30 giugno 2007

Forlivesi

FORLI' – Sei mesi a Massimiliano Paolini, quattro a Donato Sgro e due a Carlo Montevecchi. Sono le condanne inflitte dal giudice Luisa Bianco ai tre forlivesi rei di cori sportivi razzisti contro due giocatori di colore avversari nel corso del match di C2 tra Forlì e Spal il 16 ottobre 2005. Il pm Marina Tambini aveva chiesto per loro l'assoluzione in seguito alla sentenza della Cassazione che obbligava i tre all'obbligo di firma nel corso delle partite del Forlì.

Nel mirino degli ultrà biancorossi sono finiti i difensori centrali della compagine ferrarese, il francese Mahamet Diagouraga e il brasiliano Marco Aurelio Dos Santos. I cori consistevano nel verso delle scimmie ogni qualvolta che i due giocatori di colore entravano in possesso della sfera. Tutto sotto gli occhi vigili degli agenti della Digos che hanno aperto le indagini, raccogliendo testimonianze e riprese.

Il Questore Calogero Germanà applicò alla luce degli episodi il Daspo, ovvero il provvedimento che obbliga i tifosi a stare lontano dagli stadi per cinque anni, con obbligo di firma in Questura per tre anni.

29 giugno 2007

Fair play

La Lega ha assegnato al Chievo il trofeo Fair Play. I veronesi si consolano per la retrocessione con la conferma di avere la tifoseria piu` corretta d`Italia. Il premio e` stato assegnato al Chievo per quanto riguarda la Serie A, mentre in B ha vinto il Piacenza. Intanto i clivensi potrebbero avere indiviaduato l`erede di Semioli, in procinto di essere ceduto (Fiorentina e Roma sempre in prima fila): si tratta del francese Biabiany, 19enne ala destra francese che potrebbe arrivare dalla Primavera dell`Inter.

28 giugno 2007

Minacce

ASCOLI PICENO - Nuove minacce a Ciro Re, funzionario della Digos di Ascoli Piceno. Questa volta si tratta di una lettera con otto proiettili e un biglietto pieno di insulti, ricevuta dal dirigente una ventina di giorni fa. In precedenza era stata presa di mira la famiglia del funzionario, poi allontanata dalla citta'. Re da allora e' stato messo sotto servizio di vigilanza personale. Polizia e scientifica indagano negli ambienti della tifoseria ultras dell'Ascoli calcio, che si era ripetutamente distinta per insulti e minacce al dirigente, spesso in servizio presso lo stadio Del Duca. (Agr)

Sgabello

La commissione Disciplinare ha inflitto un’ammenda di 3.000 euro alla Reggina per responsabilità oggettiva a causa del comportamento violento di un suo tifoso al termine della partita casalinga contro la Lazio dell’11 marzo scorso. Sceso sul terreno di gioco per ritirare degli striscioni, un ultrà reggino aveva infatti tirato un calcio a uno sgabello sul quale c’era un computer portatile che è finito sulla testa della fotografa Adriana Sapone, facendola svenire.

27 giugno 2007

I tifosi più bravi

SASSARI. È il giorno numero uno della Legadue di basket 2007/08: oggi la Dinamo presenterà ufficialmente Demis Cavina, il nuovo coach che pochi giorni fa ha firmato un contratto biennale. E nel frattempo arriva la Coppa Disciplina per la stagione scorsa.
Nba. Il contratto di Cavina è in stile americano e all’avanguardia. Nell’Nba, appunto, spesso il coach esercita anche le funzioni di gm o presidente e sulla gestione tecnica ha un potere che va molto oltre il rettangolo di gioco: Mike D’Antoni, per esempio, o Isiah Thomas o Pat Riley, le squadre se le confezionano su misura. La Dinamo ha scelto questa soluzione, affidandosi alle risorse interne per quanto riguarda poi la parte più strettamente gestionale e burocratica della stagione. Se non altro, verranno eliminati in partenza due dei più classici teatrini: lo scaricabarile sui giocatori che rendono poco (nessuno rivendica mai la paternità della scelta...) e la corsa a prendersi i meriti sui più bravi (che in genere vengono segnalati e firmati da non meno di 3-4 persone...). Cavina è già al lavoro dietro la scrivania e per prima cosa prenderà una decisione sui giocatori da confermare o meno: oggi sarà la giornata del benvenuto, ma è possibile che già entro la settimana arrivino le prime notizie.
Bologna-Sassari. Andrea Luchi è andato a occupare una poltrona prestigiosa, quella della Virtus Bologna nella rivoluzione del dopo-Markovski (coincidenza, un altro ex sassarese) il quale a sua volta sembra destinato a un’altra panchina di prestigio, quella dell’Aris Salonicco. Insomma, gente con qualità riconosciute ad alti livelli a Sassari continua a transitarne: quel che mancano sono i risultati. I tifosi in fondo non chiedono la luna, si accontenterebbero di partecipare ai playoff dopo 11 anni di astinenza: la Legadue è sempre difficile, ma si tratta pur sempre di piazzarsi alla peggio al nono posto in un campionato a 16 squadre.
Il pubblico. A proposito di tifosi, la Dinamo ha vinto la Coppa Disciplina per la stagione 2006/07. È stata la società meno multata e di contro il palazzetto di Sassari è sempre ai primi posti della Legadue per numero di presenze. Un segnale importante e un premio per tutti i tifosi che non hanno mai fatto mancare l’incoraggiamento e tante volte si è detto che il pubblico, nei finali più arroventati, aveva dato qualcosa in più alla squadra: caldo, numeroso, competente e corretto, un pubblico così lo vorrebbero in tanti. E, indubbiamente, merita tanto.
Roberto Sanna

"Amici scomparsi"

La formazione del Bar dell'Artista si è aggiudicato il primo "Torneo in memoria degli amici scomparsi" organizzato dai gruppi organizzati dei tifosi della Ternana per ricordare gli amici scomparsi prematuramente. Nella finale, svoltasi al Liberati, la squadra del Bar dell'Artista ha battuto ai calci di rigore per 4 a 3 il San Martino, dopo che i tempi regolamentari si erano chiusi sull'1 a 1. Protagonista il portiere Stentella che ha parato due calci di rigore e consegnato di fatto il trofeo alla propria squadra. Grande commozione da parte dei vincitori che hanno voluto dedicare il primo posto ad un loro amico scomparso, Lorenzo Borgia, conosciuto come Borgietto. Dopo la premiazione, anche alle squadre dell'All Days che nella finalina per il terzo posto ha vinto nettamente per 6 a 0 sulla squadra che ricordava "Barone", è stata la volta della consegna delle targhe ricordo ai parenti dei ragazzi scomparsi. Alla manifestazione, va ricordato, hanno partecipato oltre 40 formazioni ed alle finali erano presenti anche le Brigate Neroazzurre di Bergamo e i Fedayn di Caserta, gruppi gemellati con i tifosi rossoverdi. In campo anche le rappresentative della tifoseria organizzata: le Brigate Neroazzurre hanno battuto in semifinale i Freak Brothers per 4 a 1, mentre gli Ultras 2007 hanno superato i Fedayn Caserta per 5 a 2. La finale per il primo posto è stata vinta dagli atalantini per 5 a 4 sui giovani Ultras, mentre nella finale per il terzo e quarto posto successo dei casertani sui Freak per 5 a 4.

Tutta colpa del Decreto Amato

UN’ALTRA RIVOLUZIONE. Tutta colpa (si fa per dire) del decreto anti-violenza che, come previsto, condizionerà anche la campagna abbonamenti ormai imminente.
La rivoluzione riguarda infatti i rapporti che, per decreto, non potranno più «essere in forma diretta fra la tifoseria e le società sportive». Così per non incorrere in problemi organizzativi, in vista dell’apertura (il prossimo 4 luglio) della prelazione sulle tessere 2007/2008, sono state create due società ex-novo (entrambe srl) che gestiranno la vendita degli abbonamenti e dei biglietti per il prossimo campionato. Le società in questione sono la «Tutto Tickets srl» e «Il Centro srl» ed entrambe saranno una sorta di cuscinetto nella gestione dei posti allo stadio. Cuscinetto fra gli organismi di rappresentanza della tifoseria e la società viola.
PER GLI ABBONATI comunque la procedura per l’acquisto delle tessere non comporterà alcun disagio: in pratica, le due società acquisteranno abbonamenti e biglietti su prenotazione dei club e poi gireranno agli stessi tessere e tagliandi. Filippo Pucci, numero del Centro di Coordinamento e Walter Tanturli dell’Atf, insomma, chiariscono che «tutto questo avviene nel rispetto delle leggi in materia di sicurezza e che è stato fatto di tutto per evitare disagi ai tifosi».
INTANTO, fra gli altri adeguamenti da assolvere per la completa messa a norma dello stadio «Franchi», c’è lo spostamento nella parte alta della gradinata (settore di tribuna laterale) della Sala Operativa della Polizia che dovrà monitorizzare gli spalti in occasione delle partite. I lavori sono previsti nel corso dell’estate e per avere più tempo a disposizione, la Fiorentina — in occasione della compilazione dei calendari — potrebbe chiedere di giocare in trasferta la prima di campionato (25 o 26 agosto).

Fonte: La Nazione

Meglio un amico cane

Per favore fate girare questo appello.



STRAGE DI CANI IN UN CANILE ABUSIVO



Oltre 60 i cani bruciati vivi in un canile abusivo alle porte di Bari, località Torre a Mare.

E’ stata necessaria una strage degli innocenti per evidenziare una triste storia di disagio sociale che si trascinava da circa vent’anni malgrado le innumerevoli denunce.

I volontari della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, insieme alla LAV e ad altre associazioni locali, sono intervenuti stoicamente buttandosi disperatamente tra fumo, fiamme e lamiere pericolanti nell’intento di salvare tanti più animali possibili.

La nostra Associazione già ieri aveva sollecitato un intervento d’urgenza, mirato a evacuare tutti i cani in pericolo dentro questo lager in fiamme. Purtroppo le nostre richieste non sono state prontamente accolte e altri animali, che potevano essere salvati, sono morti nella notte.

Uno scenario apocalittico si è dunque presentato agli occhi dei volontari poiché molti animali, legati a catena, non hanno trovato scampo e sono morti bruciati tra atroci sofferenze.

Circa un centinaio di cani, tra cuccioli e adulti, molti dei quali gravemente ustionati, sono stati tratti in salvo dalla nostra Associazione e sono stati ricoverati presso alcuni dei nostri rifugi. Stamani, con il servizio veterinario, si è provveduto a evacuare gli animali restanti e le operazioni sono ancora in corso.

La nostra Associazione presenterà un esposto in procura affinché si individuino i responsabili per una strage che poteva essere evitata.



Ora dobbiamo pensare subito ai cani che abbiamo salvato. Si trovano, per la maggior parte, presso il nostro rifugio di Valenzano (BA). Alcuni riportano gravi ustioni, altri ferite che si sono procurati nel tentativo di scappare dalle fiamme. Tutti sono sotto shock, traumatizzati dall’inferno in cui si sono trovati coinvolti.

PER FAVORE AIUTATECI, DA SOLI NON POSSIAMO FARCELA. OGNI CONTRIBUTO, ANCHE IL PIU’ PICCOLO, SARA’ PER NOI FONDAMENTALE!







Per eventuali contributi:

CCP nr. 13519731

intestato a Lega Nazionale per la Difesa del Cane – Sezione di Valenzano



Per versamenti online tramite Paypal:

www.legadelcane.org – sezione “Puoi aiutarci anche così” - Donazioni



(causale: aiuto per Valenzano)



Per maggiori informazioni:

Emma Melica

Presidente Sezione di Valenzano

Cell. 340 91 19 789



Donato Capozzi

Segretario Nazionale e Portavoce Ufficiale

Cell. 333 80 67 671



D.ssa Sara Rossi

Responsabile Segreteria Nazionale

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Lega Nazionale per la Difesa del Cane

Via Catalani 73 - 20131 Milano

Tel. e Fax 02-26116502 / 02-2610198

Web: www.legadelcane.org

Pestato

AVELLINO - Aveva già detto che ad Avellino non sarebbe più rimasto. Felice Evacuo, bomber che con i suoi 16 gol ha trascinato la squadra biancoverde in B, adesso ne è ancora più convinto: non se la sente più di restare dopo l´aggressione subita davanti ad un bar di viale Italia. Due ultras l´hanno pestato insieme alla fidanzata, una ragazza avellinese che è finita in ospedale con la sospetta frattura del setto nasale.
«Tutta colpa di alcuni pseudo dirigenti che hanno raccontato solo bugie sul mio conto», ha accusato Evacuo, che aveva già pronta la valigia fin dal mercato di gennaio. Doveva andare al Genoa, ma la società dei fratelli Pugliese decise di trattenerlo nell´Avellino con la promessa di un aumento di ingaggio mai più rispettata. Lui lo denunciò pubblicamente, dopo il gol del raddoppio in campionato contro il Foggia: «Mi aspetto che la società tenga fede ai patti», disse. Il tempo, invece, è passato invano. Ed Evacuo da quel giorno non è stato più lo stesso in campo: niente gol, un periodo nero che l´ha portato persino a perdere la maglia da titolare. Ora ha un altro anno di contratto ma non vede l´ora di andarsene. Lo ha già richiesto Cuccureddu, ex tecnico dell´Avellino, passato alla guida del Perugia, ma lo cerca mezza serie C, con in testa la Salernitana.
«Ad Avellino ci sto bene e ci tornerò sicuramente. Ma con il calcio ho chiuso. Non posso più restare per come sono stato trattato», ha ribadito il calciatore, che punta comunque a conquistare il posto in una squadra di B. Per ora nell´Avellino c´è una sola certezza: si riparte con Giovanni Vavassori in panchina. La società ha voluto sgomberare il campo da indiscrezioni e voci.
Sul fronte societario i fratelli Pugliese devono ripianare il disavanzo di gestione, così come imposto dalla Covisoc. Nel corso della settimana potrebbe esserci un primo incontro con i fratelli Carino, manager originari di Morra De Sanctis, che hanno manifestato l´interesse ad acquistare il club irpino. Ma i Pugliese non hanno nessuna intenzione di cedere.

I tifosi del Bari si rivolgono a Napolitano

BARI - A Bari gli attaccanti ce li hanno già, ma non sono Santoruvo, Vantaggiato e Ganci (anche perché potrebbero andare altrove, eccetto l'ultimo). A partire nuovamente all'offensiva sono semmai i frequentatori del sito "solobari.it", punto di riferimento di tutti i "malati" del club biancorosso (ironicamente, si autodefiniscono anche pseudotifosi e talebani, dopo essere stati così etichettati). Per nulla demotivati dalla decisione di Matarrese di continuare nella gestione del Bari, hanno deciso di rivolgersi nientepopodimeno che al Presidente della Repubblica. L'idea è venuta a una delle menti del gruppo, Michele Triggiani, appoggiato dai responsabili dell'associazione (manco a dirlo) "Bari In Testa", la cui missione sembra proprio essere quella di determinare (prima o poi) la cessione della società di calcio, mestamente militante in serie B.
Sempre convinti che gli acquirenti siano dietro l'angolo, ma impossibilitati a intervenire perché frenati dalle bizze di Matarrese («vado via fra tre mesi» aveva detto: il tempo è scaduto), ci provano (pochi giorni dopo aver redatto un comunicato inequivocabilmente critico) interpellando la massima autorità dello Stato, già impegnato con la bonifica di altre piazze del Meridione. A Napoli non ne potevano più dei rifiuti, a Bari non ne possono più di sentire Matarrese trattare i tifosi come un prodotto da usare e da scaricare. Probabilmente Giorgio Napolitano, inondato dalle lettere annunciate nel forum, risponderà cordialmente, ma difficilmente potrà impegnarsi come ha fatto con i cittadini campani.
Ciò che conta, però, è non mollare, tenere sempre desta l'attenzione, far capire ai baresi che non è la risoluzione delle comproprietà di Esposito, Ganci e Carozza a poter ridare entusiasmo, che il rientro di Gazzi si spiega con la logica del guadagno (piuttosto che del rafforzamento), che l'eventuale conferma di altri giocatori non sposterebbe di una virgola la valutazione complessiva perché la questione è una: le idee (ora) ci sono, ma i soldi (per fare una grande squadra) mancano. Cosicché tocca accontentarsi di giovani di belle speranze (Antonelli e Lanzafame), di un belga provato in allenamento (!), di un paio di elementi stagionati (sempre che arrivino) per i quali bisognerà stare attenti a non andare oltre i tetti d'ingaggio.
La volontà di far qualcosa è apprezzabile (non è la prima volta, salvo però ritrovarsi poi punto e daccapo), ma il salto di qualità non è quello richiesto dalla piazza, sebbene stavolta si stia cercando di non fare promesse da marinaio («progetto di tre anni per la A», ma non si doveva salire subito?). Nel frattempo, si aspetta l'apertura delle buste per sapere (addirittura!) dove finiranno Gervasoni e Luigi Anaclerio (manco si trattasse di fenomeni). Si attende di capire se, nei contatti con il Rimini, si possa avere uno (Pagano, più soldi ovviamente) in cambio di tre (Gillet, Pianu e Santoruvo, dicono). Operazioni congelate perché bisogna prima trovare i sostituti (nella rosa devono esserci almeno due portieri, di cui uno è Groppioni...). L'attaccante potrebbe arrivare dall'estero (da un campionato minore). Gli altri dalla C?

G. Flavio Campanella

26 giugno 2007

Argentina

BUENOS AIRES - Un morto e 14 feriti in scontri tra tifosi rivali nel match per rimanere nella Prima divisione argentina tra Tigre e Nueva Chicago. Per la cronaca, e' stata la squadra Tigre a salvarsi, vincendo 2-1. Le due tifoserie si sono scontrate lanciando sassi e usando come armi tubi di metallo. Un 41enne, colpito alla testa, e' morto dopo il ricovero in ospedale. La polizia ha arrestato 78 persone. (Agr)

Orgoglio amaranto

Stasera, a partire dalle ore 18, avrà luogo la serata dell'orgoglio amaranto, nell'Antistadio del Comunale di Arezzo. Organizzata dagli Ultras della Curva Sud, la serata ha due scopi: quello di aiutare l'Associazione Italiana Sclerosi Amiotrofica (a cui andranno tutti i proventi della festa, in ricordo di Lauro MInghelli) e di protestare contro l'ingiusta retrocessione della squadra amaranto.
Alle 18, come si diceva, partita di calcetto fra gli Amici di Lauro e una rappresentativa degli Ultras. Alle 19 vera e propria cerimonia con cena e partecipazione di vecchie glorie amaranto. Oltre a quelle già citate sull'articolo a cui rimanda il link sottostante, anche Emanuele Venturelli, l'Imperatore dell'Arezzo di Somma. Gli Ultras, però, annunciano delle grandi sorprese ed invitano tutti a partecipare!

25 giugno 2007

Manganelli

COMITATO VERITA' E GIUSTIZIA PER GENOVA
www.veritagiustizia.it - info@veritagiustizia.it


comunicato stampa

MANGANELLI PROMOSSO, COSTITUZIONE CALPESTATA

L'arrivo di Antonio Manganelli al vertice della polizia di stato non cambia nulla. Il potere politico ha scelto la strada della continuita', senza affrontare il caso G8 nella sua gravita'. A Genova nel luglio 2001 furono sospese le garanzie costituzionali e alla scuola Diaz, come ha detto un funzionario di polizia, ci fu una "macelleria mssicana". La polizia di stato in questi anni, anziche' assumersi le sue responsabilita', sospendere i dirigenti indagati e collaborare con la giustizia, ha ostacolato le inchieste e addirittura promosso i gli imputati di grado piu' alto, un vero insulto alla legittimita' costituzionale. In sei anni non si e' fatto nulla per recuperare la credibilita' perduta, si e' anzi agito in senso contrario, e il fossato fra forze dell'ordine e cittadinanza si e' allargato ancora.
Gianni De Gennaro e' stato avvicendato - cosi' ha spiegato il presidente del consiglio - per 'scadenza naturale' del mandato. Di fronte a vicende come quelle accadute a Genova, in qualsiasi paese davvero democratico il capo della polizia si sarebbe subito dimesso o sarebbe stato rimosso dal potere politico. In Italia no.
In Italia i diritti costituzionali sono passati in secondo piano, la dignita' dei cittadini e' stata calpestata due volte: prima con le violenze, poi con la protezione dei responsabili degli abusi e le promozioni dei maggiori imputati al processo Diaz. Nessuno - lo ricordiamo anche all'attuale presidente del consiglio - ha ancora chiesto scusa, a nome dello stato, alle vittime della "macelleria messicana" e degli altri abusi commessi nel luglio 2001 nelle strade, nelle caserme, nelle carceri.
Diciamo la verita': l'Italia rifiuta di fare veramente i conti con l'abisso di illegalita' costituzionale che abbiamo vissuto nel luglio 2001 e si dimostra incapace di anteporre le garanzie costituzionali agli interessi degli apparati. La carriera di un dirigente vale piu' dei diritti dei cittadini. Il dottor Manganelli, che non era a Genova nel 2001 ma fu in costante contatto con i dirigenti imputati per la Diaz, come lui stesso ha riconosciuto quando e' stato chiamato in tribunale come testimone, non e' affatto l'uomo della svolta. Il governo, nel sostituire De Gennaro, non ha fatto cenno alle sue oggettive responsabilita' - etiche, professionali e politiche - per la distrastrosa gestione del G8 e per l'inaccettabile comportamento tenuto dalla polizia nei sei anni successivi.
De Gennaro se ne va inseguito da un'accusa infamante, come indagato per istigazione alla falsa tetsimonianza, e intanto 27 imputati su 29 al processo Diaz, anziche' testimoniare e assumersi le proprie responsabilita', si avvalgono della facolta' di non rispondere. E' questa la misura del rispetto per il tribunale e per l'amministrazione della giustizia? E' accettabile una condotta del genere da parte di funzionari dello stato?
Ancora una volta, il potere politico assicura protezione a un apparato di polizia che ha perso credibilita' e che non accetta di operare con la trasparenza che sarebbe necessaria in un ordinamento democratico. Il coro di consensi che si sente questi giorno per la nomina di Manganelli, nasconde il cedimento del potere politico, la sua incapacita' di garantire la supremazia della lettera e dello spirito della Costituzione.
Siamo profondamente delusi e amareggiati. A Genova, nostro malgrado, abbiamo perso fiducia nelle forze di polizia e nella loro lealta' alla Costituzione. I fatti di questi anni e le scelte di questi giorni purtroppo non ci hanno consentito di cambiare idea.

Genova, 25 giugno 2007

Info: Lorenzo Guadagnucci 3803906573, Enrica Bartesaghi 3355681314

24 giugno 2007

Sassuolo

I vandalismi, gli atti di teppismo del calcio violento toccando anche il mondo del tifo neroverde. E la notizia suona ancor più amara dopo l’uscita di scena del Sassuolo nei play off che facevano sognare lo storico salto in serie B. Trentanove supporter della squadra del Sassuolo, 10 dei quali minorenni, sono infatti stati denunciati per il reato di concorso in danneggiamento, a conclusione delle indagini compiute dalla Polizia dopo gli atti vandalici subiti dalla carrozza del treno sulla quale avevano preso posto una cinquantina dei 70 tifosi giunti a Venezia per seguire il 29 aprile scorso la loro squadra, opposta a quella lagunare.
Nel tratto ferroviario Padova-Venezia, i supporter del Sassuolo avrebbero strappato tendine, divelto sedili e rotto vetri. L’identificazione dei responsabili è avvenuta grazie alle indagini effettuate dalla Digos di Venezia, dalla squadra giudiziaria del compartimento Polfer del Veneto e dagli agenti dello stesso commissariato di Sassuolo.

Edimes

24/06/2007 08:50 - Il tifo organizzato dell’ Edimes scende in campo a fianco della società del cuore. Lo fa con una mail (firmata da Gioventù Longobarda e Alcooligans) in cui annuncia il proposito di recarsi davanti a palazzo Mezzabarba per protestare contro la situazione venutasi a creare in queste ultime settimane, che potrebbe portare alla cessione dei diritti sportivi all’amministrazione comunale. «I gruppi organizzati della tribunetta invitano tutti i tifosi al sit-in in programma lunedì (domani per chi legge, ndr) alle ore 20.30 a sostegno della Nuova Pallacanestro Pavia. A distanza di giorni, dopo aver sentito fiumi di chiacchere, letto di tutto, constatata la mancanza di imprenditori e l’indifferenza della classe politica verso la nostra amata Pallacanestro Pavia, patrimonio di una città, i tifosi organizzati decidono di far sentire la loro voce con un sit-in di protesta mirato a sensibilizzare l’intero popolo del Treves a salvare la Pallacanestro Pavia». Daniele del direttivo della Gioventù Longobarda: «I soci dell’Edimes hanno avanzato delle richieste legittime, a cominciare dai lavori al PalaRavizza. Anche la richiesta di un contributo da parte di palazzo Mezzabarba a tutte le società sportive, magari riducendo lo stanziamento per il festival dei Saperi, è del tutto condivisibile».
PAVIA. La rinuncia dello sponsor Paolo Zoncada apre scenari inquietanti per il futuro della Nuova pallacanestro Pavia. Quella appena finita potrebbe, infatti, essere l’ultima stagione in Legadue per la squadra di basket cittadina. Potete esprimere la vostra opinione sul nostro sito internet, nella pagina dedicata al basket.

22 giugno 2007

Due liguri

Due tifosi spezzini sono stati arrestati dopo la partita tra Verona e Spezia di play-out di serie B, che ha visto salvarsi la societa' ligure, condannando alla retrocessione in C1 il club veneto. I due verranno processati per direttissima.
L'accusa nei confronti dei due ultra', rispettivamente di 41 e 34 anni, e' di resistenza e violenza a pubblico ufficiale e uso di oggetto atto ad offendere in occasione di manifestazioni sportive.
Le forze dell'ordine erano intervenuta per evitare, nel corso della partita, che alcuni sostenitori dello Spezia venissero a contatto con i tifosi del Verona.

21 giugno 2007

Immortalati

Immortalati da macchine fotografiche e telecamere. Inchiodati mentre lanciano sassi e bottiglie, oppure mentre accendono petardi, incendiano cassonetti dei rifiuti, aggrediscono giornalisti. Un quarto d´ora di inferno, di scena la rabbia per aver perso la partita. Si scatena l´odio, domenica scorsa a Benevento alla fine della partita per la promozione in C1 vinta dal Potenza. E i tifosi sanniti se la prendono con le forze dell´ordine per scaricare la violenza selvaggia.
Intanto vengono ripresi, fotografati. Una lunga serie di fotogrammi che ieri ha reso possibile il blitz della questura di Benevento con dieci supporter giallorossi arrestati. I loro avvocati dovranno ora fare i conti con l´inasprimento delle pene del dopo Raciti, l´ispettore ucciso durante gli scontri di Catania. Modifiche normative che tra l´altro hanno consentito un prolungamento della flagranza di reato alle quarantotto ore. Gli uomini del questore Francesco Nicola Santoro hanno dunque lavorato notte e giorno per riuscire a concludere il blitz entro le 18 di ieri, quando scadevano le quarantotto ore.
Nell´elenco delle accuse mancano il danneggiamento e le lesioni (anche se, durante i tafferugli, sono rimasti feriti tre poliziotti tra cui un dirigente) perché le immagini non hanno consentito di individuare i singoli responsabili. Ma i dieci tifosi arrestati - uno di loro è minorenne - ha diciassette anni ed è stato arrestato con il padre di quaranta - dovranno rispondere di lancio di materiale pericoloso e di una serie di aggravanti, come quella del volto travisato da foulard e passamontagna. O anche, in un caso, l´essere già sottoposto al provvedimento del Daspo, il divieto di accesso ai pubblici spettacoli. Uno degli arrestati - Vincenzo Del Grosso, 26 anni, con precedenti per lancio di oggetti e rapina - era già sottoposto al Daspo dello stesso questore di Benevento fino al 2008. E domenica aveva tentato di entrare allo stadio Santa Colomba, bloccato però dai poliziotti. Pure quella una aggravante Era comunque rimasto all´esterno in attesa del risultato dell´incontro. Oggi la direttissima in tribunale. Gli arrestati rischiano fino a cinque anni di carcere.
La sconfitta e gli scontri, dunque. Due ore di attesa per i tifosi del Benevento chiusi all´interno dello stadio prima di avere il via libera per la partenza senza farsi male, mentre all´esterno succedeva di tutto. Centocinquanta tra poliziotti e carabinieri a gestire una situazione di estrema tensione, unici bersagli dei tifosi sanniti inferociti. E intanto giornalisti e operatori aggrediti in tribuna stampa, presi a schiaffi, colpiti da oggetti tra cui un tavolino. Le loro auto danneggiate con alcuni mezzi della polizia: dieci in tutto. Mentre alle forze dell´ordine non è rimasto altro da fare che una carica di alleggerimento, durante la quale il dirigente della polizia si è visto arrivare in faccia una grossa pietra, che ha schiacciato la visiera in plastica del casco protettivo ferendolo al naso e provocando un colpo di frusta.
Quindi la quiete dopo la tempesta. Ma è stato a quel punto che sono stati visti con attenzione i filmati. E si è risaliti ai dieci tifosi, di cui cinque incensurati e cinque con precedenti penali di vario tipo, tra cui rapina, estorsione, lesioni, droga, resistenza a pubblico ufficiale. Mentre gli investigatori, oramai scadute le quarantotto ore di flagranza, aspettano di studiare i filmati delle due emittenti private coinvolte negli incidenti per allungare la lista dei nomi dei tifosi da denunciare.

Maleventum

a.t.) “Un’esplosione di violenza assolutamente gratuita, giunta nonostante gli sforzi compiuti per garantire una tranquilla domenica di sport”. Queste le parole pronunciate con “amarezza” dal vice questore aggiunto vicario Giuseppe Bisogno nel corso della conferenza stampa indetta per illustrare i dettagli dell’operazione che ha portato all’arresto di dieci tifosi beneventani per gli incidenti di domenica scorsa allo stadio Santa Colomba. Un appuntamento, quello con gli organi di informazione, aperto dal questore Francesco Nicola Santoro, che ha ripercorso le tappe salienti di quanto accaduto nella giornata di domenica, mettendo in evidenza il lavoro svolto da tutti gli uomini impiegati per assicurare il sereno svolgimento della gara. “Il servizio d’ordine – ha spiegato – è stato condotto in modo egregio. Il personale ha messo in campo tutto il proprio intuito e la propria professionalità. Un lavoro apprezzato anche dai cittadini, molti dei quali hanno collaborato fattivamente, segnalando alla Questura, dove operava il capo di gabinetto Giuseppe Beatrice, gli spostamenti dei facinorosi”.
Un impegno, quello profuso dalle forze dell’ordine, sottolineato anche dal dottore Bisogno, supervisore del servizio: “Tutti hanno fatto fino in fondo il proprio dovere – ha spiegato - prendendo anche delle decisioni gravose. Provoca amarezza ciò che stiamo commentando, perché come genitori non possiamo essere contenti di quanto è capitato. Abbiamo fatto di tutto per impedire che le tifoserie venissero a contatto, c’è stata una violenza gratuita verso gli uomini in divisa che rappresentano lo Stato. Chi lancia pietre verso lo Stato, le lancia contro se stesso”. Bisogno ha anche insistito su un altro punto: “Non si potevano trattenere oltre i tifosi lucani all’interno dello stadio”. Dal canto suo, il capo della Mobile, Giuseppe Moschella, ha chiarito le diverse posizioni degli indagati, prevedendo però che tutti “saranno allontanati per diverso tempo dagli stadi. Alcuni di loro, inoltre, visti i precedenti per reati anche dello stesso genere, rischiano pene consistenti”.
“Coloro che si sono resi protagonisti degli scontri – ha affermato la dirigente della Digos, Lorena Capolupo – sono solo una piccola frangia. Sono dei ‘cani sciolti’ che non fanno parte del tifo organizzato. Speriamo che gli arresti siano da monito anche per gli altri e che li aiutino a capire quanto sia sbagliato sfogare la propria rabbia in quel modo”.
“Bisogna capire che si va allo stadio con un altro spirito”, ha concluso il questore Santoro, che ha rimarcato “la correttezza della stragrande maggioranza dei tifosi beneventani”.

Per direttissima

Benevento- E’ durato circa cinque ore (è terminato infatti intorno alle 17,30), presso il Tribunale di Benevento, il processo per direttissima nei confronti dei tifosi arrestati ieri dalla Polizia, in seguito agli incidenti avvenuti nel dopo partita di Benevento-Potenza di domenica 17 giugno.

In 9 (il decimo tifoso arrestato, minorenne, è stato denunciato invece alla Procura dei Minori di Napoli) hanno patteggiato la pena davanti al Collegio giudicante presieduto da Antonio Casoria (a latere i magistrati Santaniello e Clemente).

In particolare, 7 imputati (Gianluca Ucci, 27anni; Nazzareno Cavuoto, 33 anni; Giuseppe Ucci, 23 anni; Antonio Pagnozzi, 21 anni; Cosimo Delli Carri, 24 anni; Gianluca Calandrelli, 25 anni; Alfredo Ascione, 46 anni) hanno patteggiato la pena di 1 anno. Patteggiamento di 1 anno e 4 mesi, invece, per il 26enne Vincenzo Del Grosso e di 1 anno e 3 mesi per il 32enne Paolo Cioffi.

Su richiesta degli avvocati difensori, tutti sono stati rimessi in libertà. Pena sospesa per tutti, eccetto che per Vincenzo Del Grosso e Paolo Cioffi, in libertà cautelare con obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.

Inoltre, nei confronti dei 9 tifosi è stato emesso il provvedimento DASPO (divieto di accesso allo stadio) della durata di 5 anni.

20 giugno 2007

2/6/'07: NON SI CALPESTANO LE LIBERTA' DI RIUNIONE ED ESPRESSIONE!!

Ormai è evidente come la repressione del fenomeno ultras, a suon di decreti e disposizioni abbia raggiunto livelli insopportabili. E' innegabile che si cerchi di reprimere ogni forma di dissenso verso questa situazione.

Le annunciate denunce in merito alla presunta manifestazione del 2 giugno scorso dimostrano come sia diventato quasi impossibile far valere dei diritti e testimoniano la volontà di qualcuno che a tutti i costi deve censurare un pensiero, forte di un potere e di una prepotenza che generano servilismo e soggezione in chi poi diffonde all''opinione pubblica la solita "informazione" strumentale.

Per questo ci sentiamo in dovere di controbattere alle tante inesattezze che hanno accompagnato l'iniziativa di quel sabato.
Si era deciso infatti di organizzare un semplice incontro o scambio di opinioni (ed anche qui tutto è stato abilmente ingigantito) tra due realtà ultras che avevano attuato, come forma di protesta nei confronti delle nuove restrizioni, quella di disertare le curve, con l'intento di lanciare un messaggio di libertà che è ben più importante di qualsiasi risultato o categoria.

Ci si era impegnati nel dare il preavviso alle autorità competenti con ben oltre una settimana di anticipo (nonostante i termini stabiliti sono di tre giorni antecedenti l'evento), ma sin da subito si riscontrava il solito ostruzionismo "giustificato" dal fatto che il 2 giugno a Teramo non è permesso niente, nonostante la nostra protesta non andava a toccare luoghi ed orari della concomitante "Festa della Repubblica" e non avrebbe creato nessun tipo di problema.

Vietare una simile forma di espressione risulta quindi come un atto di pura arbitrarietà data la totale assenza di comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica tali da portare ad una proibizione della stessa.

Ed in quella settimana già si percepiva la forte voglia di ostacolare qualsiasi iniziativa ultras, infatti tre ragazzi venivano portati in Questura perché colpevoli di aver affisso alcuni volantini atti a pubblicizzare l'incontro, erano destinatari di una salata multa consegnata, il giorno dopo, direttamente a domicilio da personale della Digos.

Venivano inoltre formulati mirati appelli a non partecipare sfruttando l'abituale sottomissione degli organi di stampa che, per creare quell'ondata di panico morale, si preoccupavano scrupolosamente di enfatizzare qualsiasi notizia.

Per questo l'unica scelta da fare era quella di organizzare ugualmente il dibattito, spinti dal diritto di esprimere ciò che pensiamo e dalla decisa volontà di non piegarsi di fronte all'ennesima opera repressiva che non trova giustificazione, ma che è solamente mossa da attacchi premeditati che vorrebbero cancellare un modo di essere ed una realtà che cerca di opporsi ai continui abusi di potere ad alla sempre più insistente privazione di ogni più elementare libertà.

CONTRO REPRESSIONE E DISINFORMAZIONE

Progetto Ultrà, Sinistra radicale e leggi draconiane

Bisogna dare atto a Paolo Cento di essere stato sempre dalla parte degli ultras, anche quando la saggezza avrebbe richiesto persino a lui di tacere.
Nel convegno di ieri,organizzato da Progetto Ultrà e Rifondazione Comunista,si sono dette tante belle parole, pronunciate da esponenti di un Partito,il Prc, che quel Decreto ammazza-ultras l'ha votato in Parlamento, malgrado qualche tormento interiore che non ha impedito a deputati e senatori di turarsi il naso. Mi piacerebbe sapere però come mai, a pochi mesi dall'approvazione di quel provvedimento scellerato che , come avviene già in materia di droghe e immigrazione, per esempio,privilegia la repressione a scapito del dialogo e che ha minato alle fondamenta un movimento come il nostro meritevole non solo di attenzioni poliziesche, oggi ci si accorga d'incanto ( o per via delle sconfitte elettorali)di essere stati ottusi sicari e non ragionevoli propulsori di una critica allo stato di cose presente.Come sulla Tav e il Dal Molin, la sinistra radicale si accorge di noi a cose fatte, quando già treni superveloci e aerei da combattimento sfrecciano nelle viscere della nostra Costituzione lacerandola mortalmente. Che il calcio sia solo business noi lo diciamo da anni e non basta un convegno per ricordarlo. Nuovi stadi annessi a ipermercati, salari principeschi dei calciatori,società ad un passo dal fallimento, calendari dettati dalle pay-tv,sospensione dei diritti costituzionali in concomitanza con gli eventi sportivi, questi sono gli effetti del Decreto Amato o le patologie antiche del calcio che questa classe politica ha esasperato con leggi draconiane e miopi.
L'Osservatorio dice che la violenza negli stadi è in calo ma solo perchè le aggressioni infami, le coltellate, i vandalismi stupidi, oggi si verificano, come in Gran Bretagna, lontano dalle telecamere, negli autogrill, per le strade, addirittura nelle corsie d'emergenza delle autostrade, lungo le quali si muovono disordinatamente ultras e deficienti a bordo di auto private,dopo il divieto di trasferte organizzate.
L'ispettore Raciti e le decine di morti sui campi di calcio sono solo un pretesto per chi usa il calcio come una mucca da mungere, anche a costo di ucciderla.
Riflettano Progetto Ultrà e Rifondaroli : prima di votare leggi liberticide, si rifletta con attenzione. La stalla è aperta, i buoi sono lontani.
Vincenzo

Er Piotta

(AGI/ITALPRESS) - Roma, 19 giu. - “Per me il decreto Amato va cancellato al 99%”. Cosi’ Paolo Cento, sottosegretario all’Economia oggi pomeriggio nel corso del convegno organizzato presso la Camera dei Deputati da Rifondazione Comunista nel convegno “Il tifo popolare nel calcio che vogliamo”. Un convegno dove e’ emersa la contrarieta’ al biglietto nominativo e soprattutto e’ stato mandato un invito al Parlamento a ripensare il decreto Amato sul calcio affinche’ negli stadi non ci sia solo l’aspetto repressivo ma anche quello educativo. Antonio Ferraro, responsabile nazionale Sport di Rifondazione ha spiegato: “L’iniziativa e’ stata costruita insieme a “Progetto Ultras” per lanciare un messaggio preciso: ovvero ripartire dal dialogo con i tifosi e ristabilire un rapporto tra tifosi, mondo politico e mondo del calcio. Vogliamo costruire insieme un’alternativa al decreto Amato-Melandri e le leggi speciali che non hanno risolto la questione. Il nostro messaggio principale e’ partire dal dialogo e uscire dall’emergenza e iniziare una riflessione piu’ ampia ed organica su tutto il mondo del calcio. Un mondo che ha mali che non sono individuabili nei tifosi, ma dovuti alla iper-commercializzazione e alle logiche di mercato che l’hanno fatto diventare sempre piu’ una macchina una industriale”.(AGI)

Filippo e Federico

Ho risentito la voce della giovane figlia di Raciti il giorno del funerale in una trasmissione de La Sette..
Come ultras e come padre mi sono commosso.
Ricordando anche Federico Aldovrandi e tutti i morti ammazzati di cui sentiremo parlare sempre meno.
Perchè, come dice l'onestissimo Matarrese in coppia con Freddy Mercury, lo show del calcio, della politica, dell'omertà, della brutalità,deve continuare.

19 giugno 2007

Federico nel cuore

Ascoltatemi bene: non ce la faccio più a vivere in uno Stato come questo.
In cui un ragazzo di 18 anni, Federico Aldrovandi fermato da quattro poliziotti, picchiato, muore senza motivo. Dopo non si sa nulla, il ragazzo si è ucciso da solo. Il questore e il procuratore della Repubblica non muovono un dito. Due manganelli rotti per spezzare la sua vita. Calci in faccia a terra.
Le pattuglie che hanno fermato Federico erano composte da Monica Segatto, Paolo Forlani, Enzo Pontani, Luca Pollastri. Dove sono oggi? Prendono ancora lo stipendio? Quello che pagano i genitori di Federico, che gli paghiamo anche noi, per avere la loro protezione?
La verità non si sarebbe saputa se il ministro degli Interni Giuliano Amato non avesse incontrato il padre di Federico e visto le fotografie del corpo martoriato del figlio. Una settimana dopo il questore Elio Graziano viene trasferito.
Dei documenti sono stati contraffatti. I testimoni, perchè c’erano dei testimoni, hanno taciuto per paura, tranne una signora del Camerun. Onore a lei, signora.
Un appello alla Polizia: non permettete che ci siano altri Federico.

Dieci beneventani

BENEVENTO - Sono dieci i tifosi o presunti tali di Benevento arrestati dalla Digos e dalla Squadra mobile di Benevento dopo essere stati identificati ed accusati di aver provocato gli scontri con le forze dell'ordine domenica scorsa al termine della partita tra il Benevento e il Potenza, valida per la promozione in serie C1. (PRIMA)

Arrestati

Roma, 18 GIU (Velino) - Per non suscitare sospetti avevano raggiunto il Messico con un viaggio organizzato da un tour operator, ma i carabinieri li hanno scoperti e arrestati con oltre 4 kg di cocaina purissima. Per questo sei persone sono finite in manette nel corso dell'operazione "Colletta" organizzata dai militari del Nucleo operativo della Compagnia Trionfale di Roma. Si tratta di ragazzi molto giovani, tra i 22 e i 38 anni, gia' noti alle forze dell'ordine, che, a quanto appreso nel corso delle indagini, avevano organizzato una vera e propria "raccolta fondi" - 120 mila euro in totale - per finanziare l'operazione. Due di loro, G.A. 22 anni e D.V. 24, avevano raggiunto con un viaggio organizzato, nell'aprile scorso, Cancun nello Yucatan, dove avevano incontrato il loro contatto, per poi ripartire dopo due settimane con oltre quattro chilogrammi di sostanza stupefacente nascosti nell'intelaiatura di due amache, verniciate di fresco per confondere l'odore pungente della cocaina. Al loro arrivo nell'aeroporto di Bologna un complice, S.B.A. 38 anni, li avrebbe dovuti riportare nella capitale, ma ad attenderli hanno trovato gli uomini dei carabinieri che li hanno arrestati.
Nel corso della perquisizione dell'abitazione del 22enne gli investigatori hanno scoperto, oltre a piccole quantita' di hashish, marijuana e cocaina, tre pistole, nascoste in un motorino abbandonato, e uno scooter rubato, che potrebbe essere stato utilizzato per alcune rapine di finanziamento. Secondo i militari la droga era destinata ai quartieri "bene" del nord ella capitale, come Fleming e Parioli, un mondo di cui, del resto, gli stessi malviventi facevano parte. La droga sequestrata all'aeroporto, una volta tagliata, avrebbe raggiunto i dodici chili, con un valore di circa un milione di euro. Tra i sei arrestati, altre quattro persone risultano al momento indagate, anche alcuni ultras della Lazio, colpiti da Daspo. Le indagini proseguono ora per ricostruire i contatti che hanno fornito all'organizzazione la droga nella localita' turistica messicana: non si esclude il coinvolgimento di alcuni esponenti della comunita' italiana che negli ultimi anni ha rafforzato la sua presenza economica e commerciale, anche nel mercato illegale, nelle zone a piu' alta densita' turistica del paese centro americano. (mat)

18 giugno 2007

Caaaaaannnnnnnnnavaaaaaaaroooooooooooooooo

Festa ‘scudetto’ con gaffe per Fabio Cannavaro, neocampione di Spagna con il Real Madrid. Pochi minuti dopo la fine della partita vinta con il Maiorca per 3-1, risultato che ha consegnato alla squadra ‘merengue’ il 30° titolo spagnolo, durante il giro di campo con ‘occhio di bue’ sui giocatori della ‘casa blanca’, il difensore della Nazionale, che alcune voci darebbero in partenza da Madrid, ha sventolato una bandiera italiana, non si sa se arrivata in campo direttamente dalle tibune. Unico problema, sul ‘terzo’ bianco di bandiera era disegnato un fascio littorio, simbolo politico di estrema destra. Cannavaro, sventolando la bandiera, forse non consapevole del simbolo, e` andato a sventolare il vessillo sotto la curva degli Ultras Sur, gruppo ultra` madridista con note simpatie ‘franchiste’. Quindi, dopo avere guardato la bandiera, se la e` annodata attorno al collo, per nascondere il logo ‘incriminato’.

Cinque feriti

Momenti di panico al termine di Pisa-Monza, gara di ritorno della finale C1A che ha sancito la promozione dei toscani in B. Alla fine dell’incontro parte dei tifosi di casa, probabilmente in sovrannumero rispetto alle cifre di sicurezza indicate per l’Arena Garibaldi, ha invaso il terreno di gioco portandosi fin sotto la curva dove si trovavano gli oltre mille tifosi arrivati dalla Lombardia. Dopo gli insulti si e` presto passati a un reciproco lancio di oggetti, compresi un cartellone pubblicitario che dal campo e` stato scaraventato in tribuna ferendo un tifoso monzese. Momenti di paura si sono verificati quando e` stato misteriosamente aperto il cancello della curva ospite, lasciando che le due fazioni venissero pericolosamente a contatto, complice una inspiegabile scarsita` delle forze di polizia.

Alla fine la polizia, dopo una serie di cariche, e` riuscita a riportare la calma. Alla fine almeno cinque i feriti, trasportati in ambulanza all’ospedale locale.

Marisa Raciti

CATANIA, 17 giugno 2007 - Pomeriggio di pieno sole sulla terrazza del fascinoso palazzo d’inizio ’800 che ospita lo Studio legale Trantino. Marisa Grasso cammina con passo deciso e decisa è la stretta di mano. Gli occhiali da sole trattengono i capelli, lo sguardo è dritto, quasi di sfida, un po’ di tensione la leggi nella velocità con cui parla. Corre con le parole come inseguisse qualcosa (o da qualcosa scappasse). Marisa, vedova a 34 anni dell’ispettore capo Filippo Raciti ucciso fuori dallo stadio la sera di Catania-Palermo. Venerdì 2 febbraio.
Nei giorni del dolore ha ricevuto solidarietà e promesse. Quattro mesi dopo com’è?
"C’è molta sensibilità accanto a me. Chi ha un cuore ha capito cos’è successo di crudele. Credo di aver toccato il fondo. Vivo le sensazioni delle vedove di guerra: tutto distrutto, i figli da crescere, la vita da ricominciare. Ogni gesto, ogni lettera di affetto mi ha aiutato a risollevarmi. E lo Stato non abbandona. Devo sempre dire grazie. La mia è una famiglia monoreddito, la solidarietà mi ha permesso di stare accanto ai figli, di non dover pensare al pane. Il problema economico adesso non c’è".
Come stanno i suoi figli?
"Stanno come me. Se la mamma crolla crollano anche loro. Se la mamma sorride sorridono anche loro. Alessio ha 8 anni, dopo la morte di mio marito ha chiesto di rivedere subito i compagni. Giocava a basket, non ha più voluto saperne e mi dispiace. Il pallone, qualsiasi pallone, gli dà dolore. Fabiana ha 15 anni, ha frequentato il 2° anno dell’Istituto tecnico turistico e dopo la tragedia non voleva riprendere la scuola. Poi ha ricominciato e a differenza del fratello è tornata anche con gli scout. Adesso sono al parco a giocare".
Un poliziotto che era vicino a suo marito durante gli incidenti ha raccontato: "E’ stata un’imboscata, un’aggressione premeditata". "Credo anch’io che non sia nata sul momento. Ho visto, nei filmati, ragazzi recuperare munizioni per fare male. Ho visto la consapevolezza di quei gesti e questo mi fa paura. Filippo rientrava dai servizi allo stadio con la divisa macchiata di sputi. Una volta s’era cambiato d’abito perché il suo era sporco di pipì e non voleva che fossi io a lavarlo. Quando gli chiedevo: chi è stato? Rispondeva: i ragazzini. E di ragazzini ce n’erano che lanciavano di tutto quella sera. Ma i genitori dov’erano?".
Al funerale lei disse: "Voglio che oltre che un educatore nella vita Filippo sia un educatore anche nella morte. Spero che il suo sacrificio possa servire a qualcosa". E’ servito?
"Deve servire. Intanto io continuo a parlare di lui, vado dove mi chiamano e vedo il desiderio di cambiare le cose. Ma l’impegno deve essere di tutti: la famiglia, la scuola, lo Stato. Gli hanno dedicato aule scolastiche, palestre e, a Quarrata, lo stadio. Poi una sala del Senato, il piano della sicurezza a Catania... Sono gesti importanti. Io, quel giorno, ho salutato mio marito dicendogli "buon lavoro" e lui non è tornato perché indossava una divisa. Quando ho visto il corpo di Filippo in ospedale non l’ho riconosciuto tanto era distrutto, maltrattato. Un colpo l’ha portato alla morte, ma gli altri cos’erano? Affetto? La prima volta che sono andata in una scuola ho pianto. Pensavo: mio marito è stato ammazzato da ragazzi quasi coetanei di questi. Forse sono stata dura nel parlare. Poi li ho visti piangere. Li ho sentiti vicini. Mi ha aiutato".
Il 4 giugno il Gip ha chiesto la revoca dell’arresto per il minorenne accusato dell’omicidio. L’altro giorno il Tribunale ha respinto l’istanza di scarcerazione. Come vive queste notizie?
"Ci sono persone che per il ruolo che svolgono si devono assumere la responsabilità delle scelte. Fate in modo che chi lavora con la divisa possa tornare a casa. La giustizia va per la sua strada, la vita anche. Penso a quello che avevo e a quello che non ho più per stupidità. I miei figli sono orfani e sa quanto piangono per questo? C’era la guerra forse? Sarei stata preparata. Invece mio marito non è tornato dal lavoro, ucciso da concittadini. Aspetto la verità".
Ha avuto contatti con la famiglia del diciassettenne in carcere?
"Nè con questa né con le altre dei ragazzi che hanno creato disordine. Ci vorrebbe una testimonianza forte di chi ha sbagliato, e non l’ho avuta. A Catania non è stata una persona sola a fare danno, c’è una tifoseria che deve essere educata. Il calcio deve essere civiltà e l’educazione deve arrivare in primis dai dirigenti, dalla società. Ho ricevuto tantissime lettere da tutto il mondo, dai tifosi del Catania pochissime. Ma ce n’è uno di Acicastello che mi scrive ogni mese, il giorno 2".
Marisa ha grande espressività. Parla anche con gli occhi e con le mani. Si accalora e si acquieta. Sorride, ma in fretta si rabbuia. Con rabbia torna a raccontare di quella sera. Di come hanno saputo. E scoppia a piangere. "Mio suocero guardava la partita in diretta. Mia suocera mi ha telefonato: "C’è anche Filippo?". Sì, è in servizio. Allora si è messa a stirare accanto al marito. Quando in tv dissero che era morto un poliziotto ha commentato: "Mi immagino quei genitori a cui portano questa notizia a casa". Un minuto dopo la tv ha detto il nome di suo figlio. E in questo modo l’ho saputo anch’io. Mentre correvo in ospedale ci siamo riparlate: "Hai sentito di Filippo?" Sì. "Vado in ospedale". Io sono già in macchina. E nessuna delle due, per rispetto dell’altra, ha mai pronunciato la parola che sapevamo. Morto".
É vero che utilizza ancora il telefonino di suo marito?
"Sì, perché lui deve essere sempre vivo per chiunque e ovunque. Il giorno del suo onomastico sua sorella gli ha mandato un messaggio e lo stesso ha fatto Fabiana per la festa del papà. Lo cercano. Come faccio io quando vado in campagna e vedo gli alberi che ha piantato: lo cerco dove lo sento vivo. Poi vado al cimitero a portargli i fiori. Perché questo la società gli ha dato".
Tace. Come volesse prendere fiato. Le mani riavviano il discorso: "Ascolti. Mio marito era una gran bella persona. Il 17 gennaio, giorno del 40° compleanno, mi ha detto: "Vedi che io ho firmato per la donazione degli organi. Ricordatelo se mi dovesse capitare qualcosa". Quella sera in ospedale non mi è venuto in mente subito, poi però l’ho detto ai medici. "Lei, signora, non può gestire il suo corpo perché deve essere a disposizione per l’autopsia". Capisce? Anche quel desiderio gli hanno rubato".
Marisa parla di fede. Dice più volte "Io credo". Vedi lo sforzo di dare un senso al dolore, la fatica del ricostruire. E vedi anche la grinta di questa donna che si sente vedova non come — forse — la tradizione la vorrebbe: né vestito nero, né occhi bassi.
Quando è cominciata la risalita?
"La festa del papà è stata la prima ricorrenza dopo la morte di mio marito. Ho visto i miei figli distrutti: Alessio non ha voluto alzarsi e andare a scuola. Fabiana sì, ma poi ho visto arrivare il suo sms sul telefonino del papà. No, i miei figli hanno diritto di vivere. Ho chiamato i genitori di Filippo: venite a pranzo, come gli altri anni. "Ma devo preparare le zeppole?", ha detto mia suocera. Certo, come hai sempre fatto. Poi ho chiamato la federazione delle famiglie siciliane di New York che ci aveva invitato più volte. "Se ci volete ancora veniamo per Pasqua". E poiché loro sarebbero tornati in Sicilia proprio in quei giorni, ci hanno proposto: "Vi mandiamo una settimana a Orlando, a Disneyland, poi ci vediamo a New York". Una settimana tra montagne russe, Pippo e Paperino senza mai uscirne. Ai miei figli è tornato il sorriso, io ne sono venuta fuori a quattro piedi, distrutta. Ma quanto ci ha fatto bene".

Energumeni

Alcuni scalmanati – che tifavano per la squadra locale, rimasta in serie C2 dopo la sconfitta subita dal Potenza – hanno commesso una serie di violenze anche contro teleradiocronisti che avevano seguito la squadra lucana in trasferta
BENEVENTO – Incidenti sono avvenuti all’esterno dello stadio tra tifosi delusi del Benevento (battuto dal Potenza e rimasto in serie C2) e le forze dell’ordine. Diverse auto parcheggiate nei pressi dello stadio Santa Colomba sono state danneggiate, comprese quelle di alcuni giornalisti e operatori televisivi. Secondo quanto si è appreso, ci sarebbe stato anche qualche contuso tra i supporter del Benevento mentre fuori dallo stadio sono stati esplosi alcuni petardi.

L'Ordine dei giornalisti della Basilicata considera «un atto estremamente grave quanto accaduto al termine dell’incontro di calcio Benevento-Potenza».
In una nota diffusa dal presidente Oreste Lo Pomo è spiegato che «al momento del triplice fischio dell’arbitro, alcuni tifosi della squadra campana, descritti come veri e propri “energumeni”, hanno aggredito, a schiaffi, pugni e addirittura con lanci di oggetti, tra i quali un tavolino, i colleghi di Telecento e di Radio Potenza Centrale, Pino Marceddu, Pietro Scognamiglio e Alfonso Pecoraro e i tecnici Nicola Basile e Paolo Di Biase, che hanno avuto il solo “torto” di aver effettuato telecronache e radiocronache della partita con la correttezza e la professionalità che li ha sempre contraddistinti».
«L'Ordine dei giornalisti della Basilicata – è scritto nel comunicato – chiede anche che si faccia rapidamente chiarezza sul non tempestivo intervento delle forze dell’ordine, così come denunciato dai colleghi che si trovano attualmente sotto scorta all’interno dello stadio Santa Colomba».

L'Associazione della Stampa e l'Ussi di Basilicata, in una nota, hanno «condannato fermamente gli episodi di violenza che si sono verificati a Benevento al termine dell’incontro di calcio Benevento-Potenza e, in particolare, quelli che hanno visto vittime colleghi giornalisti (Pino Marceddu, Pietro Scognamiglio e Alfonso Pecoraro e i collaboratori Nico Basile e Paolo Di Biase) a cui esprimono l'incondizionata solidarietà di tutta la categoria».
Per il segretario dell’Assostampa, Giovanni Rivelli, e per il presidente dell’Ussi, Roberto Viggiani, si tratta di «un episodio deprecabile dovuto anche, stando alle notizie che emergono, alla cattiva organizzazione che ha portato i colleghi ad operare non in sala stampa, dove nonostante l’accredito non hanno trovato posto, ma tra la tifoseria di casa».
«Assostampa e Ussi – è scritto nel comunicato – chiedono che sull'episodio sia fatta presto chiarezza e siano individuate sia le responsabilità dei singoli che quelle organizzative».

17 giugno 2007

Il Giorno del Vikingo

Conto alla rovescia per la manifestazione denominata “IL GIORNO DEL VIKINGO” organizzata dall'Associazione Giorgio Con Noi, nata in memoria del giovane Giorgio Lenci, il Vikingo, com’era chiamato dai ragazzi del gruppo ULTRAS FABRIANO 1999 del quale faceva orgogliosamente parte. Proprio i ragazzi del gruppo ultras e gli amici di sempre del Vikingo hanno voluto unirsi per ricordare un ragazzo dal cuore grande sempre pronto ad aiutare gli altri e sempre con un sorriso per tutti. La manifestazione avrà inizio a partire dalle ore 10:00 del mattino del 30 Giugno con un torneo di basket 3 contro 3 che si giocherà presso il campetto della Parrocchia di S. Maria in Campo fino alle ore 18:00 circa per poi proseguire all'interno dei nuovi giardini pubblici di V.le Moccia dove, su un palco appositamente allestito si esibiranno in concerto tre gruppi musicali di vario genere. Sport e musica , le passioni del Vikingo e di tanti ragazzi che amano stare insieme e divertirsi, con lo scopo di aiutare chi ha bisogno. L'ingresso al concerto è gratuito, ma sul posto sarà allestito uno stand informativo dove chiunque potrà lasciare un’offerta libera che, unita alle sponsorizzazioni e ai contributi raccolti dai ragazzi dell'associazione presso i negozi e i locali della città, andrà a costituire un fondo di beneficenza che sarà destinato al Centro d’Aiuto alla Vita di Fabriano che si occupa di assistere le mamme che si trovano in difficoltà con aiuti economici e materiali per i loro figli. L'associazione infatti, fin dalla prima edizione della manifestazione ha utilizzato i fondi raccolti per l'aiuto dei bambini, donando all'Ospedale E. Profili di Fabriano alcune apparecchiature destinate al reparto pediatria. Con l'aiuto di tutti e l'impegno instancabile dei ragazzi dell'associazione si può fare molto, nel ricordo sempre vivo di un ragazzo semplice e generoso, il VIKINGO!! Per iscrizioni al torneo 347- 3078166
Ufficio Stampa
Fabriano Basket

Targa

La gradinata est dello stadio Rigamonti di Brescia e' stato intitolata alla memoria all'ispettore Filippo Raciti. "Quando ricomincera' il campionato e i tifosi varcheranno quella soglia, non guardino con odio al nome scritto su quella targa": sono queste le parole pronunciate durante la cerimonia Marisa Grasso, vedova dell'ispettore ucciso il 2 febbraio scorso durante gli incidenti dopo Catania-Palermo.

Denunciato

(ANSA) - ASCOLI PICENO, 11 GIU -La Questura di Ascoli ha denunciato un ultra' della Roma ed e' sulle tracce di un altro accusato di tentato omicidio. I due giovani avrebbero preso parte, il 12 marzo 2006, agli incidenti fra ultra' giallorossi e poliziotti in occasione della partita di calcio Ascoli-Roma. Il primo tifoso e' accusato di resistenza a pubblico ufficiale, mentre l'altro ultra' e' ritenuto l'autore di un accoltellamento di un agente che si salvo' grazie allo spesso giubbotto.

15 giugno 2007

Raciti

CATANIA - I legali del diciassettenne indagato per l'omicidio dell'ispettore Filippo Raciti hanno presentato ricorso al Tribunale del riesame contro la decisione del Tribunale per i minorenni di rigettare la richiesta di scarcerazione del loro assistito, che è detenuto per resistenza aggravata a pubblico ufficiale per gli scontri del 2 febbraio scorso al Massimino durante il derby di calcio Catania-Palermo. Nella loro istanza i penalisti dello studio Lipera sottolineano che il minorenne è "l'unico indagato per resistenza ancora detenuto" e contestano ai giudici di "non avere considerato i cambiamenti del diciassettenne che ha bisogno di tornare a casa, per completare il suo recupero psicologico".

Gli avvocati contestano anche tre episodi citati dal Tribunale per i minorenni che ha respinto la richiesta di scarcerazione: gli scontri che l'indagato ha avuto il 28 aprile del 2006 con tifosi del Verona, che per i penalisti sono "datati nel tempo e avvenuti prima che il minorenne ne pagasse amaramente le conseguenze"; una lite in una discoteca l'8 settembre dello stesso anno che per i legali "fu una risposta per proteggere una sua amica"; e infine l'aggressione in carcere, durante l'attuale detenzione, a un figlio di un esponente delle forze dell'ordine, che, sostengono dallo studio Lipera, "è avvenuta in un contesto difficile, per difendere altri" e "soprattutto senza che lui sapesse che il minorenne era figlio" di un militare della guardia di finanza.

Come prima

MILANO (14 giugno) - Dopo i tragici incidenti allo stadio di Catania del 2 febbraio scorso, le partite di calcio macchiate da incidenti con feriti sono diminuite del 70%. Fra le forze di polizia i feriti sono diminuiti invece del 93% e fra i tifosi del 44%.

E' quanto emerge dalla comparazione dei dati sulla violenza negli stadi riferiti al
periodo successivo agli scontri di Catania in cui morì l'ispettore di polizia Filippo Raciti. I dati sono stati resi noti al termine della riunione dell'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, presieduta in via straordinaria dal prefetto Antonio Manganelli, vicedirettore generale vicario della pubblica sicurezza, alla presenza del presidente della Federcalcio Giancarlo Abete e dei presidenti delle Leghe di A, B, C e D, Antonio Matarrese, Mario Macalli, e Carlo Tavecchio.

L'Osservatorio ha poi stabilito che la decisione di date e orari delle partite deve essere «assolutamente svincolata dall' attribuzione degli indici di rischio ed è riservata alla competenza delle istituzioni sportive», ribadendo inoltre che restano imprescindibili «le specifiche valutazioni formulate dall'Osservatorio e delle Autorità
provinciali di Pubblica Sicurezza». In sostanza potranno quindi essere giocate in notturna anche le partite più a rischio incidenti. L'Osservatorio ha completato poi lo studio sugli indici di rischio e ne ha definito i criteri di attribuzione sulla base di specifici indicatori: le caratteristiche e i requisiti strutturali degli impianti, i profili delle tifoserie (precedenti storici, conflittualità tra le due tifoserie, comportamento dei tifosi negli ultimi tempi, ecc.), la tipologia della gara (valore sportivo del risultato,
concomitanza con altri eventi, ecc.), le informazioni pervenute dalle Autorità di pubblica sicurezza e dalle altre amministrazioni. È stato stabilito che la valutazione sulla sussistenza di uno o più parametri di rischio, "concreti ed attuali", comporta
l'attribuzione alle manifestazioni sportive di indici di rischio da 1 a 4 e sono state definite per ciascun livello di rischio le specifiche misure da adottare.

«Si torna a una situazione di normalità, ma sempre senza dimenticare tutto ciò che è successo in questa tragica stagione. Ci è servito da lezione, dalla prossima stagione il calendario lo facciamo noi». Il presidente della Lega Calcio Antonio Matarrese ha espresso grande soddisfazione al termine della riunione dell'Osservatorio. «Non mi piace cantar vittoria - ha aggiunto Matarrese - oggi abbiamo vinto tutti, ma soprattutto ha vinto il buonsenso e la serietà. La tragedia di Catania ci ha toccato tutti, e mi ha ferito anche in prima persona, soprattutto dopo le critiche che ho ricevuto per quella mia famosa osservazione (Matarrese disse: "i morti fanno parte del sistema", ndr)».

Sulla data di inizio del prossimo campionato, il numero uno della Lega Calcio ribadisce la sua posizione: «Per me si parte il 26 agosto. Io vorrei aiutare il presidente Abete, ma questa è la posizione della Lega Calcio. La nazionale
italiana (che nella prima settimana di settembre giocherà contro Francia e Ucraina) è molto forte e adesso dovrà dimostrarlo sul campo. Non credo che giocare una partita in più o in meno in base all'inizio del prossimo campionato, possa cambiare molto per loro». Dopo aver ottenuto questo importante successo, adesso la sfida di Antonio Matarrese è un'altra: «Adesso che gli stadi sono finalmente aperti -ha concluso - dobbiamo pensare a riempirli. Sennò le battaglie che abbiamo fatto sarebbero inutili. Catania-Palermo di notte? Devo ammettere che sarebbe un azzardo, ma saremo bravi a valutare i rischi nello stilare i calendari. Il formato resterà invariato», ovvero due anticipi al sabato e un posticipo la domenica.

Dalla riunione dell'Osservatorio è emerso poi che per quanto riguarda l'adeguamento degli impianti sportivi, un primo monitoraggio ha individuato 37 stadi con capienza superiore ai 7500 spettatori che, in base alle nuove norme, dovranno mettersi a norma. Per quanto riguarda gli steward all'interno degli impianti sportivi, la convinzione dell'Osservatorio nazionale è che il loro contributo «possa essere portato a pieno regime entro il prossimo campionato di calcio». Sul tema dei biglietti nominativi, nel corso della riunione è stata «sottolineata l'efficacia della misura e la progressiva diminuzione degli episodi che ne hanno evidenziato la violazione»

Per quanto riguarda infine gli striscioni, l'Osservatorio ha manifestato «pieno apprezzamento per la peculiare ed efficace procedura messa in atto al fine di disciplinare i criteri di autorizzazione per l'ingresso degli striscioni all'interno degli impianti sportivi, già positivamente sperimentata in altri paesi dell'Unione Europea, alla quale anche gli stessi tifosi hanno ormai conformato i propri comportamenti». Viene infatti sottolineato che «dai 97 striscioni non autorizzati nell'aprile 2007 si è arrivati a soli 14 non autorizzati nell'ultima giornata di Campionato». Un dato, questo, che per l'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive «conferma la validità dei criteri di valutazione adottati e testimonia l'avvio di una omogeneizzazione dei messaggi contenuti negli striscioni che devono risultare coerenti con il contesto sportivo dello stadio».

Leonessa

Due tifosi del Brescia sono stati condannati a 5 e 6 mesi con l'accusa di aver partecipato agli scontri a Modena il 25 marzo 2006. Gli ultra' del Brescia si scatenarono dopo la partita, cercando di colpire i poliziotti con sbarre di ferro e altri oggetti contundenti. Alcuni furono bloccati subito, altri sono stati riconosciuti attraverso i filmati girati dalle telecamere.

14 giugno 2007

Benevento

Benevento
- Gli Ultras Curva Sud hanno diramato una lunga nota stampa in vista della partita di domenica tra Benevento e Potenza, invitando i tifosi a sostenere la squadra con entusiasmo e ad affollare lo stadio ben prima del calcio d’inizio fissato per le ore 16.

“Gli Ultras Curva Sud - si legge nella nota - in occasione della finale di ritorno dei play-off Benevento–Potenza, invitano tutta la tifoseria beneventana a ritrovarsi domenica 17 giugno 2007 a partire dalle ore 12 sul piazzale antistante il settore Tribuna, al fine di passare tutti insieme un lungo “pomeriggio giallorosso”, per accogliere degnamente la squadra sin dal suo arrivo al Santa Colomba, per far sentire forte la voce di sostegno ai ragazzi che saranno chiamati ad un duro impegno per regalarci quella categoria che ci spetta e che ci è stata sottratta in malo modo.

Successivamente, si rivolge un accorato appello alla tifoseria affinché venga lasciato vuoto lo spazio centrale della Curva Sud, disponibile per chi vuole cantare, sventolare bandiere, sostenere lo Stregone con tutte le proprie forze. Si invitano gli altri tifosi che si recheranno in curva a sistemarsi nelle zone laterali, così facendo si eviterà di frammentare le forze tra chi vuol sostenere la squadra e chi vuol vedere solo la partita. Si invitano, altresì, tutti i tifosi a recarsi allo stadio con bandiere e sciarpe (nonostante le temperature estive) per creare un effetto coreografico spontaneo, visto che non si effettuerà nessuna coreografia “dichiarata”. Per coloro i quali hanno seriamente intenzione di sostenere con la voce e con le braccia il Benevento per 95 minuti e più, non un minuto di meno, l’invito è quello di prendere posto nelle postazioni centrali entro le ore 15”.

Poi i tifosi esprimono anche il proprio parere sulla querelle relativa alla presenza dei tifosi del Potenza domenica prossima, dichiarandosi “rammaricati per i provvedimenti di divieto assunti dalle autorità competenti nei confronti della tifoseria avversaria, sperando che vi possano essere delle soluzioni alla problematica. A tal proposito, esprimiamo il nostro parere favorevole alla presenza dei potentini a Benevento, poiché riteniamo che sia un loro diritto, con la speranza che, a parti invertite, loro avrebbero fatto e detto ciò che noi abbiamo fatto e detto alle autorità competenti sulla loro presenza a Benevento”.

Infine, un invito al gruppo Stregati “affinché tornino ad occupare il loro posto nel cuore della Curva Sud, mettendo da parte ogni incomprensione. Il Benevento in questo momento ha bisogno di tutti i suoi più caldi sostenitori e gli “Stregati” sono tra questi. La loro assenza nella gara con il Monopoli si è fatta sentire e per tale ragione li aspettiamo domenica, come sempre, nel bene e nel male, al loro posto, in mezzo a noi”.

Primo e ultimo Comunicato ufficiale Firenze Ultras

FIRENZE 15/05/2007
Il Gruppo Firenze Ultras nasce come ideale di aggregazione trasversale, nel nome di un’ orgogliosa e sprezzante difesa dei propri colori e della propria città, del sostegno indiscusso alla Fiorentina, della volontà di vivere gli spalti con uno stile, un portamento ed un’attitudine scevri da ogni compromesso, moda ed eccessi di protagonismo, semplicemente in nome dell’amore e della passione per la Gloriosa Maglia Viola. Convinti della necessità di riportare in voga i valori originari del movimento ultras fiorentino, valori che hanno contribuito nel corso di più di trentacinque anni di storia a creare il Mito indistruttibile della Curva Fiesole. Consapevoli di vivere un momento storico in cui tutto è precipitato e la fine del movimento ultras appare come un rischio ineluttabile.
Firenze Ultras è l’espressione dei giovani di Firenze che, in nome della loro militanza di curva in differenti realtà precedenti, intendono definirsi Ultras Viola a prescindere dai vincoli e dai limiti che le nuove norme, i decreti ad personam e le leggi speciali emanate dall’esecutivo determinano nei confronti della libertà di espressione, di associazione e di movimento.
Il clima repressivo instauratosi fuori e dentro gli stadi italiani, e non solo, a seguito dei Fatti di Catania, suggerisce una riflessione comune sul futuro del movimento ultras, ma nel frattempo impone a chi crede in un ideale puro di non rimanere impassibile o, peggio, di omologarsi alle direttive istituzionali vigenti. Tanto meno di prestarsi come facile bersaglio delle banalizzazioni dei media e della pratica mirata della repressione.
Firenze Ultras non intende inginocchiarsi a nessuno per essere libera di essere Ultras, né chiedere il permesso di appendere il proprio vessillo in balaustra e di poter, coerentemente ai propri principi, esercitare il diritto a tifare a modo suo.
Firenze Ultras comunica il proprio autoscioglimento a tempo indeterminato, dichiarando che lo striscione non verrà più appeso sulla balaustra centrale della Curva Fiesole fino a che bisognerà compromettersi con chi ci diffida per poterlo fare, e che i suoi membri seguiranno la Fiorentina ovunque e comunque attraverso le forme di spontaneismo, amicizia e indipendenza che consentono a noi Firenze Ultras di mantenere integra la nostra mentalità: ULTRAS LIBERI!!! DIFFIDATI CON NOI!!!

DALLA CURVA FIESOLE CON TUTTO IL CUORE I TUOI ULTRAS!
TORNEREMO, TORNEREMO…!!!
NOI SIAMO FIRENZE ULTRAS!

13 giugno 2007

Ultras così non ne vogliamo

FIRENZE. Al ritorno da una trasferta, una quindicina di tifosi di una squadra campana avrebbe bloccato una minorenne in uno scompartimento del treno e l’avrebbe palpeggiata. E’ l’accusa per la quale, a 11 anni dall’accaduto, a Firenze si è aperto il processo a carico di un uomo di 30 anni, che la vittima indicò come uno dei componenti del gruppo che l’avrebbe molestata. Oltre a lui, vennero identificati altri due tifosi, che all’epoca erano minorenni. I fatti risalgono all’aprile del 1996.
In base al racconto della minorenne, dopo la partenza del treno dalla stazione fiorentina di Santa Maria Novella, i componenti del gruppo l’avrebbero schiaffeggiata e bloccata in una carrozza e poi le avrebbero toccato i seni, i glutei e le parti intime. Ieri la ragazza che denunciò la violenza non era presente in aula, perché, a causa di un cambio di residenza, non è stato possibile notificarle la convocazione.
Il difensore del tifoso ha sostenuto che non ci sono referti medici che certifichino le conseguenze delle molestie e che nessuno degli altri passeggeri si accorse di quanto sarebbe accaduto sul treno.

Pesaresi

I tifosi della Vis, raggiunta la promozione, prendono posizione su alcuni episodi capitati nella passata stagione

Dopo una stagione travagliata,fatta di alti (vittoria play off) a bassissimi momenti della nostra Vis, noi Vis Boys ci sentiamo in dovere di chiarire a tutti la nostra posizione di Ultras.
Abbiamo sin dall'inizio voluto credere ai progetti e alle promesse di questa nuova società (in primis "vincere"),concedendo sostegno incondizionato a squadra e società stessa,con abbonamenti,presenza allo stadio e tifo continuo. Purtroppo ,progetti e promesse non sono stati realizzati in pieno. Infatti, durante l'anno,dopo aver fatto figuracce sui campi di diverse parrocchie è venuto a galla un certo astio da parte di noi UVB nei confronti di squadra e società,conclamatosi nell'episodio specifico dell'incontro con l'Urbania.
Questo episodio ha sancito definitivamente la rottura tra noi e loro,grazie ai vari attacchi della società nei nostri confronti tramite stampa e questura, con conseguenti denunce e diffide.
Non accetteremo mai che qualcuno ci imponga il modo in cui dobbiamo fare ciò che meglio sappiamo fare ,ovvero tifare. (in quasi 30 anni di passione lo abbiamo dimostrato..).
Non riteniamo di dovere delle scuse a nessuno, tantomeno al giocatore Donati,il quale ha avuto solo uno scambio verbale faccia a faccia con noi ultras,senza nessun agguato.
Riteniamo infine patetica ed una grave accusa nei nostri confronti la premiazione fatta al giocatore durante la cena di qualche sera fa al circolo della Vis, grave ancor di più per il fatto che qualcuno di noi sta pagando un provvedimento penale a seguito di quel episodio.
A test alta, padroni di nessuno!!!

(comunicato del direttivo Ultras Vis Boys 1979 )

I Daspati

TREVISO. Maxi rissa tra gruppi di ultrà in pieno centro storico l’altro ieri a Treviso. Tifosi veneziani e trevigiani si sono picchiati prima della partita Treviso-Arezzo in piazzale Burchiellati. Sono stati tirati anche diversi tavolini del bar «Bottegon». Non ci sono ragazzi feriti, ma la rissa ha scatenato il panico. All’arrivo della polizia sono tutti scappati. Gli arancioneroverdi però sono andati verso lo stadio “Tenni” e dunque proprio incontro agli agenti che li hanno bloccati e portati in questura, i trevigiani invece sono riusciti a sparire per il centro. Risultato: a diciotto tifosi del Venezia è stato notificato un provvedimento «Daspo», il divieto di assistere alle manifestazioni sportive. Ventenni, si tratta di tifosi che non erano stati segnalati.
Gli uomini della Digos hanno poi ricostruito quanto accaduto. Arrivati nel primo pomeriggio da Venezia e Mestre, gli ultrà arancio-nero-verdi volevano incontrarsi con quelli dell’Arezzo, probabilmente anche per assistere assieme alla partita. Le due tifoserie, sono entrambe legate a gruppi di sinistra, dunque simpatizzanti tra di loro e contrastanti con gli ultrà del Treviso calcio, vicini all’estrema destra. Anche se i veneziani sono arrivati senza alcun segno di identificazione della propria squadra, sono stati però riconosciuti dai trevigiani. Quest’ultimi erano in piazzale Burchiellati, diventato ogni domenica il punto di riferimento per i «daspati» che da quella postazione riescono a seguire le fasi salienti della partita. Ed è qui che è scoppiato l’ennesimo scontro.

Agguato

Non si spegne l’eco degli incidenti di domenica all’autogrill di Viareggio sulla A12 fra tifosi napoletani e pisani. Una vera e propria imboscata da parte degli ultrà partenopei. I sostenitori pisani raccontano di pazzi inseguimenti sull’autostrada a velocità sostenute dove i campani hanno in alcuni casi costretto i toscani ad accostare sulla corsia d’emergenza per poi essere aggrediti. La stradale di Viareggio continua ad indagare sui fatti. 27 persone sono state identificate e almeno 6-7 di loro saranno incastrate grazie anche alle registrazioni di telecamere a circuito chiuso. Il bilancio parla di 4 feriti tra i tifosi nerazzurri.

Senza ospiti

La finale di ritorno dei play off di calcio di serie C2, in programma domenica 17 giugno al Santa Colomba tra Benevento e Potenza, si disputerà senza la presenza dei tifosi ospiti. La decisione di vietare la presenza nel Sannio ai tifosi lucani è stata presa oggi nel corso della riunione della Commissione provinciale per l’ordine e sicurezza pubblica dell'Ufficio del Governo di Benevento, sentito il prefetto di Potenza e informato l'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive.

La motivazione è contenuta in un’ordinanza prefettizia in cui vengono ravvisati problemi di ordine pubblico. Nella stessa ordinanza, infatti, si legge che l'incontro di finale play off è "ad alto rischio di incidenti per le turbative verificatesi tra le opposte tifoserie in occasione della partita di andata del 10.06.2007".

La partita sarà trasmessa dalla Rai in diretta televisiva e in via analogica per la sola provincia di Potenza. Inoltre, alla società Benevento Calcio il prefetto Giuseppe Urbano ha ordinato di "non emettere tagliandi di ingresso al settore riservato alla tifoseria ospite e di terminare le attività di vendita dei tagliandi per l'ingresso agli altri settori il giorno precedente a quello fissato per lo svolgimento della partita".

Il Benevento ha fatto anche sapere che i biglietti per i vari settori del Santa Colomba (escluso quello ospiti) saranno messi in vendita a partire da domani pomeriggio presso le abituali prevendite cittadine. Rimarrà, quindi, chiusa la biglietteria dello stadio.

La squadra giallorossa, intanto, ha ripreso oggi gli allenamenti presso lo stadio Santa Colomba, dove domani mattina e giovedì mattina si svolgeranno le altre due sedute settimanali. Non sarà disputata la consueta partitella infrasettimanale, poiché la squadra anticiperà la partenza per il ritiro di Telese a giovedì.

12 giugno 2007

Tentato omicidio

La Questura di Ascoli ha denunciato un ultra' della Roma ed e' sulle tracce di un altro accusato di tentato omicidio. I due giovani avrebbero preso parte, il 12 marzo 2006, agli incidenti fra ultra' giallorossi e poliziotti in occasione della partita di calcio Ascoli-Roma. Il primo tifoso e' accusato di resistenza a pubblico ufficiale, mentre l'altro ultra' e' ritenuto l'autore di un accoltellamento di un agente che si salvo' grazie allo spesso giubbotto.

11 giugno 2007

Acesi

ACIREALE (CATANIA) (ITALPRESS) - Carabinieri e polizia hanno dato esecuzione a provvedimenti di custodia cautelare in carcere, emessi dal gip presso il tribunale di Catania, a carico di due ultras acesi ritenuti responsabili dei gravi disordini verificatisi in occasione dell'incontro di calcio Acireale-Gravina di Catania, disputato l'8 ottobre 2006, nel corso del quale rimase ferito il comandante della Compagnia dei carabinieri. In manette sono finiti R.G. di 22 anni, ritenuto tra l'altro responsabile del ferimento dell'ufficiale dell'arma, e A.P. di 20 anni, entrambi di Acireale. Contestualmente sono state eseguite 23 perquisizioni domiciliari presso le abitazioni di altri ultras indagati per turbativa dell'ordine pubblico durante gli incontri di calcio disputati dall'Asd Acireale nel corso del campionato di promozione che si e' concluso da poco. (ITALPRESS). 11-Giu-07 10:39 NNNN

Incidenti

REGGIO EMILIA (10 giu. 2007) - Grande vittoria della Reggiana nella partita valida per l’andata delle finali Play-off del Campionato 2006/2007 di Serie C2/B contro la temibile Paganese.
Trascinata da un pubblico immenso i granata hanno dominato l'incontro mostrando una freschezza atletica, una determinazione e un gioco come non si vedeva da tempo. Rete decisiva segnata da Giuseppe Ingari con una deviazione sotto porta al 13' minuto del secondo tempo.
Il risultato va decisamente stretto agli uomini di Pane che hanno avuto diverse occasioni per aumentare il bottino, ma l'imprecisione sotto porta dei granata e un arbitraggio 'amatoriale' hanno fissato il tabellino sull'1 a 0, decisamente troppo poco per potere già gioire.
Il ritorno delle finali play-off è fissato per domenica prossima, 17 Giugno allo stadio Marcello Torre di Pagani.

AUTOMOBILISTA INVESTE AVVERSARI
Un automobilista di 59 anni di Pagani (Salerno), ma residente a Reggio Emilia, ha ferito alcuni tifosi in prossimità dello stadio Giglio di Reggio, un'ora prima dell'inizio della partita che ha opposto la Reggiana alla Paganese, nei play off per il passaggio dalla serie C2 alla C1. Secondo la ricostruzione dell'episodio, che è al vaglio della polizia, alcuni tifosi della squadra campana si sarebbero presentati al botteghino dove attendeva il proprio turno un gruppo di sostenitori della Reggiana. Ci sarebbe stato un alterco durante il quale l'automobilista, alla guida di una Ford, ha investito alcuni tifosi ferendoli leggermente. Per reazione, un gruppetto di supporter ha aggredito l'automobilista percuotendolo e danneggiandogli la macchina. All'ospedale per le medicazioni sono finiti lo stesso conducente dell'auto, e altre tre persone.

Leccesi

Non accadeva da tempi immemori. E probabilmente è la prima comunicazione ufficiale mai rilasciata dagli “Ultrà Lecce”, che fino ad oggi hanno sempre mantenuto un fermo distacco nei confronti della stampa, in qualsiasi situazione si siano venuti a trovare, di fronte ai pubblici elogi per il loro infaticabile sostegno alla squadra, o in caso di segnalazioni per le diffide comminate in diverse situazioni dalla polizia di Stato ad alcuni fra i loro esponenti. Ora, però, soprattutto di fronte a molte bocche storte per il silenzio che è piombato negli ultimi tempi nello stadio di “Via del Mare”, dove non campeggiano neanche più gli storici striscioni che fino a pochi mesi addietro tingevano la curva di giallorosso, hanno deciso di parlare. Ed hanno scelto, in maniera significativa, proprio l’ultima di campionato, a giochi fatti, con il Lecce già salvo da tempo.

Da più parti si riteneva infatti che alla base della protesta silenziosa vi fossero attriti con la società del patron Semeraro per una stagione che non ha assunto la piega sperata e che s’è conclusa con un avvicendamento in panchina (Papadopulo per Zeman), l’epurazione di parte di molti elementi del gruppo originario e l’innesto di nuovi arrivi. Ma non sarebbe esattamente così. Nel senso che gli inviti a rinforzare la formazione, restano. Ma c'è anche e soprattutto dell'altro. In mattinata, dunque, un incontro chiarificatore con i calciatori (capitan Zanchetta in testa), ai quali i tifosi della Curva hanno esposto la loro verità, per poi rilasciare un comunicato, scegliendo LeccePrima come prima fonte alla quale rivolgersi. Gli “Ultrà Lecce”, che più volte hanno ufficiosamente lasciato la loro versione, fatta circolare soprattutto fra il popolo dello stadio attraverso il tam-tam del passaparola, hanno quindi deciso che è giunto il momento di dare corpo, nero su bianco, alle loro ragioni. “Ancora una volta – spiegano – ci troviamo a dover spiegare i motivi del ‘silenzio’ in Curva Nord, non dovuto alle prestazioni del nostro Lecce, bensì all’incostituzionalità di alcuni punti del nuovo decreto anti-violenza che ha reso la nostra Curva spoglia di colore e passione”.

Il decreto, partorito in seguito ai gravi incidenti di Catania in occasione del derby con il Palermo del 2 febbraio scorso, durante il quale, in circostanze ancora non del tutto chiarite, perse drammaticamente la vita l’ispettore di polizia Filippo Raciti, ha portato ad un inasprimento dei controlli che viene vissuto con un disagio non certo nascosto da parte di molti movimenti ultras italiani, ma anche dai più comuni sostenitori di altri settori che non siano solo le curve. “A partire dal 31 marzo – dicono gli ultras leccesi – è proibito far entrare ed esporre qualsiasi tipo di materiale Ultrà Lecce: striscione, bandiera, sciarpa e maglietta”. E ancora, è fatto divieto di “incitare la propria squadra con folklore e passione, in piedi nelle vicinanze della balaustra o sui seggiolini e creare qualsiasi tipo di aggregazione ultras, reprimendo la libertà di pensiero e di espressione”.

Un’accusa piuttosto forte, la loro, che prosegue rincarando la dose: “La violazione di queste assurde normative ha causato una pioggia di denunce e multe, mirate a colpire ed a decimare solo ed esclusivamente il nostro settore. Sono stati, infatti, denunciati e diffidati alcuni ragazzi, rei di incitare la propria squadra in piedi e di indossare la sciarpa o la maglietta con la scritta ‘Senza padroni’ (in allegato a questo articolo, in formato Pdf e scaricabile in basso, la copia di una delle denunce comminate e che gli “Ultrà Lecce” ci hanno mostrato, omettendo chiaramente i nomi degli interessati, Ndr). Il prossimo anno, per chi non lo sapesse – proseguono –, ricorre il centenario della nostra squadra che non potrà certo essere festeggiato in un clima di ostilità, in uno stadio sempre e comunque ‘grigio’, vuoto e privo del calore che ci ha contraddistinti, ovunque. Niente e nessuno arresterà il nostro pensiero – avvisano, concludendo con uno dei loro più classici slogan: non ci avrete mai come volete”.

Spagna

Reazione violenta dei tifosi del Betis, inferociti per la goleada (0-5) subìta nel match contro l'Osasuna. Un gruppo di tifosi andalusi ha divelto e lanciato in campo dei seggiolini, solo l'intervento della polizia ha evitato danni peggiori, una volta terminati gli incidenti, i tifosi hanno invocato il ritorno di Serra Ferrer. Anche allo stadio Vicente Calderón di Madrid si sono vissuti momenti di tensione, tifosi facenti parte del gruppo Frente Atlético, hanno contestato dura,ente i dirigenti del club al termine del match perso dall'Atletico Madrid contro il Celta per 2-3 .

A12

(ANSA) - VIAREGGIO, 10 GIU - Scontri tra tifosi del Napoli (diretti a Genova) e del Pisa (diretti a Monza) nell'area di servizio Versilia Est della autostrada A12. Gli incidenti tra le due tifoserie sono avvenuti, intorno alle 12, dopo che i tifosi hanno bloccato con le auto l'ingresso e l'uscita dell'area di servizio. Il suono delle sirene delle auto della polizia ha generato un fuggi fuggi generale. Tra i tifosi ci sarebbero dei feriti lievi. Gli scontri hanno causato danni anche ad alcune auto di viaggiatori.

Scontri

GENOVA. 10 GIU. Erano circa le 14:40 quando la Polizia è intervenuta per fermare un gruppo di tifosi partenopei che cercavano di scavalcare i cancelli di sbarramento nei pressi della gradinata sud del Luigi Ferraris di Genova. Si è verificato un piccolo scontro tra tifoseria e forze dell'ordine, dove un partenopeo è rimasto ferito da un coccio di bottiglia. Il giovane è stato soccorso nell'infermeria dello stadio. poi la situazione è comunque tornata alla normalità.

9 giugno 2007

Venti

SONO STATI identificati e denunciati all’autorità giudiziaria venti tifosi ultras del Teramo Calcio che nel pomeriggio del 2 giugno hanno inscenato una manifestazione di protesta contro il "Decreto Amato" relativo alle nuove misure per arginare la violenza negli stadi, in Piazza Sant’Anna, raggiungendo in corteo Piazza Martiri della Libertà dove, sulla scalinata del Duomo hanno proseguito sino alle ore 20.45. La manifestazione di protesta, pubblicizzata oltre che sul sito ultras, anche attraverso l’abusiva affissione di manifestini in città (per cui sono state elevate tre contravvenzioni al Regolamento comunale ai tre giovani sorpresi di notte ad attaccarli) non era stata comunicata al Questore per le necessarie autorizzazioni, né al Comune per l’occupazione del suolo pubblico. Nel corso dell’incontro degli ultras, a cui hanno partecipato anche sedici tifosi ultras dell’Ancona che gli agenti della polizia sceintifica stanno cercando di identificare, sono stati intonati anche numerosi cori contro le Forze dell’Ordine. Per evitare possibili degenerazioni dell’iniziativa era stato comunque predisposto un servizio di ordine pubblico a tutela della collettività teramana, pronto per ogni necessario intervento. I giovani sono stati denunciati per aver organizzato una manifestazione non autorizzata ai sensi della vigente normativa e per oltraggio a Corpo Politico, Amministrativo o Giudiziario per le imprecazioni nei confronti della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri.

Marchese

Lorenzo Marchese è a giudizio per aver aggredito e minacciato il capo della mobile. I suoi legali: “E’ stato picchiato dagli agenti, una cronaca lo prova”. In crisi alcuni testi chiamati dalla difesa
(07/06/07) Ha calato tutte le carte che aveva a sua disposizione la difesa di Lorenzo Marchese, nel tentativo di scagionare l’ultras catanese dalle accuse di minacce, resistenza e lesioni ai danni del capo della squadra mobile di Parma. Una lunga teoria di testimoni ha sfilato ieri di fronte al giudice onorario Livio Cancelliere che ha faticato non poco a tenere le redini di un processo difficile, dove è in gioco molto più di quanto sta scritto nei capi d’imputazione.

8 giugno 2007

Ri-sequestro

Catania, 7 giu. - (Adnkronos) - Due giorni dopo il dissequestro della curva nord dello stadio Angelo Massimino di Catania la Procura ha deciso di porre sotto sequestro cautelativo la strada che costeggia il settore della struttura sportiva dove si trovavano molti teppisti che presero parte agli incidenti in cui il 2 febbraio mori' l'ispettore di polizia Filippo Raciti. Ad eseguire il provvedimento e' stata la polizia su disposizione dei vertici della Procura.

Tensioni

Schiaffi, urla e spintoni al San Paolo per i ticket di Genova
Il sindaco Rosa Russo Iervolino ha deciso di restare in città "Sarà più bello festeggiare la promozione qui"

Spintoni, urla, minacce, schiaffi e addirittura qualche coltello: la vendita dei 2067 biglietti per Genoa-Napoli ha vissuto più di un momento di alta tensione, fino all´arrivo delle ambulanze per soccorrere alcune persone in fila colte da malore. Tutto esaurito in 205 minuti, dalle 9 alle 12.25: dieci biglietti al minuto staccati dai tre botteghini adibiti alla vendita, ma quando gli sportelli chiudono il malumore e la rabbia sono evidenti. «Ho passato la notte all´aperto e ora mi ritrovo a mani vuote per colpa di qualche delinquente: ma a Genova vado lo stesso», dice Roberto R., in coda al botteghino del San Paolo già da martedì sera. Come lui tanti altri: la notte trascorsa su una brandina o su una sedia pieghevole, poi, quando arriva il momento di portare a casa il biglietto per Genoa-Napoli, la brutta sorpresa: mancano pochi minuti alle 9 e in tanti decidono di non rispettare la fila, facendosi largo con le maniere forti.
«Hanno usato anche una strategia di guerriglia, avanzavano "a testuggine" per farsi largo: degli steward e dei poliziotti, nessuna traccia», racconta Mario V., allo stadio già dalla mezzanotte. Le forze dell´ordine, in realtà, ci sono: una quindicina di agenti in assetto antisommossa, con tanto di scudo protettivo e manganello, restano ad osservare la scena a una trentina di metri di distanza. Alla fine, chi ha la peggio rimedia per fortuna solo qualche contusione: l´amarezza per quanto accaduto, però, resterà a lungo.
Senza incidenti, ma ugualmente faticosa la corsa al biglietto a Genova: lunghe code nei punti vendita in città e provincia, molti i napoletani che vivono in zona decisi ad assicurarsi un posto anche in settori diversi da quello riservato agli ospiti. Nessun dubbio sul tutto esaurito a Marassi, saranno quasi cinquemila i sostenitori di parte azzurra distribuiti in diverse zone del Ferraris. «Ma a chi teme incidenti dico che è una cosa impossibile: tra genoani e napoletani c´è e ci sarà sempre gemellaggio, e se il Genoa non dovesse superare il Napoli, i tifosi rossoblù si alzeranno in piedi ad applaudire gli azzurri», è la certezza espressa del presidente genoano Preziosi a radio Kiss Kiss; un appuntamento già fissato prima della partita tra i responsabili del tifo organizzato conferma le sensazioni del patron del Genoa.
A Napoli, nel frattempo, si continua a valutare l´ipotesi del maxischermo: la soluzione, in parte, potrebbe scoraggiare chi ha già deciso di partire per la Liguria pur non avendo il biglietto: è questo il vero elemento di rischio della partita sul quale sta cercando di focalizzare l´attenzione anche la questura di Genova.
Non sarà sicuramente in tribuna il sindaco Iervolino, che ieri ha confermato la sua presenza agli appuntamenti del fine settimana a Napoli: «Chiamerò al telefono il sindaco di Genova per avvertirlo che non sarò allo stadio. In ogni caso, sarebbe comunque più bello godersi l´eventuale festa qui in città».

7 giugno 2007

Veneziani

i Lettera

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO:

"Niente giustifica niente...
Ma sono testimone di una aggressione a donne e bambini Pisani che si dirigevano a piedi verso lo stadio Penzo l'ultima giornata di campionato.
Un gruppo di Ultras Veneziani si sono diretti minacciosi contro di noi togliendoci sciarpe, magliette indossate principalmente da bambini!!
Per difenderli qualche ragazzo si è anche preso i cazzotti...
E' scontato dire che la settimana successiva gli stessi bambini non se la sono certo sentita di ritornare a Venezia(nonostante il grande amore per il Pisa) per paura di doversi ritrovare in una situazione simile...
Questo non è vergognoso?
Spaventare dei bambini?
Aggredirli solo perchè indossavano una maglietta?
Credete che i nostri bambini non abbiano pianto spaventati per l'accaduto?
Senza considerare il fatto che è stato fatto pagare 30euro di biglietto anche sotto i 10anni, anche questo non è vergognoso?
E lasciarci senza acqua non è vergognoso?
Pensate prima di accusare noi di inciviltà...

Kinzica"

Due aquilotti

La contestazione del dopopartita di Spezia-Treviso ha portato due denunce da parte della Polizia giudiziaria. Due tifosi dello Spezia infatti già colpiti da d.a.s.p.o., ovvero il divieto di assistere a spettacoli pubblici organizzati, in particolare a manifestazioni sportive, infatti, sono stati riconosciuti dagli uomini della Digos. spezzina, diretta dal dott. Stefano Buselli, presenti in forze anche con macchine fotografiche e telecamere per verificare e filmare eventuali situazioni difficili (che fortunatamente poi come noto non si sono concretizzate).
Si tratta degli stessi uomini che lo scorso 2 febbraio erano stati denunciati dalla questura di Cesena e Forlì perché trovati in possesso di due bombe carta mentre accedevano allo Stadio Manuzzi prima di Cesena-Spezia, gara che si disputò comunque, e che fu terminata nonostante le notizie che durante il match giunsero da Catania: l’uccisione dell’ispettore Filippo Raciti.
A Cesena infatti, la prima bomba carta saltò fuori dopo la perquisizione - che la Polizia ovunque effettua nel momento dell’accesso allo stadio - di uno dei due uomini.
L’altro, visto scoperto il primo, ammise di avere con sé la secondaa.
A seguito di quell’episodio i due vennero colpiti appunto dal provvedimento D.a.s.p.o.: 3 anni senza assistere o potersi avvicinare ad una certa metratura allo stadio per colui che fu beccato dopo la perquisizione, 2 anni per il secondo.
La denuncia di oggi è relativa proprio alla presenza alla cancellata della contestazione dopo Spezia-Treviso. Da segnalare che per questo reato la legge prevede l’arresto entro 36-48 ore dal riconoscimento.
La Digos però ha evitato di procedere all’arresto proprio perché i due, come del resto tutti gli altri contestatori, non si sono resi protagonisti di azioni gravi o delittuose. Dunque i due hanno evitato la cella. Certo la denuncia è scattata, ed il divieto di assistere a spettacoli sportivi sicuramente sarà allungato nel tempo, proprio per fare in modo che nessun altro colpito da provvedimenti del genere si ripresentino alle cancellate dello stadio.
Infine, relativamente all’invasione di campo durante l’allenamento dello Spezia di ieri a Santo Stefano, sempre la Digos ha riconosciuto almeno una quindicina delle circa 40 persone che hanno fatto il loro ingresso al “Camaiora”. Ma gli agenti hanno verificato come i tifosi, comunque, abbiano assunto un atteggiamento non violento. Ed hanno evitato di intervenire.

6 giugno 2007

Amicizia

GENOVA, 6 giugno 2007 - "Il gemellaggio? Resiste, certo che resiste. Non dipende certo dal risultato di una partita la nostra amicizia coi tifosi napoletani". A parlare è uno dei personaggi più in vista della gradinata Nord, covo del tifo rossoblù più acceso. Vuole mantenere l'anonimato, ma intanto svela anche qualche particolare sulla nascita di un'amicizia tra due tifoserie che dura da venticinque anni. E che la partita di domenica, giurano, non scalfirà: "Il gemellaggio è nato non tanto e non solo per quel famoso gol di Faccenda che pareggiò il vantaggio del Napoli e permise al Genoa di salvarsi, mi ricordo infatti che prima del gol al San Paolo ci fischiavano. Piuttosto, già da qualche tempo c'erano stati contatti, e inoltre la nostra era una delle poche tifoserie, in quei tempi, che si presentava compatta a Napoli. E così è nato il rispetto prima, e l'amicizia poi".
NIENTE CORI CONTRO - Un'amicizia, dunque, destinata ad andare avanti anche dopo quello che succederà domenica, quando Genoa e Napoli si giocheranno la possibilità della promozione diretta in serie A: "Ma certo. Un'amicizia continua sempre e comunque. Se ho un amico che fa qualcosa che non mi va giù gli parlo, ci spieghiamo, non interrompo certo i rapporti. E così il nostro gemellaggio col Napoli va al di fuori di quello che succede sul campo: un'amicizia tra tifoserie è cosa ben diversa". E allora quando Napoli e Genoa saranno lì a giocarsela, al cospetto di un Ferraris che si annuncia esaurito, non ci saranno cori contro. Sarà sicuramente particolare vivere una partita del genere senza quell'animosità, a volte becera, che in genere divide due tifoserie: un motivo in più, probabilmente, per aspettare con ulteriore interesse una partita tanto importante. In cui i tifosi, da una parte e dall'altra, si stanno sobbarcando nottate in bianco per potersi assicurare i biglietti.
BIVACCHI PER I BIGLIETTI - Anche a Genova, infatti, c'è chi ha bivaccato davanti al Genoa Store, in zona Piccapietra, passando la notte in attesa dell'apertura. Circa un migliaio di persone, compreso qualche tifoso partenopeo sceso da Milano, questa mattina, affollava lo spazio davanti al negozio rossoblu, e probabilmente non tutti saranno riusciti ad accaparrarsi l'ambito tagliando, al Genoa Point e nelle quattro ricevitorie autorizzate in città. E dalle Riviere protestano perché è quasi impossibile, per i tifosi locali, riuscire a procurarsi il biglietto.
Gabriele Remaggi

Revoca

Revocata la misura di arresto nei confronti dei tifosi milanisti arrestati per la presunta estorsione ai danni del Milan. Il Tribunale del riesame ha liberato Giancarlo Lombardi, leader dei cosiddetti "Guerrieri Ultras", che era in carcere, Mario Diana e Federico Zinguerenke, ai domiciliari. Nel provvedimento si parla d'inefficacia della misura cautelare poiche' non sono stati trasmessi al Tribunale delle liberta' tutti gli atti in base a cui la misura e' stata emessa dal gip.

Inospitalità

Molto più di un rischio. E´ concreta la possibilità che le due finali play off del C1/B, Foggia- Avellino e Avellino­Foggia, possano giocarsi senza tifosi ospiti sugli spalti. L´indi­screzione è filtrata a margine dell´Assemblea di Lega delle società di Serie C che si è svol­ta nella giornata di ieri a Fi­renze. L´Osservatorio Naziona­le per le Manifestazioni sporti­ve si accingerebbe a dare ri­schio 2 (o addirittura 1) all´in­contro e i prefetti dei due capo­luoghi si regolerebbero di conseguen­za, sbarrando l´accesso allo “Zaccheria” domenica prossima ai sostenitori ir­pini e la dome­nica successi­va a quelli pu­gliesi al ”Par­tenio”.
Al di là delle legittime ar­gomentazioni sui motivi di ordine pubbli­co che determinerebbero que­sta soluzione dolorosa, reste­rebbe l´amarezza per una ma­nifestazione con due finali co­munque monche. Immaginarsi di poter festeggiare un´even­tuale vittoria e una promozione in Seri B senza i propri tifosi al seguito è in effetti quanto me­no anomalo, soprattutto per due squadre che hanno attra­versato una stagione davvero complessa e spesso, dal punto di vista ambientale, sofferta.
Lo ”Zaccheria”, tuttavia, non è nuovo a soluzioni simili. Già in occasione della penultima gara della stagione regolare contro il Taranto il prefetto di Foggia aveva deciso di negare l´accesso allo stadio ai tifosi jo­nici, disponendo la diretta tele­visiva per le zone di Foggia e Taranto della gara. L´esperien­za si era già verificata anche in occasione della partita con la Salernitana. Entrambi i prov­vedimenti restrittivi erano sta­ti determinati dagli incidenti che si erano verificati nelle ri­spettive gare di andata allo ” Iacovone” ( 17 dicembre 2006) e all´Arechi (12 novem­bre 2006). Stessa sorte era toc­cata ai tifosi della Cavese che non ave­vano potuto assistere dal vivo all´apo­teosi della squadra di Campilongo allo Zacche­ria, passata per due volte in vantaggio, prima di con­segnarsi al Foggia e usci­re sconfitta dal campo tra volta per 5- 2. Le coronarie dei tifosi rossone­ri, viceversa, erano state ri­sparmiate nella gara di ritorno disputatasi domenica scorsa al Lamberti di Cava de´ Tirreni.
Per quanto riguarda il ”Par­tenio”, lo stadio dell´Avellino era rimasto chiuso in questa stagione in occasione della squalifica comminata dal Giu­dice sportivo in seguito al con­citato finale della gara con la Ternana (squalifica poi ridotta dalla Caf da 4 a 2 giornate). Gli irpini hanno così disputato a porte chiuse le partite interne contro San Marino e Lanciano.

Tullio Calzone - Corriere dello Sport