31 maggio 2007

Tre Irriducibili

Tre tifosi della Lazio, Yuri Alviti, Fabrizio Toffolo e Fabrizio PIscitelli, sono stati condannati dalla Corte di Appello di Trento a tre anni e sei mesi di reclusione per lesioni gravi ai danni di un giornalista della Gazzetta dello Sport, Maurizio Nicita, colpito e ferito il 19 luglio del 2002 nel raduno di Vigo di Fassa. (30/5/2007) (Spr)

30 maggio 2007

Viola di rabbia

Riceviamo e pubblichiamo:

Ho aspettato che finisse il campionato e i giusti festeggiamenti che ne sono seguiti, dopo la grande stagione disputata, per non creare polemiche, poco opportune.

Proprio domenica però, per quanto ci riguarda è stato toccato il fondo. Abbiamo fatto una richiesta al Questore di Firenze per fare un striscione di semplice ringraziamento alla squadra, permesso negato in quanto doveva essere fatto in materiale ignifugo. Certamenta a Napoli, Roma, Milano etc etc sono in materiale ignifugo........... Noi ad essere presi in giro non ci stiamo! Addirittura non possiamo esporre lo striscione " Pompa vive", in quanto non autorizzato, rischiando un procedimento di Daspo. In altri stadi continua ad entrare di tutto, basta leggere.
Chi ha conosciuto Stefano Biagini sa cosa vuol dire per la Curva questo nome.

Poi l'ignobile sceneggiata di domenica sotto la Curva Fiesole, prima dei festeggiamenti con la squadra, da parte di steward e agenti con caschi e manganelli, che erano li per cosa e mandati da chi, per evitare non si sa bene cosa. Ci sono tanti modi per provocare sottilmente, questo tanto sottile non lo è.

Abbiamo visto facce conosciute da anni a Firenze, organizzare (male) quella inutile e grottesca sfilata in giallo. La riflessione amara è che sotto una giacca ed una cravatta molti si sono dimenticati da dove vengono. Potere del business, ci mancherebbe, ma quella sceneggiata " militare" sotto la Fiesole ve la potevate risparmiare. Noi la pensiamo così. In ultimo nonostante aver dato la disponibilità ad incontri, workshop, messagi ed altri, puntualmente vengono prese decisioni che dobbiamo solo subire, senza nessun tipo di contradditorio. Semplice, fateci sapere ma evitate di invitarci, tanto è tempo perso.

Pietro Vuturo
Gruppo Storico U.V.'73

28 maggio 2007

Pagliacciata

CAVA DE’ TIRRENI. L’amarezza per come si è conclusa la sfida dello "Zaccheria" dovrá essere dimenticata in fretta. Da questa mattina inizia la lunga settimana che porterá alla sfida di ritorno del Simonetta Lamberti. E allora la politica si mette al lavoro. Giá in mattinata il sindaco di Cava dé Tirreni Luigi Gravagnuolo ha previsto in agenda un vertice telefonico con la Prefettura di Salerno. La decisione adottata dal prefetto di Foggia di vietare la trasferta per gara uno al pubblico metelliana, oltre ad essere accolta negativamente in cittá, ha naturalmente alimentato aspettative che anche per la semifinale di ritorno venga adottata identico provvedimento per la tifoseria foggiana. Il sindaco è stato chiaro: «Spero che la trasferta a Cava dé Tirreni non sia autorizzata ai tifosi del Foggia. Giá vi è stata una forzatura -ha detto il sindaco - mi batterò con tutte le mie forze affinché non vi sia anche una violazione del principio di pari opportunitá tra le due squadre. Rischiamo di falsare anche l’andamento sportivo della competizione». La decisione spetta adesso al prefetto di Salerno Meoli. Al numero uno della prefettura di Salerno toccherá la decisione di autorizzare o vietare l’arrivo dei tifosi foggiani al Simonetta Lamberti. Ci sono, però, alcuni segnali che lasciano presuppore che anche al palazzo della prefettura salernitana verrá adottata l’identica decisione presa per la semifinale di andata. Il prefetto di Foggia si è assunto l’impegno di inviare tutta la documentazione necessaria del caso al collega Meoli per invitarlo a vietare la trasferta ai tifosi foggiani a Cava. Insomma tutto sembra orientato verso l’ordinanza di divieto per i foggiani. Entro giovedì dovrebbe arrivare l’ufficialitá.

Bruxelles

BRUXELLES (Reuters) - Una cinquantina di tifosi e una decina di agenti di polizia sono rimasti feriti nel corso di violenti scontri dopo la finale di coppa in Belgio tra il Bruges e lo Standard Liegi, ha riferito oggi un portavoce della polizia di Bruxelles.

Quattordici sostenitori del Bruges sono stati arrestati dopo un attacco di massa contro la polizia, col lancio di pietre e altri oggetti, avvenuto un'ora circa dopo la fine della partita, ha detto il portavoce.

"Dieci agenti sono rimasti feriti e sono stati portati in ospedale. Quattro di loro sono in condizioni serie, ma mi è stato detto che si rimetteranno. Hanno fratture e ferite al collo".

"Sono rimasti feriti anche circa 50 tifosi, e 35 sono stati medicati sul posto. Gli altri 15 sonostati ricoverati in vari ospedali della zona.

Gli incidenti sono avvenuti all'esterno dello stadio, dopo che il Bruges ha vinto per 1-0 grazie a un gol di Mannaseh Ishiaku.

26 maggio 2007

Tradizione

TORINO - La Digos di Torino ha sequestrato nella sede di un gruppo di
tifosi della Juventus, ''Tradizione'', 40 bastoni, un manganello e due
grossi ordigni rudimentali. L'operazione e' scattata stamattina.
Secondo quanto si e' appreso, gli investigatori ritengono di aver
sventato un regolamento di conti all'interno degli ultra stessi (Agr)

Bazzani

Tre meno due fa Mazzarri. La settimana prossima il valzer per la panchina blucerchiata arriverà alla stretta finale, tassello di un puzzle che riguarda mezza Italia. La via maestra dettata da Beppe Marotta portava a tre allenatori: Walter Mazzarri, appunto, Marco Giampaolo e Stefano Colantuono. La giornata di ieri ha avvicinato gli ultimi due ad altri lidi e, per sottrazione, il primo alla spiaggia genovese. Il tecnico della Reggina resta il candidato numero uno, anche se la salvezza o meno con i calabresi, da decidersi all'ultima giornata in casa con il Milan, potrebbe pesare sul suo potere di fascinazione in blucerchiato. E, soprattutto, c'è da risolvere il problema del contratto fino al 2008 che lega l'allenatore livornese al club amaranto: se si libererà - con Foti esiste un patto sulla parola - la via verso la Liguria sarà in discesa. Perde quota Giampaolo, che si è incontrato con Cellino e Salerno ottenendo garanzie tali da indurlo, pare, a restare a Cagliari. E ancor più Colantuono, ormai a un passo dal Palermo dopo l'incontro tra Ruggeri e Zamparini. Nell'estesa "waiting list" ieri è entrato e uscito anche Mauro Tassotti, altro incontro di Marotta in Grecia assieme a Vialli.

Mentre si complica, a causa dei tifosi amaranto, il passaggio di Fabio Bazzani al Livorno. Ieri è stato il giorno del giallo. La tifoseria contesta l'arrivo del Bucaniere per il passato alla Lazio, per una frase attribuita al numero 9 a proposito della politicizzazione degli stadi e secondo alcuni addirittura per un presunto tatuaggio a sfondo politico (Bazzani ha quelli dedicati alla Fortitudo e al figlio Niccolò). Una parte degli ultras livornesi ha iniziato a scandire lo slogan «Noi Bazzani non lo vogliamo». «Giocatore da veline e da discoteca, più che da sangue e sudore per la maglia - afferma un capo della curva - e a noi giocatori come lui non servono, anzi. Per non parlare di come attaccò Cristiano». Bazzani, che alla Samp ha sempre lottato e sudato, non ha gradito e ora il passaggio al Livorno torna in discussione. Spinelli però taglia corto: «Nessun problema, con Bazzani abbiamo un contratto bello firmato di due anni più opzione per il terzo e ce lo teniamo stretto».

25 maggio 2007

Il nostro ministro degli Interni

Amato fa di mestiere il ministro dell’Interno. In passato fu consigliere di Craxi per lunghi anni. Craxi finì in esilio e lui al governo. Si è recato a Palermo per i 15 anni della strage di Capaci. Un ragazzo gli ha ricordato dei 25 condannati in parlamento, di Cuffaro imputato per favoreggiamento aggravato, dell’assenza dello Stato in Sicilia.
Giuliano l'apostata socialista non si è sottratto al confronto con il coraggio e la cultura che lo contraddistinguono.
A muso duro ha confortato il ragazzo dandogli del capo populista, del giustizialista ingiusto, del retorico, dell’emotivo, dell’unilaterale. Ha poi aggiunto con grande padronanza della lingua di Dante: “Non creare questo conflitto tra l'Isola e il continente, in questo modo usi stilemi tipici del populismo isolano.”
La Mafia può dormire sonni tranquilli. Il ministro dell’interno ha sbaragliato uno studente siciliano antimafia. Ha dato l’esempio. Ora può tornare a Roma e fare due chiacchiere e prendere un caffé con due pregiudicati, Vito e Pomicino, eletti nella commissione Antimafia, e con Andreotti, persona da sempre informata sui fatti.

Beppe Grillo

Tifo sospeso per eccesso di repressione

La curva del Treviso rischia di sparire. 58 tifosi, tra cui 4 minorenni, sono stati raggiunti in queste ore dal Daspo, il provvedimento che vieta l’accesso agli stadi. Disposto dal questore di Verona dopo i fatti dello scorso 14 aprile, quando le forze dell’ordine videro lanciare due fumogeni dall’autobus che portava i tifosi allo stadio. Fermati e controllati, vennero rispediti subito a casa. Agli ultras sarà già vietato seguire Treviso-Bologna e le partite dei prossimi 12 mesi. E il tifo così rischia di rimanere in silenzio.
I trevigiani che si sono recati a Verona per seguire il delicatissimo spareggio salvezza a sostegno dei biancocelesti sono rimasti a bocca aperta: nelle ultime ore è arrivata la comunicazione del Daspo, il divieto di assistere a manifestazioni sportive. Da un minimo di un anno a un massimo di due. E tutto per due fumogini ritrovati dagli agenti della questura di Verona: uno sarebbe finito sotto un’automobile, rischiando di farla saltare in aria, un altro in un parco dove giocavano dei bambini, rischiando di ferirli. A pagare sono stati tutti i 58 tifosi che erano arrivati in treno, poi caricati in un autobus affollato. Scesi allo stadio, sono stati filmati e perquisiti, prima di venir rispediti in stazione e quindi a Treviso. Tra i diffidati ci sarebbero anche giovani e giovanissime, che hanno seguito la squadra solo in questa occasione. Molti prepareranno il ricorso al prefetto di Verona (c’è un mese di tempo) per evitare il Daspo, e saranno comunque chiamati all’obbligo di firma durante le partite.
Una vicenda documentata anche da un tifoso biancoceleste con il proprio telefonino, e poi messa su Youtube come tutte le altre partite del Treviso: l’immagine dell’autobus che arriva allo stadio, lo schieramento dei poliziotti, e poi il ritorno in treno dalla stazione di Verona Porta Vescovo. E la scritta finale: «Purtoppo non mi è stato permesso di entrare allo stadio. Ordini della polizia».
Salgono quindi a 120 le diffide ai trevigiani nell’ultimo anno: anche per questo sembra che la curva sia intenzionata a protestare clamorosamente, lasciando vuota la curva in occasione della partita di sabato con il Bologna. Una vera e propria batosta per il tifo biancoceleste: la curva rischia di sciogliersi.

Sequestro di Costituzione

Si giocherà senza tifosi ospiti la gara tra Foggia e Cavese, andata della semifinale play off del campionato di C1/B in programma domenica alle 16 allo stadio Zaccheria. Lo ha deciso la Lega di C prendendo atto dell'ordinanza del prefetto di Foggia che vieta la presenza dei tifosi ospiti per motivi di ordine e sicurezza pubblica.

Reds animals ( e poliziotti zelanti )

Il Liverpool e l'Inghilterra s'inchinano alla classe del Milan, ma attaccano duramente l'organizzazione Uefa e l'operato della polizia greca nel caos agli ingressi dello Stadio Olimpico. Il ministro britannico allo sport, Richard Caborn, chiede «spiegazioni urgenti» alle autorità greche, e l'ambasciatore ad Atene Simon Gass sollecita un'inchiesta sui maltrattamenti ai tifosi, caricati a manganellate e con spray lacrimogeni. Secondo gli inglesi, i reparti celeri hanno impedito l'ingresso allo stadio a circa 2.000 supporter, in gran parte in possesso di regolare biglietto. La situazione è precipitata ad uno dei controlli presso la stazione Irini della metropolitana. Quando i poliziotti hanno bloccato l'afflusso, perché il settore relativo appariva già stipato, i tifosi in fila per il controllo hanno cominciato a premere.

Alcuni si sono arrampicati sulle barriere, altri hanno tentato di aprirsi comunque un varco. Gli agenti hanno risposto con i manganelli e con lo spray lacrimogeno, senza riguardi per le donne e i ragazzini tra la folla. Anche l'ex leader del partito conservatore Michael Howard, grande fan del Liverpool, si è trovato coinvolto dagli incidenti: «Solo un miracolo ha evitato una strage come quella di Hillsborough (lo stadio di Sheffield dove nell'89 morirono schiacciati 96 tifosi del Liverpool, ndr.). Centinaia di tifosi sono stati bloccati ai controlli, hanno cominciato a preoccuparsi, e la ressa s'è fatta pericolosa. Moltissimi che avevano il biglietto non hanno potuto vedere la partita. Controlli-farsa, passavano quelli col biglietto falso, o con i biglietti riciclati attraverso le barriere. Le autorità greche si sono rivelate incompetenti, la Uefa non avrebbe mai dovuto scegliere questo stadio per la finale di Champions». «La colpa è dei tifosi del Liverpool — ha risposto secco il portavoce Uefa Gaillard —. Quelli del Milan non hanno avuto problemi perché si comportano diversamente. La Uefa ha una sola colpa: non aver scelto uno stadio da 250.000 posti, ma non ne esistono».

Parte lesa

Saranno interrogati oggi, in carcere, quattro dei cinque ultras arrestati mercoledì in seguito alle indagini sulle presunte estorsioni ai danni del Milan da parte di un nuovo gruppo della tifoseria organizzata, i "Guerrieri Ultras", che minacciavano di creare disordini, che avrebbero portato multe alla società, per avere in cambio biglietti per le partite. Tra di loro anche Giancarlo Capelli, conosciuto con lo pseudonimo di "Barone", leader delle Brigate rossonere. E proprio il suo nome e la sua attività fanno sorgere qualche domanda sulla posizione della società. Galliani, ascoltato come testimone il 9 gennaio scorso, ha spiegato di non aver mai avuto rapporti diretti con il tifo organizzato. Dunque Milan parte lesa della vicenda, ma una parte lesa anomala.

«Almeno fino allo scorso anno la società avrebbe sostenuto i capi supporter rossoneri, anche i più violenti, foraggiandoli con ogni tipo di agevolazione» scriveva ieri La Repubblica aggiungendo che la società avrebbe anche ostacolato le indagini che a dicembre avevano incontrato delle difficoltà. Nel provvedimento del Gip di Milano si legge che tali difficoltà erano determinate: «dalla diffusione della notizia che i telefoni possano essere sotto controllo. E' lo stesso Taveggia (il responsabile del settore giovanile, ndr) a riferirlo a Capelli». E il Gip spiega ancora che è lo stesso Taveggia a spiegare «quantomeno ingenuamente, di aver agito così convinto dalla buona fede di Capelli e di non aver compreso che vi potesse essere un'indagine in corso». Ed è stato ancora Capelli a spiegare in un verbale dello scorso 10 gennaio che: «Fino allo scorso anno io ritiravo anche 100 tessere a titolo gratuito, per ogni gruppo organizzato, che venivano consegnate per un servizio di security all'interno della curva». Una vera e propria bufera. Fino a ieri il Milan ha avuto altro di cui occuparsi, troppo preso dalla finale di Atene. Ma oggi che i riflettori della Champions si sono spenti dovrà cominciare a prestarci maggiore attenzione.

Napoletani

Senza dubbio siamo al bivio della stagione se veramente vogliamo evitare i Play Off non ci resta di vincere a Verona per poi sperare nelle disgrazie delle inseguitrici.
Andremo al Bentegodi scarniti di tifosi per l'ormai abitudini ignobili del Palazzo che per la seconda volta consecutiva abolisce le trasferte a noi tifosi napoletani; oltre alla partita già per se difficile poichè il Verona ha bisogno come il pane di punti per evitare la retrocessione ci troveremo anche ad affrontare forse la partita più decisiva di questa lunghissima stagione con tutto lo stadio contro.
Quel che mi dà conforto e che sembra di ripercorrere la trsferta di Brescia, cioè senza tifo, partita delicata e con una squadra alla ricerca di punti per il suo obiettivo (il Brescia aveva e tutt'ora ha l'obiettivo Play Off). In questa settimana ci sono stati tanti SE e MA sul futuro prossimo del Napoli cioè promozione diretta o Play Off, sicuramente da domani sera sapremo qualcosa di più, anzi con certezza se il treno per la A sarà diretta o con i Play Off!!!
Forza Napoli!!!!!!

24 maggio 2007

Vergogna

ALESSIO S. ha 26 anni e giovedì scorso era seduto sulla sua carrozzina a S. Siro, a vedere la vittoria della Roma in coppa Italia. Alessio è diversamente abile da più di un anno, complice una caduta dallo snowboard avvenuta l’anno scorso che gli ha compromesso l’uso delle gambe. Alessio a S. Siro è stato picchiato dai tifosi interisti a fine partita nella tribuna arancio, l’equivalente della nostra tribuna Tevere. Un attacco premeditato, rapido, scientifico, avvenuto mentre Totti alzava al cielo la coppa. «Stavo cantando i cori della curva Sud – ha raccontato alla radio Rete Sport - insieme con altri amici. A un certo punto ho sentito un po’ di trambusto alle mie spalle, mi trovavo a livello del terreno di gioco a ridosso del campo e con la mia bandierina mi stavo godendo la vittoria della coppa. Una decina di tifosi interisti ci hanno assalito con una furia mai vista, tutto sarà durato pochi secondi, forse dieci. Mi sono ritrovato su un seggiolino nelle prime file della tribuna dopo aver subito un colpo, un cazzotto o una manata. Un paio di miei amici hanno cercato di porre rimedio alla situazione, perché non c’era nessuno che ci difendesse. C’erano gli steward, ma non hanno mosso un dito. Di polizia nemmeno l’ombra». Alessio è emozionato, forse perché ricordare dei momenti così drammatici gli fa rompere la voce. «Hanno menato a chiunque – incalza – donne, bambini, signori di una certa età. E ci hanno preso alle spalle». Il tutto è frutto della nuova legge in vigore dopo il caso Raciti. Alessio spiega il perché. «Dopo quindici minuti sono arrivati i finanzieri. Ci hanno detto che loro adesso possono intervenire solo in caso di incidenti gravi e che la sicurezza all’interno dello stadio è di esclusiva pertinenza dell’Inter. In questi casi sono gli steward che devono intervenire. Ma loro erano lì che guardavano e non si muovevano, eppure vedevano bene quello che stava succedendo, anche perché noi strillavamo per richiamare l’attenzione». Poi sono arrivate le scuse. «Molti fans nerazzurri e un dirigente della società interista mi hanno espresso solidarietà e vergogna per ciò che è accaduto. Non mi sarei mai aspettato un atto del genere, sono anni che mi reco a Milano per le trasferte della Roma, e mi hanno sempre riservato un'ottima accoglienza. Quello di giovedì è stato un atto vile, un ragazzo nelle mie condizioni non ha alcun modo per difendersi e anche nel cosiddetto "codice della strada" è considerato un atteggiamento vergognoso». Ed il «codice ultras» non si è fatto attendere. Con un comunicato la curva Nord interista riferisce che «se tra gli eventuali responsabili del vile atto vi siano dei frequentatori della Curva, qualora qualcuno dovesse risultare coinvolto si prenderanno immediatamente drastici provvedimenti (...) vorremmo avere il disabile ospite a Milano per la prossima partita». La forze dell'ordine non entrano più negli stadi, gli ultras le leggi se le fanno da soli.

23 maggio 2007

Due hooligans

ATENE - Cresce la tensione ad Atene prima della finale di Champions League di questa sera tra Milan e Liverpool. Due tifosi inglesi sono stati trasportati in ospedale a causa lievi ferite riportate dopo scontri avvenuti tra gli stessi sostenitori dei Reds. Un secondo ultra' e', invece, rimasto coinvolto in tafferugli tra un centinaio di suoi connazionali ubriachi. (Agr)

Resistenza

PALERMO - Pochi minuti prima dell’inizio della partita di domenica pomeriggio allo Stadio “Renzo Barbera” tra Palermo e Siena, due Carabinieri della Compagnia San Lorenzo, impegnati nel filtraggio ad una delle porte del settore Curva Sud, hanno osservato la riluttanza al controllo di un giovane che prima ha cercato di entrare senza mostrare il documento di identità e successivamente ha esercitato violenza nei confronti di uno degli stewart che continuava a chiedergli di mostrare un documento di identità; i Carabinieri sono dunque intervenuti ed hanno fermato il ragazzo che ha anche opposto loro resistenza, divincolandosi e cercando di sfuggire per qualche attimo alla presa. Ha anche minacciato uno dei carabinieri intervenuti.
MONTESANO DAVIDE nato a Palermo il 12.10.1981, residente a Piazzale Ignazio Calona, allo Sperone, ultrà della Curva Sud è stato dunque arrestato per Resistenza e Minaccia a Pubblico Ufficiale.
Gli stewarts, durante le partire di calcio, hanno particolari funzioni ed assumono la qualifica di Incaricati di Pubblico servizio; dunque opporre resistenza o violenza ad uno di loro, concretizza i reati previsti e puniti dall’art. 336 e 337 del Codice Penale. Trattenuto nella notte nella Camera di Sicurezza della Stazione Carabinieri Falde, Montesano ha subito all’indomani un processo per direttissima, in cui, in attesa del giudizio è stato sottoposto all’obbligo di firma durante le partire. Sarà anche segnalato alla Questura perché sia destinatario di un “Daspo”, divieto di assistere alle manifestazioni sportive, che va da 1 a 3 anni. (

Biglietti

«Vogliono farci le scarpe, tanto poi a chi gliene frega di dare i biglietti a loro o di darli a noi». Così, al telefono, discutono due ultrà milanisti del gruppo «Commandos tigre». In curva sud, al Meazza, è tempo di faide. Una nuova formazione è nata, sulle ceneri della disciolta «Fossa dei leoni». «Guerrieri ultras». Cercano spazio tra le frange del tifo. E, soprattutto, mirano a un riconoscimento da parte del Milan. Perché dietro la fede calcistica, esistono interessi economici: il mercato del bagarinaggio e il merchandising della curva. Ogni mezzo è lecito. Dalle aggressione ai gruppi rivali alle intimidazioni nei confronti della società di via Turati. E sette «Guerrieri» sono stati arrestati, con l’accusa di associazione per delinquere, tentata estorsione, resistenza a pubblico ufficiale e lancio di oggetti durante una manifestazione sportiva. Nelle scorse settimane, l’ultima minaccia al club. Tagliandi per la finale di Champion’s League di questa sera, «o non saremo più in grado di tenere buoni i ragazzi della curva».
Una «cupola» agli ordini di Giancarlo «Sandokan» Lombardi e Giancarlo Capelli (il «Barone», capo storico della curva rossonera), seguiti da Mario Diana, Claudio Tieri, Alessandro Pozzoli, Marco Genellina, e Federico «Pablo» Zinguerenke. Gli agitatori della «sud», costati al Milan multe e il rischio di vedersi squalificare il campo. Per questo, la società avrebbe dovuto cedere ai ricatti dei «Guerrieri».
Milan-Lilla del 6 dicembre scorso. A San Siro vengono accese torce e fumogeni. Lombardi invia un sms a Diana: «Dopo che sono state accese, ma tante, chiamami». Pochi minuti dopo, ancora Lombardi: «Grande, le ho viste». E poi, «Bella torciata». L’ultimo messaggio di Sandokan è delle 21.22, a Pozzoli: «Sì, camerata, ma per le torce diffidano il campo?». Ancora, Milan-Torino. Lombardi, dopo il lancio di due torce, commenta con Zinguerenke: «Dici basta?». Risposta: «Penso di sì, sicuramente un altro giro è una botta. L’arbitro ha scritto». Ancora Lombardi: «Allora basta!». Alle 18.17, Lombardi chiama Pablo: «Ma secondo me, se chiami il Milan e chiedi un incontro adesso te lo danno...». Questa la pretesa: agire in una «zona franca» e diventare interlocutori della società. Perché «la costituzione dei “Guerrieri ultras” - scrive il gip Federica Centonze nell’ordinanza di custodia cautelare - non è che un pretesto per stabilire una posizione di egemonia che prevede la commissione di delitti anche gravi, quali il ferimento di Avignano (il tifoso aggredito a colpi di pistola lo scorso 16 ottobre a Sesto san Giovanni, ndr ), lo sfondamento dei cancelli, l’estorsione e che consenta la gestione degli affari che ruotano intorno allo stadio». In particolar modo, «la gestione dei biglietti concessi dalla società Milan», così da «determinare notevoli introiti per i gruppi organizzati».
L’ultimo business, la finale di coppa. Il 10 maggio scorso, Sandokan e il Barone si presentano nella sede del Milan. Parlano con la responsabile del settore booking della società rossonera, e con l’amministratore delegato del «Milan Entertainment». Pretendono biglietti per la partita contro il Liverpool. La società prende tempo. I «Guerrieri» chiedono di incontrare il presidente Sivio Berlusconi. L’avvertimento è che «siamo in grado di condizionare l’atteggiamento di tutta la tifoseria ultrà della curva, verso chicchessia». La minaccia, più esplicita, è di non essere più in grado di «tenere buoni i ragazzi». Ancora, tra il 14 e il 17 maggio scorso, in via Turati arrivano e-mail minatorie. Nel frattempo, la contestazione monta anche a San Siro. Striscioni e cori contro l’amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani. Lo scorso 9 gennaio, dopo aver sporto denuncia, Galliani ha spiegato agli investigatori della Digos di aver saputo «dalla Gozzi che le richieste di questi tifosi riguardavano disponibilità e gestione dei biglietti della curva sud», ma di «non aver mai avuto alcun tipo di rapporto diretto con il tifo organizzato».

Arresti a Catania

Due tifosi catanesi sono stati arrestati per gli incidenti avvenuti durante il derby Catania-Palermo del 2 febbraio scorso, nel corso dei quali venne ucciso l'ispettore capo di polizia, Filippo Raciti. In manette sono finiti Giovanni Calvagna, di 27 anni, e Lorenzo Marchese, di 26 anni. I due, accusati di resistenza aggravata, sono stati raggiunti da un provvedimento emesso dal gip del tribunale di Catania, Rosalba Recupido, su richiesta del sostituto procuratore Andrea Bonomo. (ITALPRESS)

Ancora su Milano

MILANO - Messaggi sms via cellulare per dettare i tempi dell'accensione e del lancio di fumogeni in campo nel corso del campionato o di Champions League, per provocare un danno alla societá milanista e costringerla ad aderire alle loro richieste. Queste le accuse a carico di sette tifosi milanisti, arrestati (tre ai domiciliari). L'indagine, avviata dalla procura di Monza, parla di «un vero e proprio sodalizio criminale operante nella cornice del tifo organizzato». L'inchiesta ha fatto emergere «un reiterato tentativo di estorsione nei confronti della societá Milan al fine di ottenere ingiuste agevolazioni nella gestione di biglietti e merchandising». Un'attivitá che si svolgeva, spiegano gli inquirenti, «con l'uso sistematico dell'intimidazione e della violenza. Prima minacciando e poi attuando azioni ritorsive quali ad esempio, il lanbcio dei fumogeni nel corso di partite.
L'INCHIESTA - Diversi i match, ad esempio contro Siena, Roma, Torino e Lille, in cui i tifosi hanno lanciato fumogeni in direzione dei calciatori, causando pesanti multe alla societá rossonera. Nel corso delle perquisizioni, circa una decina, sono state sequestrate ingenti somme di denaro e spranghe e bastoni. Uno dei tre indagati, Davide Maarouf è stato arrestato per spaccio di stupefacenti. Nella sua abitazione sono stati trovati circa 500 grammi di hashih. L'inchiesta era partita nell'ottobre del 2006 in seguito al ferimento di un tifoso rossonero, Leonardo Avignano, colpito a Sesto San Giovanni, nei pressi del centro commerciale Vulcano, con diversi colpi di pistola alle gambe. Le indagini hanno fatto emergere una lotta interna fra i gruppi della tifoseria organizzata rossonera, aumentati in seguito alla nascita di una nuova formazione chiamata i "Guerrieri ultras", dopo lo scioglimento della "Fossa dei leonI". Una formazione appena nata cappeggiata dagli arrestati Giancarlo Lombardi e Mario Diana, che secondo gli inquirenti, «ha cercato di assumere l'egemonia del tifo ultras rossonero ponendo anche in essere metodologie criminali intimidatorie, settore considerato una evidente opportunitá di lucro per la gestione di biglietti di merchandising.

Il Barone

(AGI) - Milano, 22 mag. - Giancarlo Capelli, detto 'il barone', il leader storico delle "Bigate rossonere" e' stato arrestato questa mattina dalla Digos con l'accusa di associazione a delinquere, tentata estorsione, resistenza aggravata a pubblico ufficiale, lancio e accenzione di torce luminose. Assieme a lui, altri sei ultra' milanisti sono stati raggiunti dagli ordini di arresto; delle 7 ordinanze di custodia cautelare, quattro hanno portato all'arresto dei tifosi, tre agli arresti domiciliari. Le indagini inizialmente avviate dalla Procura di Monza, secondo quanto riferito dagli inquirenti, hanno messi in evidenza l'esistenza di un sodalizio criminale nella citta' di Milano dedito alla commissione di illeciti penali. Fra gli arrestati figurano anche i leader del gruppo "Guerrieri ultras" e quelli della vecchia "Fossa dei leoni".

22 maggio 2007

Guerrieri

La Digos di Milano ha arrestato, la scorsa notte, sette noti esponenti della Curva Sud di San Siro e in particolare di un neonato gruppo costituitosi al momento dello scioglimento della storica "Fossa dei Leoni". Quattro sono in carcere, mentre per tre sono stati disposti gli arresti domiciliari; altre tre persone risultano denunciate in stato di libertà.

L'accusa è estorsione reiterata dei confronti del Milan per ottenere l'appalto della vendita del merchandising e di una parte dei biglietti per accedere allo stadio. Per raggiungere i propri scopi, gli pseudo-tifosi rossoneri minacciavano la società di comportamenti violenti, come lancio di fumogeni e altro che sarebbero potuti costare sanzioni anche economiche al Milan.

L'indagine è nata dopo il ferimento nell'ottobre del 2006 di un ultras milanista, probabilmente frutto di una faida interna ai gruppi del tifo organizzato rossonero.

Alitalia

ROMA (Reuters) - Alitalia ha cancellato 394 voli per in previsione dello sciopero di otto ore, dalle 10 alle 10, del personale di cabina della compagnia, a cui si aggiungerà quello dei controllori di volo. E c'è il rischio che l'agitazione lasci a piedi le migliaia di tifosi del Milan in partenza per Atene, dove domani si gioca la finale di Champions League Milan-Liverpool.

Lo sciopero segue lo stato di agitazione degli assistenti di volo di Alitalia in corso da una settimana e che ha coinvolto, secondo la compagnia, circa 32 voli al giorno su un totale di 800.

Visti i "gravissimi inconvenienti che si stanno verificando nel trasporto aereo", il presidente della Commissione di garanzia Antonio Martone ha convocato per oggi alle 16,30 Alitalia e le organizzazioni sindacali "per verificare se le disfunzioni del servizio siano da ricollegare a violazioni del contratto collettivo o, invece, a forme non regolari di sciopero", si legge in una nota.

L'Ente nazionale per l'aviazione civile (Enac) ha fatto sapere -- dopo un incontro, ieri, con il direttore generale Silvano Manera e il direttore della produzione di Alitalia Giancarlo Schisano -- che lo stato di agitazione "non ha comunque comportato violazioni relative alla sicurezza del volo". Ma Alitalia ha avviato oltre un centinaio di provvedimenti disciplinari nei confronti del personale di cabina che ha aderito all'agitazione, ha comunicato l'Enac in una nota.

Il presidente dell'Enac, Vito Riggio, ha aggiunto che ci sono "rischi di ordine pubblico" nel caso in cui le migliaia di tifosi del Milan in partenza oggi per Atene dovessero rimanere a terra a causa dello sciopero dei controllori di volo.

"Non fare volare queste persone è un problema serio", ha dichiarato ieri Riggio, come riferito da una sua portavoce.

L'Enac ha scritto una lettera alla commissione di garanzia sugli scioperi, sollevando la questione dei 7000 tifosi diretti ad Atene per la finale di Champions League, che si terrà domani.

Per l'elenco dei collegamenti soppressi a causa dello sciopero, Alitalia ha invitato i passeggeri a contattare il numero verde Info Sciopero Alitalia 800.650055, il numero unico 06/2222, il sito web www.alitalia.it o, per i possessori di palmari, il sito mobile.alitalia.it.

Informazioni utili sulla situazione dei voli possono essere consultate anche sul sito web della società di gestione Aeroporti di Roma, www.adr.it.

Classifica

Quello alla stazione di Terno d’Isola (BG) è l’ultimo scontro tra “tifosi” in un campionato di calcio che sta per concludersi, segnato da gravi episodi di violenza ma anche dal decreto Amato sugli stadi che avrebbe dovuto mettere un freno ai tifosi più esagitati. Ieri il bilancio è stato lieve: “solo” un poliziotto colpito a una gamba e tre passanti contusi. Seriamente danneggiate, invece, e in parte bruciate da una torcia due carrozze.
Trenitalia ha fatto sapere che citerà per danni i responsabili degli atti vandalici: “Saremo duri, niente sconti” dice, esasperato, Franco Fiumara, responsabile della Protezione Aziendale delle Ferrovie. “Non ne possiamo più di essere vittime della violenza ultrà, che è stupida e cieca di per sé. Ma che lo maggiormente quando distrugge anche i mezzi di trasporto pubblico”.
Via alla tolleranza zero?
Il termine è paradossale, chiediamo il semplice rispetto delle regole: chi sbaglia paga. E se da un punto di vista penale pagare significa essere messi dentro, dal nostro punto di vista significa sborsare i soldi per i danni arrecati.
Prima non era così?
No, solo dal 16 marzo 2007 il nuovo management del Gruppo Ferrovie dello Stato ha adottato la linea del rispetto delle regole per chi utilizza il treno, sulla scorta della legge Amato sulla sicurezza degli stadi. Sono stati diminuiti i treni dedicati alle tifoserie (charter: dai 104 del campionato 2005/06 agli 85 del 2006/07, ndr). Insomma, i tifosi, per raggiungere lo stadio, devono pagare la tariffa intera prevista per la tratta da percorrere. Su un normale treno di linea.
Com’è successo ieri per il regionale Milano-Bergamo…
Esatto: avevamo messo a disposizione quattro carrozze per 200 supporter interisti che hanno acquistato un regolare biglietto andata-ritorno.
A quanto ammontano i danni ai treni nel campionato 2006/2007?
A 100 mila euro. Ma il valore è approssimato per difetto visto che non è considerata la stima dei danni indotti come il costo del fermo di un convoglio per manutenzione e il suo mancato utilizzo.
Meglio o peggio in confronto al campionato scorso?
Meglio: nella stagione 2005/2006 arrivammo a 206 mila euro. Anche se vanno considerati due elementi importanti: la maggior parte dei danni dello scorso campionato è dovuta all’attività teppistica della tifoseria del Catania alla stazione di Parma del 14 gennaio 2006 (153.000 euro in un solo giorno, ndr). E poi quest’anno sono diminuiti di numero anche i tifosi trasportati: 41.700 contro i 69 mila del 2005.

21 maggio 2007

Carnevale

ATENE (Reuters) - La polizia greca ha detto oggi che utilizzerà delle pallottole di vernice colorata per identificare i tifosi violenti nel corso della finale di Champions League di mercoledì tra Liverpool e Milan.

Le autorità hanno messo a punto diversi piani sulla sicurezza per la più importante partita di calcio della stagione per evitare ogni tipo di scontro tra i tifosi inglesi e quelli italiani.

"Le armi che 'sparano' pallottole contenenti vernice colorata saranno uno degli strumenti che la polizia utilizzerà in caso di scontri coi tifosi", ha detto il portavoce della polizia Panagiotis Stathis, parlando a Reuters.

"(Queste armi) fanno abbastanza male e inoltre evidenziano i tifosi violenti", ha aggiunto.

Tutti i tifosi che verranno colpiti dalla vernice colorata sparata dalla polizia, e che non verranno immediatamente arrestati, potranno essere facilmente identificati in un secondo momento e arrestati dalla polizia successivamente.

Stathis ha specificato che le pallottole non verranno utilizzate se ci dovessero essere scontri che coinvolgono la folla all'interno dello stadio Olimpico.

Per la finale di Champions ci si aspetta che arrivino in Grecia 50.000 tifosi tra italiani e inglesi, molti dei quali senza biglietto.

Questo è il primo caso in cui armi del genere verranno utilizzate dalle forze di sicurezza greche.

Sanremesi

"A poco più di una settimana di distanza dalla retrocessione della Sanremese nel Cnd, i gruppi organizzati e i club della tifoseria biancazzurra hanno deciso di prendere posizione in merito alle vicende che riguardano il futuro della nostra società".

Lo scrivono i gruppi di tifosi della Sanremese, dopo la retrocessione in serie D: "Siamo vicini al presidente Giulio Pianese - proseguono - il quale, pur tra mille difficoltà e il disinteresse delle istituzioni sanremesi, ha gestito la società, per due campionati di C2, senza debiti e con un'adeguata valorizzazione del settore giovanile, vera e propria linfa per gli anni a venire. Indipendentemente dal fatto che la Sanremese venga o meno ripescata in C2, vogliamo rendere noto che, Pianese alla guida della società, rappresenta per noi una garanzia di stabilità economica e capacità organizzativa. Ricordiamo come, esattamente nell'estate di 20 anni fa, la Sanremese, successivamente alla retrocessione dalla C2 all'allora Interregionale, fallì tra il disinteresse generale dell'amministrazione comunale e dell'imprenditoria locale. In quell'occasione precipitammo in Terza categoria e la risalita fu lunga e faticosa. Le maglie biancoazzurre, dopo l'ultima stagione tra i professionisti della vecchia Sanremese (1986/1987), tornarono a calcare i campi della C2, solo nel 1998/1999, dopo aver passato in rassegna tutte le categorie del calcio dilettantistico. Non vogliamo che questo tetro spettro del passato torni ad aleggiare sul Comunale. Quando c'erano da gestire le centinaia di milioni del Comune e del Casinò erano in tanti a contendersi la Sanremese, ora nessuno ha teso una mano al nostro presidente che, ne siamo sicuri, con un po' più di buona volontà da parte di una città troppe volte apatica, sarebbe sicuramente riuscito a condurci alla salvezza. Da parte nostra, l'unica cosa che possiamo garantirgli è la passione e l'attaccamento che abbiamo dimostrato in questi anni alla Sanremese. Siamo pronti a sottoscrivere gli abbonamenti anche per il campionato di Cnd e a seguire la squadra in tutte le trasferte. A Pianese chiediamo solo di rimanere al suo postò con la chiarezza e l'onestà che ha sempre contraddistinto la sua gestione".

Violenze

Ieri si è disputata la gara d’andata dei play out tra Licata e Acireale nello stadio Dino Lotta.
Una gara davvero entusiasmante. Lo stadio stracolmo di tifosi, in particolare licatesi, i quali non abbandonano mai la propria squadra sostenendola sempre in ogni partita. Partita che doveva essere decisiva per il Licata, per la salvezza, ma la squadra non è riuscita ad avere la meglio a causa di una direzione di gara molto discutibile.
Così alla fine del match si scatena l’impossibile: i tifosi volevano aggredire l’arbitro, che nel frattempo era stato messo nelle mani protette delle forze dell’ordine.
Hanno iniziato così a lanciare sassi e la polizia è dovuta intervenire con una carica per evitare il peggio. Tutta la “battaglia” è stata ripresa dalle telecamere della Digos.
Cassonetti bruciati e vetri rotti sono stati l’epilogo della giornata sportiva.
Per l’ennesima volta lo sport diventa violenza.

Tifosi furiosi

CASTELLARANO. Solo la prontezza di riflessi degli addetti al cancello e la presenza di una decina di carabinieri ha evitato il peggio nel dopo partita. I tifosi carpigiani, che volevano contestare la loro squadra, si sono accalcati contro il cancello che limita l’accesso al Ferrarini riuscendo anche, in numero limitato, a raggiungere il pullman del Carpi. A farne le spese sono stati il sindaco Alberto Caprari e il ds del Castellarano Giovanni Ghirelli. Sfondando le recinzioni, i più facinorosi hanno fatto cadere a terra il sindaco, che stava cercando di uscire per raggiungere l’auto in parcheggio, e Ghirelli, intento a regolare l’afflusso degli accreditati da quella parte dello stadio. Un ultrà biancorosso è riuscito a entrare dal cancello che delimita la zona degli spogliatoi per un faccia a faccia con la squadra. Giuliano Buffagni, presidente del Castellarano, gli si è parato davanti, chiedendo aiuto anche ai carabinieri posti a guardia del cancello per evitare, anche, di incorrere in sanzioni, visto che alla partita erano presenti due commissari, che hanno imposto l’accesso alla zona solo agli addetti ai lavori. Il tifoso, subito allontanato, chiedeva di parlare con Notari. Una volta tornato in mezzo ai sostenitori, tutti assieme hanno iniziato a inveire contro i giocatori del Carpi che raggiungevano sgranati il pullman. Tra i più presi di mira Roncarati e Poluzzi, ma nessuno tra i biancorossi si è visto risparmiare offese. Dopo aver impedito per mezz’ora l’uscita dal cancello, i tifosi hanno deciso di fare dietrofront.
(21 maggio 2007)
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Manette bergamasche

Il 20 maggio 2007, i carabinieri di Calusco d’Adda ed Almenno San Salvatore hanno arrestato in flagranza di reato un operaio 33enne di Palazzago, per attentato alla sicurezza dei trasporti, danneggiamento aggravato e rissa in concorso. L’arrestato è ritenuto dai carabinieri l’organizzatore dell’assalto al treno, avvenuto presso la stazione ferroviaria di Terno d’Isola, da parte di una cinquantina di tifosi atalantini ai danni di un gruppo di tifosi interisti, avvenuto il 20 maggio, verso le 13.
I carabinieri, dopo l'episodio, hanno individuato l’operaio di Palazzago grazie ad alcuni testimoni che lo avevano visto distribuire, prima di indossare il passamontagna, l’armamento per l’attacco ai supporter interisti. L’arresto del trentatreenne è poi avvenuto nella tarda serata, al rientro di questi dalla partita Atalanta-Inter disputata allo stadio di Bergamo. Altre due persone che si trovavano con l'uomo arrestato in occasione degli scontri sono state individuate e denunciate. Nelle loro abitazioni sono poi state trovate spranghe in ferro, mazze e droga.

Cori

ROMA - Durante la gara Lazio-Parma i tifosi biancocelesti hanno cantato cori razzisti contro la Roma ('Roma Juden Club', 'Romanista ebreo') e anche contro le forze dell'ordine. In particolare, alla fine del primo tempo, si sono alzati cori che inneggiavano a Benito Mussolini. Non e' la prima volta che i sostenitori della Lazio si fanno riconoscere per la loro dedizione partecipata al fascismo, regolarmente confermata da slogan e striscioni. (Agr)

20 maggio 2007

In Curva

Non lesina premi ed incentivi pur di ottenere la promozione: dopo la promessa, fatta a sottovoce, di un premio da 1 milione di euro, il presidente Gigi Blasi annuncia di voler ricompensare anche mogli e figli dei giocatori con un viaggio. Meta? Una località di mare all´estero (Sharm el Sheik la più accreditata), per una spesa complessiva di circa 100mila euro. «Mi sembra giusto – ha spiegato il presidente – che, se dovessimo raggiungere il traguardo della B, anche le consorti dei nostri giocatori siano premiate. Se i ragazzi sono sereni lo si deve anche a loro. Io senza mia moglie al mio fianco, non avrei realizzato, probabilmente, tutto quello che sono stato in grado di fare. È poi è bello festeggiare fuori tutti insieme, anche con l´area tecnica».
Vulcanico come sempre, alla ricerca di idee per stupire, il numero uno di via Umbria le sta studiando tutte per vincere i play off: la ‘capatina´ in Curva Nord, domenica scorsa, l´hanno galvanizzato ancor di più, tanto da pensare di regalare 15.000 sciarpe rossoblu ai sostenitori del Taranto. «Quei dieci minuti in Curva mi hanno fatto scoprire un mondo nuovo, tanto da farmi sentire un Ultras. Per questo ho pensato di distribuire le sciarpe: credo che sia un modo come un altro per far sentire la vicinanza alla squadra in una partita così difficile e che per noi vuol dire tanto». Saranno 80mila euro ben spesi: «Abbiamo la possibilità di scrivere la storia, per cui chi se ne importa delle spese, non dobbiamo lasciarci sfuggire l´occasione». Sciarpe dentro e fuori lo ‘Iacovone´ dato che la capienza, nonostante le insistenze del presidente, non potrà essere ampliata. Immancabile l´appello ai tifosi: «Vorrei che, come l´anno scorso a Melfi, ognuno portasse un fischietto allo stadio, ci servirà per spaventare l´Avellino».
Aldo Papagni, intanto, continua la preparazione in vista play off. Cattive notizie, intanto, sul fronte acciaccati: si è fermato Andrea De Florio per un´infiammazione all´anca. Il capitano sta lavorando a parte ma dovrebbe rientrare entro il 27 maggio. Più preoccupante la condizione di Fabrizio Cammarata: il tallone di Achille continua a dolere e la punta siciliana è costretta a lavorare ancora a parte. Nessun problema per Barasso che, nonostante il differenziato, sarà a disposizione per la sfida con gli irpini.

Uno scemo

Il sindaco Giuseppe Fanfani, questo pomeriggio è stato aggredito da uno scalmanato nel piazzale antistante lo stadio, mentre stava facendo ritorno a casa.
Poco prima del fischio finale, il Sindaco della città di Arezzo, si è allontanato dalla tribuna e in sella alla sua bicicletta ha attraversato piazza “Roberto Lorentini”.
Il giovane, forse sotto gli effetti dell’alcool, si è avvicinato al primo cittadino e lo ha offeso accusandolo di tifare per la Juventus e invitandolo a trasferirsi a Torino.
Non contento lo ha colpito con una mano e lo ha graffiato, poi si è allontanato continuando a disturbare altri tifosi bianconeri tra cui una piccola bambina.
Fanfani ha segnalato l’episodio alle forze dell'ordine che adesso stanno cercando di individuare e rintracciare il responsabile dell’aggressione.

18 maggio 2007

FIERI DEI NOSTRI IDEALI, IN DIFESA DEI NOSTRI DIRITTI . . .ULTRAS LIBERI !!

Ancora una volta constatiamo come alcuni mezzi di informazione si divertano ad enfatizzare le notizie trasformando una semplice scazzottata in una guerriglia urbana. Inoltre “questi paladini delle verità” riescono pure a ricostruire, secondo la loro versione, fatti accaduti nel passato, quasi a voler far credere a tutti i costi che siamo in presenza di fenomeni di autentico “allarme sociale”. Evidentemente hanno poco da scrivere…Tra l’altro le dinamiche riportate, spesso contraddittorie, scaturiscono dalle solite “fonti ufficiali” …

Per questo siamo di fronte, come spesso accade, alla continua opera di criminalizzazione del movimento ultras che viene sfruttata, soprattutto in questo periodo di insistenti processi mediatici, per vendere qualche copia di giornale in più.

Non possiamo fare altro che rilevare le enormi falsità che hanno accompagnato gli accadimenti di domenica 6/05/’07 grazie alla servile informazione divulgata in questi giorni.

Da premettere che siamo stati sempre contro l’esasperata militarizzazione degli stadi e che reclamiamo maggiore libertà, tuttavia sembra “strano” che in una città come la nostra, dove dobbiamo sopportare pressioni e controlli anche nelle amichevoli, dove a volte ci sono più poliziotti che tifosi ospiti, in quella domenica non c’era nessuno nelle zone interessate al passaggio della tifoseria ospite. Per di più risulta “strano” il transito dei pullman organizzati per le vie centrali della città e non per l’abituale percorso che dalla Specola porta direttamente in corrispondenza del settore loro riservato.

Nel chiarire che comunque non c’interessano disposizioni relative all’organizzazione del famigerato ordine pubblico, non possiamo non avere la netta sensazione che si sia trattato di un chiaro e limpido tranello, che ci ha riportato alla mente quanto accaduto in occasione di Teramo-Giulianova di coppa italia (chi vuol capire capisca…).

Smentiamo inoltre categoricamente le assurde menzogne del ferimento di due poliziotti, di fantomatiche cariche di alleggerimento, di presunti cordoni per separare le tifoserie, visto che la polizia era del tutto assente. Non risponde al vero nemmeno la circostanza di presunti attacchi con lancio di oggetti perché chi ci conosce sa che non è nostra usanza nascondersi dietro simili e semplici azioni.

Siamo sempre più convinti che l’ondata repressiva, che colpisce con veemenza chi non intende piegarsi di fronte a dei provvedimenti liberticidi ed illogici, sia diventata soprattutto l’occasione per “impeccabili” e “scrupolosi” funzionari per fare viscide carriere sulle spalle degli ultras ignorando i diritti del cittadino, costituzionalmente garantiti, con arresti e restrizioni talmente mirati da apparire premeditati.

Per tanto non raccontateci che la legge è legge perché è ancora più evidente come nei confronti degli ultras siano adottate misure sempre più sproporzionate che non tengono in considerazione la reale gravità dei fatti. Non dimentichiamo che ormai si rischia l’arresto anche per l’accensione di un fumogeno dentro uno stadio…

A peggiorare il tutto c’è la constatazione che ormai non viene data nemmeno la possibilità di esprimere un sano dissenso verso questo stato di cose che viola sistematicamente le più elementari norme di garanzia. Non può essere tollerato ed accettato che delle persone vengano private della libertà, prelevate di notte dalle loro abitazioni, anche per questioni che non sono poi così gravi, contrariamente a quello che viene raccontato.

Per questo bisognerebbe riflettere su ciò che avviene, su questo assurdo gioco al massacro che fingendo di colpire determinati comportamenti, mira in realtà ad annientare uno scomodo pensiero che non può essere giustificato da questo sistema ipocrita, marcio e corrotto che pensa solamente a trasformare il calcio sempre più in un prodotto commerciale e gli stadi in freddi salotti dove poter consumare le più disparate logiche speculativo-affaristiche.

Aretini

Invitiamo tutti coloro che hanno appoggiato la nostra protesta relativa al "caro biglietto" per la partita Arezzo-Juventus a partecipare all'incontro che si terrà venerdì 18 maggio nel piazzale antistante lo stadio... Abbiamo importanti novità da comunicare in relazione al comportamento che adotteremo in occasione della partita e del suo contorno...
L'incontro avrà inizio alle ore 20 e 30 e ribadiamo sarà aperto solo a coloro che non hanno fatto valere la prelazione e a coloro che ci hanno appoggiato nella protesta non acquistando comunque biglietto.
Ci scusiamo per i tempi stretti ed improvvisi ma poichè l'organizzazione è estremamente importante vi invitiamo a fare un ennesimo sforzo.
ULTRAS - FOSSA - DEVILS

Botte

Lesioni volontarie gravissime. Condanne miti (l'accusa era tentato omicidio) per Michele Caruso (4 anni e 4 mesi, domiciliari) e Max Colombo (3 anni e 4 mesi, libertà vigilata), detto Nanà, i due ultras milanisti (Brigate rossonere) protagonisti del pestaggio al 42enne Walter Settembrini avvenuto prima di Milan-Roma del 25 gennaio. La sentenza di ieri, però, conclude solo un capitolo di una storia tutta da raccontare. A partire dall'ultras del Milan (Commandos Tigre, gruppo di riferimento di Settembrini) gambizzato il 17 ottobre 2006 a Sesto S.Giovanni. Un fatto che le indagini inquadrano in uno scontro per gli affari (2 milioni di euro l'anno) in curva Sud. Dietro la lotta di potere, scatenata dopo lo scioglimento (oscuro) della Fossa (2005), ci sarebbero pregiudicati legati al crimine organizzato che opererebbero all'ombra di un nuovo gruppo ultras (arrivato dopo la Fossa). Tra questi un elemento di spicco della banda di narcotrafficanti della Barona - non presente tra i 57 arresti di una settimana fa - , che partecipò alla sparatoria di via Faenza (1998), e un altro coinvolto nell'omicidio di Rocco Lo Faro (1996), figlio del boss della 'ndrangheta Sante Pasquale Morabito.

16 maggio 2007

Ciociari

Sabato 19 Maggio 2007, in occasione della gara Frosinone-Treviso, il direttivo della Curva Nord invita il popolo ciociaro a sostenere con ogni mezzo possibile i colori della propria città, a difendere con orgoglio una categoria conquistata con merito ma non senza sacrifici, per continuare nello splendido cammino che ha portato alla ribalta del panorama nazionale città, tifoseria e società, contro chi troppo facilmente ci aveva considerati meteora fulgida ma passeggera. Ci siamo da sempre,ci saremo comunque vada con la grinta consona delle nostre origini fiere.
LA DOMENICA È GIUNTA, LA SCIARPA È GIA’ PRONTA, È TEMPO DI ONORARE I MIEI COLORI: AVANTI CIOCIARI!

Federico Aldrovandi

AVVISO DI FISSAZIONE DELL'UDIENZA

"TRIBUNALE DI FERRARA - SEZIONE DEI GIUDICI PER LE INDAGINI PRELIMINARI E PER
L'UDIENZA PRELIMINARE - AVVISO ALLE PARTI DI FISSAZIONE DELL'UDIENZA
PRELIMINARE ... in relazione al procedimento penale nei confronti di:

1.FORLANI PAOLO

2.SEGATTO MONICA

3.PONTANI ENZO

4.POLLASTRI LUCA

avvisa gli imputati sopra indicati per i reati di cui all'allegata richiesta
di rinvio a giudizio... che con decreto in data 11 mag 2007 il Giudice dott.
Silvia Migliori ha fissato per il giorno 20 giugno 2007 alle ore 9.00 in
Ferrara... Palazzo Giustizia ... l'udienza preliminare in relazione alla
richiesta di rinvio a giudizio depositata dal Pubblico Ministero ... che si
notifica contestualmente al presente avviso."

ecco l'accusa:

"Delitto p. e p. dagli art 113, 51, 55, 89 c.p. per avere, con azioni
indipendenti tra loro, in qualità di agenti componenti le volanti alpha 2 e
alpha 3, intervenuti in via Ippodromo a seguito di chiamate di privati
cittadini che avevano segnalato la condotta molesta e di disturbo di un giovane
(successivamente identificato in Federico Aldrovandi), con colpa consistita:

1. nell'avere omesso di richiedere immediatamente l'intervento di personale
sanitario per le necessarie prestazioni mediche a favore di Federico aldrovandi
descritto dagli stessi agenti in stato di evidente agitazione psicomotoria;

2. nell'avere in maniera imprudente ingaggiato una colluttazione con Federico
Aldrovandi al fine di vincerne la resistenza eccedendo i limiti del legittimo
intervento; in particolare, pur trovandosi in evidente superiorità numerica,
percuotevano Federico Aldrovandi in diverse parti del corpo facendo uso di
manganelli (due dei quali andavano rotti) e continuando in tale condotta anche
dopo l'immobilizzazione a terra in posizione prona;

3.nell'avere omesso di prestare le prime cure pur in presenza di richiesta
espressa da parte di Aldrovandi che in più occasioni aveva invocato "aiuto"
chiedendo altresì di interrompere l'azione violenta con la significativa parola
"basta", mantenendo al contrario lo stesso Federico Aldrovandi, ormai
agonizzante, in posizione prona ammanettato, così rendendone più difficoltosa
la respirazione;

cagionato o comunque concorso a cagionare il decesso di Federico Aldrovandi
determinato da insufficienza cardiaca conseguente a difetto di ossigenazione
correlato sia allo sforzo posto in essere dal giovane per resistere alle
percosse sia alla posizione prona con polsi ammanettati che ne ha reso
maggiormente difficoltosa la respirazione.

in Ferrara il 25 settembre 2005

Effetto Serra

Lo aveva detto un mese fa e lo ha confermato con sicurezza: «Curva Nord e Curva Sud saranno divise al loro interno in maniera più netta, con un separatore e delle telecamere che riprendano questi quadranti in modo fisso». A parlare è il prefetto di Roma Achille Serra, che ha ribadito la sua idea di una frammentazione della curva per prevenire la violenza. «L'Olimpico è stato il primo impianto italiano dichiarato a norma, ma io ho formato una commissione composta da membri della prefettura, del Coni e dei Vigili del Fuoco per realizzare un progetto che prevede degli spazi separati con dei divisori e con gli steward sui gradoni, in modo da creare dei quadranti costantemente monitorati. Si tratta di un progetto a parte rispetto ai lavori di ristrutturazione dell'Olimpico presentati la scorsa settimana dal Coni».

E l'idea di un impianto tutto nuovo? «Sono stato all'Old Trafford e anche a Berlino, quelli sono un'altra cosa, ma questa non è competenza del prefetto, adesso teniamoci l'Olimpico». Si proverà a renderlo il più bello possibile per la finale di Champions League del 2009. Come? Togliendo la Polizia dagli spalti e sostituendola con degli steward: «Abbiamo iniziato i corsi per arrivare ad avere dei professionisti ben preparati, non possono essere improvvisati. Ma devono essergli attribuiti più poteri. A Manchester allo stadio ce ne erano 1500, guai a chi in Inghilterra ne sfiora uno. Lì lo stadio è impostato in modo che possono intervenire subito e chi si comporta male viene portato immediatamente davanti al magistrato. Non credo che si possa affrontare il tema della violenza negli stadi con la repressione. E' un errore molto comodo pensare che il problema possa essere risolto con la polizia, che deve essere invece l'ultima ratio. Bisogna comunque cercare sempre il dialogo e deve essere lo Stato a fare il primo passo. Non si può pensare che lo facciano questi gruppi di violenti». Infine i complimenti a Roma e Lazio: «Devo dare atto a Rosella Sensi e a Claudio Lotito di essersi scrollati di dosso certa gente, una cosa che dovrebbe fare qualunque società».

Due picchiatori

Non fu un agguato premeditato, non volevano uccidere. Prima di Milan-Roma di Coppa Italia, lo scorso 25 gennaio fuori dallo stadio di San Siro, i capi ultrà Michele Caruso e Massimiliano «Nanà» Colombo volevano dare solo una lezione a Walter Settembrini. Così ha stabilito la Corte presieduta da Paolo Micara. In pratica: 4 anni e 4 mesi di carcere per Caruso, 3 e 4 per Colombo.
Impostazione sostanzialmente difforme dalle indagini della Digos e coordinate dal pm Tiziana Siciliano che, al termine della sua requisitoria, aveva invece chiesto due pene esemplari per l´accusa di tentato omicidio: 10 e 8 anni di carcere. Una tesi che è sempre stata contestata dalle difese e che ieri, in aula, è stata rafforzata dalla testimonianza a sorpresa della parte lesa, Settembrini. «Non vengo in aula, io ho paura», ha prima dichiarato ai poliziotti il tifoso rossonero. Poi, dopo una lunga mediazione del pm, Settembrini si è presentato in aula, facendo però una premessa: «Non ricordo nulla di quella sera». Poche parole e la conferma ai giudici di essere stato risarcito dai due imputati: «Hanno versato 23 mila euro. Mi sento pienamente soddisfatto». Sul suo volto ci sono ancora i segni di quel violento pestaggio.
Sulle motivazioni di quella aggressione che per diversi giorni ha ridotto in fin di vita Setttembrini, non è emerso nulla. Poco credibili le versioni fornite dagli imputati («Non mi era simpatico a pelle», ha dichiarato Caruso). L´ombra di un regolamento di conti per la gestione degli affari in curva non è mai stata definitivamente spazzata via. Forse, gli ultimi dubbi sulle motivazioni che hanno portato a quell´agguato, potranno essere fugati con l´inchiesta ancora aperta in cui sono indagati altri 3 ultrà rossoneri.
Il Tribunale, con la sua decisione, ha deciso anche di attenuare le misure cautelari nei confronti degli imputati: Caruso da San Vittore è passato agli arresti domiciliari. A Colombo resta invece solo l´obbligo di firma. Tra le misure accessorie, per entrambi 5 anni di interdizione dai pubblici uffici. Al momento della lettura della sentenza, una dozzina di tifosi capeggiati da Giancarlo Capelli, detto "il Barone", sempre presenti alle udienze, ha manifestato la propria soddisfazione abbracciando a lungo i due imputati.
(15 maggio 2007

15 maggio 2007

La Melandri

Striscioni allo stadio? Dal prossimo anno si cambia. A sostenerlo è il ministro Giovanna Melandri che è così tornata a parlare di un tema che dall'introduzione del decreto Amato, poi tramutato in legge, ha fatto discutere i tifosi di tutta Italia: «La questione è rimasta un po' sospesa quest'anno, vedremo di ripristinarli», ha detto. Già, ripristinarli perché, di fatto, con le nuove normative lo striscione goliardico è praticamente scomparso. Colpa delle complicate procedure per l'approvazione. Oggi per far entrare qualsiasi stendardo, lo ricordiamo, bisogna far pervenire alla società la descrizione completa dello stesso entro sette giorni prima del match in questione. Il club a quel punto lo può girare al Gos che dà la sua risposta definitiva.

Un iter decisamente troppo lungo che ha portato qualche tempo fa all'ormai celebre scritta ironica dei romanisti: «A noi ci si è rotto il fax». Un iter che il ministro Melandri vorrebbe snellire effettuando i controlli direttamente all'ingresso degli stadi un paio d'ore prima della partita. Se ne riparlerà, così come si parlerà ancora di ristrutturazione degli stadi, uno degli argomenti dell'incontro di ieri tra Giovanna Melandri ed il presidente della Figc Abete. Per avere nuovi impianti ci sarà bisogno di tempi lunghi, nel frattempo a partire dal prossimo campionato si cominceranno a vedere sugli spalti gli steward, incaricati del servizio d'ordine dentro lo stadio, mentre all'esterno continueranno ad operare le forze dell'ordine. Insomma si proverà a riportare il tifoso a vedere la partita dal vivo perché «Accanto alla tolleranza zero - ha concluso il ministro Melandri - nei confronti dei comportamenti violenti, si deve pensare anche ad incoraggiare il volto corretto delle tifoserie».

14 maggio 2007

Bettega e Secco, Alessio e Riccardo

La serie A è dietro l’angolo ma a Torino nessuno sembra davvero avere voglia di festeggiarla. Dalla curva ai piccoli azionisti, sono tutti uniti in un unico coro: “Questa dirigenza non ci piace!”.

Il motivo del contendere è ormai noto e le contestazioni prima di Juve – Bologna lo hanno ribadito: i tifosi bianconeri vogliono tornare da subito a lottare per i vertici e non accettano che la società si possa privare dei pezzi più pregiati, come Buffon. Stanno dalla parte di Deschamps (che ha aumentato il suo appeal agli occhi del pubblico con il passare dei mesi), insomma, che per rimanere pretende delle garanzie tecniche. Quelle che la società, ora come ora, non sembra in grado di fornire. Per questo, chi ama la Juve chiede a Secco e Bettega (“Cobolli Gigli è invece una brava persona”, dicono i più) di andarsene. «Noi chiediamo solo che alle promesse, tante, troppe, succedano i fatti - spiega Fabio Germani, il responsabile della Sud Scirea - è arrivato il tempo di agire. Chiediamo alla società, a Jean Claude Blanc, che confermi Buffon e Deschamps. Inoltre, vogliamo che la Juve capisca che il giovane ds non è in grado di sopportare la pressione di rappresentare un club così prestigioso nelle trattative di mercato. E basta con l’ex vicepresidente: si facciano da parte per il bene della Juve. Il popolo bianconero è unito. Non staremo a guardare la disfatta della Vecchia Signora. Scenderemo in piazza, urleremo e non smetteremo mai di pretendere certezze». Una presa di posizione che condividono anche i piccoli azionisti e gli associati (oltre 2500) di “GiùlemanidallaJuve”, secondo cui “il caso Frings è esemplare dell’incapacità della dirigenza attuale di agire sul mercato. Noi tifosi siamo stufi di vedere rinforzate le nostre rivali storiche e, allo stesso tempo, vedere indebolita la nostra Juve. Pretendiamo che nessun nostro giocatore venga più ceduto all’Inter. E Deschamps deve essere confermato a tutti i costi, ha dimostrato di essere veramente attaccato alla causa accettando di guidare la squadra in mezzo a mille difficoltà”.

Il popolo bianconero, abituato a festeggiare per trionfi in Italia e all’estero, non scenderà in piazza per festeggiare il ritorno in serie A. Una formalità. Il pensiero di tutti va quindi già all’anno prossimo: e, come si è capito, il calciomercato infiamma gli animi dei tifosi che temono di vedere la propria squadra smantellata e nemmeno in grado di poter lottare per l’ingresso in Champions League cui – considerando ancora non maturo un approccio allo scudetto – verrà data primaria importanza per il rilancio nel 2007/08.

Si era tuttavia detto da più parti, in seno alla stessa società, che il rilancio della nuova proprietà avrebbe dovuto essere soprattutto di tipo “morale”, con i nuovi dirigenti pronti a rilanciare quello stile Juve che sembrava ormai perso. Ma, anche sotto questo aspetto, pare che ci sia qualcosa che non funziona nel modo giusto. Il 19 maggio prenderà infatti il via il “1º Memorial Alessio Ferramosca - Riccardo Neri, Per non dimenticare”. Nemmeno cinque mesi sono trascorsi dalla tragedia e quel “...Per non dimenticare” suona triste, vuoto come le promesse non mantenute. Alessio e Riccardo sono finiti in quel lago in un centro sportivo della Juve, con indosso la maglia della Juve, nutrendo la speranza un giorno di indossarla da professionisti. Ma alla lettera inviata nella sede bianconera il 20 aprile – dalla società della famiglia di Alessio che organizza il torneo - non è stata mai data risposta. Si chiedeva soltanto una collaborazione per organizzare l’evento…

Basta lame

Stadi vietati per 17 tifosi della Roma (due minorenni): lo ha deciso il questore di Palermo. Il 6 maggio si erano scontrati con la polizia. Per uno dei 17 il 'Daspo' ha una durata di 3 anni, per tutti gli altri di due. Dopo Palermo-Roma, il gruppo di 16 fu coinvolto in scontri alla stazione perche' tento' di salire a bordo del treno Palermo-Roma senza biglietto. Il 17/o tifoso, M.D. di 32 anni, venne sorpreso con un coltello a serramanico nascosto nella biancheria intima. (FOTO

Follia

Un gruppo di ultrá locali cerca il contatto con gli ospiti: sassaiole e resistenze
Teppisti scatenati nella sfida col Savoia Oltre cento gli agenti impegnati nell’azione di contrasto Un finale assurdo

ANGRI • 0
SAVOIA • 1
ANGRI: Valiante, Cacace (44’ st Di Ruocco), Iovane, Coppola, Grillo, Manzo, Vezzoli (37’ st Falcone), Amarante, Piemonte, Ferraioli, Majella. A disp.: Fontanella, Baio, Loreto, Prodomo, Marrazzo. All. Di Nola.
SAVOIA: Romagnini, Abate, Sessa, Costantino, Scognamiglio, Porzio, Serino, Buono, Ruggiero, Pinto (34’ st Carlino), De Rosa (45’ st Cesarano). A disp.: Ingenito, Manzi, Leone, Talamo, Riccardi. All. Agovino.
ARBITRO: Chericoni di Pisa
RETE: 39’ st De Rosa.
NOTE: spettatori 3500 circa, di cui 500 circa provenienti da Torre Annunziata. Ammoniti Costantino e Scognamiglio (S). Angoli 5-1 per l’Angri. Recupero pt 3’ e st 5’.
ANGRI. Scontri nel dopo partita, finiscono in manette 5 tifosi dell’Angri. Quella di ieri è stata un’altra giornata all’insegna della violenza negli stadi, con tanto di rivolta anche nei confronti delle forze dell’ordine. Eppure lo schieramento non era indifferente, visto che c’erano i carabinieri della locale stazione, quelli della Compagnia di Nocera Inferiore, quelli del Battaglione proveniente da Bari e diverse pattuglie della polizia. In tutto oltre un centinaio di uomini in tenuta antisommossa. I braccialetti ai polsi sono così scattati per cinque.
Tutto ha avuto inizio pochi minuti prima della conclusione del match tra l’Angri ed il Savoia. Quest’ultima è riuscita a guadagnare la vittoria per 1-0, scatenando l’ira dei tantissimi tifosi locali. Al fischio che ha determinato la fine dell’incontro, è cominciata la ribellione. Sono da poco passate le 17 quando un manipolo di scalmanati, diventato rapidamente molto più consistente, riesce a tirare giù una delle reti di contenimento che delimita gli spazi riservati alle due tifoserie. Il tempestivo intervento delle forze dell’ordine, riesce ad evitare il contatto fisico con gli oplontini ma non c’è nulla da fare contro la sassaiola. Per fortuna, gli elmetti protettivi hanno fatto il loro dovere, dando il tempo ai militari di alzare gli scudi. Poco a poco la tifoseria viene ricacciata verso il proprio settore. In questo frangente, un nutrito gruppo di militari raggiunge e presidia il settore ospite, allo scopo di evitare ulteriori problemi. Trascorre circa un’ora, perché questo è il tempo che ci è voluto per riuscire ad allontanare i facinorosi dell’Angri dall’interno del campo sportivo. Adesso non resta che disperderli, per consentire alla carovana di pullman del Savoia di allontanarsi. Ed è proprio durante l’ennesima azione di contrasto che vengono messi a segno gli arresti: uno dopo l’altro, fino a 5. Quando gli scalmanati si sono resi conto che le forze dell’ordine non avevano intenzione di continuare ad usare la linea morbida è scattato il fuggi fuggi. Questo ha consentito di riorganizzare le forze in campo, attivando il servizio di scorta per i 5 pullman con i tifosi del Savoia. Imboccato il casello dell’A3, carabinieri e polizia hanno garantito un viaggio tranquillo fino a Torre Annunziata.

Solo su Sky

Brescia, una trasferta a rischio sotto tutti i punti di vista. Un match talmente delicato che non solo è stato rimandato (era previsto sabato scorso) ma, sempre per motivi di ordine pubblico, non vedrà tifosi napoletani sugli spalti del "Rigamonti", almeno non quelli dei gruppi organizzati. Dopo giorni di tensione, infatti, gli ultrà hanno deciso di non seguire la squadra in Lombardia. Troppo forti le pressioni e l'attenzione delle forze dell'ordine che, dopo aver intercettato segnali di guerra, si stavano preparando al peggio. Non ci sarà dunque la tanto attesa "resa dei conti" tra due tifoserie che si odiano da tempo e soprattutto la tanto attesa vendetta dei partenopei dopo l'affronto subito il 9 dicembre 2000 (gli scontri a Fuorigrotta provocarono decine di feriti). Dai problemi delle curve a quelli del terreno di gioco: Reja ha un solo risultato utile, la vittoria. E' partita la volata per la A e quindi non sono ammessi tentennamenti: servono i tre punti, a tutti i costi. Per trovare la vie della rete, domani il tecnico dovrebbe lanciare nella mischia De Zerbi, Calaiò e Pià. Basterà?

13 maggio 2007

Ultras catanesi

(ANSA) - CATANIA, 11 MAG - Rinviati a giudizio sei ultras etnei per l'aggressione di due poliziotti, durante il derby Catania-Messina del 23 settembre del 2006. I due agenti erano entrati in curva nord, la stessa in cui e' morto Filippo Raciti, per accompagnare un medico e due barellieri che dovevano soccorrere un ferito. Uno dei due subi' una lesione della milza. Secondo l'accusa sarebbe stata un'imboscata contro la polizia, con uno dei tifosi che avrebbe finto un malore. Il processo sara' celebrato il 9 luglio.

Curva Sud Scirea

Il direttore sportivo Alessio Secco e il consulente Roberto Bettega contestati, Didier Deschamps e Gigi Buffon acclamati. Così i tifosi della Juventus prima e durante la partita di oggi, all’Olimpico di Torino, contro il Bologna. Alcuni sostenitori bianconeri hanno atteso e fermato il pullman della squadra poco prima che arrivasse allo stadio, applausi per i giocatori, in particolare per Buffon, e per mister Deschamps difeso dai tifosi che ne chiedono la conferma per la prossima stagione.

Dentro lo stadio due striscioni che fotografano lo stato d’animo della tifoseria bianconera. «Buffon e Deschamps intoccabili«, «Secco e Bettega dilettanti allo sbaraglio, andatevene«. Oltre agli striscioni, cori contro alcuni dirigenti e a favore di Deschamps e di molti giocatori, su tutti come sempre Buffon.

12 maggio 2007

Mercenari

I tifosi urlano : "Mercenario vai al Milan". Ronaldinho più vicino?
Che sia stata una serata brutta quella di ieri per il Barcellona, lo si intuisce già dal risultato (0-4 dal Getafe): che possa essere stata la sera della svolta per il mercato estivo della propria squadra, i tifosi rossoneri non lo immagineranno. Questa mattina Ronaldinho è stato seppellito di insulti da un gruppo cospicuo (oltre il centinaio) di tifosi del Barcellona: "Mercenario vattene al Milan", "Sei senza vergogna", "Mangiasoldi", "Traditore" le frasi più ricorrenti per il Fenomeno di Porto Alegre. E mentre l'arci-rivale interno Samuel Eto'o si presenta in conferenza stampa scusandosi ("Mi vergogno, mi nasconderei sotto terra"), R10 è apparso scuro in volto e durante la seduta di allenamento è comparso nel centro blaugrana anche Roberto Assis, noto fratello e procuratore dell'asso verdeoro. Che Galliani abbia trovato un nuovo grande, potente e forse definitivo alleato per la corsa al Pallone d'Oro 2005, ovvero il pubblico del Camp Nou?

Sporco calcio moderno

E´ furibondo, Serse Cosmi (nella foto), dopo aver appreso dello slittamento di Brescia-Napoli. “Mi hanno spesso rimproverato in passato di esser stato poco professionista - esordisce il tecnico del Brescia -. Mi sono applicato al massimo per dimostrare che non era cosi´. Ed ora un professionista, 48 ore prima di una partita, non sa quando dovra´ giocare...Questo non e´ calcio, e´ uno schifo, e´ una cosa ridicola”.
Cosmi e´ un fiume in piena: “E non mi si venga a dire che il calcio lo vogliono tutelare perche´ non e´ così”. “Magari qualcuno pensera´ che e´ la stessa cosa preparare una partita per la domenica o per il martedi´. Possiamo pure giocarla a carte se volete, ma non e´ la stessa cosa”.
“E questa per noi e´ una partita fondamentale - incalza Cosmi -. Tra l´altro non recupereremo nessun giocatore da qui a martedi´. E anzi il rischio e´ quello che si infortuni qualcun altro che poi non potra´ recuperare in tempo per la gara con il Bologna in programma il sabato successivo”. “Credo che anche il Napoli come noi sia penalizzato da questa faccenda - osserva il tecnico -. Mi metto anche nei panni di chi, come il presidente del Napoli De Laurentiis, e´ da poco entrato nel mondo del calcio: fossi in lui, visto che tra l´altro e´ il suo mestiere, ci farei un film...”.

Libertà

Teramo | I quattro ultrà del Teramo arrestati al termine della gara Teramo-Ravenna di domenica scorsa, per turbative all'ordine pubblico, tornano in libertà. Il gip oltre alla convalida dell'arresto, ha disposto nei loro confronti l'obbligo di firma in questura.

di Nicola Facciolini

I quattro ultrà del Teramo arrestati al termine della gara Teramo-Ravenna di domenica scorsa, per turbative all'ordine pubblico, tornano in libertà.

Il gip oltre alla convalida dell'arresto, ha disposto nei loro confronti l'obbligo della firma in questura ogni giorno per un mese. Il processo nei loro confronti è stato fissato all'8 giugno.

I quattro erano stati arrestati perchè identificati nei filmati girati dalla scientifica durante gli incidenti in piazza Dante quando un gruppo di una quindicina di ultrà aveva cercato di avere il contatto con l'opposta tifoseria ravennate.

Nei confronti dei quattro tifosi ultras del Teramo, tratti in arresto domenica 6 maggio, il Questore ha emesso il provvedimento di interdizione dai luoghi ove si svolgono competizioni sportive per anni tre e con l'obbligo di recarsi in Questura, in orari prestabiliti, durante lo svolgimento degli incontri di calcio.

Brescia-Napoli

BRESCIA - Alto rischio incidenti: niente Brescia-Napoli domenica. La partita è stata rinviata a martedì (si giocherà alle 18) su disposizione del prefetto bresciano.

Come detto, la decisione, a lungo ponderata , è stata presa dal Prefetto di Brescia, Francesco Paolo Tronca, che ha anche spiegato il perché. "Ho disposto - ha detto Tronca - il differimento della partita in altra data a giorno feriale in orario pomeridiano. La decisione è maturata dopo varie segnalazioni arrivatemi dai Questori di Brescia e Napoli e sulla base della determinazione assunta dall'Osservatorio del Viminale, che anche nella giornata di giovedì aveva ribadito il rischio elevato per la sicurezza. A questo si aggiunge l'interdizione del settore ospiti dello stadio Rigamonti".

Ricordiamo che la gara doveva inizialmente giocarsi sabato 12 e aveva già subito lo slittamento a domenica alle 15 per evitare la concomitanza con la Festa della Polizia.

Il vicequestore di Napoli Antonio De Iesu è intervenuto a Marte Sport Live, su Radio Marte, spiegando i motivi del rinvio: "Brescia-Napoli è una partita ad altissimo rischio ha detto -. Già all'andata a Napoli ci furono incidenti tra le opposte fazioni. In settimana, poi, abbiamo registrato numerosi messaggi di minaccia tra bresciani e napoletani su reti internet e telefoniche. Questo ha indotto il Viminale a catalogare la partita in questione con coefficiente tre, che indica il maggior grado di rischio possibile".

11 maggio 2007

Drughi e Bravi Ragazzi

Acque agitate in casa Juventus, mentre la stagione pare avviata verso un immediato ritorno nella massima serie. Alle continue voci su Deschamps e su un mercato che segna il passo, impietosamente rappresentato dal caso Frings, un tipo di giocatore che una volta avrebbe fatto la fila per indossare il bianconero, si aggiunge ora la contestazione annunciata in occasione del match contro il Bologna dallo zoccolo duro del tifo.

Nel mirino degli ultras c'è la nuova dirigenza, fatto salvo a quanto trapelato l'Ad Jean-Claude Blanc, ed i nomi dei "colpevoli" dell'attuale "Medioevo Juventino" verranno resi noti domani, ma, a leggere il durissimo comunicato diffuso dai due gruppi Drughi Bianconeri e Bravi Ragazzi, in cima alla lista paiono esserci il presidente Giovanni Cobolli Gigli ed il giovane Ds Alessio Secco, nella cui querelle con il tecnico i tifosi fanno chiaramente intendere da che parte stanno.

"I Drughi Bianconeri e i Bravi ragazzi Curva Filadelfia - si legge nella nota - ritengono necessario tornare a far sentire la voce ufficiale della Curva e di milioni di tifosi bianconeri in relazione alle tante voci riguardanti il calciomercato e il futuro della nostra squadra Questo comunicato stampa deve servire da monito ad alcuni dei nostri cari dirigenti, vogliamo assolutamente far capire loro che rimaniamo molto vigili su quelle che sono le voci che riguardano le partenze dei nostri campioni.

A proposito, perché si parla sempre di partenze di nostri campioni e mai dell'arrivo di qualche altrettanto forte giocatore? Cari dirigenti, voi che decidete le sorti della nostra squadra vi dovreste vergognare per aver venduto dei pezzi pregiati a una squadra nostra diretta concorrente che per anni ha dimostrato la sua incapacità nell'operare a livello di calciomercato e che ora per vostra negligenza ha avuto la possibilità di gioire e festeggiare. Noi questa grande umiliazione l'abbiamo subita, voi probabilmente no, anche perché bisogna vedere quanto e se siete veramente juventini... Abbiamo sentito tante parole, tanti discorsi e altrettante promesse ma non si vedono i fatti. Ci viene da pensare che probabilmente è il peso politico che serve per concludere certi affari in Corso Galileo Ferraris non ci sia! Iniziamo ad avere la convinzione che certi nostri elegantissimi dirigenti non siano all'altezza di portare avanti una campagna acquisti adeguata anche perché non è utopia che in certi ambienti bisogna avere esperienza e capacità che voi al momento non state dimostrando di possedere. Dovreste invece dimostrare riconoscenza a un allenatore come Deschamps che senza alcuna pretesa ha lavorato bene pur tra mille difficoltà. Sarebbe scontata la conferma.

Nessuno dei nostri campioni deve essere venduto all'Inter! Vogliamo tornare ad essere competitivi al più presto; se alcuni dirigenti non sono in grado di farlo allora che si facciano da parte senza prenderci in giro ulteriormente. Non è elegante vantarsi di avere 14 milioni di tifosi e ottanta milioni di simpatizzanti se poi non c'è rispetto verso di loro! E non dimenticate che sono questi stessi tifosi che potrebbero a malincuore far giocare la Juventus in uno stadio vuoto e silenzioso...".

Deprecabili

Gli Agenti della Digos hanno identificato nr.4 giovani tifosi che nella tarda notte di sabato, precisamente alle ore 04.15 di domenica, hanno danneggiato i muri perimetrali della ex sede INPS di Corso San Giorgio con scritte inneggianti alla violenza, contro le Forze dell’Ordine, contro il Presidente del Teramo Calcio ed altre che auspicano il non rispetto della vigente normativa per la sicurezza negli stadi.


Grazie anche all’ausilio delle telecamere della Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo, i giovani sono stati filmati e, attraverso mirati e professionali ingrandimenti delle immagini effettuati dalla Polizia Scientifica, si è riusciti a dare un nome ai responsabili di dette riprovevoli azioni, che deturpano anche l’aspetto architettonico della nostra bella città.

Come noto già da tempo la Digos è impegnata nella individuazione di chi in più occasioni ha manifestato il proprio pensiero in maniera assolutamente deprecabile, quale quella dello scrivere sui muri.
Proseguono le indagini per l’identificazione degli altri giovani che hanno concorso nei fatti sopra indicati in danno della sede INPS, con la precisazione che due degli identificati sono stati già colpiti dal provvedimento di interdizione agli stadi, manifestando in tal modo la piena coscienza e volontà di voler proseguire in comportamenti contrari alla legge.

Ultras e Società

Maurizio Capobianco, dirigente juventino dall'84 al 2005 ed ora in causa con la società, ha svelato i segreti del sistema Moggi e come avveniva il controllo sul sistema. "Solo agli inizi del 2005 sono venuto a conoscenza di almeno quattro casi in cui la Juve ha fatto arrivare beni di ingente valore, di 20-25 milioni di lire per ogni gratificazione, a due arbitri italiani, a un esponente della Figc, e a uno della Covisoc. Beni facilmente monetizzabili venivano consegnati per il tramite di società terze a soggetti terzi. Terzi legati agli arbitri da rapporti di parentela. I fatti risalgono agli inizi della gestione Giraudo-Moggi nell'anno '95".

Capobianco non fa i nomi degli arbitri coinvolti. "Bergamo non so, Pairetto era di casa alla Juve. Perché parlo ora? Perché prima di Calciopoli quello che vedevo erano i frammenti di una vicenda che ha acquistato senso compiuto solamente dopo. Solo ora mi rendo conto di come hanno rovinato una società con una storia di oltre cento anni, con la complicità di arbitri, giornalisti, e istituzioni".

Capobianco spiega anche come avveniva il rapporto con i giornalisti. "La Juve aveva consulenze molto ricche con società vicine ad alcuni di loro. Almeno in un caso, a inizio stagione si stipulava un contratto per studiare dei progetti di comunicazione. Poi a giugno, se la Juve aveva vinto lo scudetto, la società decideva di realizzare quei progetti e pagava il premio alla società di comodo: i progetti, ovviamente, non vedevano mai la luce".

Su Giraudo: "Della Semana srl, la società voluta fortemente nel luglio 2003 da Giraudo e partecipata dalla Juve per il 30 per cento, si è parlato poco. Attraverso la Semana, Moggi e Giraudo, in violazione della legge Pisanu, finanziavano indirettamente le curve. Nei bilanci ci sono fatture da decine di migliaia di euro a gara per l'acquisto di coreografie, striscioni e quant'altro. Che mi risulti Semana è sempre operativa".

Ora la dirigenza juventina è cambiata? Per "Oggi decide tutto Secco, che in passato non ha mai mosso un dito senza il consenso di Moggi. Il direttore del personale Sorbone è lo stesso. Rena Opezzi (ad di Semana e procuratore della Juventus), è da sempre il braccio destro di Giraudo. Il direttore finanziario Michele Bergero e il direttore marketing Fassone (ex guardalinee) sono sempre lì. La nuova Juve di Cobolli, la chiamano... Ma se si sono tenuti persino Bertolini".

L'ex dirigente svela anche un caso di positività. "Moggi e Giraudo in Figc facevano quello che volevano. Io rimasi molto colpito da come venne coperto un caso di positività alla cannabis di un giocatore. Lo scoprì l'Uefa nel '97. Lo comunicò alla Figc e finì tutto lì".

10 maggio 2007

Rissa

FORLI' – Si erano resi protagonisti di un aggressione ai danni dei tifosi della Sambenedettese il 24 marzo del 2004 presso l'area servizio Bevano sul tratto forlivese dell'A14. Gli imputati (Nicola Zucca, Antonio e Daniele Rossi, Daniele Paolucci e Gianluca Marchesi), accusati di rissa e/o violenza a pubblico ufficiale, sono stati condannati chi a 4, chi ad 8 mesi e chi ad un anno di reclusione. Il verdetto è stato emesso dal giudice Alberto Rizzo.
Negli scontri furono coinvolti 6 pullman della Samb, diretti a Mantova per l'incontro di serie C2/B, e tre bus del Perugia diretti a Brescia per il match di serie A. Furono attimi di vera tensione ne quale vennero danneggiati seriamente sia i mezzi di trasporto che l'area di rifornimento. Sul posto le forze dell'ordine riuscirono, poi, a contenere la sassaiola e gli scontri fisici.

Guerriglia

Quattro ultras granata saranno processati - insieme ad un tifoso riminese - a metà novembre in tribunale a Rimini. Si dovranno difendere dalle accuse di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale nonché porto di oggetti atti ad offendere, come conseguenza della guerriglia urbana che scoppiò davanti allo stadio al termine della partita Rimini-Reggiana disputata il 7 marzo 2004. Nove, fra poliziotti e carabinieri, le parti offese. In autunno saranno processati quattro tifosi della Reggiana: il 42enne Claudio Ceci (di Montecchio), il 34enne Angelo Debbia (di Albinea), il 32enne Alexandre Iotti (di Gattatico) e il 26enne David Pagliani (di Montecchio).
Saranno tutti difesi dall’avvocato Vainer Burani. A giudizio anche il riminese 35enne Antonio Guerri. Le accuse sono state definite dal pm Marilù Gattelli al termine dell’attento esame dei filmati relativi a quei dieci minuti di follia in cui quella domenica le tifoserie contrapposte avevano cercato il contatto. A fine partita i tifosi granata, arrabbiati per l’ennesima sconfitta (1-0), avevano voluto manifestare la loro rabbia ai giocatori e così, usciti dalla curva, avevano imboccato il viale che porta alla tribuna. Quella che doveva essere una contestazione si trasformò in guerriglia. Le indagini della questura di Rimini, in contatto con quella di Reggio, portarono subito all’arresto di David Pagliani e Angelo Debbia, che finirono in manette con un «arresto differito». Dopo tre giorni di cella vennero liberati in attesa del processo.

Venafro-Campobasso

Tre tifosi sono stati denunciati dai carabinieri per l'uso di fumogeni durante la partita di calcio Venafro-Campobasso.

Nel corso di servizi finalizzati al contrasto del traffico di sostanze stupefacenti, a seguito di perquisizioni personali e veicolari segnalavano al Prefetto una persona per possesso di sostanza stupefacente per uso personale.
Alla stessa venivano sequestrati grammi 5 di sostanza tipo hashish.
a conclusione indagini hanno segnalato, in stato libertà alla competente Autorità Giudiziaria tre persone, per l’ipotesi del reato di “possesso di strumenti per emissione fumo e invasione di terreno di gioco”.
I fatti sono riferiti alla conclusione dell’incontro di calcio, lega dilettanti, del 06 maggio 2007 tra la locale formazione calcistica e quella del Campobasso.
Sono in corso le indagini per identificare gli autori del danneggiamento di parte della recinzione avvenuta sempre in occasione del citato incontro di calcio.

Snack e merendine

Sono stati identificati e denunciati per furto undici tifosi della squadra di basket Pepsi Caserta (Lega 2) che il 22 aprile scorso, durante la trasferta per seguire la squadra del cuore per la partita decisiva per la promozione in serie A, a Pavia, rubarono, dagli scaffali di una stazione di servizio sull´A1, all´ altezza di Reggello, snack e merendine per un valore di circa 1500 euro. Le indagini sono state condotte dalla Polstrada e dagli investigatori della sezione criminalità organizzata della squadra mobile fiorentina: i poliziotti hanno passato al setaccio le immagini riprese dalle telecamere della stazione di
servizio, individuando i presunti responsabili del saccheggio, tutti casertani di età compresa tra i 18 e i 38 anni. I tifosi,
settecento in tutto, che viaggiavano in trasferta a bordo di dieci pullman, furono tutti fermati e identificati. (ANSA)

Sassate

Il pullman che dopo la partita vinta sul campo della Fortitudo Climamio Bologna, scortato da un’auto della polizia, riportava i tifosi della Snaidero Udine verso l’autostrada è stato preso a sassate in via Saffi, nella prime periferia di Bologna. Una ampia vetrata è andata in frantumi ma non ci sono stati feriti. Il traffico è rimasto bloccato per diversi minuti, poi il pullman è ripartito verso Udine. La partita, tra una Climamio senza più stimoli di classifica dopo una stagione disastrosa e una Snaidero arrivata ai margini della zona play off, non aveva avuto momenti di tensione tra le due tifoserie. I pochi sostenitori della squadra friulana erano anzi arrivati al palasport solo verso la fine del primo tempo.

9 maggio 2007

Bagno di sangue

Non pago del 7-1 sul campo il Manchester torna all'attacco contro la Roma e stavolta affida la fase offensiva ai suoi migliori avvocati piuttosto che a Cristiano Ronaldo, Giggs e Rooney. I legali inglesi hanno infatti depositato presso l'Uefa un durissimo dossier denominato "Blood bath in Rome" (Bagno di sangue a Roma) in cui chiedono l'inasprimento - magari fino alla squalifica - della sanzione economica (75000 franchi svizzeri, circa 47000 euro) già comminata dall'Uefa alla Roma lo scorso 18 aprile (con motivazioni depositate il 1° maggio) per il comportamento della società giallorossa e, per responsabilità oggettiva, dei suoi sostenitori la sera della gara d'andata dei quarti di finale col Manchester United, lo scorso 4 aprile.

Ma la Roma, sicura anche del fatto di non rischiare alcuna squalifica, non starà a guardare. E con un dossier ulteriore rispetto a quello già piuttosto aspro presentato all'Uefa (da cui le controdeduzioni durissime degli inglesi) l'avvocato Conte è pronto a contrattaccare, accusando anche la società dei due magnati americani per il comportamento tenuto nella partita di ritorno, lo scorso 10 aprile. L'Uefa ha fissato al 15 maggio il termine ultimo per il ricevimento del dossier della Roma, successivamente fisserà l'udienza disciplinare vera e propria, alla quale presenzierà anche l'avvocato Crespo. In ballo un po' di spiccioli ma anche la ricostruita immagine della società giallorossa (finalmente in procinto di liberarsi della diffida) e quella piuttosto scricchiolante (e diffidata) degli inglesi dopo gli incidenti di Lille e di Roma.

Allarmante gravità

Sono stati protagonisti di fatti "di allarmante gravità" e le "modalità operative sono sintomatiche di una premeditata aggressione alla tifoseria avversaria". Lo scrivono i giudici del Tribunale del riesame nell'ordinanza con cui hanno deciso, nei giorni scorsi, che restino in carcere i tre ultras rossoblù arrestati dopo Bologna-Napoli del 6 aprile. I tre erano stati arrestati negli scontri del dopo-gara per resistenza pluriaggravata grazie all'applicazione del decreto Amato contro la violenza negli stadi. Intanto domenica il Dall'Ara ospiterà l'incontro a porte chiuse Catania-Milan.

Manette

LAMEZIA TERME. Un giovane lametino, Vittorio Azzarito, di 22 anni, è stato arrestato dagli agenti della polizia di stato a seguito della rissa verificatasi, domenica scorsa, alla fine dell’incontro di calcio di serie C2 tra la Vigor Lamezia e il Benevento. Azzarito, segnalato nel 2004 per avere lanciato in campo in un’altra partita del materiale pericoloso e destinatario all’epoca di un divieto temporaneo di accesso allo stadio, è stato individuato grazie alle riprese effettuate dalle telecamere poste nell’impianto. Domenica scorsa a conclusione della partita - secondo quanto riferito dalla Polizia - il giovane, insieme ad una decina di supporter lametini per i quali verranno richiesti l’adozione di altrettanti Daspo, ha aggredito gli ultras ospiti che, per festeggiare la vittoria della propria squadra, avevano abbandonato le gradinate e si erano riversati sul campo. Solo l’immediato intervento della Polizia era riuscito a riportare la calma sul terreno da gioco e ad evitare maggiori turbative in considerazione della presenza di oltre cinquecento tifosi beneventani. Nel corso delle indagini è emerso che altri due lametini hanno preso parte attiva agli scontri. I due sono stati denunciati.

Arresto differito

CATANIA (ITALPRESS) - Arrestato dalla polizia un ultras catanese appartenente al gruppo denominato A.N.R. (Associazione Non Riconosciuta). In manette e' finito Giuseppe Siscaro, 32 anni, originario di Enna. L'uomo, sottoposto al provvedimento di divieto d'accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive per la durata di un anno, domenica scorsa e' stato notato da personale della Digos all'interno dello stadio "Castellani" di Empoli, mentre assisteva all'incontro di calcio Empoli-Catania valevole per il campionato nazionale di serie A. E' stato cosi' applicato l'istituto dell'arresto 'differito' recentemente modificato dal 'decreto antiviolenza'.

Matarrese vattene da Bari

Otto punti per mettersi in salvo. Materazzi non ha preparato tabelle, ma si è fatto un´idea di quanti punti siano necessari per evitare sgradevoli sorprese. «Per non correre rischi bisogna arrivare a quota 48», è la previsione del tecnico sardo, che ieri ha ritrovato la squadra dopo il pareggio nel derby contro il Lecce. Un risultato che Materazzi a mente serena ha giudicato positivamente, anche perché accompagnato da una prova di carattere. «Dobbiamo continuare in questa direzione, nello sprint salvezza bisogna dare fondo a tutte le energie. Per fortuna, abbiamo recuperato tutti gli effettivi. È importante che nessuno si faccia trovare impreparato. Mi è piaciuto molto l´atteggiamento di Tabbiani quando è entrato in campo nel derby, mentre qualcun altro non ha risposto nella stesso modo. Se è così, la prossima volta lo lascio in tribuna».
Va precisato che in occasione della gara contro il Lecce gli altri due entrati in campo a partita in corso sono stati Sgrigna e Micolucci. È chiaro che Materazzi non vuole cali di tensione di alcun tipo e prepara la squadra a cinque giornate da battaglia. «La situazione non è facile, ma noi dobbiamo trovare il modo per venirne fuori», è il monito di Materazzi. «Non chiedetemi con chi dobbiamo vincere, l´importante è fare i punti che ci servono per salvarci. Vedrete che non retrocederemo». L´ottimismo di Materazzi non guasta, ma è chiaro che il cammino del Bari resta in salita. I biancorossi saranno di scena sabato a Rimini, sul campo di una pretendente ai playoff. Sette giorni dopo arriva forse l´impegno più difficile, al San Nicola, contro il lanciatissimo Genoa, secondo in classifica e pronto a sbarcare in A in compagnia della Juventus. Di seguito, la trasferta a Bergamo sul campo dell´ALbinoleffe, prima della gara casalinga contro la capolista (che per gli impegni delle varie Nazionali non potrà disporre a Bari di molti dei suoi titolari). L´epilogo del campionato è a Verona e la gara del Bentegodi, classifica alla mano, potrebbe essere un vero e proprio spareggio.
«Non ci sono gare facili, ma se giochiamo con determinazione come abbiamo fatto nel derby possiamo fare risultato contro chiunque. Anche contro la Juventus», è la speranza di Materazzi. Ieri il centrocampista Di Vicino si è sottoposto a Roma a un intervento alla caviglia. Il suo campionato è finito: per lui, davvero una stagione da dimenticare. Per domani sera alle 21, infine, gli ultrà hanno organizzato sul lungomare di Crollalanza ("nderr a la lanz") una manifestazione di protesta contro la società.

Bottiglie e genitali

Il Casale ha vinto il derby contro il Sergnano (2 a 0), ma quest’ultimo, in seguito ai risultati di altre squadre, è comunque promosso in Eccellenza. Una bella festa per tutti? In teoria sì, in realtà sul tebellino della cronaca bisogna segnare anche due denunce: un minorenne (tifoso del Sergnano) ha lanciato uan bottiglia d’acqua in campo e D.T. 29 anni di Bagnolo, (supporter del Casale) che in stato di ebbrezza ha mostrato i genitali in tribuna durante la partita. Partita che è stata condita da cori offensivi fra le opposte fazioni e striscioni che obiettivamente non fanno onore al calcio .

Che fosse una partita ad alta tensione non è certo una novità: un derby, con l’aggiunta per il Sergnano della possibilità di passare di categoria. Oltre ai carabinieri di Camisano, dal comando di Crema sono arrivati dei rinforzi, anche perché lo stadio dispone di una sola tribuna e le opposte fazioni erano divise solo da un ‘cuscinetto’ di tifosi più tranquilli che invitavano gli altri a moderare i toni. Pure i giocatori e i dirigenti hanno ‘sentito’ in maniera particolare la partita e non sono mancati momenti di tensione anche nel rettangolo di gioco. «Abbiamo scelto — dice il comandante dei carabinieri, capitano Antonio Savino — di tenere sotto controllo la situazione senza intervenire. Le due persone che abbiamo denunciato sono state individuate nel corso della partita, ma non siamo intervenuti proprio per evitare che gli animi si surriscaldassero ulteriormente. Al termine del derby abbiamo fermato i due soggetti e gli abbiamo notificato la denuncia. Purtroppo sono fatti incresciosi, anche se devo dire che la situazione è sempre stata sotto controllo e non ci sono stati seri problemi di ordine pubblico».

Record

TERAMO. Nella provincia di Teramo c’è il maggior numero di tifosi diffidati (e quindi obbligati a restare lontani dagli impianti sportivi) in Abruzzo.
Secondo recenti statistiche, sono una quarantina. Quasi il doppio del resto della regione. Un dato sproporzionato se raffrontato ai diffidati della provincia di Pescara (12), di Chieti (5) e dell’Aquila (5). Ovviamente, i diffidati del Teramano non appartengono tutti al calcio o alla tifoseria del capoluogo.
Ma l’alto numero di diffidati rende l’idea della situazione particolare venutasi a creare. A Teramo città esiste una conflittualità ben definita tra la tifoseria organizzata e le forze dell’ordine sviluppatasi negli ultimi anni.
Anche in questa stagione, dalla curva Est, durante tutte le partite sono stati lanciati numerosi e ripetuti slogan contro la polizia e i carabinieri. Un atteggiamento frutto di una rottura che si è verificata diversi anni fa. E che è stata acuita dall’approvazione della legge Amato-Melandri, successiva alla morte dell’ispettore Raciti a Catania. Dopo il divieto di introdurre striscioni senza l’autorizzazione delle forze dell’ordine, la frangia estremista della tifoseria ha rinunciato ad entrare nello stadio, manifestando fuori. E’ accaduto la prima volta a San Benedetto del Tronto, il 25 marzo scorso. Poi, in occasione delle gare casalinghe contro il Foggia, il Lanciano e il Ravenna, la curva Est è rimasta semivuota. Una sparuta presenza nella tana del tifo e niente di più. Tutti fuori o a casa, pur di non sottostare all’eventuale censura preventiva. A costo di non sostenere la squadra del cuore che, fino a qualche anno fa, era l’unico motivo della presenza allo stadio.
E’ dal 2000 che ragioni ideologiche e di lotta hanno fatto breccia negli atteggiamenti e nei comportamenti dei tifosi (quelli più estremisti) del Teramo. Che ancora oggi continuano a contestare e a rivendicare i loro «valori». A tal punto, da spezzare il silenzio in occasione del minuto di raccoglimento in memoria di Raciti e Licursi, l’11 febbraio scorso. “La legge non è uguale per tutti gli ultrà”, hanno gridato durante la commemorazione prima di Teramo-Manfredonia, provocando la reazione degli spettatori presenti negli altri settori dello stadio.
La situazione che si è venuta a creare ha provocato anche un dibattito interno e dei dissensi. In questo anno, nel giro di qualche settimana, si è dapprima sciolto il club Biancorosso (per motivi estranei al braccio di ferro con la polizia) e poi quello dei Devil’s Korps.
La geografia della tifoseria biancorossa, quindi, è in evoluzione. E comunque ha dei punti fermi, ovvero la rivalità con gli ultrà giuliesi, ternani, teatini e sambenedettesi. In compenso, i tifosi del Teramo hanno buoni rapporti con quelli del Martina e quelli del Perugia.

8 maggio 2007

Argentina

In Argentina, purtroppo, funziona così. Quando si contesta, può succedere di tutto. E' il caso di Buenos Aires, dove la sponda calda del tifo del River Plate, ha preso malissimo l'ennesimo risultato negativo dei Millionarios recandosi di punto in bianco all'uscita dello stadio Monumentàl per chiedere a gran voce la dipartita del tecnico ex selezionatore della nazionale argentina.

"Sei un tifoso del Boca, vattene", "Salta con noi, salta con noi, perchè stanotte, se ne va Aguilar (il presidente, ndr)" solo alcuni dei cori intonati nei confronti dei protagonisti di questa fallimentare stagione. Una situazione, quella dei tifosi del River, che ha comportato anche difficoltà dal punto di vista dell'ordine pubblico.

La stampa argentina, infatti, parla di due feriti da arma bianca durante la contestazione, feriti ai quali si aggiunge un altro sostenitore operato d'urgenza al termine della partita tra Godoy Cruz e Gimnasia La Plata.