16 novembre 2007

15 schiaffi alla libertà

ROMA (Reuters) - Dopo i disordini di domenica scorsa seguiti all'omicidio del tifoso laziale Gabriele Sandri da parte di un agente di polizia e i nuovi provvedimenti assunti dalle autorità per fermare le violenze degli ultras, l'Osservatorio del Viminale ha vietato oggi le trasferte delle tifoserie di 15 squadre, tra cui 6 club di Serie A.

Lo annuncia un comunicato dell'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive.

E sempre oggi, su iniziativa delle Federcalcio, le società di prima e seconda divisione si sono impegnate a firmare una "presa di distanza" dalle "frange violente" per arginare la violenza "fuori e dentro gli stadi".

Il divieto di trasferta deciso dall'Osservatorio si riferisce alle partite della settimana prossima, mentre questo weekend il campionato di Serie B e C è stato sospeso dalla Federcalcio, e i giocatori di Nazionale e Under21 giocheranno col lutto al braccio.

In Serie A, sono colpite dal provvedimento Atalanta, Catania, Milan, Roma, Sampdoria e Torino.

Per la serie cadetta il divieto riguarda Bari e Cesena, mentre in Serie C non potranno seguire le squadre i supporter di Potenza, Reggiana, Taranto, Ternana e Verona.

Restrizione anche per Gragnano e Turris.

Per la gara Virtus Volla - Alba Sannio, dati i precedenti di scontri tra tifosi, saranno le autorità provinciali di Pubblica sicurezza a decidere invece se rinviare ad altra data, e comunque in un giorno feriale e non di sera, facendo giocare le squadre a porte chiuse, dice il comunicato.

Per la sua decisione, dice il comunicato, "l'Osservatorio ha valutato le trasferte di massa di quelle tifoserie che hanno dato luogo, fino ad oggi, a ripetute criticità lungo le vie di trasporto", vale a dire scontri nelle stazioni ferroviarie o negli autogrill dove si sono incrociati i treni e i pullman che portavano gli ultras a seguire la loro squadra in un'altra città.

Dunque, i prefetti sono invitati a chiudere i settori degli stadi riservati agli ospiti, a far vendere i biglietti - uno a persona - solo nella provincia dove si giocherà la singola partita, e far rispettare il divieto di cessione dei biglietti nominativi e degli abbonamenti.

CLUB DI A E B CONTRO "FRANGE VIOLENTE"

Intanto, dopo l'iniziativa del presidente e della squadra dell'Atalanta, che hanno sottoscritto una lettera aperta contro gli ultras violenti, tutte le società della Serie A e B di calcio firmeranno un'analoga "presa di distanza" per arginare la violenza.

"I dirigenti delle società di A e B intervenuti oggi alla riunione promossa dalla Federcalcio, hanno espresso la loro convinta adesione all'iniziativa del presidente Ivan Ruggeri: firmeranno un'analoga dichiarazione di totale presa di distanza - dentro e fuori gli stadi - dalle frange violente della tifoseria e, d'intesa con AIC e AIAC, inviteranno i loro tesserati a fare altrettanto", dice una nota.

Nel corso dello stessa riunione di oggi nella capitale, la Lega Nazionale Professionisti ha deciso che si costituirà parte civile in tutti i casi in cui il comportamento dei tifosi violenti "dovesse determinare grave nocumento al sistema calcio".

Da domenica 25 novembre, quando il calcio tornerà negli stadi dopo la sospensione decisa dalla Federcalcio per questo fine settimana (con Nazionale e Under21 che giocheranno col lutto al braccio), le società daranno il via a per ora non meglio precisate "iniziative" per "favorire una partecipazione di nuclei familiari e di giovani agli eventi sportivi, per creare un clima più vivibile e un'atmosfera diversa all'interno degli stadi".

Nelle scuole, invece, i club vogliono portare "i valori dello sport e della non violenza, con l'obiettivo di far crescere una partecipazione responsabile agli eventi sportivi, nel rispetto dei principi di lealtà e correttezza".

"Quello che emerge con estrema chiarezza è un percorso... di assunzione di responsabilità, di recupero di forte autonomia nei confronti di frange estremiste della tifoseria", ha detto il presidente di Federcalcio Giancarlo Abete commentando le decisioni di oggi.

Abete si è detto contrario a misure per lo scioglimento dei gruppi ultras perché, ha spiegato, la "passione" per il calcio non va confusa con la violenza, e "i tifosi che rispettano le regole hanno tutto il diritto di intrattenere rapporti con le società".

IN OSPEDALE UNO DEI 2 ULTRAS ACCUSATI DI TERRORISMO

Uno dei due ultras fermati domenica scorsa a Roma per i disordini seguiti all'omicidio del tifoso laziale Gabriele Sandri, e per i quali il gip ha riconosciuto ieri l'aggravante del terrorismo, è stato trasferito oggi in un ospedale di Roma. Lo ha riferito il suo legale.

Claudio Gugliotti, 21 anni, è stato trasferito all'ospedale Sandro Pertini dopo che ieri ha manifestato alcuni problemi respiratori, ha detto l'avvocato Francesco Romeo.

Il tifoso, confermano fonti giudiziarie oltre allo stesso avvocato, resta in osservazione perché presenta un enfisema post-traumatico. Sarà sottoposto ad accertamenti, anche per capire se a provocare i problemi respiratori siano stati eventuali colpi ricevuti durante l'arresto.

Gugliotti e Saverio Candamano sono stati fermati domenica scorsa nei pressi della caserma della polizia di via Guido Reni, attaccata da alcune centinaia di ultras. I due devono rispondere di devastazione, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale, con l'aggravante della finalità di terrorismo.

Intanto, nelle motivazioni dei provvedimenti con cui sono stati tenuti in carcere alcuni degli arrestati, il giudice Enrico Imprudente ha scritto che "l'assalto al posto di polizia e ad una caserma eseguito, per modalità e per numero di partecipanti, è tale da far desumere necessariamente una collettiva preordinazione per realizzare un programmato attacco ad una struttura simbolo".

L'assalto collettivo ad un posto di polizia ed una caserma, " a memoria di chi scrive non si è mai verificato nemmeno nei periodi più bui della storia recente di questo Paese se non ad opera di organizzazioni armate e con effetti sicuramente molto devastanti", ha scritto ancora il giudice. Individuando nell'azione lo scopo di intimidire la popolazione locale "e per gli effetti mediatici tutto il Paese".

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