davanti allo stadio e si divise in due tronconi: uno invase il centro federale di Coverciano, l´altro la stazione di Campo di Marte. I loro difensori, fra cui l´avvocato Fabrizio De Sanctis, sostengono che vi sono le prove che i capi ultras non parteciparono al blocco della stazione.
In ogni caso le eventuali condanne penali sono il problema meno grave per i 44 imputati. Le sanzioni penali in Italia sono così leggere (e i processi così interminabili) che non fanno paura. Il vero problema è che gli imputati rischiano di pagare, anche per conto degli altri 3.000 ultras, dei risarcimenti colossali per i danni subìti da Trenitalia, stimati provvisoriamente in non meno di un milione e centomila euro, e dai singoli viaggiatori intrappolati nel micidiale blocco della circolazione, che potrebbero costituirsi parte civile. Le cifre sono tali da far «tremar le vene e i polsi». Il 17 luglio 2006 i tifosi bloccarono la stazione di Campo di Marte dalle 18 alle 22,30. Occuparono i binari e vi piazzarono sopra transenne e carriole. In tal modo determinarono la soppressione di 24 treni, gravi ritardi per 126 convogli, con circa 24 mila passeggeri a bordo, la deviazione sulla linea tirrenica di altri 7 treni, con danni economici ingentissimi sia per le Ferrovie che per i passeggeri. Per ore l´Italia fu letteralmente divisa in due. Nel nostro paese gli utenti dei servizi pubblici sono in genere rassegnati al peggio. Dei 24 mila passeggeri soltanto uno, sinora, si è fatto vivo per chiedere i danni. E anche Trenitalia per il momento non ha presentato ulteriori stime dei danni subìti. Ma ora che l´indagine è chiusa, sia Trenitalia che i passeggeri danneggiati potranno costituirsi nel processo e chiedere di essere risarciti. E allora saranno dolori.
Il pm Gianni Tei ha sottolineato nelle imputazioni la gravità di ciò che accadde in quello sciagurato pomeriggio di luglio. Ai 31 tifosi identificati come partecipanti all´occupazione dei binari (cui si aggiungono cinque minorenni) la procura contesta la manifestazione non autorizzata, le violenze e minacce a pubblico ufficiale, la radunata sediziosa e l´interruzione di pubblico servizio con numerose aggravanti: aver agito in più di 5 persone, avvalendosi anche di minori, aver provocato un danno economico ingente a Trenitalia e a tutti i passeggeri, e aver agito per futili motivi «quali il protestare per la retrocessione di una squadra di calcio a fronte del superiore interesse, costituzionalmente garantito, alla libera circolazione dei cittadini sul territorio nazionale, invece impedita di fatto nel caso di specie su una tratta ferroviaria fondamentale nei collegamenti fra nord e sud».
Oltre alla manifestazione del 17 luglio, ad alcuni ultras viene contestata anche la partecipazione, con altri 400 tifosi, al corteo non autorizzato che si formò la sera del 14 luglio 2006 davanti al bar Marisa, dopo che si era diffusa la notizia della retrocessione della Fiorentina. Il corteo si snodò dal viale Fanti fino alla stazione di Santa Maria Novella, proseguì sui lungarni e giunse in piazza Poggi. Anche in quel caso il traffico impazzì e alcuni manifestanti bloccarono con transenne il viale dei Mille e poi piazza Donatello e il viale Lavagnini. Durante il corteo alcuni scalmanati strapparono la macchina fotografica a un fotografo del quotidiano La Nazione. Lui cercò di recuperarla. Non l´avesse mai fatto. Un energumeno, con precedenti specifici, lo aggredì e lo pestò brutalmente. Il fotografo fu ricoverato d´urgenza in neurochirurgia con un trauma cranico e alcune costole fratturate, e riportò lesioni giudicate guaribili in trenta giorni. Il suo assalitore è ora accusato di lesioni volontarie aggravate, fra l´altro, dai motivi abietti e futili, «quali l´ostentare prepotenza approfittando nel numero dei partecipanti al corteo».

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