19 novembre 2007

Calcio buono

di Massimiliano Gasperini
ROMA (18 novembre) - Doveva mancare il calcio dei grandi per scoprire quello dei piccoli e per accorgersi che (quasi) tutto oggi ha funzionato. Sarà perché la fascia nera sul braccio ricordava l'ennesima settimana buia o sarà perché (quasi) tutte le domeniche va così e solo le eccezioni fanno notizia? Fateci caso. Nell'ultimo mese si è parlato solo dei romeni, anche per uno scippo. Quelli degli italiani, e ce ne sono tanti, non vanno più in pagina. Ma ci sono anche gli stranieri che lavorano sodo, o che un lavoro non ce l'hanno e non passano la giornata a rapinare, violentare, uccidere. Per occuparsene bisogna aspettare il gesto eroico. Magari annegare per salvare la vita ad un ragazzino italiano come è successo.

La stessa cosa vale per il calcio. Ieri le agenzie ci hanno raccontato l'ordinario che diventa straordinario in questo cortocircuito mediatico nel quale la normalità fa notizia solo in conseguenza di qualcosa di abnorme. E così, dopo la morte di Gabriele Sandri, abbiamo scoperto che in Savio-Libertas Centocelle, allievi romani, un gol in fuorigioco non ha causato proteste, idem un rigore. Succede tutte le domeniche, eppure nessuno ne parla perché non fa notizia.

E' venuta alla ribalta anche la serie D che ha avuto l'onore di essere protagonista a Tutto il calcio minuto per minuto. Due sole eccezioni al panorama di serenità offerto. A Pomigliano d'Arco, in provincia di Napoli, i tifosi locali e quelli del Barletta si sono alleati contro le forze dell'ordine: «Poliziotto primo nemico», «Noi non siamo carabinieri», «V comandamento non uccidere», «Chi non salta celerino è», «Giustizia per Gabbo »gli slogan del gemellaggio. E a Trento è comparso uno striscione: «Pena di morte solo agli ultras». Succede tutte le domeniche anche questo. Anzi stavolta è andata meglio. Provate a chiederlo agli arbitri dei campionati minori che negli ultimi cinque anni hanno subito 2088 aggressioni (fonte Aia).

E allora? Allora smettiamola di ragionare per caste: se un poliziotto spara e uccide, i poliziotti non sono tutti assassini. Se cento tifosi mettono a ferro e fuoco uno stadio, i tifosi non sono tutti teppisti. Se un politico ruba, i politici non sono tutti ladri. Se un medico sbaglia, i medici non sono tutti incapaci. Se un rom uccide, i rom non sono tutti assassini. Se una brasiliana si prostituisce, le brasiliane non sono tutte prostitute. Se un prete è pedofilo, i preti non sono tutti pedofili. E così all'infinito. Ma per fare questo bisognerebbe evitare di mandare il cervello all'ammasso. Ci riusciremo?

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