27 novembre 2007

Baresi contro Amato

di Antonio Scotti

A due settimane dalla tragica morte del tifoso laziale Gabriele Sandri, i sostenitori del Bari scendono in piazza. Non molti a dire il vero. Ma quanto basta per esprimere il loro dissenso alla decisione del Viminale di vietare ai supporter biancorossi la trasferta a Modena. “Amato dimettiti”, recita lo striscione in testa al gruppo.

“Scendiamo in piazza per dire che non siamo d’accordo con questo provvedimento – afferma Roberto Sblendorio, capoultras del Bari - . Giuliano Amato emana decreti sparando a zero sul mondo del tifo e senza conoscere minimamente quale è la nostra realtà” . Insieme ai tifosi del Bari ci sono anche supporter provenienti da ogni parte della regione. Nessuna pattuglia della polizia. C’è chi si scambia la sciarpa e decide di cantare assieme. “Questo è il vero mondo ultras – continua Sblendorio – ci stanno vietando di poter sventolare una bandiera, di portare un tamburo allo stadio, fra un pò anche di cantare. Quello che chiediamo è semplicemente di ritornare a fare il tifo nei nostri stadi”.

Tra le proposte dei tifosi c’è anche quella di poter avviare un dialogo con i responsabili della sicurezza: “A livello locale le cose vanno bene – assicura Sblendorio –. Abbiamo organizzato questa manifestazione grazie all’autorizzazione del questore Antonio Speranza con il quale abbiamo un buonissimo rapporto e, come possono vedere tutti, anche oggi tutto fila liscio".

“Due domeniche fa un tifoso della Lazio è morto per colpa di un agente e ancora una volta si racconta che la responsabilità è degli ultras”, continua Sblendorio. Il rapporto con le forze dell’ordine, e in particolar modo con il questore, è di rispetto reciproco. “E’ possibile che la polizia locale ci accorda questa fiducia e l’osservatorio romano del Viminale decida a priori di non farci partire per Modena?” si domandano i tifosi biancorossi.

PUNIRE CHI SBAGLIA Sono decisi. Non vogliono che altre vite siano spezzate a causa del calcio. E lanciano una proposta ad Amato: “E’ necessario punire chi sbaglia”. “Non bisogna penalizzare quanti vengono alla stadio solo per sostenere la propria squadra - continua Sblendorio -. Se qualcuno commette degli errori è giusto che paghi severamente, ma non per questo devono punire chi vuole divertirsi e tifare la squadra del cuore”.

La radio annuncia il secondo gol del Modena al Braglia. Qualche tifoso impreca contro Matarrese. Altri continuano a gridare Bari come se fossero nel settore ospiti dello stadio. Un signore anziano domanda se fosse in atto uno sciopero dei metalmeccanici. Quando sente urlare a squarcia gola “Bari”, si gira e con il viso segnato dalle rughe dell’esperienza ricorda: “Bei tempi quelli del Della Vittoria”.

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