29 settembre 2007

Basta lame !

ROMA - Due giovani romani tifosi dell'Inter, di 19 e 24 anni, sono stati accoltellati a Roma, vicino allo stadio Olimpico, a poco più di un'ora dall'inizio della partita tra giallorossi e nerazzurri. I due stavano andando appunto allo stadio quando sono stati colpiti nei pressi di Ponte Milvio, entrambi con una coltellata a un gluteo. Soccorsi dal personale sanitario, sono stati trasportati all'ospedale Santo Spirito: le loro condizioni non sono gravi. Le forze dell'ordine stanno cercando di identificare gli aggressori.
FORZE DELL'ORDINE - L'Olimpico è controllato all'esterno da un vasto schieramento di forze dell'ordine per una partita ritenuta a rischio violenza. Polizia e carabinieri in tenuta antisommossa controllano i punti strategici di accesso all'impianto delle tifoserie, i vigili urbani, presidiano tutti i punti nevralgici attorno allo stadio, in collegamento via radio, e scortano i numerosi pullman che portano i tifosi ospiti all'Olimpico. Dal cielo il controllo è assicurato da un elicottero dei carabinieri.

Trappola Stadio

Trentasei ore al derby. E mentre i club mettono a punto le coreografie e gli striscioni (approvati dalla questura, ma tutti rigorosamente segreti) già ci si interroga sui rischi della partita. Rischi, sì, perché il ritorno della stracittadina, dopo quattro anni, potrebbe scatenare la voglia di scontri tra le tifoserie opposte. Specialmente tra chi il derby non lo ha mai vissuto: i tifosi più giovani, quelli allo stadio ci vanno da poco. «Stiamo incontrando separatamente le tifoserie, non vogliamo lasciare nulla al caso. Il derby deve essere un momento di sport» dice il questore vicario Spartaco Mortola che, su disposizione del questore Berrettoni si occupa dello stadio. E di tutti i problemi ad esso connessi.

Certo, prevenire e arginare eventuali voglie di menare le mani di frange di tifosi è un lavoro complicatissimo. L’area attorno al Comunale è un dedalo di strade difficile da controllare. E, sul lato di corso Agnelli, ancora di più. Un esempio per tutti: corso Sebastopoli, nell’area del mercato. I negozianti guardano con sospetto alle bancarelle «parcheggiate» sotto i platani. «Possono diventare armi», dice qualcuno. «Ma la vigilanza in tutta la zona sarà molto intensa. E il traffico delle auto, sui corsi Agnelli e Unione Sovietica verrà sospeso già dalle 17,30», chirisce ancora il Vicario, Mortola. Le altre aree «a rischio» incontro-scontro tra le tifoserie sono più o meno tutte in zona. A partire da piazza Santa Rita per arrivare all’incrocio tra corso Sebastopoli e corso Orbassano. E poi c’è l’enorme area dello «stadio Delle Alpi»: più d’uno è pronto a giurare che da quelle parti potrebbero volare ceffoni. E pietre.

A ridosso del Comunale, invece, la vigilanza sarà alta, anche già dalla giornata di oggi. Bonifiche all’interno dello stadio, certo, ma anche bonifiche esterne sono già in calendario. E poi saranno vietate le bottiglie, di qualunque tipo e dimensione: bar e paninari ambulanti non possono vendere alcun genere di bevande in contenitori che non siano bicchieri di plastica. In caso contrario scatteranno i consueti provveimenti amministrativi. Per il resto si spera bene. Ancora Mortola: «All’interno dello stadio, nelle coreografe c’è posto per tutto: ironia, tifo e sfottò. Ma tutto nei limiti. E niente petardi. Abbiamo rinforzato anche i filtraggi agli ingressi e i cordoni di separazione delle due tifoserie: ci saranno steward, ma anche uomini delle forze di polizia. Insomma: tifo sì, ma con saggezza».

Cuore Ultras

Altopiano di Asiago - È stata aperta un’inchiesta sulla morte del giocatore dell’Emisfero Asiago, Darcy Robinson, scomparso giovedì sera durante il match, poi sospeso, con il Renon.

Il pm Giovanni Parolin ha disposto l’autopsia che si effettuerà nei primi giorni della prossima settimana.

Ieri i carabinieri di Asiago hanno effettuato due sopralluoghi: nella casa del giocatore e negli spogliatoi dello stadio per escludere che alla base del malore possa esserci stata l’assunzione di farmaci: non è stato trovato nulla di sospetto.

I genitori dell’italo canadese, che sognava di giocare le prossime Olimpiadi di Vancouver con la maglia azzurra, arriveranno oggi. Intanto tutta Asiago si è stretta attorno alla società e alla fidanzata dell’atleta, Christen.

Ieri si è celebrata in Duomo una messa per il giocatore.
La gara di campionato in programma oggi contro il Pontebba è stata rinviata.

Non ci sono parole per poter descrivere ciò che proviamo

«Ci stringeremo ancora di più attorno alla squadra, che mai come ora avrà bisogno del sostegno di tutti.
Canteremo per Darcy e i ragazzi in pista giocheranno per e con lui».
Manuel Cunico, uno dei leader della curva, sintetizza così il pensiero del tifo organizzato giallorosso all’indomani della tragedia che ha sconvolto l’intero mondo sportivo.
Un tifo che, dopo un paio di stagioni piene di delusioni ed amarezze amplificate dal silenzio e dal vuoto che pervadevano lo stadio Odegar, si era ricompattato e riorganizzato, proprio alla vigilia di questo campionato.

«È vero - prosegue Cunico - Slegar Commando e Cimbri Armati (la “vecchia” e nuova guardia del tifo giallorosso) si erano uniti per ricominciare piano piano ad essere l’uomo in più sul ghiaccio. Non ci sono parole per descrivere il nostro stato d’animo, anche se questo dramma sono convinto possa unirci ancora di più».

Una tragedia assurda, che giovedì sera ha inghiottito lo stadio Odegar, facendolo sprofondare nel dolore e nel silenzio. L’urlo dei tifosi dalla gioia per un pareggio appena acciuffato è diventato di dolore per la successiva notizia della scomparsa di Darcy Robinson. Tutto questo in un attimo.

Incredulità e sgomento sono le parole che hanno accompagnato tutti verso un sonno tormentato, ma sono anche quelle che scandiscono il risveglio di Asiago e dell’Altopiano, attoniti di fronte a quell’incubo consumatosi poche ore prima.

In giro per strade e negozi la gente ne parla e non si dà pace. Elena, una delle “Ragazzacce” (si chiama così il gruppo delle tifose), consegna questo ricordo: «Non ci sono parole di fronte ad una morte così assurda.
Un attimo prima era lì, con il suo solito sorriso buffo e con quel fisico possente che sembra non poterlo tradire mai; un secondo dopo, invece, quel “mai” diventa maledetta realtà.

Pensi sia la solita scena esagerata, aspetti il fischio dell’arbitro con la convinzione che tanto, poco dopo, si rialzerà ridendo, uscendo tra gli applausi del pubblico.
Invece questa volta non è così. Eravamo lì, a cantare per lui, a sostenere la squadra. Pensavamo di trovarlo al bar dello stadio, dopo l’incontro, a festeggiare se non la vittoria almeno un positivo debutto, ma non è stato così.
L’ho visto la prima volta sul ghiaccio dell’Odegar e ora, a distanza di tre anni e dopo averlo conosciuto di persona, posso dire che a questo ghiaccio mancherà enormemente. Spero che questa perdita almeno serva ad unire la squadra per raggiungere, e magari dedicare a Darcy, quei traguardi prestigiosi che sognava, proprio come noi».

Curve infuocate

E' un dato di fatto che la violenza nel calcio rappresenti un problema serio ed incessante in tutto il globo. In un viaggio all'interno delle tifoserie Discovery Channel cerca di scoprire la verità su questo fenomeno, andando direttamente a contatto con il mondo degli ultras: i gruppi di hooligans che portano la violenza organizzata nel "gioco più bello del mondo". La serie "Ultras nel mondo: curve infuocate" compie un esperimento unico ed entra fre le tifoserie più note, violente e organizzate: dall'Inghilterra alla Russia, dal Brasile ai Balcani, arrivando anche in Italia, protagonista dell'ultima puntata della serie. Una tappa fondamentale del percorso del conduttore Danny Dyer che entra in contatto con le tifoserie di Roma, Lazio, Juventus, Atalanta e Brescia.

Danny Dyer, che presenta questa serie disincantata ed avvincente, ha recitato la parte di Tommy Johnson nel film del 2004 Football Factories, che racconta la storia di un giovane hooligan inglese. Ma come dice Danny, "quello era solo un film'. Ora, per il nuovo programma di Discovery channel che lo vede protagonista, Danny deve incontrare le vere tifoserie che stanno dietro le squadre di calcio, vedere le partite insieme ai membri di ciascuna tifoseria, e parlare perfino con i loro capi.

Danny, dopo aver girato la serie, ha spiegato come quest'ultima illustri "un livello completamente nuovo della violenza nel calcio". Lo spettatore, infatti, potrà vedere scene di Danny filmato dalle telecamere in mezzo a tafferugli, sotto il lancio di gas lacrimogeni, o perfino sotto i colpi di armi da fuoco. "Ultras nel mondo: curve infuocate" racconta la storia vera della guerra sugli spalti.

Ogni episodio si occuperà di un paese diverso e dell'incidenza del fenomeno hooligans nel calcio del paese esaminato. La serie analizzerà la storia di questo fenomeno, la sua evoluzione in ciascun paese, e il ruolo delle tensioni razziali, sociali e religiose nell'escalation del problema. Mostrerà anche come, malgrado gli sforzi delle autorità per cercare di controllare il comportamento degli hooligans, vi sarà sempre una frangia di tifosi di calcio pronti a guerreggiare a qualunque costo.

Descrizione degli episodi

Inghilterra
In questo episodio Danny osserva la violenza ed il fenomeno hooligans che ha accompagnato in modo indissolubile il calcio inglese nel corso degli ultimi 30 anni. Nel viaggio nella sua terra scoprirà come questo paese abbia esportato la cosiddetta "malattia inglese" nel resto del mondo.

Scozia
La storia scozzese è costellata di esempi di coraggio ed eroismo, di cui buona parte per difendere l'onore e l'integrità della nazione. I Romani fallirono e gli Inglesi dovettero ricorrere alla corruzione per riuscire a forzarne l'unione. Perciò non è certo una sorpresa venire a sapere che la recente generazione di uomini in gonnellino e bevitori di whiskey possiede anch'essa le sue aspre rivalità e tradizioni barbare. La Scozia è sede di una delle più terribili rivalità di tutto il calcio.

I Balcani
"Il calcio", diceva George Orwell, "è una guerra senza spari". Tuttavia in Croazia ed in Serbia, Danny scopre che sparare è invece una parte non irrilevante dell'esperienza calcistica.

Olanda
Gli Olandesi vennero a contatto per la prima volta con la malattia del teppismo calcistico negli anni '70, quando la squadra inglese del Tottenham giunse in Olanda per giocare contro il Feyenoord. Venne etichettato come il giorno in cui il calcio olandese perse la propria innocenza, poiché centinaia di hooligans inglesi si scontrarono con la polizia ed i tifosi del Feyenoord dentro lo stadio. Facendosi contagiare da questa malattia, gli Olandesi si sono poi spinti oltre, costruendosi ben presto una terribile fama.

Polonia
La fama degli hooligans polacchi è fra le peggiori in Europa. Dimostrano regolarmente ai supporter provenienti da altri paesi che sono loro i tifosi di cui aver paura. In occasione di una recente partita Polonia - Inghilterra, gli hooligans inglesi, un tempo temuti, si sono rintanati nei bar per sfuggire ai tifosi polacchi che ne hanno bersagliato le finestre con lanci di mattoni. Quando i Polacchi si sono resi conto che gli Inglesi non avevano nessuna intenzione di farsi coinvolgere in una rissa, hanno cominciato a darsele fra di loro, lasciando totalmente sgomenti anche i tifosi inglesi.

Russia
La Russia è uno tra i paesi europei in cui la cultura della violenza nel calcio è maggiormente in fase di sviluppo ed attiva. In Russia esiste una parte elitaria della società che può godere della nuova ricchezza del paese, mentre la maggioranza della popolazione è costretta nell'estrema povertà; e questo è il terreno di coltura perfetto per fare crescere il fenomeno degli hooligans.

Argentina
Ogni weekend a Buenos Aires centinaia di autobus colmi di tifoserie hooligans ("Barra Bravas") attraversano la città per andare alle partite e a scontri organizzati. Tuttavia in Argentina le tifoserie sono in realtà dei supporter di professione. Le "Barras Bravas" sono parte del tessuto calcistico argentino.

Brasile
Si può affermare che il Brasile è il paese più violento del mondo: la terra del sole, del samba e delle sparatorie. I gruppi di tifosi hanno cominciato a diventare popolari negli anni '60 e '70 e vengono chiamati Torcidas. Sono di fatto le tifoserie delle società di calcio, benché non tutti i loro membri siano hooligans. Ma tra l'enorme moltitudine di persone che le costituisce vi troverete lo zoccolo duro, armato di pistole da usare negli scontri. o commentato dal vivo dalla televisione.

Turchia
Il popolo turco ha un forte senso dell'onore e d'identità nazionale. Il fanatico tifo calcistico, la diffusa cultura dell'uso del coltello ed una faida in corso con gli hooligans inglesi rendono questo viaggio particolarmente eccitante ma pericoloso per Danny.

Italia
L'Italia ha una storia tristemente nota di violenze nel calcio. Questa cultura non ha preso spunto, come altrove, dalla Gran Bretagna ma si distingue dalle altre ed è solamente italiana. In Italia, c'è stile, non è semplicemente una rissa tra ubriachi, ma è una passione che pervade tutti i livelli della società. Il paese vive e si nutre di calcio, ed ogni città ha le sue tifoserie.

Sartoni

Saranno circa 1800 i tifosi che si sobbarcheranno questa breve trasferta per sostenere la squadra in una partita che negli ultimi anni ha sempre visto la Fiorentina soccombere di fronte ai gol di Lucarelli. Oltretutto i rapporti fra le due tifoserie, che inizialmente erano di non belligeranza, si sono pian piano inaspriti. Questo però non ha fermato il popolo viola, che si muoverà soprattutto con mezzi propri. Dovrebbero essere infatti soltanto una decina i pullman, in partenza oggi pomeriggio, organizzati dalle associazioni del tifo. «Veniamo da una buona prestazione con la Roma – spiega Stefano Sartoni, presidente del Collettivo Autonomo Viola a – quindi c’è molto entusiasmo intorno alla squadra. E poi quella con il Livorno è una sfida sentita: purtroppo ormai i rapporti sono quello che sono, ma noi sicuramente andiamo là solo per vedere una bella partita». Giovedì sera, alle 21, la Fiorentina ospiterà invece il Groningen per il ritorno del primo turno della coppa Uefa. «Delle tre partite è quella che mi preoccupa di meno – prosegue Sartoni – anche perché la differenza di valori fa le due squadre, nonostante il pareggio dell’andata, è grande». E si arriva a domenica 7 ottobre: Fiorentina-Juventus, stadio Artemio Franchi, ore 15. Una partita a cui nessun tifoso viola vorrebbe rinunciare. «Per ora non abbiamo preparato nulla di particolare per questo match – conclude Sartoni – anche perché ci sono ancora due partite in mezzo. E’ innegabile comunque che quella con la Juventus sia la partita più attesa da noi tifosi».

Addio Lugano bella

« Sono una ventina e pestano ». Quasi a sottolineare con l’evidenza dei fatti le sue parole Giorgio ci mostra i pun­ti di sutura che gli tengono chiusi i bordi di una ferita rimediata, tra altre, durante uno scontro fisico con un gruppo di naziskin.
Il fenomeno sta assumendo forme ricorrenti un po’ ovunque in Ticino, ma soprattutto a Lugano, dove gli episodi di aggressione vanno ripe­tendosi.
«Frequentano gli stadi, dove cercano di fare proseliti tra i più giovani, ma gi­rano anche per bar », spiega Fabrizio, il secondo dei tre giovani che abbiamo incontrato e che ci descrive dal di den­tro, ma sull’altro fronte, questo mondo inquietante. « Capita che questi giova­ni, che si rifanno apertamente all’ideo­logia nazista (portano anche magliette che inneggiano ai gerarchi del Terzo Reich), arrivino in concerti organizzati da gruppi di sinistra semplicemente per provocare ».
La tecnica usata è quella dell’aggua­to. « Uno di loro entra provocatoriamen­te in un ambiente avverso – dettaglia Jessica, terza testimone di questa nar­razione –. Basta poi che si accenda il minimo confronto e subito spuntano gli altri. E finisce a botte. È la stessa identi­ca tecnica usata ad esempio dagli hooli­gans » . Sì, perché quelle che general­mente avvengono per strada, fuori dal­lo stadio o da un locale dove si fa musi­ca, non sono risse tra ubriachi. Sono veri e propri atti di aggressione e di scontro frontale. Con il rischio di un crescendo difficile da stimare.
« Non sono da sottovalutare perché si stanno organizzando. Alcuni di loro hanno contatti con la realtà di Varese, dove si è visto come è andata a finire, e da quella realtà il metodo ». Sa di cosa parla Fabrizio. Perché è notizia di que­sti giorni la retata compiuta dalle for­ze dell’ordine italiane che hanno arre­stato diversi componenti di un artico­lato movimento neonazista; ma anche perché Fabrizio viene proprio da Va­rese e quella realtà la tocca con mano. Comunque la componente principa­le di questo gruppo di neonazisti è in­digena. « Sono di qui – afferma Gior­gio –. Certuni di loro hanno lo stemma della Città di Lugano sui giubbotti o addirittura tatuato sul braccio ».
Un’altra caratteristica di questo gruppo di neonazi è la sua ‘apoliticità’. Composto prevalentemente da giova­ni (« hanno tra i 16 e i 25 anni; quelli di una volta, nel frattempo cresciuti, si sono invece calmati ») non ha apparen­temente contiguità organica con mo­vimenti o partiti presenti sulla scena locale. Né debbono essere confusi con il vero movimento skinhead « che non ha nulla a che fare con questi atti di razzismo e xenofobia, anzi... ».
L’analisi dei nostri interlocutori è precisa e attenta alla veridicità. « Que­sti picchiatori non hanno nulla a che vedere con i giovani leghisti che, per quanto ‘aggressivi’ in certe loro espres­sioni, in concreto non sono ‘cattivi’. Il fatto è però che queste persone hanno partecipato alla manifestazione indet­ta dai giovani leghisti lo scorso anno. Anche all’interno medesimo dei giova­ni leghisti si è poi vissuto un ‘travaglio’ che ha portato alla nascita del ‘Movi­mento d’azione sociale’, composto da persone che consideravano non suffi­cientemente estreme le loro posizioni. Ma sarebbe comunque improprio crea- re un legame diretto tra questo nuovo Movimento e i nazi in circolazione. Ri­badiamo, questi picchiatori politica­mente non esistono ».
Politicamente non esisteranno, ma intanto, fisicamente, le loro ombre nere si allungano.

Rose

MILANO - Due giovani, che erano intervenuti per difendere un pachistano insultato e aggredito da altri due italiani a Milano, uno dei quali un ultrà diffidato, sono stati accoltellati e ora versano in gravi condizioni all'ospedale. È avvenuto la scorsa notte davanti a un noto locale del capoluogo lombardo il «Gioia 69», non lontano dalla Stazione Centrale. I due presunti responsabili sono già stati individuati e bloccati dai carabinieri.

AGGREDITI - Secondo quanto spiegato stamani, quella che sulle prime era parsa una rissa, è stata invece l'aggressione di due giovani nei confronti di altri due, rei di aver tentato di difendere il pachistano, uno dei tanti venditori di rose che si aggirano nei locali della Milano notturna, per sbarcare il lunario.

Olandesi

(ANSA) - FIRENZE, 28 SET - Duecento tifosi violenti da tenere sotto controllo: e' questa la segnalazione che la polizia olandese ha inviato alla questura di Firenze.
Giovedi' prossimo c'e' la partita di ritorno della Coppa Uefa al Franchi tra Fiorentina e Groningen, incontro che l'osservatorio nazionale per le manifestazioni sportive ha classificato a rischio 3: da allerta elevata. Sono gia' 1750 i biglietti acquistati dai tifosi olandesi.

28 settembre 2007

Solo 5

ROMA (28 settembre) - Il gip del Tribunale di Roma, Adele Rando, ha convalidato per cinque, su 45 tifosi della Lazio denunciati la notte tra sabato e domenica scorsi, l'obbligo di firma, in occasione della partite di calcio della squadra biancoceleste. Il provvedimento era stato emesso dal questore di Roma insieme con il Daspo, ed esteso a 66 tifosi complessivamente denunciati dalla Digos per possesso di cacciaviti, coltelli, machete, tirapugni. Lo hanno reso noto due dei difensori dei tifosi laziali, gli avvocati Marco Marronaro e Lorenzo Contucci. Le 66 persone, tra i 25 e i 30 anni, tra i quali alcuni minorenni e due donne, erano state fermate in piazza Vescovio. Gli ultrà erano diretti a Bergamo, in occasione della partita Atalanta-Lazio e avrebbero dovuto intercettare anche i tifosi del Napoli, in trasferta ad Empoli.

Secondo gli avvocati Contucci e Marronaro, l'obbligo di firma è stato confermato soltanto per quei tifosi effettivamente trovati in possesso delle armi bianche. I tifosi sono comunque sottoposti a Daspo - divieto di frequentare lo stadio - già da mercoledì scorso, in occasione dell'incontro Lazio-Cagliari. Per i restanti 21 si attende la decisione di un altro gip, il giudice Zaira Secchi. Agli ultrà erano state contestate la violazione della normativa contro la violenza nelle manifestazioni sportive e detenzione e porto di armi.

E' diventata una moda

La Lega ha preso atto dell’ordinanza del Prefetto della Provincia di Caserta, in data 27.9.2007, con la quale vieta la presenza dei tifosi ospiti all’incontro indicato in oggetto, per motivi di ordine e sicurezza pubblica. Pertanto tale gara DOMENICA 30 SETTEMBRE 2007, Stadio Comunale “Progreditur” Marcianise, con inizio alle ore 15,00, verrà disputata senza la presenza di tifosi ospiti.

Platini

PARIGI - Il presidente dell'Uefa Michel Platini ha parlato oggi della questione razzismo nel mondo del calcio, specificando che appoggerebbe ogni arbitro che, in accordo col delegato, decidesse di fermare una gara a causa di comportamenti razzisti: "Ci sono delle cose fondamentali nella vita. Una partita di calcio e' importante, ma ci sono dei comportamenti che non si possono tollerare negli stadi". Platini ha poi specificato: "Possiamo prendere delle decisioni forti: se dobbiamo escludere dei tifosi dagli stadi o dobbiamo sospendere dei club, lo faremo, finche', non avremo negli stadi solo quelle persone che non causeranno piu' problemi". (Agr)

Tre arresti

FIRENZE (26 settembre) - Tre tifosi giallorossi sono stati arrestati perché avevano acquistato il biglietto per la partita di Firenze nonostante fossero stati raggiunti da Daspo. È uno dei risultati dei controlli nel prepartita.

Prima dell' inizio del match, fuori dallo stadio ci sono stati piccoli incidenti e diverse auto parcheggiate nei pressi del Franchi sono state danneggiate da tifosi romanisti. Questo ha determinato l'intervento dei carabinieri con una carica di alleggerimento.

Durante i controlli ai tifosi romanisti sulle strade e alle stazioni fiorentine, 25 ultrà sono stati trovati in possesso di modiche quantità di stupefacenti e 26 non sono stati ammessi allo stadio perchè trovati in possesso di aste. In tutto i tifosi denunciati sono stati tre: due romanisti perché trovati in possesso di coltelli e un fiorentino perché, insieme ad un gruppo di ultrà viola, ha assalito e danneggiato l'auto di alcuni tifosi romanisti .

Rischio 4

ASCA) - Roma, 27 set - In occasione della gara di Campionato Inter-Napoli, in programma il 6 ottobre prossimo, i tifosi partenopei saranno banditi dallo stadio Meazza. Lo ha stabilito l'Osservatorio nazionale sulle manifestazione sportive nel corso della riunione di oggi. La partita, a cui e' stato attribuito l'indice di rischio 4, non potra' essere vista dai tifosi del Napoli dato che l'Osservatorio ha invitato il Prefetto di Milano ''ad adottare provvedimenti che consentano la vendita dei biglietti esclusivamente nel capoluogo lombardo, vietando la diffusione degli stessi al di fuori della Provincia di Milano attraverso i circuiti telematici e con interruzione della distribuzione dei tagliandi, per tutti, alle ore 19,00 del giorno antecedente l'incontro''. La decisione deriva dai ''reiterati comportamenti violenti da parte di consistenti gruppi di tifosi napoletani, soprattutto in trasferta, sia lungo le vie di trasporto che negli stadi e piu' precisamente nelle fasi di accesso agli impianti, allorquando il sistema di controllo e sicurezza viene messo in crisi ed in pericolo l'incolumita' degli addetti''. L'osservatorio ha poi sancito il rischio 3 per le gare Fiorentina-Juventus (7 ottobre) e Reggina-Lazio (30 settembre): stadio aperto a tutti ma il comportamento dei tifosi juventini e laziali e' stato messo ''sotto osservazione per l'eventuale adozione di piu' incisivi provvedimenti''. Inoltre, ''nel corso della riunione sono stati commentati gli incidenti verificatisi a Genova prima del derby, giungendo alla condivisione che anche queste due tifoserie saranno, d'ora in avanti, monitorate attentamente perche' simili episodi, anche se legati ad una gara particolare quale e' il derby, non abbiano comunque a ripetersi''. Alla riunione di oggi hanno partecipato anche il Capo del dipartimento Studi e Sicurezza della UEFA, Marc Timmer, ed i 'Security Officer', Steve Thomas e Willie McDougall: la loro presenza rientra tra le iniziative di collaborazione che l'Osservatorio sta promuovendo con partners esteri, ed e' servito per valutare la pericolosita' o meno delle sfide di Champions League in cui sono impegnate le 4 squadre italiane.

27 settembre 2007

Curva A

Che il San Paolo non sia uno stadio completamente adeguato è noto , ma quanto accaduto nell’occasione di Napoli-Livorno dovrebbe far riflettere in molti. Cariche della polizia, bottiglie di vetro sulla folla ed ingresso libero agli scalmanati: questi i risultati della totale disorganizzazione nella notte che ha portato il Napoli al secondo posto in classifica.
I Fatti. Sono da poco trascorse le 19:30 e all’ingresso dei due varchi del settore Curva A la situazione è a dir poco animata. La fila è enorme e scorre tra due cordoni di forze dell’ordine che tentano di arginare il flusso di persone. Si gioca in un giorno feriale e in molti si sono attardati a causa del proprio lavoro. Con il passare dei minuti la situazione precipita, alcuni tifosi imbestialiti cominciano a fischiare e a spingere, la reazione delle forze dell’ordine è immediata e probabilmente eccessiva: carica di alleggerimento e manganelli sulle teste dei malcapitati supporters che si trovano davanti. A questo punto è il caos: dalla coda qualche pseudo tifoso lancia una bottiglia di vetro tra la folla, le forze dell’ordine non esitano ad intervenire ancor con più vigore, in tanti corrono e nel piazzale antistante lo stadio si scatena un autentico parapiglia.
Insomma, entrare nello stadio ad un tifoso composto, munito di biglietto nominale e carta d’identità risulta impossibile. L’inverosimile, poi, accade intorno alle 20:45, a partita ormai cominciata. La fila diviene inspiegabilmente veloce ed ordinata, l’arcano è svelato non appena si giunge in prossimità dei cancelli: ogni controllo è saltato, i tornelli sono stati aperti e tutti entrano liberamente senza problemi. In tanti sono senza biglietto (chissà se tra questi non ci sono molti diffidati ?) e scavalcano le transenne antipanico. Questa volta le forze dell’ordine guardano senza batter ciglio.
Insomma, un mix di disorganizzazione (da parte dei tutori dell’ordine) e di inciviltà (tipica di alcune frange del tifo che a tutti i costi cercano di entrare senza biglietto) ha fatto così che di una notte di festa restasse quel retrogusto amaro, che sa tanto di delusione e rassegnazione.
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47 napoletani

Bologna, 27 set. - (Adnkronos) - Il questore di Bologna, Francesco Cirillo, ha emesso 53 Daspo (Divieto di accedere alle manifestazioni sportive) a carico di 47 tifosi napoletani (di cui 9 con l'obbligo di firma) e 6 della Ternana (di cui 3 con obbligo di firma). Il provvedimento, che per 3 anni impedira' ai tifosi di entrare allo stadio, fa riferimento ad una mega rissa scatenatasi la sera del 2 settembre scorso.

Tutto e' cominciato quando uno dei 5 pullman con a bordo i tifosi del Napoli si e' fermato, senza preavviso e fuori dal programma delle tappe prestabilite, nell'area di servizio di Roncobilaccio ovest. A raggiungere nell'autogrill i tifosi di ritorno dalla partita tenutasi ad Udine, e' stato un secondo pullman, provieniente da Legnano, che riportava a casa i tifosi della Ternana.

Odissea

Le nuove norme contro la violenza negli stadi fanno discutere. E' possibile che, proprio a causa di queste, si corra il richio inverso, ovvero di generare situazioni pericolose? In Italia, evidentemente, sì. I paradossi di una nazione e delle sue norme, in una mail inviata da chi, probabilmente, come tanti altri, non metterà mai più piede in uno stadio.

di Marco Conte

Abito a Milano, solo il Lecce nel cuore e quando si può la trasferta non manca mai. Ogni anno, dopo la normativa alquanto strana, si riverifica il problema biglietti settore ospiti. Racconto velocemente. I biglietti della curva, settore ospiti, secondo le nuove normative, li puoi prendere solo 24 ore prima della partita. Sul sito ufficiale del Lecce erano indicati come rivenditori solo quelli presenti a Lecce. Non era menzionato Ticket One, del quale vengo a conoscenza della disponibilità di vendita del biglietto solo una volta arrivato allo stadio.

In pratica, serata fredda, poca gente… io e il mio amico decidiamo di prendere il biglietto di curva del Piacenza e poi di entrare in curva ospiti (cosa fatta svariate volte in passato, nonché l’anno scorso a Piacenza stessa). Ma, niente da fare. Ci fermano gli steward all'ingresso protetti più in là da una decina di poliziotti che non permettevano alcun dialogo con un po’ di buon senso. Non volevano far passare 20… per esagerare... tifosi, tutti tranquillissimi, tra cui anche io, che avevano il biglietto o di curva del Piacenza o addirittura dei distinti.

Fatto sta, che la partita inizia e viene deciso di chiudere i cancelli. A ‘sto punto non si sa che fare… decidiamo insieme ad altri 10 ragazzi di andare in curva nord del Piacenza… arriviamo là e ci accolgono un po' di poliziotti che ci chiedono: "Che squadra tifate?". E io: "Lecce…"

Un tifoso del Piacenza che passava di là, sente la mia frase e si gira dicendo (con la polizia a due passi): "Ragazzi... statevene nella vostra curva, io vi avviso...". Dopo questa frase, guardo i poliziotti e gli dico.."vi rendete conto… siamo in quattro gatti, partita di serie B e per rispettare una normativa del **** ci fate rischiare di prendere mazzate!".

I poliziotti, in quel caso, con un po’ di buon senso in più rispetto a chi coordinava gli ingressi nel settore ospiti, ci confortano in parte dicendo: "Avete ragione”. Uno di loro ci consiglia di stare in una parte della tribuna laterale vicino alla loro visuale… io chiedo per rassicurarmi se ci sarà qualcuno o qualche cordone. Loro mi rispondono che ci saranno gli steward. Poveri ragazzi che sono adibiti solo al controllo biglietti e non ad altro.

Fatto sta, che entriamo e stiamo tranquilli finché un “padre di famiglia”, signore sulla 50ina d’anni, vestito distintamente, continua a fare avanti e indietro dalla nostra zona, quindi va verso il “gruppo ultras”, se così lo vogliamo chiamare, del Piacenza, spifferando la cosa e all'improvviso quei 30 tifosi (e non li sto snobbando dicendo 30, ma erano davvero 30), si svegliano dal loro torpore e decidono di venirci incontro inveendo contro di noi con una bellissima frase: "Terun, fora da chi…”. Spettacolari, gli steward fanno una specie di cordone tra quei 30 ragazzi e noi. Sembra che la situazione stia per peggiorare, poliziotti non se ne vedono, alcune persone mature (ne conto solo die) inveiscono contro gli stessi tifosi, dicendo che si stanno comportando da ridicoli e che alla fine non davamo fastidio. Ricordo una signora, più di 60 anni, con marito al seguito e padre con respiratore e in un evidente stato di salute precario. Questa signora è stata l'unica a schierarsi dalla parte del buon senso, dicendo alla sua stessa tifoseria di darsi ‘na calmata che le pareva ridicola tutta questa cosa. Alla fine lo scontro non è avvenuto, alcuni poliziotti sono arrivati, con quelli del Piacenza continuavano a sbraitare. E la partita è stata una delle più brutte del secolo. Ora io mi chiedo, traendo le conclusioni da questa cosa assurda:

Primo… il buon senso dov'è ? Cosa costava far entrare quattro gatti in curva ospiti? Ognuno si sarebbe goduto la partita e stop. Secondo.. i tifosi del Piacenza erano ragazzini dai 18 a 22 anni, sbarbatelli con i primi peli sul viso che cercavano degli scontri. E ora, con tutta la modestia di questo mondo, se fosse successo qualcosa li avremmo presi a calci nel sedere tranquillamente. Sarebbe stato come picchiare tuo fratello più piccolo. Terzo: 15 euro per una partita di serie B, Piacenza – Lecce. Spettatori paganti 50, 30 loro, 20 noi e 10 giornalisti. Partita non di cartello e orrenda, tra una squadra che è ultima e l'altra che quest'anno si è svegliata un po’. Ma 30mila lire, per una partita di martedì sera in uno stadio fatto di “ferro” con la curva che è semplicemente una impalcatura in ferro, mi sembra semplicemente assurdo.

Detto tutto questo, non posso e non voglio stare zitto... devo fare qualcosa perché mi sento frustrato da questa situazione. Non è possibile… non è possibile! Mi sono rotto dell' Italia e di questo paese che non fa' mai un cavolo per migliorare. Dobbiamo vergognarci, questi sono semplici esempi di come va la nostra nazione.
P.S.: unica nota positiva quella signora tifosa del Piacenza. Ha tutta la mia stima e se la gente avesse l'1 per cento del suo buon senso, forse sarebbe davvero un paese migliore l'Italia. Quello che non mi spiego è: ma siamo solo in così pochi a pensare alle cose giuste della vita, al buon senso e a tutto ciò che ne deriva? Siamo solo io e la signora a pensarla in questo modo? E' mai possibile? Spero che questa denuncia non cada nel vuoto, spero che qualcuno decida di fare qualcosa.. io nel mio piccolo invierò una lettera a qualsiasi organo ufficiale della Lega e a qualsiasi testata giornalistica sportiva e non… mi costerà tempo, ma avrò la coscienza a posto perchè non sono stato a guardare.

Un ex tifoso di calcio.

Arrestato

(AGI) - Genova, 25 set. - Si chiama Andrea Leopizzi, ha 41 anni, ed e' un noto ultra' del Genoa, il primo arrestato per i disordini scoppiati domenica pomeriggio a Genova prima del derby Genoa - Sampdoria. I capi d'imputazione sono rissa aggravata, danneggiamenti aggravati, porto abusivo di arma impropria, istigazione a delinquere, lesioni. Leopizzi e' fratello di Massimo, altro noto capo ultra' rossoblu, arrestato lo scorso anno (e ora ai domiciliari) mentre tentava armato di pistola uccidere la moglie. (AGI)

Spranghe

"Erano giorni che tutti sapevano che ci sarebbero stati disordini"

Un bambinone. Matto per i dolci. Faccia magra. Sessantacinque chili su per giù con le gambe lunghe lunghe. Camminata da cow boy ed espressione di chi ha appena vinto una birra al bar. La foto dell´ultima fidanzata con il cane sul telefonino. Incensurato, famiglia perbene, la mamma professoressa, uno zio in Marina. Trasfertista doc, studi universitari a yo-yo, qualche interesse, no politica, l´ultima vacanza in Irlanda, parcheggiatore in una grande azienda della città. Uno che non va nella Sud senza pagare, e che sa come girano le cose allo stadio. Una passione sfegatata la sua, ma la «fede» per i colori negli scontri di via Monticelli prima del derby domenica molto spesso conta poco alla fine. Un ragazzo «tranquillo» il ventiseienne L. B. non nato per fare del male, ma per fare casino magari sì. Come domenica prima del derby in via Monticelli negli scontri con un gruppo di genoani.
Anche se era già pronto in caso di ricovero in ospedale a raccontarla bene («Mica puoi dire che ne arrivi da una rissa, al massimo fingi di essere caduto dalla moto altrimenti ti beccano»). «Chi siamo? Siamo noi e siamo loro... gli stessi più o meno di vent´anni fa. Giovani e meno giovani, c´è chi lavora, chi no, chi studia chi non studia. Mancano i cosiddetti capi storici di Ultras e Ottavio Barbieri che ora hanno figli, famiglie, e nessun interesse a mettersi nei guai. Ma le motivazioni sono sempre le stesse... per segnare il territorio semplicemente, per sopraffare l´altro. Se volevamo uccidere? Per favore... ma "dargliela secca" a uno fa piacere, la squadra per la quale tifi alla fine è un pretesto. Siamo un po´ come cani».
Anche domenica è uscito di casa sulle alture di Marassi un po´ prima, un po´ tanto prima, per una "partita speciale". Senza ubriacarsi o farsi canne: «Erano giorni che tutti sapevano che ci sarebbero stati disordini, ma si vede ci sono troppi interessi per non intervenire e ci fanno entrare in contatto. Il messaggio che vogliono far passare è che lo stadio in mezzo alla città non va più bene. Pure negli ultimi cinque o sei anni di derby queste cose erano già successe, solo che ora viene bene strumentalizzare il tutto. Come hanno fatto "gli altri" ad arrivare da Piazza Alimonda con i caschi integrali e le spranghe senza che carabinieri o polizia vedessero? Nessuno ha fatto nulla per impedirlo, non c´erano controlli, eppure ci conoscono tutti. Se vogliono sanno dove venirci a prendere in ogni momento». Dall´ «altra sponda» anche R. L., 28 anni genoano, turnista, ha visto un amico preso a cinghiate in via Cagliari, quattro contro uno. «Erano tutti ragazzi... non danno retta a nessuno, non sono comandati da nessuno, ma c´è anche un codice da seguire, non si attacca uno da solo. I più giovani non si conoscevano, erano dodici anni che magari aspettavano di incontrarsi». La sua retrospettiva e la visione della giornata coincidono con quelle dei «cugini». «E´ tutto strumentale per fare lo stadio nuovo, vogliono che succeda casino in città per spostarlo. I capi, le figure storiche e carismatiche non ci sono più, né da noi, né da loro, è cambiata un po´ la manovalanza, ma le "guide" oggi non fanno più comodo a nessuno, né alle forze dell´ordine né alle istituzioni che così possono manipolare queste bande molto meglio. Un tempo c´era dialogo e un rapporto più stretto tra le due tifoserie e la città, adesso non è così».

Reggiani

. Chi ci ha insegnato questo mestiere lo ripeteva in continuazione: la vera notizia è quando l’uomo morsica il cane. Beh, ci siamo. Dopo quel che è successo domenica a Viareggio, sono i tifosi della Reggiana a chiedere che i filmati realizzati dalla Digos vengano ora utilizzati per individuare i poliziotti che hanno ecceduto nel «riportare al pullman» un ragazzo che si era attardato a bere ad un chiosco.
Ha preso manganellate brutali, quel tifoso. Le hanno prese anche coloro che erano scesi dall’auto per chiedere ragione, ai celerini di Firenze, di un’esagerata reazione non si sa bene a che cosa. Le hanno prese - qui la notizia è l’uomo che morde l’uomo - anche i due funzionari reggiani della Digos che, in borghese, avevano accompagnato in Versilia la fiumana granata. Composta e tranquilla prima, durante e dopo la gara. Erano intervenuti, i poliziotti della nostra Questura, per far cessare l’abnorme reazione dei colleghi toscani coordinati dal vicequestore Laricchia.
Tutto questo ci è stato testimoniato da molti tifosi granata - almeno una ventina - che ieri hanno telefonato alla nostra redazione per denunciare il trattamento ricevuto da quel loro «compagno di fede» e da coloro che si erano fermati per mitigare la furia dei poliziotti. Hanno telefonato anche per preannunciare che adiranno alle vie legali nei confronti di chi ha abusato della divisa e del ruolo di tutore dell’ordine.
Beh, ci pare giusto. Giustissimo. Senza voler evocare quanto il Gruppo Vandelli rappresenti anche fuori dagli stadi, è bene che la polizia viareggina sappia che ha attaccato senza alcun motivo tangibile gente che va in trasferta con le famiglie e i bambini, opera nel sociale, si attiene alle norme (vecchie e nuove) che regolamentano l’accesso agli spettacoli sportivi.
Quanto accaduto a Viareggio non può essere liquidato col solito certificato medico e la solita denuncia che in questi casi piovono immancabili.
E’ giusto che a rispondere di danni procurati sia chiunque, divisa o no. Altrimenti vien meno, ancor più, la credibilità delle istituzioni.

25 settembre 2007

Amato gongola

Napoli, 24 set. (Apcom) - Grande soddisfazione per la denuncia dei 66 ultrà laziali è stata espressa dal ministro dell'Interno, Giuliano Amato, anche se c'è l'amaro in bocca per non aver potuto arrestare nessuno di loro. "E' stata una mia grande soddisfazione - ha detto il responsabile del Viminale a Napoli - il fatto che sia stata un'occasione preventivamente fermata". Un'operazione di pestaggio di tifoserie ultrà per la quale il ministro vuole sottolineare proprio la prevenzione. "Apprezzerei che questo venisse segnalato", ha proseguito Amato. L'operazione, infatti, ha fatto in modo che lo scontro non avvenisse "prevedendo addirittura il reato" e non che gli ultrà venissero presi "dopo tre giorni che è stato commesso" il fatto.

Questo, per Amato, "dimostra una capacità elevata delle forze dell'ordine". Amato ha descritto quanto avvenuto a piazza Vescovio, dove i tifosi custodivano nei propri zaini "non panini, ma machete, coltelli e fumogeni". Armi che "hanno dovuto mollare alle forze dell'ordine". L'operazione ha permesso di salvare "i tifosi del Napoli che erano l'obiettivo che si riproponevano di incrociare in un autogrill mentre i laziali si recavano a Bergamo e i napoletani ad Empoli. Abbiamo, immagino, evitato anche guai proprio a Bergamo".

La cosa che, però, mi lascia con la bocca amara è il fatto che, in ragione dell'attuale disciplina legislativa, per il reato con una pena inferiore a tre anni, si è denunciati a piede libero e non abbiamo potuto fermare nessuno di loro".

Etnei irrequieti

Un arresto, una denuncia e tre Daspo: e' il bilancio di un'intervento della polizia compiuto ieri prima dell'inizio della partita di calcio Catania-Fiorentina. Il denunciato e' un cinquantenne che era in compagnia di un bambino, che nella zona dei tornelli ha schiaffeggiato un addetto alla sicurezza, perche' temeva di non vedere la partita dall'inizio per le procedure di controllo. Lo steward e' stato medicato in ospedale per una contusione a uno zigomo.
L'arrestato e' invece un altro tifoso, Orazio Russo, di 38 anni, che ha minacciato gli agenti di polizia che erano intervenuti per identificare l'aggressore dello steward. Per lui e per un altro ultras la Questura ha emesso il divieto di recarsi ad assistere per cinque anni a manifestazioni sportive.
Per un altro tifoso e' stato emesso un Daspo di tre anni.

Daspo genovese

Potrebbero scattare già nelle prossime ore i Daspo, ovvero i provvedimenti restrittivi della Questura di Genova per interdire gli stadi a chi si è reso responsabile degli scontri di via Monticelli, ieri pomeriggio, prima del derby. Da ieri sera sono al vaglio i filmati delle telecamere a circuito chiuso delle banche e dei negozi posti in zona, per identificare chi si è reso protagonista della guerriglia. Gli stessi teppisti saranno segnalati alla procura per eventuali provvedimenti giudiziari. Il bilancio della mezz'ora di guerriglia è stato tracciato stamattina dal capo di gabinetto della Questura di Genova, Sebastiano Salvo: sequestrati in tutto venticinque bastoni, nascosti sotto alcune auto, una torcia inesplosa utilizzata per le segnalazioni in mare, e un coltello serramanico. Una dozzina le auto e gli scooter danneggiati. Gli inquirenti stanno anche vagliando la posizione di tre persone, due genovesi e un extracomunitario, che ieri si sono presentati in ospedale per farsi medicare ferite giudicate compatibili con gli scontri. Un altro tifoso sampdoriano è stato invece denunciato per aver preso a cinghiate un genoano a fine partita, nella zona di via Cagliari. Infine, in merito alle polemiche sul mancato intervento delle forze dell'ordine per sedare gli scontri, questa mattina il questore di Genova Salvatore Presenti ha spiegato che "la strategia scelta, in accordo con Roma, è stato quello di non intervenire immediatamente per non surriscaldare ulteriormente gli animi delle due opposte fazioni". "C'era il rischio -ha detto il questore- che di fronte a una carica della polizia si coalizzassero contro di noi richiamando altri tifosi". (Davide Lentini)

Fattori di rischio

Rivalità, orari e criticità strutturali. I fattori di rischio ci sono tutti. Se si aggiunge che Roma e Fiorentina si giocano anche il primato in classifica, il quadro diventa allarmante. Per evitare che la partita di domani sera al Franchi possa mettere a repentaglio la sicurezza dei tifosi, degli agenti e dei residenti del Campo di Marte, la macchina della questura di Firenze si è messa in moto con una settimana di anticipo. Polizia, carabinieri, vigili del fuoco, vigili urbani, Ataf, Trenitalia e Fiorentina si sono seduti allo stesso tavolo per pianificare servizi e strategie.
In cinque giorni sono state fatte cinque riunioni. Tutti i soggetti interessati hanno effettuato diversi sopralluoghi allo stadio e in tutte le zone dove transiteranno i tifosi romanisti. Ieri sera si è riunito in prefettura anche il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. La strategia delle forze dell’ordine è imperniata soprattutto sulla prevenzione. Il settore ospiti dello stadio ha una capienza di 2432 posti, ma si stima che potrebbero essere circa 5mila i romanisti decisi ad assistere alla partita. Per questo motivo tutti coloro che si presenteranno senza biglietto saranno rispediti al mittente. Posti di controllo saranno allestiti soprattutto nella zona di Firenze sud, con aree di sosta destinate al prefiltraggio lungo il tragitto dell’autostrada del Sole. I treni organizzati e i pullman provenienti da Roma saranno scortati fino all’ingresso dello stadio. Tutti coloro che cercharanno di raggiungere Firenze con auto private saranno accompagnati in cinque aree sosta appositamente individuate per la partita. I tifosi giallorossi, sempre se già muniti di biglietto, potranno usufruire di 750 posti auto nella zona di Firenze sud: sono stati messi a disposizione il parcheggio dell’hotel Sheraton, il parcheggio scambiatore di viale Europa, l’area delle Ferrovie in via Chimera (in fondo a via Spataro), il parcheggio di viale generale Dalla Chiesa (lato fiume nel tratto via Borselli — via Aretina) e l’area di sosta in via Visconti Venosta (da via Orlando verso l’uscita della città). Dai parcheggi, che saranno vigilati dalle forze di polizia, i tifosi potranno raggiungere lo stadio a bordo di bus — navetta dell’Ataf.
Al momento, secondo quanto spiegato dalla prefettura di Firenze, sono stati venduti poco più di seimila biglietti, di cui quasi duemila destinati ai tifosi romanisti. La vendita dei tagliandi è costantemente monitorata per controllare l’afflusso dei supporter giallorossi e proprio per contenere, fin dalla partenza, l’arrivo di persone prive di biglietto. Tutti i controlli all’esterno dello stadio saranno effettuati da polizia, carabinieri, vigili urbani e guardia di finanza. All’interno dello stadio invece, entreranno in azione, oltre a personale delle forze dell’ordine, anche gli steward. Per l’occasione la Fiorentina ha incrementato fino a 500 il numero dei dipendenti che vigileranno sulle gradinate.


Cosimo Zetti - La Nazione

Savonese

Aveva procurato una lesioni al polso a uno degli agenti di polizia che, ieri pomeriggio, erano intervenuti per arginare i disordini durante la partita di calcio Savona-Sanremese, allo stadio Valerio Bacigalupo. Grazie ai fimati irati durante il match, la polizia è risalita a un 24enne savonese. Arrestato nel pomeriggio il giovane dovrà rispondere di resistenza aggravata in concorso e di lesioni. Altri 3 tifosi (un ultrà di 46 anni e due 19enni) sono stati denunciati.

Rieduchescional ciannel

Per la nuova serata "vietato alle donne" del giovedì sera, Discovery Channel presenta, in prima visione assoluta, la nuova serie Ultras nel mondo: curve infuocate (Football Hooligans International), in onda dal 4 ottobre alle ore 22.00, con replica il martedì alle ore 23.00.

E` un dato di fatto che la violenza nel calcio rappresenti un problema serio ed incessante in tutto il globo. In un viaggio all`interno delle tifoserie Discovery Channel cerca di scoprire la verità su questo fenomeno, andando direttamente a contatto con il mondo degli ultras: i gruppi di hooligans che portano la violenza organizzata nel "gioco più bello del mondo".

La serie Ultras nel mondo: curve infuocate compie un esperimento unico ed entra fre le tifoserie più note, violente e organizzate: dall`Inghilterra alla Russia, dal Brasile ai Balcani, arrivando anche in Italia, protagonista dell`ultima puntata della serie. Una tappa fondamentale del percorso del conduttore Danny Dyer che entra in contatto con le tifoserie di Roma, Lazio, Juventus, Atalanta e Brescia.

Danny Dyer, che presenta questa serie disincantata ed avvincente, ha recitato la parte di Tommy Johnson nel film del 2004 Football Factories, che racconta la storia di un giovane hooligan inglese. Ma come dice Danny, "quello era solo un film`. Ora, per il nuovo programma di Discovery channel che lo vede protagonista, Danny deve incontrare le vere tifoserie che stanno dietro le squadre di calcio, vedere le partite insieme ai membri di ciascuna tifoseria, e parlare perfino con i loro capi.

Danny, dopo aver girato la serie, ha spiegato come quest`ultima illustri "un livello completamente nuovo della violenza nel calcio". Lo spettatore, infatti, potrà vedere scene di Danny filmato dalle telecamere in mezzo a tafferugli, sotto il lancio di gas lacrimogeni, o perfino sotto i colpi di armi da fuoco. "Ultras nel mondo: curve infuocate" racconta la storia vera della guerra sugli spalti.

Ogni episodio si occuperà di un paese diverso e dell`incidenza del fenomeno hooligans nel calcio del paese esaminato. La serie analizzerà la storia di questo fenomeno, la sua evoluzione in ciascun paese, e il ruolo delle tensioni razziali, sociali e religiose nell`escalation del problema. Mostrerà anche come, malgrado gli sforzi delle autorità per cercare di controllare il comportamento degli hooligans, vi sarà sempre una frangia di tifosi di calcio pronti a guerreggiare a qualunque costo.

Descrizione degli episodi


Inghilterra

In questo episodio Danny osserva la violenza ed il fenomeno hooligans che ha accompagnato in modo indissolubile il calcio inglese nel corso degli ultimi 30 anni. Nel viaggio nella sua terra scoprirà come questo paese abbia esportato la cosiddetta "malattia inglese" nel resto del mondo.

Scozia

La storia scozzese è costellata di esempi di coraggio ed eroismo, di cui buona parte per difendere l`onore e l`integrità della nazione. I Romani fallirono e gli Inglesi dovettero ricorrere alla corruzione per riuscire a forzarne l`unione. Perciò non è certo una sorpresa venire a sapere che la recente generazione di uomini in gonnellino e bevitori di whiskey possiede anch`essa le sue aspre rivalità e tradizioni barbare. La Scozia è sede di una delle più terribili rivalità di tutto il calcio.

I Balcani

"Il calcio", diceva George Orwell, "è una guerra senza spari". Tuttavia in Croazia ed in Serbia, Danny scopre che sparare è invece una parte non irrilevante dell`esperienza calcistica.

Olanda

Gli Olandesi vennero a contatto per la prima volta con la malattia del teppismo calcistico negli anni `70, quando la squadra inglese del Tottenham giunse in Olanda per giocare contro il Feyenoord. Venne etichettato come il giorno in cui il calcio olandese perse la propria innocenza, poiché centinaia di hooligans inglesi si scontrarono con la polizia ed i tifosi del Feyenoord dentro lo stadio.

Facendosi contagiare da questa malattia, gli Olandesi si sono poi spinti oltre, costruendosi ben presto una terribile fama.

Polonia

La fama degli hooligans polacchi è fra le peggiori in Europa. Dimostrano regolarmente ai supporter provenienti da altri paesi che sono loro i tifosi di cui aver paura. In occasione di una recente partita Polonia - Inghilterra, gli hooligans inglesi, un tempo temuti, si sono rintanati nei bar per sfuggire ai tifosi polacchi che ne hanno bersagliato le finestre con lanci di mattoni. Quando i Polacchi si sono resi conto che gli Inglesi non avevano nessuna intenzione di farsi coinvolgere in una rissa, hanno cominciato a darsele fra di loro, lasciando totalmente sgomenti anche i tifosi inglesi.

Russia

La Russia è uno tra i paesi europei in cui la cultura della violenza nel calcio è maggiormente in fase di sviluppo ed attiva. In Russia esiste una parte elitaria della società che può godere della nuova ricchezza del paese, mentre la maggioranza della popolazione è costretta nell`estrema povertà; e questo è il terreno di coltura perfetto per fare crescere il fenomeno degli hooligans.

Argentina

Ogni weekend a Buenos Aires centinaia di autobus colmi di tifoserie hooligans ("Barra Bravas") attraversano la città per andare alle partite e a scontri organizzati.

Tuttavia in Argentina le tifoserie sono in realtà dei supporter di professione. Le "Barras Bravas" sono parte del tessuto calcistico argentino.

Brasile

Si può affermare che il Brasile è il paese più violento del mondo: la terra del sole, del samba e delle sparatorie.

I gruppi di tifosi hanno cominciato a diventare popolari negli anni `60 e `70 e vengono chiamati Torcidas. Sono di fatto le tifoserie delle società di calcio, benché non tutti i loro membri siano hooligans. Ma tra l`enorme moltitudine di persone che le costituisce vi troverete lo zoccolo duro, armato di pistole da usare negli scontri.


Turchia

Il popolo turco ha un forte senso dell`onore e d`identità nazionale. Il fanatico tifo calcistico, la diffusa cultura dell`uso del coltello ed una faida in corso con gli hooligans inglesi rendono questo viaggio particolarmente eccitante ma pericoloso per Danny.

Italia

L`Italia ha una storia tristemente nota di violenze nel calcio. Questa cultura non ha preso spunto, come altrove, dalla Gran Bretagna ma si distingue dalle altre ed è solamente italiana. In Italia, c`è stile, non è semplicemente una rissa tra ubriachi, ma è una passione che pervade tutti i livelli della società. Il paese vive e si nutre di calcio, ed ogni città ha le sue tifoserie.

Fonte: castlerock.it

24 settembre 2007

I Boys

I Boys del Casale ieri hanno contestato la dirigenza nerostellata dopo il filotto negativo di sconfitte della loro squadra.
Condannati dalla Lega alla permanenza in serie D,ora il futuro si tinge di nero e senza stelle.
Forza ragazzi, fate sentire alla Società che siete voi gli unici innamorati del glorioso Casale.

Questore

Leopoldo Laricchia, vicequestore del commissariato di Viareggio è stato aggredito questo pomeriggio al termine della partita tra Viareggio e Reggiana di C2, girone B. Ad aggredire con spinte e pugni il dirigente di ps sarebbe stato un tifoso della Reggiana. Il ragazzo è ripartito sul pullman con gli altri tifosi. La polizia sta visionando le riprese della digos per arrivare all'identificazione. (Pao.Pres.) (23/09/2007) (Spr)

Ciociari

La polizia della sezione anticrimine della questura di Frosinone ha arrestato 4 tifosi del Ferentino Calcio che, prima dell'inizio dell'incontro Ferentino-Isola Liri (valido per il campionato di serie D, girone G), sono entrati nello stadio per posizionare bombe carta ed altro materiale proibito all'interno degli stadi. I tifosi sono stati quindi allontanati e condotti in questura. Intanto è stato predisposto un grosso spiegamento di forze di polizia che tiene bloccati anche i tifosi dell'Isola del Liri all'uscita della superstrada Sora Frosinone. Gli ultrà sarebbero in possesso di altre bombe carta e bastoni. (23/09/2007) (Spr)

Tragico epilogo

EMPOLI - Tragico epilogo nel finale di Empoli-Napoli. Un tifoso dell'Empoli infatti ha subito il distacco del dito medio della mano sinistra che gli era rimasto incastrato nelle griglie del prefiltraggio mentre cercava di fuggire quando a fine partita, fuori dallo stadio, i carabinieri sono intervenuti in seguito a uno scontri tra i tifosi delle due opposte tifoserie. Una brutta fine per una gara considerata a rischio per l'alto afflusso di pubblico.

Cinghiate

Ancora incidenti al termine del derby della Lanterna. Un tifoso genoano e' stato aggredito vicino allo stadio da quattro sostenitori della Samp che lo hanno preso a cinghiate. I quattro sono poi fuggiti, ma uno di loro e' stato rintracciato dagli agenti che lo hanno fermato e portato in questura. La vittima dell'aggressione e' stata portata all'ospedale dove e' stata giudicata guaribile in pochi giorni.

Viola Alterati

La Fiorentina torna finalmente in Europa dopo i patimenti del fallimento e delle assurde penalizzazioni e noi nonpossiamo mancare.Molti dei nostri hanno prenotato per tempo voli low cost dal nord e voleranno per lo più da Bergamo ad Eindhoven. Noi per motivi di lavoro attendiamo gli ultimi giorni e ci prenotiamo per il volo da Pisa diretto su Groningen con ritorno al termine della partita.Si parte di primo mattino da Novara alle 4 in monovolume sponsorizzato dalla cassa alterata che viene utilizzatacome sempre per le trasferte più lontane, meno numerose e più costose. A Milano sale Matteo mentre la tappa di Fiorenzuola viene annullata visto che Mirko di Piacenza si infortuna sfortunatamente alla vigilia della partenza. A Parma sale Alessandro del gruppo Modena. All'altezza di Viareggio l'auto davanti alla nostra si sposta piano piano sulla destra come per accostare nell'area di sosta invece striscia la fiancata contro il guard rail e finisce con le due ruote sull'erba tirando giù i paletti a bordo autostrada .. per fortuna si ferma senza danni evidenti con il sottoscritto che suona il clacson nel tentativo di svegliare l'autista .. dietro di noi un auto si ferma a soccorrere l'autista per cui procediamo col dubbio se si trattasse di un malore o un addormentamento.

L'episodio convince anche gli ultimi dubbiosi del fatto che sia meglio prenotare un albergo per la successiva notte senza affrontare il rientro in piena stanchezza. Arriviamo a Pisa puntuali intorno alle 7.45. Un lungo Check in poi si cerca un alberghetto dove dormire al rientro previsto per le 2 di notte. Chiediamo aiuto a Francesco di Viareggio visto che in tutto l' aeroporto non è aperto nessun ufficio che si occupi di prenotazioni di questo tipo. Dopo lunghe e minuziose perquisizioni eccoci pronti per salire in aereo.Si parte puntuali .. sul volo i fedelissimi che vediamo ad ogni trasferta dai tempi della mitica trasferta di Praga. Ci sono però anche tanti giovani .. alcuni al primo volo un po' preoccupati .. All'arrivo a Groningen un atterraggio un po' brusco dovuto alle nubi basse che ci accompagneranno con una leggera pioggerellina per tutta la giornata. Ad attenderci 4 bus che ci conducono in centro città dove le auto sono vietate e bisogna fare attenzione alle altissime e numerosissime biciclette mezzo di trasporto preferito da questo popolo di giganti. Ce ne sono in giro di ogni tipo da quelle che si conducono sdraiati ai modelli stile sidecar con passeggino da traino all'interno. Davanti all'università un parcheggio a perdita d'occhio di bici che fa pensare alla Cina. Appena scesi dal bus tutti sulle piste ciclabili con gli indigeni arrabbiati che scampanellano. Scendiamo proprio davanti all'hotel dove alloggiano Aristide di Bergamo con moglie che sono arrivati il giorno prima e hanno già incontrato il mister e qualche giocatore in giro per la città.

La pioggerellina è costante e vista l'ora di pranzo entriamo in piazza in un Pub-Ristorante enorme e semivuoto ...da quelle parti si animano intorno alle 18.00. Appena seduti la sorpresa: il proprietario invita gentilmente il nostro Matteo a togliersi il cappello della Gazza visto che nel locale ci dice che non si usa portarlo. Rimaniamo sorpresi ma Matteo asseconda l'incredibile richiesta dell'indigeno pur spiegano che non lo aveva tolto visto che era un po' spettinato. Ordiniamo un po' di birre bionde ma ci portano una birretta mista limonata .. mangiamo omelette ai funghi, qualcuno punta sulla carne. Dopo pranzo un salto ai banchetti del centro per delle buone frittelle poi una passeggiata per le vie del centro con molti ragazzi e ragazze che ci fermano stupiti chiedendoci lumi sulla nostra presenza .. facciamo un giro e vediamo passare un enorme veliero per il centro .. non è la pubblicità della benzina ma un sistema di canali navigabili con ponti che si alzano o si spostano in perfetta coordinazione bloccando il traffico delle bici per far passare questi enormi barconi. In un piccolo bar proviamo il "caffè ristretto" locale .. niente di eccezionale ovviamente.
Ecco però che per le vie del centro spuntano i primi gruppi di sedicenti Hooligans locali .. guardano male ma non intervengono sui singoli sparsi per il centro .. il gruppo viola si compatta però lentamente di fronte all'albergo per evitare guai. Agli angoli delle strade i gruppi caldi locali osservano con tono minaccioso. Noi facciamo un ultimo giro in una delle vie laterali e al nostro rientro apprendiamo che all'urlo di "Hooligan Hooligan!" gli olandesi hanno tentato un avvicinamento con qualche lieve contatto col gruppo di Viola mal difeso dalle forze dell'ordine locali a cavallo e in bici .. Due pullman portano un primo gruppo di tifosi allo stadio mentre il grosso resta ad attendere gli amici ancora sparsi per il centro città che si teme possano trovarsi in difficoltà .. dopo un oretta anche gli ultimi vengono condotti al parcheggio ospiti dove troviamo Phillip in arrivo da Amburgo, Arturo un senese viola in arrivo da Norwich, Massimo e padre in arrivo in volo e poi auto da Endhoven, Alessio di Lecco con amico olandese tifoso di una sqaudra rivale del Groningen fresco di intervista la sera prima a Viola Gol su Radio Fiesole. Consegnati gli ultimi biglietti si entra. Passati i tornelli minuziose perquisizione portano al sequestro degli ombrellini che, al contrario di quanto avvenne a Londra e Manchester dove gli oggetti sequestrati venivano poi restituiti a fine partita con la consegna del relativo coupon, vengono ammassati col risultato all'uscita di non trovare più nulla .. tra l'altro non erano tra gli oggetti vietati segnati fuori dallo stadio .. Si passa un tunnel sotterraneo che porta al settore ospiti .. Tutto come in Italia. Una gabbia divide il bar dai tifosi, una rete impedisce il lancio i oggetti consentito però in tutto il resto dello stadio. Durante la partita si fa un bel tifo e dopo il pareggio "si sente solo Firenze" come testimoniato dai molti SMS inarrivo da chi è davanti alla pornoTV o la ascolta in radio. Al termine della partita si esce subito .. tutti sui bus e via per l'aeroporto dove ci attende il volo di ritorno.

Un veloce Check in poi le lunghissime perquisizioni ... mentre siamo in fila arriva la squadra .. li facciamo passare avanti ma c'è il tempo per un po' di foto e quattro chiacchiere col Mister a cui raccomandiamo di far notare ai giocatori prima di scendere in campo mercoledì e il giovedì successivo lo striscione "gioventù romana" presente nella curva locale. Non lo aveva notato ....
Finalmente a mezzanotte e mezza si riesce a partire.. il sonno prende il sopravvento e dopo un panino veloce offerto dalla compagnia aerea mi risveglio solo all'atterraggio ..le tre ore di sonno della notte precedente si fanno sentire.. Si riparte in auto verso il vicino albergo prenotato e in parte sponsorizzato dal buon Francesco .. vedremo di sdebitarci già mercoledì con la Roma .. Fissiamo la sveglia per le 9.30 per poter fare colazione ma a quell'ora nessuno sente la telefonata della reception.
L'avranno fatta come dicono? Non lo sapremo mai! Dopo un veloce cappuccio si riparte per il nord .L'Europa ha sempre un suo fascino .. ne valeva la pena ma alle prossime meglio tenersi pronti a prenotare appena dopo il sorteggio .. Alle 13 sono a casa a Novara.. In giro per il mondo ci si diverte sempre .. continuiamo così!
Stiamo organizzando le trasferte in bus dal nord di mercoledì con la Roma (ultimi posti in Fiesole e sul bus dal nord!), quella di sabato sera dal nord a Livorno, quella del mercoledì successivo a Firenze col Groningen!
Info e prenotazioni: barattistuta@yahoo.it 347-5751679 dopo le 18!
Barattistuta
ALTERATI VIOLA FIRENZE NEL NORD

66

Sono in tutto 66 i tifosi della Lazio denunciati nel corso di una operazione della Digos di Roma in collaborazione con la polizia del commissariato Vescovio e i carabinieri della compagnia Roma Centro, nell'ambito dei controlli per il contrasto delle tifoserie violente.

La operazione si è svolta la notte tra sabato e domenica scorsi. I 66 denunciati sono stati sorpresi intorno alle quattro e mezza di notte in piazza Vescovio, dove si erano raggruppati per partecipare a una trasferta per seguire la partita Atalanta-Lazio. Le volanti della polizia avevano notato uno strano gruppo di persone nella piazza e è immediatamente scattata l'operazione.

Quando gli agenti si sono avvicinati la tifoseria biancoceleste ha tentato di disfarsi di un grosso borsone nel cui interno sono state rinvenute armi di vario genere, ovvero: cinque machete, quattro coltelli, cacciaviti, manganelli retrattili, bastoni, un tirapugni e imbottiture di gommapiuma.

In un altro borsone, invece, sono state trovate alcune dosi di cocaina. I denunciati dovranno rispondere dell'accusa di detenzione e porto abusivo di armi bianche in corrispondenza di una partita di calcio. Per tutti i 66 tifosi della Lazio del gruppo "Curva Nord" - il cui capo Fabrizio Toffolo è agli arresti domiciliari - è stato emesso il decreto Daspo, ovvero il divieto di accesso allo stadio.

23 settembre 2007

Liguri

(AGI) - Savona, 23 set. - Al termine di Savona - Sanremese, gara valevole per la quarta giornata del campionato di Serie D, sono scoppiati incidenti tra un gruppo composto da una trentina di ultras del Savona e le forze di Polizia. A scatenare le ire dei tifosi pare sia stato il pareggio raggiunto dalla Sanremese proprio al novantesimo oltre all'ennesima non buona prestazione del Savona. Il gruppo di contestatori ha rivolto insulti nei confronti della dirigenza savonese accusandola di non avere allestito una squadra adeguata alle ambizioni di promozione manifestate dai dirigenti stessi durante l'estate. La polizia e' riuscita a respingere i contestatori che volevano entrare negli uffici dello stadio e dopo alcuni momenti di grande tensione la Polizia e' riuscita a disperdere i manifestanti e la situazione e' tornata alla normalita'.

Grossetano

Un tifoso del Grosseto e' caduto dalla curva ed e' rimasto ferito in modo non grave alla fine della gara tra i maremmani e il Rimini. Il tifoso, del quale non sono state fornite le generalita', si sarebbe sporto troppo quando i giocatori del Grosseto, al termine della gara, sono andati sotto la curva per salutare gli ultras. L'uomo e' caduto da un'altezza di circa 3 metri ed e' stato soccorso dall'ambulanza del 118 e portato in ospedale per accertamenti. Il Grosseto ha vinto 2-1.

Lanterna

Pre partita con tensione nel quartiere di Marassi a Genova in vista del derby di questa sera tra Genoa e Samp. Due gruppi delle opposte tifoserie di sono affrontati nella zona di via Monticelli. Intorno alle 15.30 circa 250 tifosi rossoblu sono partiti in corteo da piazza Alimonda e hanno percorso corso Sardegna in direzione dello stadio. Arrivati all'altezza di via Monticelli hanno incontrato un gruppo di supporter della Samp che stavano raggiungendo lo stadio per sistemare gli striscioni e allestire la gradinata. E' bastato un attimo. "Non c'è stata aggressione da parte di una o dell'altra fazione -dice il capo di gabinetto della Questura, Sebastiano Salvo- Le due tifoserie si sono affrontate contemporaneamente". Tra l'altro i tafferugli sono arrivati a metà pomeriggio, del tutto inaspettati anche per le forze dell'ordine che in quel momento si stavano organizzando e che quindi sono arrivate sul posto in ritardo. I tifosi hanno iniziato a lanciarsi petardi, poi con i caschi in testa, sono volate bottiglie; qualcuno ha utilizzato armi di fortuna come bastoni e catene. Non risultano feriti, nè fermi di polizia. "Analizzeremo le telecamere" dice ancora il capo di gabinetto della Questura di Genova. Dopo l'arrivo della polizia la situazione si è però calmata e i due gruppi sono stati divisi. Qualche auto e qualche motorino parcheggiati nella zona di via Monticelli risultano danneggiati. Poco dopo gli scontri la polizia sequestra un coltello trovato abbandonato nel portone di un palazzo, vicino a macchie di sangue. Sembra che tre persone siano state refertate in ospedale per lievi ferite. Sequestrate anche mazze, bastoni e razzi da segnalazione utilizzati dalle barche. Il sospetto è che gli scontri fossero stati programmati. (Davide Lentini)

Gila e Dida

Come annunciato, in occasione della partita di questa sera contro il Parma a San Siro, la tifoseria organizzata del Milan ha messo fine allo sciopero del tifo che si protraeva da qualche tempo, tornando a sostenere a gran voce la squadra.

Nel pre-partita, i tifosi hanno esposto anche uno striscione che, udite udite, recitava: "Gila e Dida la curva vi è vicina". Sono quindi finiti i fischi per i due milanisti che ultimamente sono stati al centro delle più aspre critiche da parte dei tifosi rossoneri?

Lametino

Lamezia Terme, 22 set. - (Adnkronos) - Un giovane di 21 anni Mario Marinelli, di Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro, appartenente agli ultras lametini gemellati con la tifoseria Catanese, e' stato tratto in arresto nella serata di ieri da personale del Commissariato di Lamezia Terme e della Digos di Catania in esecuzione di un provvedimento restrittivo in carcere emesso dal giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Catania, Antonino Fallonenti.

Testa matta

Un ultra' del Napoli, Antonio Candida, e' stato arrestato dagli agenti delle Digos di Catania e Napoli con l'accusa di avere preso parte agli incidenti del 2 febbraio scorso quando fu ucciso l'ispettore di polizia Filippo Raciti.

Secondo quanto si e' appreso successivamente da fonti investigative Candida farebbe pare del gruppo 'Teste matte' che risiede nella curva A dello stadio San Paolo di Napoli.

All'ultra' era stato inibito l'ingresso all'impianto di Fuorigrotta e quindi essendo impossibilitato a seguire le partite del Napoli quel 2 febbraio si reco', probabilmente con altri ultra' azzurri, a Catania per il derby con il Palermo.

Al momento non e' stato chiarito dalle Questure di Catania e di Napoli se oltre a Candida anche altri ultra' azzurri quel tragico 2 febbraio si recarono allo stadio Angelo Massimino per partecipare all'aggressione contro polizia e carabinieri.

Antonio Candida, che ha 32 anni, ha ricevuto un'ordinanza di custodia cautelare con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale aggravata e lancio di oggetti contundenti. Candida e' stato individuato grazie ai filmati relativi agli scontri.

Nella pellicola si vede l'ultra' napoletano mentre con altri tifosi aggrediva la polizia intervenuta per impedire il contatto tra i tifosi catanesi e quelli palermitani. Candida e' stato sottoposto al divieto di accesso allo stadio nel febbraio di quest'anno a seguito di una denuncia per detenzione illegale di strumenti atti ad offendere.

Nel dicembre del 2006 a seguito di un controllo, su sorpreso nei pressi dello stadio Marassi di Genova, in occasione dell'incontro di calcio Genoa-Juventus, mentre cercava di nascondere un taglierino. L'ultra' nel '97 era gia' stato sottoposto allo stesso provvedimento.

Bottigliate

L'arbitro di Avellino-Lecce, Ayroldi di Molfetta, è stato colpito al petto da una bottiglietta piena d'acqua mentre rientrava negli spogliatoi al termine del primo tempo. Il direttore di gara si è fermato un attimo, toccandosi al petto. Quindi ha raggiunto tranquillamente gli spogliatoi. Possibile una squalifica per lo stadio irpino. (Nic. Api) (22/09/2007) (Spr)

22 settembre 2007

Quasi pace

La Curva Sud, in seguito ai numerosi appelli lanciati in questi giorni dai calciatori rossoneri, tornerà da stasera a sostenere la squadra dopo aver interrotto ogni forma di supporto per protestare contro il decreto anti - violenza. Ma, come si legge nel comunicato pubblicato sul sito ufficiale delle Brigate Rossonere, è una pace "armata".

"La Curva Sud riprendera' a cantare - si legge - ma ribadiamo che rivogliamo i nostri tamburi, le nostre bandiere e i nostri megafoni per tornare a colorare la curva".

Derby di notte o di botte?

Era proprio necessario giocare il derby di domenica sera? La domanda è pertinente, come il timore che il 30 settembre non sarà facilissimo garantire la sicurezza a una partita e a una zona della città che da anni non venivano pressate, o forse si potrebbe dire minacciate, da un evento simile. Se Toro-Juve manca da quattro anni e mezzo, nel vecchio Comunale non si giocava da quasi vent´anni: un altro mondo, un altro calcio. Oggi è tutto più difficile e pericoloso, i teppisti più agguerriti, i poliziotti più stanchi ed esasperati.
Gli ultimi derby, per fortuna senza incidenti, si erano infatti giocati al Delle Alpi, non nel cuore di Torino ma in una zona periferica, con ampie vie di fuga e abbastanza agevole da controllare. Ben diversa la situazione tra corso Agnelli, via Filadelfia e corso Unione Sovietica. Com´è noto, dopo la morte dell´ispettore Filippi Raciti allo stadio di Catania, nel febbraio scorso, le gare in notturna vennero sospese perché più insidiose, più pesanti per le città e le forze dell´ordine. Poi si è tornati alla normalità, soprattutto per esigenze televisive. Ma la sicurezza dovrebbe essere prioritaria.
Il 30 settembre, la società ospitante sarà il Torino. In questi giorni vanno a ruba i biglietti: i 16.400 abbonati granata hanno il diritto di prelazione fino al 25 settembre, e molti di loro dovranno trasferirsi dall´abituale Curva Primavera (la Curva Scirea della Juve) nell´attiguo settore ospiti, visto che la Scirea sarà almeno in parte, come d´abitudine, bianconera (4.500 tagliandi esauriti in poche ore). Nonostante l´ovvio spazio vuoto sulle gradinate tra i settori più caldi, con relativo cordone di agenti nell´intercapedine, le due tifoserie si troveranno così a strettissimo contatto. Ed è prevedibile il formarsi di un´area critica agli ingressi, tra corso Unione Sovietica e via Filadelfia.
Chi sostiene che la notturna darà ancora più risalto alla partita, sottovaluta i rischi. Sarebbe stato assai più saggio disputare il derby alle ore 15: non si sarebbero evitate le zone di contatto, ma alla luce del sole sarebbe stato più facile vigilare ed eventualmente reprimere gli incidenti. La notte, purtroppo, non porta mai consiglio agli ultrà. Ma neppure ai dirigenti della Lega Calcio e delle televisioni.
(21 settembre 2007)
http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Il-derby-Pi%C3%B9-sicuro-giocarlo-di-giorno/1781948/6

Pugni in campo

Salerno. Fu una delle pagine più vergognose della passata stagione calcistica: una maxi-rissa in campo tra i giocatori della Salernitana e del Foggia che se le suonarono di santa ragione dopo una partita carica di tensioni e giocata su un terreno ridotto ad un pantano per la copiosa pioggia caduta per l’intero pomeriggio sullo stadio "Arechi". Una pagina nera per il calcio; ma ora anche una questione giudiziaria: il pm della Procura salernitana, Stefano Opilio, ha infatti chiuso le indagini su quegli scontri avvenuti al termine dell’incontro di calcio del 12 novembre 2006. Quattordici persone indagate: 6 giocatori della Salernitana, 6 del Foggia.
Insieme ad un dipendente comunale addetto al campo da gioco e ad un tifoso. L’accusa per gli allora giocatori granata Andrea Cammarota, Angelo Siniscalchi, Vincenzo Fusco, Evans Soligo, Emanuele Ferraro e Cristian Agnelli; per i rossoneri (alcuni dei quali, l’anno prima, avevano militato proprio nella Salernitana) Giuseppe Ingrosso, Rijat Shala, Nicola Princivalli, Luca Pagliarulo, Antonio Castelli, Vincenzo Marruocco, e per l’addetto al campo Antonio Papa, è quella di rissa; per Luca Milione (lo stesso tifoso granata che, meno di tre mesi fa, è stato condannato dai giudici del Tribunale di Avellino per i violenti scontri nel corso del derby al Partenio), invece, c’è l’accusa di aver percosso la vetrata della porta d’accesso al terreno di gioco e di aver lanciato un ombrello contro i poliziotti.
Gli indagati, dal momento della notifica del provvedimento, hanno venti giorni per presentarsi all’autoritá giudiziaria per produrre memorie o per essere interrogati. «Una cosa che il mio assistito fará subito - ha dichiarato ieri l’avvocato Michele Tedesco, difensore di Cammarota - per chiarire la dinamica dei fatti». Immagini di violenza in una partita carica di tensioni: giá nei giorni precedenti all’incontro del 12 novembre 2006, non erano mancate stoccate velenose tra ex granata (e tra questi l’allenatore Stefano Cuoghi) e giocatori in forza alla Salernitana (allora guidata da Raffaele Novelli). L’incontro terminò a reti inviolate: ma subito dopo il triplice fischio si scatenò la rissa, preceduta da un violento battibecco tra i due allenatori (al termine dell’incontro, in sala stampa, uno e l’altro annunciarono querele reciproche). In un attimo i giocatori di Salernitana e Foggia vennero alle mani. E ci volle l’intervento della polizia e degli altri atleti presenti sul capo dell’Arechi per placare gli animi. In sala stampa ognuno raccontò la sua versione: i granata parlarono di un’aggressione violenta nei confronti di Cammarota (l’unico poi ad essere refertato in ospedale avendo riportato un trauma contusivo allo zigomo e all’occhio destro giudicato guaribile in un paio di giorni); i "satanelli", invece, erano di parere opposto. Nel frattempo telecamere di tv e fotografi avevano immortalato le scene di violenza, poi acquisite dal pm Opilio. Insieme alla relazione affidata agli agenti di polizia che presidiavano il terreno di gioco. Dopo aver messo insieme tutti questi elementi il magistrato ha chiuso le indagini, inviando ai quattordici indagati il relativo decreto. Ora la parola passa ai presunti protagonisti della rissa che potranno difendersi dalle accuse, prima della formulazione della richiesta di rinvio a giudizio.

Il Decreto Amato è una boiata pazzesca

MILANO — San Siro, martedì sera, un'ora prima di Milan-Benfica. Tifosi armati di pazienza in coda ai tornelli, la sicurezza di tutti vale bene qualche sforzo supplementare. Il decreto Pisanu contro la violenza negli stadi ha previsto una serie di prescrizioni per rendere più difficile l'ingresso agli impianti dei facinorosi. Tra queste, il cosiddetto biglietto nominale: per accedere alle tribune è necessario mostrare il tagliando con impresso il nome del titolare, che gli addetti alla sicurezza dovrebbero poi confrontare con un documento di identità. In questo modo dovrebbe essere impedito l'ingresso di persone non «schedate», a cui poter risalire in caso di incidenti. In realtà, le cose non funzionano proprio così. Ed è piuttosto semplice riuscire a farsi rilasciare un biglietto a nome di una terza persona e con questo arrivare fino in curva. Noi ci abbiamo provato. E ci siamo riusciti. Ecco come.
L'ACQUISTO — Il primo passo è stato l'acquisto del biglietto, nella fattispecie il mini-abbonamento per le prime tre partite casalinghe del Milan in Champions. Con l'aiuto di un «complice» abbiamo prenotato la card presso una delle banche abilitate. Il nostro «gancio» si è recato così agli sportelli portando il proprio documento e quello di una terza persona, a cui è stato poi intestato il tagliando. L'istituto di credito ha rilasciato una ricevuta che è poi servita per entrare in possesso della tessera «nominale».

IL RITIRO — Per il ritiro della tessera ci siamo serviti di un secondo complice, il quale — con la sola ricevuta, e senza bisogno di deleghe — si è recato nella filiale e ha ritirato senza ostacoli il mini-abbonamento.

ALLO STADIO — Martedì ci siamo recati al cancello di San Siro indicato sulla tesserina nominale. All'ingresso i poliziotti hanno controllato il contenuto di borse e zaini, senza che però venisse richiesto alcun documento di identità. Superato questo primo sbarramento, abbiamo avuto accesso ai tornelli di ingresso dove la tessera viene letta automaticamente per l'apertura delle sbarre di accesso. Il personale dello stadio addetto alla sicurezza ha assistito al passaggio dei tifosi senza effettuare alcun tipo di accertamento.

IN CURVA — Senza troppe difficoltà siamo così riusciti a entrare a San Siro e ad accedere alla curva, da cui abbiamo assistito alla partita. Il sistema di sicurezza ha preso nota che sugli spalti c'era qualcuno che in realtà si trovava a decine di chilometri di distanza, mentre il suo posto era stato occupato da un'altra persona. Nella fattispecie, una giornalista. E se invece si fosse trattato di un hooligan?
Ambra Craighero

7 Daspo

In seguito agli scontri accaduti prima e nel corso l'incontro di calcio Cagliari-Juventus, disputatosi lo scorso 2 settembre, il Questore di Cagliari ha emesso sette ordinanze per divieto di accesso agli stadi ad altrettanti ultras rossoblu, ritenuti coinvolti negli episodi di violenza che si sono verificati all'interno e all'esterno del Sant'Elia.

In particolare C.S., 28enne di Quartu Sant'Elena, V.S., 22enne di Cagliari, A.O., 20enne di Cagliari, non potranno accedere allo stadio per un periodo di 5 anni. F.C., 28enne di Cagliari, per 4 anni. M.F., 21enne di Carbonia, e A.S., 18enne di Cagliari per 3 anni. Infine M.P., 34enne di Quartu Sant'Elena, per un periodo di 2 anni.

Bulldog in gabbia

LUCCA - Iniziano ad emergere le prime indiscrezioni sulle indagini che hanno portato dietro le sbarre e nel registro degli indagati venti esponenti della tifoseria rossonera. Al vaglio degli inquirenti, anche le intercettazioni telefoniche registrate durante l'indagine. Da stamani intanto sono partiti nei carceri di Pisa e Massa i primi interrogatori del Gip, che proseguiranno anche nella giornata di domani.
Per il 'Generalissimo', 'Toffolo', 'Brioche', 'Cicogna', ma questi sono solo alcuni dei soprannomi dei Bulldog finiti dietro le sbarre da martedì, sono iniziati questa mattina gli interrogatori diretti dal gip Simone Silvestri.

Stamani è stata la volta nel carcere Don Bosco di Pisa dove sono detenuti, di Lorenzo Pucci e Alex Adam Mossa, mentre nel penitenziario di Massa sono stati sentiti Andrea Palmeri e Andrea di Vecchio. Domani mattina sarà la volta di Mirko Santucci, Davide Giovannetti, Stefano Vannucci, Francesco Venturini, Luigi Marotta e Daniel Fratello (questi ultimi due in carcere a Livorno). Infine lunedì sarà ascoltato Andrea Vanni, ora agli arresti domiciliari, e martedì toccherà ai Bulldog destinatari del provvedimento dell'obbligo di firma: Gabriele Bianchi, Junio Valerio Cantini, Alberto Del Bianco, Matteo Francgioni e Federico Mecca.

Nel frattempo cominciano ad emergere anche le prime indiscrezioni sulle indagini, come alcuni passaggi delle intercettazioni in cui il 'Generalissimo', al secolo Andrea Palmeri, ricorda come i Bulldog sarebbero divenuti padroni incontrastati della curva rossonera: “.. Se sciogli il gruppo, ritornano i compagni... la dai vinta alle guardie, la dai vinta alla Digos, la dai vinta ai compagni. Si ripigliano gli spalti... Te sei il gruppo che comanda la curva, sei il gruppo che dice 'nessuno attacca striscioni' e nessuno attacca striscioni. Non puoi andare in trasferta in tre... Ma allora se non siamo in grado, noi non siamo i Tori Flesciati... Siccome i diffidati non possono tirare avanti il gruppo, bisogna tirare avanti Fratello (Daniel), Francucco (Andrea Di Vecchio) e te (Andrea Vanni). Basta, sono queste le persone che devono tirare avanti il gruppo, il resto sono persone che tirano a bega. Se non siamo in grado di farlo, non si fa, cioè i Tori sono andati avanti a fa per tre, quattro anni le trasferte in quattro o cinque, finché non li abbiamo presi a calci e si sono mandati via. Non puoi, noi non siamo questi, non siamo come loro, non siamo merde, io mi rifiuto di fare trasferte in quattro o cinque. Siamo un gruppo che in tutta Italia ci rispettano, ci portano tutti così, penso che siamo un gruppo con le palle".

E sono agli atti anche altre conversazioni dove alcuni dei protagonisti del pestaggio Pardini del 24 febbraio commentano l’accaduto pochi minuti dopo i fatti, preoccupati per la presenza di testimoni. "Qui è un tale casino... sai quanta roba ti danno...?". Tutto materiale raccolto dalla Digos e ora nel fascicolo d’inchiesta.

Bottiglia

A Casarano come allo stadio Olimpico di Torino. Un tifoso di 24 anni lancia una bottiglia di birra sul terreno di gioco (senza conseguenze) e viene bloccato dai tifosi che hanno assistito al gesto sconsiderato del sostenitore casaranese. Vola anche qualche ceffone prima dell´intervento dei carabinieri in servizio allo stadio. È accaduto ieri pomeriggio al Capozza di Casarano, dove si giocava l´incontro di calcio tra la Virtus e il Sogliano Cavour (Coppa Italia). Stessa scena domenica scorsa a Torino, dove in occasione di Juventus–Udinese, un tifoso della Juve aveva lanciato un petardo. Il tifoso è stato portato in caserma, identificato e denunciato per lancio di oggetti pericolosi. Ci si chiede in che modo sia riuscito a eludere i rituali controlli all´ingresso dello stadio, dove i sostenitori hanno libero accesso per volontà della dirigenza rossazzurra presieduta da Paride De Masi: in cambio viene chiesta un´offerta volontaria. Nella passata stagione furono raccolti 40mila euro devoluti alla Fondazione Daniela e Paola Bastianutti onlus. «L´episodio di ieri è la vittoria di una città che fa del fair play la propria bandiera – commenta De Masi – Un messaggio chiaro, una lezione di stile, uno dei primi frutti di un seme piantato un anno fa».

La valigia non c'è più

Il rientro in svizzera per un gruppo di tifosi dello Zurigo è stato due volte amaro. Non solo la loro squadra è stata sconfitta per 2-1- dall'Empoli, ma dal loro treno speciale sono spariti alcuni bagagli lasciati sul convoglio per assistere alla partita. L'episodio è stato scoperto intorno alle 23, quando il treno speciale, rimasto tutto il giorno in un deposito di Firenze Osmannoro, è tornato alla stazione di Empoli per riprendere gli svizzeri. Dopo un rapido controllo una ventina di tifosi si sono resi conto della scomparsa di zaini, indumenti e altri effetti personali. È scaturita quindo una protesta che ha portato a momenti di tensione con le forze dell'ordine, prima che il treno partisse con oltre mezz'ora di ritardo. Trenitalia e Polizia hanno avviato le indagini. (21/09/2007) (Spr)

Baresi volanti

PIACENZA – La questura di Piacenza, al termine di una serie di accertamenti, ha denunciato e diffidato venticinque tifosi del Bari che sabato scorso, privi di biglietto o muniti di tagliando per altro settore avevano forzato il prefiltraggio degli steward ed eluso i tornelli del «Garilli» riuscendo a entrare nella curva ospite dopo aver scavalcato la recinzione. Anche grazie ai riscontri delle telecamere la polizia ha atteso la fine della partita per identificare e fermare i tifosi.
Lo stesso questore di Piacenza, Michele Rosato, ha seguito l’evolversi della situazione pronto a chiamare rinforzi. Ma l’operazione si è conclusa senza problemi. Si tratta di tifosi dai 25 ai 40 anni, per i quali sono scattati i provvedimenti previsti dalla nuova normativa sulla sicurezza negli stadi. Per tutti la questura di Piacenza ha adottato il divieto di assistere alle gare per un periodo tra i due e i tre anni, oltre alla denuncia per aver superato illecitamente la recinzione dello stadio.

Valmontone

Lotito e lo stadio delle beffe Chi andrà a Valmontone?
Gabriella Greison
Roma.

A Trastevere, in piazza Sonnino, davanti al cinema Reale, due in macchina si baciano con passione. I finestrini sono abbassati, la porta è semi-aperta, la ragazza sta per scendere. La passione del momento non le fa fare il passo decisivo fuori dall'auto. Richiude la porta, si sentono osservati, parlano di calcio. Quasi fosse normale. La Roma, la sua storia, la Lazio e il suo nuovo stadio. Poco più avanti, un giovane al telefonino dà appuntamento all'amico al bar S.Calisto, per parlare di una questione che hanno in sospeso: «Ce sta' Stefano Di Chiara, lo blindamo e ce facciamo spiega' da lui come stanno le cose». Di Chiara, ex-compagno di squadra di Bruno Giordano nella Lazio anni '70. Entrambi habituè del più noto bar del quartiere. In una zona come Trastevere, per tradizione covo di romanisti, trovare uno spazio con frequentazioni laziali è cosa rara. Fabrizio, il barista, ammette: «Sono della generazione che si è sorbita la serie B a tutto spiano». Sulle pareti una quarantina di foto, equamente divise tra Lazio e Roma. La questione che tiene banco in città è l'idea di Lotito di costruire il nuovo stadio biancoceleste a Valmontone, a 42 km dalla capitale. Come si legge nel sito del comune: una città prevalentemente agricola con varie fabbriche per l'edilizia. I tifosi andranno lo stesso a vedere la loro squadra? Come si sentono i laziali a lasciare Roma ai romanisti? «Se sotto scorta pò esse' che ci vado - dice Fabrizio - Lotito non viene a prenderse il caffè qui, 'sto confronto quotidiano non ce l'ha. Tutti se lamentano per 'sta storia. La Lazio è nata a Roma, e qui deve resta'». Secondo Ruggero, al bar con maglia di Rocchi in vita: «Lotito vo' fa' il guadagno del secolo. Dietro ce stanno i suoi giri loschi. Vo' far sordi co' palazzi e costruzioni». Nei piani del presidente, infatti, la costruzione di un centro polifunzionale, con cinema e negozi annessi. Emiliano, l'altro barista, è romanista: «Mo' te ce metto la panna ner caffè, ch'è la specialità de la casa. Chiedigli come lo chiameranno il nuovo stadio, che c'è da ride'». I nomi sulle radio romaniste? Old Trattor, High Burin, Me Stalla, Santiago Bernabue, Emigrates Stadium, Parc du Porc, Burison Park, Niente Godi. I cori all'Olimpico sabato scorso, durante Lazio-Empoli, erano chiari: «A Valmontone vacce te». Ultimo capitolo dei difficili rapporti tra Lotito e i tifosi laziali disamorati. Scrive Jojo su laziocity.it: «Dallo scorso campionato si fa mette' gli striscioni allo stadio su commissione: "Forza Lazio, orgogliosi di Lotito" l'ha scritto lui».
Ma la polemica in corso esce dalle mura dei bar e dei blog romani ed entra in quelle della politica. In settimana, querelle tra Lotito e l'assessore all'urbanistica, Morassut: «Lotito la smetta con i suoi progetti speculativi. La metratura non è sufficiente per quanto vorrebbe costruire lui». Il progetto, infatti, coprirebbe un'area paragonabile a quella dell'Esquilino. Coinvolto anche Veltroni, che propone Fiumicino come alternativa. A tal proposito, su lazionet.it un tifoso provoca: «Non sarà che per avere spazi a Roma si deve finanziare il partito democratico?». E ancora: «ma mo' te pare che Lotito è così scemo da fa' palazzi sulle direttive delle piste dell'aereoporto? Ma chi se li compra? Essu' con 'sto Fiumicino».
A Trastevere, intanto, i due che si baciavano, si salutano, il loro era un addio. Ma c'è lo stadio, la Roma, che li farà rincontrare. Le questioni in sospeso, e in comune, sono troppo allettanti. Prima o poi sarà di nuovo passione. Ma solo l'Olimpico e i suoi 80 mila tifosi potranno fare il resoconto di quest'altra storia.

Onlus

di FRANCO BOVAIO DA ieri la realizzazione di un museo permanente sulla storia della Roma è più vicina. Questo è quanto emerso dal previsto incontro svoltosi in mattinata in Campidoglio tra l'amministratore delegato della società giallorossa Rosella Sensi e il sindaco Veltroni per discutere dell'argomento. Al termine una nota del Comune fa capire che sul punto c'è stata piena convergenza di idee. «Nel loro incontro il sindaco e la dottoressa Sensi hanno sottolineato lo straordinario successo riscosso dalla mostra organizzata per gli ottanta anni della Roma dall'Unione Tifosi Romanisti - si legge - e l'amministrazioen capitolina si è detta disponibile a studiare la possibilità di mettere a disposizione del progetto del museo della Roma spazi nel Mattatoio di Testaccio o a esaminare altre soluzioni nella medesima area». Se sorgerà, dunque, il museo non dovrebbe spostarsi molto dalla sede fortemente voluta dall'Utr per allestire la sua mostra. Un luogo scelto perché presente nel cuore del quartiere romanista per antonomasia e tradizione. Là dove sorgeva il mitico campo della Roma dove "c'è tanta gloria e mai nessuno ce passerà", come recita la "Canzone di Testaccio" primo inno della squadra giallorossa. Durante l'incontro, per bocca del fido Vito Scala, è emersa anche la proposta di Francesco Totti di creare una Fondazione onlus con l'obiettivo di sviluppare il progetto del museo collegandolo ad iniziative benefiche tese ad aiutare persone e soggetti meno abbienti attraverso la collaborazione e l'aiuto dei tifosi. Un'idea, quella del capitano, che è piaciuta a tutti i presenti e che ricorda molto da vicino quella già realizzata a Genova dalla Fondazione Genoa onlus, che da più di un anno raccoglie fondi per aiutare i più bisognosi e per sovvenzionare ogni azione o progetto teso a salvaguardare tutto quello che ha a che fare con la gloriosa storia del sodalizio rossoblu. Una sensibilità storica, quella del Genoa calcio, dimostrata anche dal fatto di essere stata l'unica società ad aver parlato della mostra di Testaccio sul suo sito ufficiale facendo i complimenti agli organizzatori. Totti ha anche proposto che della Fondazione faccia parte in pianta stabile la dottoressa Sensi, seppur a titolo personale. Il sindaco ha poi allargato il discorso alla Lazio dichiarandosi pienamente disponibile ad accogliere analoghe proposte sulla realizzazione di un museo della società biancoazzurra.

21 settembre 2007

In auto

Niente pullman, niente treni, i tifosi dell’Arezzo che intendono seguire la squadra a Perugia dovranno andare con auto proprie. La questure di Arezzo e Perugia insieme con la dirigenza di L.f.i e F.s non hanno infatti garantito il servizio navetta tra Perugia e Terontola. Decisione vergognosa che rischia di creare parecchi problemi di ordine pubblico e soprattutto ai tifosi amaranto.

Una decisione che farà sicuramente discutere, di questi tempi dove tutti parlano di sicurezza, di tolleranza zero, crediamo che non concedere pullman o treni ai tifosi dell’Arezzo per recarsi a Perugia in occasione del posticipo di lunedi’ sia assolutamente vergognoso. Quella contro i grifoni è una partita molto sentita e raggiungere Perugia con una carovana di auto potrebbe essere molto rischioso, di sicuro per l’ordine pubblico è la soluzione peggiore. Gli Ultras Arezzo con un comunicato che riportiamo integralmente informano tutti i tifosi sulle modalità per partecipare alla trasferta: “Gli Ultras Arezzo comunicano che per la trasferta di lunedì 24 settembre a Perugia non verranno organizzati ne pullman ne treno; ci recheremo nel vicino paese umbro autonomamente e con mezzi propri. Questa scelta si è resa necessaria a causa dell’ostruzionismo messo in piedi dalla dirigenza della LFI e dalle FS in collaborazione con la questura perugina che non hanno garantito l’adeguamento del servizio navetta Perugia - Terontola previsto per i "normali" viaggiatori. Invitiamo quindi tutti i tifosi amaranto ad organizzarsi autonomamente ed a darsi appuntamento per le ore 18.15 di lunedì 24 nel piazzale dello stadio comunale dal quale partiremo tutti insieme…Sempre pronti a seguire l’Arezzo, nonostante tutto, ora più che mai…. INVADIAMO PERUGIA!” Firmato Ultras Arezzo. La Questura come sempre è pronta a mettere i bastoni tra le ruote a una tifoseria che negli anni si è distinta e fatta apprezzare per un comportamento corretto. Mandare allo sbaraglio i tifosi con le auto proprie potrebbe comportare grossi disordini, sarebbe stato più facile allestire pullman o treni. La L.F.I che di solito porta in trasferta i tifosi con i pullman ha chiesto garanzie impossibili, caparre e cauzioni altissime in caso di atti vandalici. I tifosi rispondono dei danni all’interno dei pullman, ma non possono essere responsabili di eventuali danni provocati da tifosi perugini, ma le cose assurde non finiscono qui, infatti grosse responsabilità sono delle F.S.. Per l’andata in treno non ci sarebbero problemi, con la copertura della tratta Arezzo-Perugia, non è cosi’ per il ritorno, le f.s. hanno negato la navetta tra Perugia e Terontola. Un fatto gravissimo visto che per tutti i normali viaggiatori che acquistano il biglietto tra Perugia e Arezzo, dopo le 22:00 è compreso il servizio navetta tra il capoluogo umbro e Terontola. Insomma una serie di errori tra Questura, L.F.I. e F.S. che rischiano di rendere molto pericolosa una partita di calcio, speciale perché sentita, ma pur sempre una partita di pallone. La società che non è mai andata incontro alle esigenze dei propri tifosi figuriamoci se si schiera dalla loro parte. A chi vuole seguire la squadra non resta che accendere il motore della propria auto e partire con tante insicurezze.

Alabardati

Due tifosi della Triestina che hanno seguito la squadra a La Spezia, sono stati denunciati dalla Digos che li aveva notati abbassare calzoni e biancheria intima, mostrando i loro glutei alla tifoserie avversaria. Il motivo: mostrare i glutei alle tifoserie avverse e allo schieramento delle forze dell'ordine, costituisce un "atto contrario alla pubblica decenza". (20/09/2007) (Spr)

Galliani

C’è qualcosa che non va nei rapporti fra il Milan ed i suoi tifosi e il problema pare avere radici profonde che nulla hanno a che vedere con le prestazioni deludenti di un paio di giocatori. Sembra incredibile ma la squadra Campione d’Europa subisce una sorta di “sciopero del tifo” attuato da una parte della sua Curva: la situazione è divenuta talmente insostenibile che Capitan Maldini, come vi avevamo raccontato, è sceso nel campo dello scontro polemico mettendoci la faccia. Le ragioni del dissenso? Soldi, biglietti e privilegi che la società, ottemperando al Decreto Amato si rifiuta di concedere agli Ultras.

L’inchiesta della Procura di Monza che a Maggio scorso portò all’arresto di 7 Ultras rossoneri (qui l’articolo dell’epoca su Corriere.it) accusati di ricattare il Milan per ricevere “sovvenzioni” minacciando altrimenti di creare disordini come il lancio dei fumogeni, costosi in termini di multe per le società, non ha posto fine, anzi ha accelerato, lo scontro con i Gruppi organizzati dei tifosi. A causa delle minacce ricevute personalmente da Adriano Galliani, l’amministratore delegato del Milan, è costretto a viaggiare sotto scorta 24 ore su 24.

Intanto a San Siro si respira un’aria surreale, con la curva che non intona cori a sostegno della squadra e riserva fischi e applausi ironici per alcuni giocatori poco amati (dal portiere Dida al centravanti Gilardino), mentre sugli spalti nei settori controllati dagli Ultras più facinorosi si verificano episodi di intimidazione nei confronti dei tifosi che vorrebbero “cantare”.

L’atteggiamento opposto a quello classico e lodevole dell’Ultras che “invita”, a volte in maniera anche troppo energica, a sostenere la propria squadra del cuore sempre e comunque per tutti i 90 minuti. In quest’ottica assume un’importanza ancor maggiore l’intervista di Maldini rilasciata a margine della conferenza stampa del dopo Milan-Benfica.

Basterà il richiamo del Capitano e l’azione della Magistratura a fermare i pochi personaggi ammanicati che controllano la Curva con l’intento di trarre profitto attraverso le sovvenzioni dirette e la gestione della vendita di grossi quantitativi di biglietti a prezzi maggiorati? Vedremo.

Intanto vi proponiamo una galleria delle più belle coreografie della Curva Milanista, la parte sana e che piace della “Mentalità Ultras”…