12 novembre 2007

Adesso piange

AREZZO — «Non ho mirato a niente, non ho puntato nessuno. Ero almeno a
duecento metri, come avrei potuto? Il primo colpo l'ho sparato in aria e il
secondo m'è partito mentre correvo, accidenti a me. Adesso lo so, sono
rovinato». Piange disperato l'agente scelto Luigi S., 31 anni, nella
caserma di Battifolle.
Intorno ha i suoi amici di sempre, i colleghi della Stradale, che lo
confortano, gli dicono: «Stai tranquillo, non ti abbandoneremo». Magro,
bassino, dodici anni di servizio, prima in Calabria, poi a Palermo, una
carriera di lodi ed encomi bruciata in un attimo: «Avevo fatto tanto per
riavvicinarmi alla mia famiglia, qui ad Arezzo...», aggiunge senza più un
filo di voce il poliziotto del Sud. Il magistrato lo sta aspettando in
Questura, ma lui pensa solo ai suoi due figli piccoli che ha lasciato a
casa. E alla moglie infermiera che poche ore prima aveva salutato, prima di
andare a prendere servizio alle 6.30 in punto a Battifolle.
Piange sconvolto: «Così ho distrutto due famiglie, quella del ragazzo e la
mia...». Dopo il primo colpo sparato in aria, secondo il regolamento,
avrebbe dovuto rimettere nella fondina la pistola d'ordinanza, una Beretta
92 Sb. Ma lui non l'ha fatto, è stato imprudente: «Perché noi siamo
abituati a correre nei campi per inseguire i rapinatori, i trafficanti di
droga, i latitanti — lo difendono a spada tratta i suoi colleghi — e la
pistola la teniamo in pugno». Stavolta, però, c'è scappato il morto.
«C'era appena stata la rissa tra i tifosi laziali e juventini, una rissa
violentissima — raccontano in coro i poliziotti di Battifolle —. E,
infatti, l'agente che era di pattuglia con Luigi sull'altro lato, vicino
alle pompe dell'autogrill di Badia al Pino ovest, stava dando
l'allarme-radio per far intercettare quelle macchine al casello di Arezzo.
Dalla parte opposta, infatti, le auto dei tifosi stavano già ripartendo e
Luigi, così, correva in parallelo al guard-rail per identificarne almeno il
modello. Non lo diciamo per giustificarlo, ma per sottolineare che è stata
una disgrazia.
Oltretutto il proiettile, per arrivare dall'altra parte, ha dovuto superare
due guard-rail a tripla onda e la rete sul new-jersey centrale. Magari ha
subìto anche una deviazione...».
Ci sono 8 autogrill lungo i 180 chilometri di A1 controllati dalla
Polstrada di Battifolle (in tutto 40 operativi, 56 notti all'anno per
ciascuno, 1.300 euro di stipendio medio e due anni di straordinari ancora
non pagati) e ogni domenica, con gli ultrà, è una guerra: «Quindici giorni
fa i tifosi della Salernitana hanno devastato l'area di servizio di
Montepulciano — concludono i poliziotti —. Due autopattuglie da sole non
possono fare niente».

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Una negligenza che poteva essere ancora più grave se colpiva il conducente di un auto di passaggio.
Quando si impugna un arma bisogna aver la consapevolezza che può uccidere.
di fatto è morto un ragazzo 26anni

Anonimo ha detto...

Lo stronzo ha ucciso basta questo chi ha 13 anni di carriere non sbaglia cosi ...........