16 novembre 2007

Bepi

Lo stop imposto al campionato di serie B in segno di lutto, per l'assurda morte del tifoso laziale avvenuta domenica, ha trovato tutte le squadre d'accordo, compreso il Treviso. «Credo sia un atto dovuto - dice l'allenatore Bepi Pillon - per riflettere sulla morte di un ragazzo e dopo aver visto quello che è successo su molti stadi italiani, Bergamo soprattutto».

Cosa si sente di dire ai suoi tifosi visto che 58 di questi si sono visti revocare il Daspo? «Credo di non sbagliare quando dico che a Treviso queste cose non sono mai successe e credo che mai arriveremo a questo punto. Quello che si è visto merita però una grande e particolare riflessione perché non si può morire in questo modo e allo stadio si deve andare per divertirsi e non per litigare o devastare».

Se questa sosta è un messaggio rivolto ai giovani, perché allora non sono stati fermati anche i campionati giovanili? «Bella domanda che comunque andrebbe girata agli organi competenti. Fosse dipeso da me avrei fermato tutti i campionati dalla B alla Terza categoria compresi i campioni dei giovani».

Questa sosta capita a proposito per la sua squadra? «Forse è un bene perché ci permette di recuperare qualche giocatore infortunato e allenarci di più».

Facciamo un passo a ritroso, come giudica il pareggio si sabato con il Mantova? «Buono perché ottenuto contro una grande squadra».

Cosa ha visto di positivo? «La bella reazione dopo il loro gol che peraltro era da annullare. Passare in svantaggio contro una squadra tosta ed equilibrata in tutti i settori come il Mantova e poi recuperare non è facile, soprattutto a livello psicologico, ma i miei giocatori ce l'hanno fatta. Questo primo pareggio della stagione, deve farci capire che se esprimeremo determinazione, intensità e cattiveria agonistica potremo giocarcela alla pari con tutti».

Nessun commento: