13 novembre 2007

Buffon

Dal ritiro della nazionale a Coverciano, Gianluigi Buffon esprime le sue perplessità sull'idea di sospendere il campionato. "Se ci chiedessero di fermarci tutti per la prossima giornata di campionato, alla fine lo farei ma non lo capirei fino in fondo. Perché quanto accaduto ieri ad Arezzo va fuori dalle problematiche del calcio. E' una situazione e un problema sociale che non si può imputare al mondo del pallone. Noi calciatori dobbiamo fare la nostra parte, cercando di essere il più possibile di essere un esempio sano per le nuove generazioni". "Quello che è successo ieri - prosegue il portiere - deve farci riflettere, è ovvio che io da singolo non posso decidere nulla. Condivido la scelta della Lazio di non giocare per rispetto al suo tifoso ucciso, ma penso che in tutti gli altri campi si sarebbe dovuto giocare. Anche perché, come ho detto ieri, se una vecchietta con la sciarpa di una squadra di calcio al collo viene scippata e uccisa dovremmo fermare il campionato? Quanto successo ieri ad Arezzo non è avvenuto dentro o attorno a uno stadio. Quindi tutto va valutato nella giusta maniera". "La morte di quel povero ragazzo - conclude Buffon - è stato un pretesto per far sfogare gente che, sembra, non aspettando altro".

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