12 novembre 2007

Action Now – Play old style

Gabriele Sandri, tifoso della Lazio, è stato assassinato in un’area di servizio dell’Autostrada del Sole domenica 11 novembre da un agente della Polizia Stradale.
I media hanno parlato di scontri furiosi tra tifosi e di un accidentale intervento delle Forze dell’Ordine che, nel parapiglia, hanno esploso un colpo che ha troncato la vita di un delinquente, di un violento. E i blablabla presuntuosi si sono sprecati.
I testimoni, dal canto loro, hanno parlato di un semplice diverbio scoppiato tra tifosi – i sostenitori della Lazio diretti a Milano per vedere Inter-Lazio e i fans della Juventus, diretti a Parma – e di un colpo sparato su un innocente da un poliziotto, pronto a risolvere il pericoloso litigio scoppiato tra una decina di persone.
Sono occorse diverse ore perché la vicenda fosse ricostruita e per diverse ore la furia violenta dei benpensanti da salotto ha ucciso barbaramente per la seconda volta chi aveva già perso la vita per uno scherzo del destino e per un colpo sparato da quaranta metri da uno sceriffo che è pagato per difendere i cittadini dai malviventi e non per farsi esplodere le armi in mano.
Il questore di Arezzo, Vincenzo Giacobbe, ha parlato di tragica fatalità, di “tragico errore” e ha raccontato una storia in cui un poliziotto della stradale (“un ottimo elemento che di solito opera benissimo”) ha sparato due colpi in aria ma, non si sa come, ha colpito un giovane tifoso laziale seduto sul sedile posteriore della macchina che stava lasciando l’area di servizio di Badia al Pino, spiegando anche che “l’agente era intervenuto per evitare che i tafferugli tra due esigui gruppi di persone che non erano stati individuati come tifosi degenerassero con gravi conseguenze per entrambi”; il portavoce della Polizia, Roberto Sgalla, in conferenza stampa ha chiesto ai cronisti di non fare domande! e il Ministro Amato non ha saputo dire di meglio che il fatto “è avvenuto in circostanze legate alla violenza che ruota intorno al calcio”. Questi signori dovrebbero vergognarsi.
Per ore gli agitatori delle tribune popolari hanno sproloquiato, parlando a sproposito di ultras, di delinquenti e di tante altre panzane. Peccato per loro che di delinquenti in quel momento proprio non ve ne fossero in quella piazzola di Badia al Pino. E peccato che a detta del questore di Arezzo le persone nell’area di servizio non erano state nemmeno identificate come tifosi.
E allora da chi è partita la gogna mediatica nei confronti dei supporters violenti? Perché tante ore di silenzi e di disinformazione? Cosa si voleva coprire? Quello che il legale della famiglia Sandri ha definito un omicidio volontario?
La decisione della Federazione Italiana Gioco Calcio, della Lega e del Ministero degli Interni è stata ignobile: la giornata calcistica sarebbe iniziata con dieci minuti di ritardo e la partita di Milano non sarebbe stata disputata.
A nulla sono valsi gli appelli dei tifosi che in tutta Italia hanno chiesto la sospensione del campionato per un evento tragico, drammatico, impensabile, accaduto senza alcun motivo.
La richiesta era in linea con quanto accaduto all’indomani della morte dell’agente di Polizia rimasto ucciso a Catania in condizioni ancora misteriose. In quella occasione il campionato fu sospeso per un turno.
Il Governo, le Forze dell’Ordine e i vertici del calcio, invece, hanno dato l’ennesima prova di immaturità decidendo di far disputare le partite. Come dire i morti non sono tutti uguali.
In tutta Italia le tifoserie hanno protestato togliendo gli striscioni, non entrando nelle tribune e nelle curve.
Purtroppo, a Bergamo sono stati registrati degli incidenti che hanno spinto l’arbitro Saccani a sospendere la partita e a Roma nel pre-partita di un match che si era deciso di non far disputare, si sono verificati gravi scontri con le Forze dell’Ordine.
Tutti fatti di violenza che hanno solo convalidato le tesi dei buffoni radiotelevisivi pronti a raccogliere argomenti a sostegno delle proprie tesi, secondo le quali i tifosi sono tutti delinquenti.
Ancora una volta hanno vinto le chiacchiere e la pochezza di chi parla senza conoscere i fatti.
Ancora una volta l’assassino resterà impunito, coperto dall’ipocrisia benpensante.
Un ragazzo è morto mentre si raccontavano bugie di ogni sorta.
La sfiducia nei confronti della Polizia e delle istituzioni è sempre più grande.
Action Now – Play old style è profondamente vicina alla famiglia di Gabriele Sandri, ai suoi amici, ai tifosi della Lazio e a quanti si vergognano per quello che è successo in Italia, sull’autostrada del Sole.
Se a nessuno interessa sospendere il campionato per la morte di un tifoso, forse sarà il caso di iniziare a disertare gli stadi per far capire che i tifosi meritano rispetto e non revolverate.

GIUSTIZIA PER GABRIELE

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