17 novembre 2007

Bari bandita

Niente trasferta a Modena. I pochi tifosi del Bari che seguono la squadra fuori casa sabato prossimo dovranno rimanere in città: l´Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, riunito ieri al Viminale, ritiene che gli ultrà biancorossi siano potenzialmente pericolosi e ha disposto, per la tutela dell´ordine pubblico e della sicurezza, che non partano per l´Emilia Romagna. La stessa decisione è stata presa contro i tifosi del Taranto. Se però la scelta di inibire la sortita esterna dei tarantini era assolutamente attesa, dopo quello che è successo domenica allo Jacovone, lo stop ai supporter del Bari è arrivato di sorpresa. A spingere i tecnici del ministero degli Interni verso questa scelta c´è un´informativa riservata esaminata nei giorni scorsi. E ci sono precedenti pesanti.

Gli specialisti del Viminale incaricati di seguire e di scandagliare le dinamiche delle curve e delle tifoserie organizzate, aggiornati sistematicamente dai referenti della Digos, sono convinti che i patiti del calcio baresi, e in particolare i gruppi ultrà, pur non essendo tanti restano «assolutamente incontrollabili» soprattutto quando si spostano fuori città. A testimoniarlo si ricorda quello che è successo il 29 aprile del 2006 a Pescara, quando in sette furono fermati dopo gli scontri con la tifoseria avversaria. E già un anno prima, a Venezia, i biancorossi più scalmanati avevano messo a soqquadro mezza laguna.
Violenza pura, secondo il rapporto del ministero degli Interni, quella degli ultrà baresi. Che non avrebbero infiltrazioni politiche profonde, pur dimostrando «una forte simpatia per gli ambienti della destra radicale, con espliciti riferimenti a Forza nuova». Ultimamente, per esempio, ospite fisso della curva è lo striscione "Stampo italiano", indicativo della connotazione destroide e autarchica degli espositori. A rendere ancora più incontrollabile la curva barese sarebbe il fatto, sempre secondo i tecnici e gli analisti del Viminale, che si tratta di «una tifoseria povera, anche perché tra l´altro non può contare sull´appoggio di una società sportiva, il Bari calcio, particolarmente florida».


«Per questo la tifoseria organizzata - continuano - ha grosse difficoltà nell´affrontare le spese di trasferta quando la squadra locale è impegnata fuori dalle mure amiche». La lontananza dei vertici ultrà dalla società trasforma la tifoseria organizzata biancorossa, sempre secondo gli esperti, in branchi sparsi di cani sciolto. «Tutte falsità», rispondono i capi della curva. A partire proprio da Alberto Savarese (il Parigino), che proprio per gli scontri a Pescara fu condannato a sei mesi.

Oggi, secondo voci incontrollate che arrivano dalla tifoseria e non trovano conferme, ci dovrebbe essere anche un incontro informale tra capi ultrà cittadini e dirigenti di polizia. E proprio ieri, per affrontare le problematiche legate al pianeta calcio e alla gestione dell´ordine pubblico in occasione di partite e spostamenti, il Vincenzo Speranza ha riunito i funzionari di tutti gli uffici centrali e distaccati. Si è fatto il punto della situazione, si sono esaminati i possibili nuovi scenari alla luce di quanto è avvenuto dopo la fine assurda del tifoso laziale Gabriele Sandri, ritenuta dalla procura aretina un omicidio volontario. Non ci sono state a Bari le scene di guerriglia di Milano, Roma, Bergamo. Non si sono viste le scritte offensive e gli slogan contro i poliziotti. Per questo lo stop alla trasferta è stato preso particolarmente male e ha rinfocolato il fuoco che covava sotto la cenere. I confinati in casa hanno protestato per tutta la giornata sui forum Internet e sul sito www.solobari.it. «La decisione dell´Osservatorio è incredibile». «Il provvedimento è ingiusto e vergognoso». «Vuol dire che se ci chiudono la curva, andremo a vedere la partita in tribuna».

La scarsa infiltrazione politica della curva barese è un caso abbastanza isolato, secondo il Viminale, nel panorama del calcio pugliese. Tendono fortemente a destra e sono assai violenti gli ultrà del Taranto e anche a loro stata inibita la prossima trasferta. «La frammentazione del tifo organizzato sta rendendo ancora più difficile la lettura del fenomeno» dicono dal Viminale. Che segnala come potenzialmente a rischio anche i supporter organizzati di Foggia, Casarano e pure Barletta.

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