31 gennaio 2007

Associazione a delinquere????????????

Sono un centinaio, la sera si ritrovano in un pub in zona stadio e sono pericolosi. Vanno a vedere la partita per far casino, si portano dietro le spranghe, assaltano i tifosi avversari e cercano lo scontro con la polizia. Per la Digos quei giovani, in mezzo ai quali ci sono anche alcuni calcianti, vanno bloccati prima possibile. In procura su di loro c´è un fascicolo che ipotizza l´associazione a delinquere. Un reato che non è detto riguardi tutti i componenti del gruppo, ma di cui alla fine risponderanno almeno i capi, una decina di persone. La banda è nata più o meno durante l´estate calda del 2006, quando la Fiorentina ha avuto la condannata disciplinare e qualcuno ha considerato le posizioni del tifo organizzato troppo morbide. Così quel centinaio di persone hanno stracciato le vecchie tessere e sono entrate nel gruppo ultrà più inquieto della Fiesole, a cui ogni tanto si uniscono tifosi violenti del Verona, con cui da sempre esiste un gemellaggio (che porta anche alcuni fiorentini in trasferta al seguito della squadra veneta).
Facevano parte del gruppo anche i cinque, quattro veronesi e un fiorentino, che hanno assalito i tifosi del Livorno domenica scorsa prima della partita. In tre sono stati identificati ma la Digos non riesce ancora a trovarli. Sono irreperibili, non tornano a casa, non vanno al lavoro. Il fiorentino, che nell´aggressione ha perso il cellulare facilitando il lavoro degli investigatori, ha 26 anni, vive in provincia ed è un calciante, già segnalato nella mega rissa che ha bloccato il torneo dell´anno passato. Se lo prendono entro oggi rischia di essere arrestato in base alla norma che per le violenze legate alle partite di calcio permette l´arresto in flagranza fino a 36 ore dai fatti.
La vittima ieri mattina è uscita dall´ospedale. La sprangata che lo ha colpito alla nuca gli è costata 22 punti di sutura e una prognosi di 20 giorni. Stava cercando parcheggio con due amici vicino allo stadio quando i cinque li hanno assaliti. Prima un colpo a sfondare il parabrezza e poi le botte. Lui, che fa l´obiettore di coscienza, ha avuto la peggio, i suoi compagni sono tornati a casa con qualche escoriazione.
Le ultime gesta di alcuni degli appartenenti al gruppo ultrà hanno fatto intensificare il lavoro delle forze dell´ordine su quel centinaio di persone. La Digos è convinta che ci siano loro dietro gli scontri avvenuti prima e durante la partita con l´Atalanta del 12 novembre dell´anno scorso. Se da una parte, tra la passerella della stazione Campo di Marte e lo stadio, sono stati i tifosi bergamaschi a cercare lo scontro con le forze dell´ordine, sotto la Fiesole sarebbero stati alcuni dei capi della nuova organizzazione a preparare un´aggressione alla polizia. «E´ stato un assalto premeditato», commentarono le forze dell´ordine. La risposta della questura arrivò dopo una settimana, quando la Fiorentina giocava ad Ascoli. La Digos ha intercettato a Porta Romana due pullman del gruppo e con la celere ha identificato tutti quanti. Inoltre sono state sequestrate spranghe e mazze.
Ma le attenzioni delle forze dell´ordine non sono finite, controlli sono stati fatti anche nel pub in cui quegli ultrà si ritrovano la sera. «Nella curva sono mal sopportati - commentano dalla questura - E´ tutta gente violenta fuoriuscita da altre storiche organizzazioni di tifosi».
Tornando alla partita di domenica, la digos sta riguardando le immagini delle telecamere interne del Franchi per identificare i tifosi livornesi che hanno incendiato un paio di fumogeni.

Pistole e pettegolezzi giornalistici

BRINDISI - Sparatoria questa sera a Brindisi, nella centrale via San Lorenzo. Un ragazzo di 28 anni e' stato ferito a colpi di pistola da una persona con il volto coperto da un passamontagna, in sella a un motorino. Si tratta di un capo della tifoseria del Brindisi calcio, con precedenti penali per reati contro il patrimonio. Gli inquirenti non escludono che l'episodio possa essere legato ai recenti contrasti tra gruppi di ultras.

Liberateli

Dal 13 ottobre scorso quattro ultras della Lazio sono in carcere con l’accusa di tentata estorsione. La convinzione della procura di Roma è che abbiano stretto un accordo, con il gruppo dell’ex presidente Giorgione Chinaglia per esercitare una pressione crescente sul patron biancoceleste Claudio Lotito, al fine di costringerlo a lasciare la guida del club. In quest’intervista i capitifosi Fabrizio Toffolo e Paolo Arcivieri per la prima volta rompono gli indugi per dire la loro dal luogo di detenzione.

Oltre cento giorni di galera. Qual è il vostro stato d’animo? «E quale vuole che sia? Se si segue la logica non c’è motivo di star qui; se seguiamo l’immaginazione vediamo la vendetta di 4-5 persone. Se poi andiamo a vedere il ruolo di queste persone, il risultato che ne esce è "politico". Con dignità, lealtà e forza della ragione andiamo avanti. Con la consapevolezza di essere estranei ai fatti che ci contestano, aspettiamo che la verità venga presto fuori. Le carte dell’inchiesta sono dalla nostra parte: nessuna tentata estorsione».

Vi sentite dei capri espiatori? «Dei capri espiatori? No, se si fa riferimento al solo filone Chinaglia. Sì, invece, se vediamo il ricorso all’arresto come scusa per bloccare delle emorragie politico-partitiche in curva. Più che capri espiatori ci consideriamo degli "esiliati politici"...».

Pensate che Giorgio Chinaglia abbia in qualche modo tradito il popolo laziale e i tifosi della Nord? «Di chi sta parlando? Di Giorgio C...anaglia? Sì lui ci ha tradito. E pensare che per trent’anni, con quel suo gesto dello scarpino e del dito alzato sotto la curva Sud romanista, ha forse pensato, e fatto credere a tanta gente, di essere un uomo vero. Ma nel momento in cui la situazione era diversa da quei contesti sportivi, be’... ha dimostrato di non esserlo affatto».

La contestazione nei confronti di Lotito è vecchia. Come nasce e quali colpe attribuite al presidente? «Il momento di rottura è lo stadio che Lotito voleva costruire sui suoi terreni lontano dal centro di Roma, subito dopo il salvataggio (vedi Ufficio Entrate) della Lazio. E comunque l’elenco delle colpe del "presidente-gestore" è lungo, e non è possibile sintetizzarlo in un’intervista».

In occasione del famoso «derby sospeso» per invasione di campo e soprattutto per la stracittadina successiva al vostro arresto, è emersa un’alleanza con gli «odiati» cugini romanisti. Che c’è dietro? «Sono anni che nella Capitale i derby scivolano via senza particolari tensioni. E non è neanche la prima volta che ci sono attestati di solidarietà fra le due tifoserie. Forse in quest’ultimo derby il paradossale arresto è stato eclatante perché privo di sostanza. La gente è inorridita e l’effetto finale è la totale indignazione. Ci sono venuti i brividi per la dimostrazione d’affetto nei nostri confronti. Noi amiamo la Lazio. Siamo ultras, contestiamo Lotito ma non siamo delinquenti. Se solo ci fosse qualche giornalista coraggioso che avesse voglia di leggersi tutti gli atti processuali, troverebbe ben altri elementi - tra cui alcune inedite telefonate - che se approfonditi metterebbero in seria difficoltà il sistema. Abbiamo anche fatto denunce in procura, è ora che la verità vera venga fuori».

Scenari di guerra, anticamera di repressione

Roma, 30 gennaio 2007 - E' allarme violenza nel calcio ed unanime e' la presa di posizione delle istituzioni sportive. Dal presidente del Coni, Gianni Petrucci al commissario straordinario della Figc, Luca Pancalli, si chiedono interventi drastici dopo gli episodi di teppismo dell'ultimo fine settimana che hanno causato in particolare la morte di Ermanno Licursi - dirigente della Sammartinese spirato dopo gli incidenti al termine del match con la Cancellese, girone D della terza categoria - e il ferimento alla testa per il lancio di un tamburo del guardalinee, Alessandro Cesario, sul campo di Genzano di Lucania (Potenza) nella gara di serie D tra i lucani e l'Aversa Normanna. L'assistente di gara e' ancora in ospedale.

''Sono molto preoccupato - ha detto ieri Petrucci -. Sono episodi drammatici. Non c'e' proporzione per una vita umana. Non esiste calcio. Non esiste niente. La vita umana e' sacra. Quando si verificano questi episodi drammatici dobbiamo oltre che preoccuparci anche evitarli. Ci dobbiamo riuscire tutti insieme: noi, i governanti, i responsabili dell'ordine pubblico''. Secondo il presidente del Coni, intervenuto alla 'Politica nel pallone (Gr Parlamento)' ''si deve partire dalla famiglia. la prima educazione e' quella''. E sulla legge Pisanu Petrucci aggiunge: ''noi siamo l'ente che ha tutto in regola. Abbiamo speso milioni di euro per regolamentarci. Basta venire allo stadio Olimpico e vedere''. Da parte sua Pancalli ritiene che ''siamo ormai al livello di guardia: per difendere l'incolumita' degli arbitri e l'immagine stessa del calcio, sono pronto a misure drastiche''.

Per il presidente dell'associazione italiana calciatori Sergio Campana si tratta di ''un vero e proprio allarme sociale. L'epilogo tragico dell'ennesimo episodio di violenza nel mondo del calcio, la morte di un dirigente durante una rissa preoccupano e mortificano i calciatori italiani''. Il presidente dell'Associazione italiana arbitri Cesare Gussoni ha lanciato l'iniziativa di ''un dossier su tutti i campi''. Dal vicepresidente della Regione Toscana, Federico Gelli, nel corso del convegno organizzato a Coverciano dal titolo 'Stadi per tutti? Idee a confronto per liberare il calcio dalla violenza'. e' arrivata la proposta di un biglietto cumulativo e fortemente scontato per le famiglie e un progetto di collaborazione con le piu' importanti societa' di calcio toscane per avviare un corso di formazione per gli steward. A dire ''basta'' dopo gli incidenti accaduti ieri durante l'incontro di calcio Cavese-Taranto (C1,girone B) e' stato il presidente del Taranto, Luigi Blasi, ha espresso la volonta' di dimettersi. ''Adesso basta, non ce la faccio piu' con questa violenza gratuita. Da oggi - ha assicurato Blasi - sono un presidente formalmente dimissionario''.
Ansa

30 gennaio 2007

Il Decreto Pisanu funziona

ROMA. Sabato la tragedia, con la morte di Ermanno Licursi nella rissa fra giocatori e dirigenti di Sammartinese e Cancellese. Ieri una domenica di violenze su molti altri campi delle serie minori e non solo, con i cosiddetti tifosi evidentemente non paghi di quanto accaduto in Calabria. A Genzano di Lucania, in provincia di Potenza, nel girone H della serie D, un tamburo lanciato dagli spalti ha colpito l’assistente di gara Cesario (di Cosenza), costringendo l’arbitro a sospendere al 15’ del secondo tempo l’incontro fra Sporting Genzano e Aversa Normanna con gli ospiti in vantaggio 2-0. L’assistente, soccorso dai medici delle due squadre, è stato trasportato all’ospedale di Venosa dove gli sono stati applicati 12 punti in testa. I Carabinieri hanno arrestato l’autore del folle gesto. A Frosinone due ragazzi tifosi dello Strangolagalli (campionato di Prima categoria), nell’incontro con il Sora, sono rimasti feriti rispettivamente al polpaccio e a un braccio dal lancio di petardi. Soccorsi dal 118, i due sono stati trasportati all’ospedale di Ceprano, mentre Polizia e Carabinieri hanno avviato le indagini. Nel campionato di serie C (girone B), la gara fra Cavese e Taranto è stata sospesa per 43’a causa degli scontri fra la Polizia e i tifosi pugliesi. Il terreno di gioco era stato invaso dai lacrimogeni che la polizia aveva lanciato in direzione del settore riservato ai tifosi tarantini nel tentativo di ristabilire l’ordine. Questi ultimi protestavano perché all’esterno dello stadio “Simonetta Lamberti” erano stati bloccati alcuni supporter della squadra pugliese giunti con gli autobus ma privi di biglietti e per questo era stato impedito l’accesso da parte delle forze dell’ordine. Tafferugli anche a Bergamo, tra ultras atalantini e polizia, con tre tifosi fermati e cinque agenti contusi. Tutto è cominciato 40 minuti dopo la conclusione della partita Atalanta-Catania, quando un centinaio di ultras bergamaschi hanno cercato di assaltare i tre pullman della tifoseria organizzata siciliana che, scortati dalla polizia, stavano raggiungendo la stazione ferroviaria.

Lo dicono persino i parlamentari europei che il calcio moderno è uno schifo

Il calcio oggigiorno in Europa é ormai un vero e proprio business, sempre più denaro e interessi di parte, e sempre meno valori e passione. Ingaggi stramilionari, mancanza di trasparenza, violenza, razzismo negli stadi, mettono a serio repentaglio il ruolo anche educativo dello sport europeo più popolare.

Per molti giocatori, dirigenti di club, organizzazioni europei ed eurodeputati, "il modello del calcio europeo" corre attualmente dei seri pericoli a causa del giro d'affari senza pari e della mancanza di regole chiare. ll Parlamento europeo sta affrontando al momento questa questione, in vista di un'iniziativa a livello europeo. Approfondisci assieme a noi dove va il calcio, leggendo il primo di una serie di articoli di prossima pubblicazione.

La scorsa settimana, oltre ai risultati dei vari campionati europei, si è parlato soprattutto del cambio al vertice nell'UEFA e degli eventuali scenari che ciò produrrà all'intero mondo del calcio. Il nuovo presidente, l'ex-enfant prodige Michel Platini, ha promesso una politica che "difenda il gioco" ed eviti che "il business prenda il sopravento sul calcio". "Farò il possibile per convincere la Commissione europea, le autorità politiche e amministrative in Europa, della necessità di un quadro normativo europeo per lo sport", ha dichiarato Platini.

Modello europeo a rischio?

In occasione di un'audizione pubblica tenutasi recentemente al Parlamento europeo, molti dei partecipanti sono convenuti sul fatto che il calcio europeo ha bisogno di una specifica regolamentazione comunitaria.

Nel calcio, ahimè, fanno sempre meno notizia le rovesciate al novantesimo o i salvataggi di testa sulla linea, e sempre di più i miliardi che gli girano attorno, come nel caso della notizia del trasferimento dell'asso inglese David Beckham, sempre più star televisiva e meno calciatore, al Galaxy Los Angeles per la modica cifra di 191 milioni di euro in 5 anni. Soldi dunque, ma anche scandali, corruzione, salari gonfiati, abissi che si scavano fra grandi e piccole società, spazi inesistenti per nuove leve....

L'Unione europea non ha specifiche competenze in materia, sono gli Stati membri che hanno la responsabilità di legiferare, anche se diversi aspetti del calcio, come i diritti economici e televisivi, sono stati trattati a livello europeo o davanti alla Corte europea di giustizia, si pensi alla sentenza del caso Bosman, rivoluzionaria per la mobilità dei giocatori.

É forse necessario, dunque, che l'Unione europea, assieme all'UEFA e ad altre associazioni di categoria, come ad esempio il G14, che rappresenta le più grandi società europee, si occupi di questa tematica e tratti gli aspetti legati alla sicurezza giuridica. Il Parlamento ha giocato d'anticipo e questa settimana voterà due relazioni in commissione parlamentare cultura e libertà civili.

Una questione europea?

A metà 2007, in seguito allo spunto offerto dalla pubblicazione di una recente "relazione indipendente sullo sport", la Commissione europea presenterà un libro bianco sul tema, a cui seguirà il parere del Parlamento europeo. "Il Calcio in Europa deve affrontare diverse sfide che non può risolvere con il solo ausilio delle autorità calcistiche", ha affermato il deputato belga Ivo Belet (gruppo del partito popolare europeo), relatore della commissione parlamentare cultura del Parlamento. "Esiste un'influenza diretta della legislazione europea sul gioco, ed è importante e costruttivo un dialogo fra istituzioni europee e autorità del mondo del calcio", ha precisato Belet.

Anche in commissione parlamentare libertà civili è in discussione una relazione sul tema, dal titolo “Sicurezza e partite di calcio", affidata al relatore italiano Giusto Catania (gruppo confederale della sinistra unitaria).

28 gennaio 2007

Spagna vive !

GENOVA. 27 GEN. Concerto per Claudio Spagna ultra rossoblu e appartenente al “CS Zapata” ucciso la domenica del 29 gennaio 1995 quando, prima della partita di calcio tra Genoa e Milan, Vincenzo "Claudio" Spagnolo, detto "Spagna", cadde vittima di un agguato preparato e attuato da un gruppo di "ultra" milanisti appartenenti alle brigate "2". Suoneranno, a partire dalle 22, gli “Sconvolti e la “Banda Bassotti”. (nella foto: un'immagine di un concerto al CSOA Zapata).

26 gennaio 2007

Ostaggi degli Ultras ?????????????

Girare l'Italia stando semplicemente affacciati al balcone di casa. Da 35 anni guardano ed ascoltano dall'alto tutti i dialetti e le varie sfaccettature dello stivale attraverso i tifosi di calcio. Giorgio Pedrini, 77 anni e Emilia Benetti, 70 anni, sono due coniugi che dal loro appartamento al primo piano di via Menabue 3 ne hanno visti di tutti i tipi; romanisti, laziali, fiorentini, napoletani, juventini, interisti, milanisti, palermitani, praticamente tutto il calcio che conta.

Rispetto agli anni '90 quando il quartiere c'ha rimesso macchine e finestre, raccontano subito che ora i tifosi sono più calmi e maggiormente controllati dalla polizia. Una sera di campionato, però, quando il Bologna era ancora in A, a causa della forte rivalità tra i rossoblù e la Fiorentina, si ritrovarono gli infissi della sala da pranzo in frantumi a causa di un quadretto di porfido "generosamente" donato dagli ultras viola. «Mi ricordo la sera di coppa Uefa contro il Marsiglia - aggiunge la moglie Emilia - che a causa dei disordini, l'elicottero delle forze dell'ordine passò così basso che volarono le tegole del tetto qua vicino e le mie piante in balcone, sembrava fosse un tornado».

Nonostante tutto colpisce la serenità con cui Giorgio e Emilia raccontano di una vita passata da ostaggi degli ultras, facendolo a tratti addirittura con allegria. Ma non tutte le tifoserie portano problemi; anche nel mondo del tifo ci sono belle storie, certo poche, ed una di queste ha avuto come protagonisti i tifosi dell'Udinese. Arrivarono lungo la via con largo anticipo rispetto alla partita, portarono con sé cavalletti e tavoli di legno, fornelli elettrici e pentoloni stile militare. Cucinarono maccheroni per tutti con bere annesso, offrendoli agli abitanti della via. «È stato veramente bello - ricorda Giorgio - la gente passava e loro ti offrivano da mangiare; dovrebbe essere sempre così». «Mamma butta giù la pasta che stiamo arrivando»; quante volte se lo sente gridare la signora Emilia quando si affaccia al balcone. Il marito, però, appena si allontana la moglie racconta pure la versione vietata ai minori: «Alle volte appena vedono una signora alla finestra - dice Giorgio - ne approfittano e l'apostrofano con parolacce di ogni genere».

Ma la palma dell'originalità va a quelli del Napoli. Alcuni giorni prima di una partita contro il Bologna li avevano avvistati nei dintorni del palazzo, poi il giorno della gara la signora Emilia, in balcone a stendere i panni, se li è ritrovati praticamente in casa. Erano sul tetto basso (nella foto) del capannone adiacente alla sua terrazza che tentavano l'entrata...gratuita. «Credevano che da lì si arrivasse fin dentro lo stadio - racconta Emilia - e per arrivarci sono entrati nelle scale del nostro palazzo, hanno forzato una piccola finestra che dava sul tetto e poi, tutti ordinati ed accovacciati in fila indiana, si dirigevano verso lo stadio». Alla fine del tetto però li aspettavano a terra i poliziotti...

«Ci sono stati degli anni caldi in cui pochi tifosi hanno rovinato il calcio - conclude Emilia - ma i ragazzi non sono tutti così e lo vediamo quando al Dall'Ara fanno i concerti. Qua si sente tutto ed è bellissimo, una festa; noi ci mettiamo con la sedia in balcone e ascoltiamo, mentre la via si riempe di ragazzi che arrivano col motorino ai cancelli e incominciano a cantare. Il mondo non è poi così sbagliato».

«Pronto mamma, oggi possiamo venire a trovarti?» - chiedono al telefono i figli della coppia, Davide, 42 anni e Gabriele, 38. «No» risponde la signora Emilia «il Bologna gioca in casa, facciamo sabato prossimo».

24 gennaio 2007

Ultras e business

Basta privilegi per i capi ultrà. Basta tessere omaggio e pass di accesso alle zone vip dello stadio Meazza. È la linea dura del Milan dopo l´inchiesta - ancora in corso - avviata dalla procura di Monza sull´ipotesi di ricatti ai danni della società da parte di alcune frange di tifosi. Il provvedimento sarebbe stato deciso all´indomani dell´interrogatorio, avvenuto il 9 gennaio, del vicepresidente rossonero Adriano Galliani, sentito dai magistrati monzesi come testimone nell´indagine sugli "affari sporchi" e le lotte di potere all´interno della curva Sud di San Siro. Protagonisti della faida ultrà, e, secondo la procura, anche di una serie di episodi di ricatti ai danni del Milan, sono una decina di indagati, tutti tifosi rossoneri. E tutti ascoltati, nei giorni scorsi, dal procuratore capo Antonio Pizzi e dal pm Salvatore Bellomo. L´inchiesta aveva preso il via dalla sparatoria avvenuta nel parcheggio di un centro commerciale di Sesto San Giovanni il 17 ottobre scorso: la vittima, ferita alle gambe, è un ultrà appartenente al gruppo dei Commandos Tigre.
Tra i dieci indagati vi sono elementi di spicco dei gruppi che si spartiscono il potere in curva: e partendo proprio da loro, dai cosiddetti "capi", i dirigenti del Milan hanno deciso ora di dare il via al giro di vite. Niente più lasciapassare per l´area "ospitalità" della tribuna di San Siro; niente più favori né collegamenti - almeno formali - con chi fino a oggi riusciva ad accedere con disinvoltura nelle zone vip dell´impianto, prima e dopo la partita, e aveva la possibilità di gestire un munifico giro di biglietti e gadget. La decisione sarebbe stata presa dallo stesso Adriano Galliani, che davanti ai magistrati aveva mostrato un atteggiamento "collaborativo" ma aveva negato di sapere alcunché dei "ricatti" ultrà. Del resto, come aveva precisato lui stesso, nell´organigramma della società sono altri a gestire i contatti con le tifoserie e la distribuzione dei biglietti. Centinaia di tagliandi che ogni domenica - soprattutto in occasione delle partite più importanti - vengono ceduti a prezzo di costo, o anche gratuitamente, dalla società ai responsabili della tifoseria. I quali poi li rivendono anche al doppio. Una prassi che potrebbe avere le ore contate. La revoca dei pass vip ai capi ultrà sarebbe infatti solo l´inizio di un nuovo corso, decisamente più prudente e meno generoso nei confronti della curva.

Alla fine è sempre colpa nostra

Tifosi in calo (più della media europea) per il calcio italiano. Uno studio dell' European League conferma una tendenza di cui ci si rende conto ogni domenica negli stadi italiani. "La fatiscenza degli impianti, i problemi dei terreni erbosi e la disparità tra le singole squadre nella gestione dei diritti televisivi sono i motivi principali che portano tanti tifosi italiani a disertare gli stadi", ha detto Philippe Piola, coordinatore dello studio commissionato dalla Euromed business school di Marsiglia e dall' Ineum, impresa di management a Parigi. "Ad allontanare le famiglie dagli stadi incidono anche i recenti episodi di razzismo e violenza", aggiunge Vincent Chaudel, responsabile sportivo dell' Ineum, affermando come "la situazione del calcio sia cambiata parecchio rispetto a 15 anni fa, quando i clubs italiani accoglievano i migliori talenti al mondo". Secondo la ricerca il primato finanziario in Europa va ai club inglesi, e oltre all' Italia, perde terreno anche la Francia che, sempre secondo la stessa fonte, "avrebbe bisogno di più concorrenza e nuovi stadi per rimanere competitiva nel futuro". (23/01/2007) (Spr)

Daspo etnico

Roma, 23 gen. (Adnkronos) - Via dallo stadio i tifosi che intonano cori razzisti. La linea dura arriva dalla Corte di Cassazione che, in una sentenza della Terza sezione penale depositata oggi, si è occupata della vicenda accaduta al calciatore di colore del Messina, Marc André Zoro, che il 27 novembre del 2005 nello stadio 'San Filippo' di Messina subì ''reiterati episodi d'intolleranza razzista'' consistiti in ''slogan di scherno provenienti dal settore dei tifosi dell'Inter, la squadra ospite''.

La Suprema Corte, che ha confermato il divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive ad un ultras interista di 30 anni Riccardo D. C., ha sottolineato come nei confronti di Zoro siano stati compiuti episodi di vero razzismo, ''forieri di uno sperimentato allarme sociale con serio pericolo per l'ordine pubblico quando in tempi utili non si apprestino le necessarie cautele''.

Più in generale, i supremi giudici, nella sentenza 1872 con la quale è stato respinto il ricorso dell'ultras al quale il Gip del Tribunale di Messina il 23 dicembre del 2005 aveva intimato il divieto di accesso allo stadio, ricordano che con ''razzismo'' si deve intendere ''tutto quel complesso di manifestazioni o atteggiamenti d'intolleranza originati da profondi e radicati pregiudizi sociali ed espressi attraverso forme di disprezzo e di emarginazione nei confronti di individui o gruppi appartenenti a comunità etniche e culturali diverse, assai spesso ritenute inferiori''.

Dunque, ''se il razzismo è tutto questo - scrive il relatore Luigi Tardino - e se il suo contenuto fattuale è impastato di angherie, prevaricazioni, soperchierie, sopraffazioni e vessazioni, il suo contenuto ideologico è solo violenza: così che una persona che canzoni, nel contesto di una manifestazione sportiva (dove è molto spesso inconsciamente sotteso il pregiudizio della superiorità etnica) un giocatore di colore, eccitando il disprezzo e lo scherno nei suoi confronti con grida di intolleranza, pone in essere una di quelle condotte'' che sono state convertite nel d.l. 336 del 2001 con cui si è inteso punire la ''specifica istigazione alla violenza'' e che richiama la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo.

In questo senso, rileva piazza Cavour ''l'ordine del questore era perfettamente spiegato, perché richiamava atti di intolleranza razziale che sono da tutti percepiti come fatti di incentivazione alla violenza''.


Nota personale e politica : cosa ci fanno allora in Parlamento deputati e senatori che sfottono i musulmani in nome della nostra "civiltà superiore"? Troppo facile scaricare sempre sugli ultras il peso dei propri democraticissimi muscoli...

21 gennaio 2007

Canestri e diffide

COMUNICATO STAMPA

In merito agli eventi che hanno seguito l’iniziativa di solidarietà ai tifosi diffidati il direttivo della Curva Terminillo

comunica:

Avevamo deciso di sostituire i 4 minuti di silenzio con una serie di iniziative che non danneggiassero la squadra e il tifo. Pensando alle maglie con la scritta “Solidarietà per i diffidati” abbiamo creduto in un gesto simbolico. Invece le conseguenze, come ben noto, hanno investito la società Nuova Sebastiani e soprattutto il presidente Gaetano Papalia.
Esprimendogli la nostra vicinanza dopo l’ingiustificata messa sotto accusa, ribadiamo ancora una volta il significato della nostra protesta.
Noi combattiamo una LEGGE SBAGLIATA e NON chi ha il compito di applicarla. Finché resterà in vigore noi continueremo la nostra battaglia ed esprimeremo la nostra SOLIDARIETA' ai diffidati.
Ci teniamo a sottolineare, come la tifoseria reatina non si sia mai resa protagonista di fatti di violenza contro le forze dell’ordine. Neanche nelle recenti diffide vengono contestati tali reati, ma un presunto lancio di oggetti.
L’iniziativa della società si è mossa solo sulla base di una vicinanza dettata da un sentimento umano di comprensione verso persone che subiscono restrizioni nella propria libertà: l’esempio della visita ai detenuti del precedente papa, fatto da Papalia, spiega in modo perfetto il significato di quanto fatto.
Il Daspo non è un provvedimento di natura penale e viene emesso senza possibilità di difesa. Il principio della presunzione d’innocenza, costituzionalmente garantito, non trova vita in una legge discriminante e arbitraria ed è frutto di un clima politico, ai tempi della promulgazione, impregnato di una volontà repressiva e non preventiva. Fino ad oggi, gli ultras diffidati della curva Terminillo non hanno potuto accedere alla visione dei filmati che sono il cardine dell’accusa a loro mossa. Un’ingiustizia che si aggiunge a un’altra. La gogna mediatica a cui sono stati sottoposti è stata vergognosa. Per questo motivo chiediamo di essere più precisi nel riportare i fatti.


IL DIRETTIVO DELLA CURVA TERMINILLO



Per qualsiasi info rivolgersi al portavoce della Curva: “tabellone” (3493988202) – brigataveleno99@yahoo.it

Livornesi

(ANSA) - LIVORNO, 20 GEN - Piu' tifo, meno politica. Si riassume cosi' lo slogan del nuovo gruppo ultra' del Livorno dopo lo scioglimento delle Brigate autonome. Si chiamano 'Livornesi' e dovrebbero fare il loro esordio allo stadio con lo striscione proprio domani in occasione della partita contro la Roma. Lo striscione sara' il nuovo simbolo del tifo ultra' livornese, che, secondo i propositi dei fondatori, sara' colorato e rumoroso ma essenzialmente 'calcistico' e non politico.

20 gennaio 2007

Violenze

NYON - Sentenza durissima per il Feyenoord che è stato escluso, in appello, dalla Coppa Uefa per colpa dei suoi tifosi violenti. Il club di Rotterdam avrebbe dovuto disputare il prossimo 15 febbraio la gara d'andata dei trentaduesimi di finale contro il Tottenham. Lo scorso 30 novembre, in occasione del penultimo incontro del girone a cinque contro i francesi del Nancy (3-0 per i francesi il punteggio finale, maturato sul campo), i tifosi olandesi si erano resi protagonisiti di una serie di gravi misfatti, prima nel centro della città dell'Est della Francia, e poi all'interno dello stadio Marcel Piquot provocando addirittura la sospensione momentanea della partita.

Nel pomeriggio si erano affrontati circa seicento hooligans olandesi con i loro rivali francesi prima e con le forze dell'ordine poi, provocando ingenti danni alla città e ferendo alcuni poliziotti. Erano allora stati arrestati e processati tre tifosi del Feyenoord. Gli incidenti hanno poi ripreso all'interno dello stadio, nel corso del secondo tempo gli hooligans hanno sfondato barriere dei protezione e divelto sedili per tirarli in campo. Le forze dell'ordine sono dovute intervenire, lanciando gas lacrimogeni che hanno però fatto effetto anche sui giocatori e l'arbitro. Il direttore di gara ha allora sospeso la gara, all'ottantesimo minuto, per circa trenta minuti. La partita è poi regolarmente ripresa, finendo 3-0 per i francesi.

Il tribunale interno alla Uefa aveva condannato, in prima istanza, la società olandese a una multa di duecentomila franchi svizzeri (123.615 euro) più un'eventuale diffida del campo per tre partite se si fossero verificati altri misfatti a opera dei tifosi del club due volte vincitore della Coppa Uefa. La società e la stessa Uefa hanno presentato un ricorso in appello e le pene sono state notevolmente indurite. La multa è stata dimezzata ma la sanzione sportiva è durissima, ovvero l'esclusione per la stagione 2006/2007 da qualsiasi competizione della Uefa e quindi dall'omonima Coppa in corso di svolgimento. La società di Rotterdam, che stima la perdita economica conseguente all'esclusione a circa due milioni di euro, sta prendendo in considerazione di fare ricorso al Tas, tribunale amministrativo dello sport, di Losanna, massima autorità della giustizia sportiva. Se la sentenza dovesse confermata, i londinesi del Tottenham sarebbero qualificati, senza dover giocare, ai sedicesimi di finale della Coppa Uefa.

1400

ROMA - Calano i feriti, aumentano arresti, denunce e partite a rischio. Queste le conclusioni del primo bilancio dell'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive del ministero dell'Interno che traccia un consuntivo della situazione dell'ordine pubblico intorno al mondo del pallone. In un calcio che, domenica dopo domenica, vede una continua perdita di spettatori in seria A e una crescita in B legata alla presenza di Juve e Napoli.

Partite a rischio in aumento. Gli incontri "pericolosi" sono aumentati del 41%, passando da 211 a 298. Due i fattori che hanno determinato questa crescita: l'arrivo in seria A della tifoseria del Catania (nota per numerosi episodi di violenza), l'inconsueta composizione della B con tifoserie di peso come quelle di Juve, Napoli e Genoa che, tradizionalmente, sono seguite da un elevato numero di spettatori.

Calano i feriti. I dati confermano la tendenza degli ultimi anni. Gli incontri con feriti sono diminuiti in media del 7%, passando dai 59 dell'anno scorso ai 55 di quest'anno. Particolarmente significativa la diminuzione del 31% dei feriti tra i civili passati da 94 a 65. Aumentano del 42%, invece, i feriti tra le forze dell'ordine: da 142 a 202. A testimonianza di una crescente conflittualità tra tifosi e uomini in divisa.

Più forze dell'ordine in servizio. La B con le squadre di alto rango e con molti tifosi ha comportato un incremento del 4% delle forze dell' ordine impegnate per gli incontri della serie cadetta.

In aumento arresti e denunce. Due dati in crescita. Il numero dei tifosi arrestati è aumentato del 12,5%, da 96 a 108. Aumentato del 90% anche il numero delle persone denunciate, da 256 a 486. Infine sono stati oltre 1.400 i tifosi sottoposti a Daspo, il provvedimento che vieta ai violenti di assistere agli incontri di calcio.

15 gennaio 2007

Unità

Gli Ultras della Gradinata Nord Sanremo: Kaos e Nuova Guardia, hanno deciso all’unanimità di interrompere la loro attività come singoli nuclei organizzati per dare vita ad un progetto comune che rappresenti interamente la tifoseria sanremese.
Ad oggi i gruppi esistenti infatti si trovano d’accordo su una linea di pensiero ben precisa ed una separazione tra le singole entità non ha più senso di esistere.
Per questo motivo annunciamo la nascita di un gruppo unico che si pone innanzitutto l’obbiettivo di continuare sulla scia dell’operato svolto in questi ultimi anni (preceduti da un periodo di inattività della nostra tifoseria), ed in seconda battuta di creare un progetto duraturo nel tempo che rappresenti il nome di Sanremo e della Sanremese Calcio in tutta Italia.
contatti: matutia1904@gmail.com

12 gennaio 2007

Bubu per sempre

Pescara - Con i vertici societari in fase di mutazione e la partita contro il Genoa alle porte, è significativo il valore del comunicato diffuso dagli Ultras Pescara Rangers per invitare i sostenitori adriatici ad assiepare le tribune dello stadio abruzzese.

"I Pescara Rangers - si legge nella nota - invitano tutta la città a riempire la curva nord "Marco Mazza" in occasione del match contro il Genoa di sabato 13 gennaio. Ad un anno dalla scomparsa gli renderemo onore nel modo in cui ci ha sempre sempre insegnato. Chiediamo la partecipazione di tutti per realizzare una coreografia mai vista a Pescara".

Da parte mia un affettuoso saluto agli Ultras pescaresi nel ricordo di Bubu.
Vincenzo Abbatantuono

11 gennaio 2007

Botte da orbi

Domenica 7 Gennaio 2007.

Real Ebolitana-Baratta Battipaglia 4-0

Classica partita di promozione va in scena allo stadio Massaioli di Eboli,soltanto che di fronte si oppongono le antagoniste delle rispettive compagini locali e per le quali negli anni passati la cronaca è stata obbligata a osservare atti di vandalismo e campanilismo che ancora oggi si verificano.
La partita in campo fila tranquilla la Real Ebolitana,costruita per vincere il campionato vince facile sul Baratta Battipaglia compagine che dopo un avvio difficile sta cercando di posizionarsi nelle zone tranquille della classifica.
Purtroppo è da riportare il clima infernale vissuto sugli spalti dai tifosi battipagliesi che in un primo momento venivano accolti tranquillamente e poi verso la fine della partita sono stati insultati dagli spettatori eburini.
Finisce la partita e i battipagliesi se ne vanno cosi come gli ebolitani,forze dell'ordine assenti,ma si nota subito qualcosa di strano.
Infatti dalla tribuna un nutrito gruppo di persone si rende conto della rissa scoppiata all'esterno dello stadio all'uscita dei tifosi ospiti e si precipita in strada,ad aspettarli c'erano già una trentina di ebolitani che con mazze e pietre avevano accerchiato i rivali.
E' solo grazie all'intervento dei dirigenti locali che chiudevano il cancello divisore se gli sfortunati ospiti non hanno riportato serie conseguenze mentre all'esterno dello stadio venivano sfasciate due auto con a bordo dei tifosi ospiti.
Scene da far west dunque che stanno a dimostrare che queste non sono guerre che si verificano solo nei derby più sentiti ma ovunque capiti l'occasione.
Ed è proprio di qualche settimana fa la notizia del pestaggio di 3 battipagliesi avvenuta di notte perchè sostengono gli ebolitani "avevano invaso il nostro territorio"......

Leggende metropolitane a mezzo stampa

Salve a tutti,
ho appena letto su questo sito tutte le notizie riguardanti gli scontri avvenuti nel derby pugliese tra Bari e Lecce. Come al solito c'è qualcuno che tenta di polemizzare e di strumentalizzare su quanto è accaduto. La sostanziale verità sta nel fatto che ne prima ne dopo la partita si sono verificati scontri di notevole spessore ma bensì solo cose di poco conto (come il lancio di pietre o aggressioni subito sventate dalla polizia). Ora mi chiedo come mai i leccesi si PERMETTONO di dire che hanno cercato lo scontro??? che sono venuti a prenderci o cazzate varie???
Quel giorno ho viaggiato con un gruppo di miei amici con il treno...la trasferta a dir la verità mi è sembrata molto tranquilla a differenza di come si diceva in giro. Arrivati alla stazione...dei leccesi NEMMENO L'OMBRA! siamo saliti sui pullman e dopo che un nostro tifoso lancia una bomba alla celere...quest'ultimi ci tengono bloccati per mezz'ora come al solito per i rituali accertamenti....durante questo tempo dei leccesi NEMMENO L'OMBRA! Dopo di che partiamo per lo stadio con dei pullman speciali messi a disposizione in occasione della partita...attraversiamo tutto il paese e in meno di una ventina di minuti arriviamo allo stadio...e dei leccesi NEMMENO L'OMBRA! Ora mi chiedo....voi pseudo-tifosi del Lecce che affermate di essere così superiori perchè raccontate solo queste fesserie???
La nostra è una tifoseria di tutto rispetto, e nel caso VOI ci avreste attaccato non penso che i nostri capi-ultras si sarebbero tirati indietro...purtroppo questo non è avvenuto quindi non mettete in giro notizie del tutto false!
La nostra aggressione nei confronti di 4 ragazzi leccesi è dovuta alla sostanziale presenza di cani sciolti e NON DI ULTRAS!!!
La pessima figura che avete fatto è unica dal momento che tutti voi avete minacciato di venirci a prendere ma alla fine...nulla ma nulla!!!

Ora vorrei fare una domanda a tutti gli ultras di Italia...come giudicate la tifoseria barese dal punto di vista di scontri e di tifo di ieri e di oggi?

Derby

E' andato tutto, o quasi, per il verso giusto questo pomeriggio a Salerno, dove era di scena l'atteso derby tra i granata e la Cavese, terminato 0-0. La partita, ad elevato rischio per la storica rivalità tra le due tifoserie, è terminata con un bilancio di 10 feriti tra i poliziotti, uno dei quali è stato ricoverato all'Ospedale San Leonardo e sottoposto ad intervento chirurgico a causa di un petardo scoppiato tra le gambe. Alla lista dei feriti ci sono da aggiungere tre tifosi della Salernitana, leggermente contusi, e un ultras metelliano, che ha fatto ricordo alle cure dei sanitari.
Più volte prima della gara si sono sfiorati gli scontri tra le due tifoserie: verso le 13:30 un gruppo di tifosi di casa ha provato a sfondare il cordone della Polizia che stava scortando i tremila supporters biancoblù. Tentativo represso con un fitto lancio di lacrimogeni, che hanno disperso i "tifosi" granata. Anche poco prima dell'inizio si sono verificati dei disordini, con gli ultras metelliani che hanno cercato di sfondare la porta che separa la Curva riservata agli ospiti dell'Arechi dal campo: soltanto l'intervento in prima persona del Questore di Salerno, Domenico Pinzello, ha sedato gli animi. A fine gara, da registrare soltanto degli isolati tentativi dei tifosi granata di avvicinarsi al settore ospiti, ma la Polizia è intervenuta prontamente.

8 gennaio 2007

Ultras liberi

In occasione della partita interna del 13 gennaio contro l’Inter noi Ultras, in accordo con tutti i gruppi organizzati della Maratona, abbiamo indetto una protesta per la detenzione forzata di Iacopo e Sergio (i due ragazzi finiti in carcere per la nota “faccenda del Torostore”): tutta la curva resterà vuota per i primi 15’ dell’incontro.

Non essendoci mai stata chiarezza sull’accaduto, consapevoli che molti potrebbero non condividere questo genere di protesta, abbiamo deciso di spiegare come si sono svolti i fatti. Occasionalmente accade che, previo accordo con i rivenditori del merchandising del Torino Calcio, alcuni articoli ufficiali vengano preparati in base alle nostre richieste, pronti per essere ritirati da qualche nostro esponente. Abbiamo sempre pagato tali ordinazioni e, per inciso, lo abbiamo fatto anche questa volta, pochi giorni dopo l’episodio incriminato. Nella circostanza, la merce rappresentava i regali per il Natale alle porte. Il suo mancato approntamento ha generato il malinteso su cui hanno potuto facilmente avventarsi giornalisti e forze dell’ordine.

Iacopo e Sergio, infatti, hanno prelevato dal negozio parte degli articoli commissionati, consapevoli dei buoni rapporti con il gestore e che tutto sarebbe stato saldato all’indomani, ben visibili agli occhi di tutti, in pieno giorno e in piazza Castello: altro che rapina! Questi argomenti non sono bastati a chi va in giro per le boutique del centro a fomentare la repressione, tuttavia.

Dopo 3 settimane, Iacopo e Sergio sono ancora rinchiusi in carcere; mentre il tribunale della libertà ha provveduto a riconfermare il loro arresto. Il caos creato ad arte in superficie dai quotidiani, che dedicano alla faccenda articoli frequenti e fuorvianti, rafforza la posizione di chi scava i tunnel della repressione e gongola al pensiero di scaricare sui due ragazzi un po’ della propria frustrazione. A fronte di un semplice malinteso, malgrado le varie richieste di scarcerazione accolte per casi ben più gravi e in tempi ben più brevi, finora la risposta della legge è stata: detenzione ad oltranza. Ebbene, noi non accettiamo che una semplice incomprensione, uno pseudo-reato abbia costretto due ragazzi di 22 anni a passare tutte le festività in carcere e ce li costringa tuttora, nonché segnato indelebilmente il loro futuro.

Abbiamo sempre pagato per le nostre colpe, reali o meno che fossero, senza chiedere aiuto ad alcuno se non a noi stessi. In questi giorni, la partita da giocare è ben altra; per questo vi chiediamo la massima disponibilità a tener vuota tutta la curva per i primi 15’: sarà un segnale per Iacopo e Sergio, che stanno pagando in maniera spropositata e ingiusta, ma sarà anche un segnale contro la repressione che sta rovinando il mondo degli ultras e del calcio in genere.


ULTRAS GRANATA 1969

Gruppi organizzati della curva Maratona

Curve

MILANO - Bufera sulla curva sud di Milano. Le accuse a carico di una decina di ultras rossoneri vanno dal tentato omicidio alla tentata estorsione anche nei confronti del Milan. L'inchiesta è stata coordinata dal procuratore della Repubblica di Monza Antonio Pizzi e condotta dal pm Salvatore Bellomo.

Le indagini, avviate in seguito alla sparatoria dello scorso 17 ottobre a Sesto San Giovanni, nella quale un tifoso di 32 anni è rimasto ferito a una gamba, hanno portato a delineare uno scenario di pressioni nei confronti della società di via Turati che durava da mesi.

Pressioni e ricatti, consistiti anche nel minacciare disordini durante le partite, da parte di formazioni emergenti di tifosi che, in questo modo, tentavano di farsi accreditare e ottenere vantaggi economici legati a biglietti, gadget e striscioni. E non solo: l'obiettivo era anche raggiungere posizioni di potere.

Ed è proprio in questa dinamica estorsiva e di predominio che si inserirebbe l'agguato al 32enne. Un gesto che sembrerebbe aver avuto lo scopo di dimostrare alla società presieduta da Silvio Berlusconi le intenzioni di chi sta cercando di mettere le mani su un giro d'affari dove sono in gioco interessi economici notevoli.

"Sono stato ascoltato anch'io, ma ne ho passate di peggiori. Non mi risulta che la sparatoria sia avvenuta per interessi economici, ma sarà la giustizia a chiarire cosa è successo" dice Giancarlo Capelli detto 'Barone', capo storico della curva Sud. "Ci sono rapporti normali in curva - spiega Capelli intervistato da Telereporter - qualche volta può esserci qualche problema, anche per via di ragazze, ma sono cose normali". Capelli non nega, però, che ci siano anche interessi economici nella gestione della curva: "Abbiamo dei biglietti che compriamo, paghiamo e rivendiamo. Facciamo pagare i biglietti 2-3 euro in più, e questo succede come in ogni punto di rivendita, anche per andare a teatro".

Capelli, infine, parla del nuovo gruppo che è nato in curva sud dopo lo scioglimento della Fossa dei Leoni: "Abbiamo accettato i Guerrieri Ultras e non siamo stati noi a sciogliere la Fossa. Politica? Siamo apolitici, abbiamo dimostrato di non esser mai stati legati a un simbolo".